Storia del Corteggiamento
Post lungo, dedicato a chi in questi giorni di ponte non è andato a folleggiare in vacanza e a casa non sa come passare il tempo…;-)

(Corteggiamento, di V. Cabianca, 1860)
In principio fu la clava.
Un mezzo veloce, efficace, sicuro, che faceva risparmiare un sacco di tempo e spese superflue: i nostri avi cavernicoli adocchiavano una donna interessante e, senza tanti preamboli, le davano una clavata sulla zucca trascinandola poi per i capelli nella loro caverçonniere, alias caverna-garçonniere. In tal modo venivano applicati letteralmente in una botta sola sia il Corteggiamento che la relativa Seduzione, inventati in seguito forse osservando una gatta che si muoveva spudoratamente sinuosa sotto il naso del gatto gnaolando messaggi amorosi foratimpani, o un piccione danzare intorno alla picciona gonfiando le penne del petto e allargando a ventaglio quelle della coda, o ancora il signor lepre - in mezzo all’erba alta - spiccare salti di un metro per farsi vedere dalla leprotta.
Fatto sta che un bel giorno anche l’Uomo scoprì che le schermaglie amorose abbisognavano di un determinato rituale variabile attraverso le ere e le mode.
Ed ecco così che, più avanti nel tempo, il Corteggiamento e la Seduzione vennero applicati in vari modi; dal rapimento giustificato a scopo procreativo come quello delle Sabine da parte dei Romani, all’estrema spiritualità (si dice) delle “Corti d’Amore” frequentate da prodi Cavalieri stile Lancillotto.Per corteggiare la donna (di solito regolarmente sposata con un altro) l’uomo partecipava a tornei legando un di lei nastro alla punta dell’asta, le dedicava versi sublimi, partiva alla ricerca di draghi da far fuori, si struggeva per l’amore impossibile e spesso defungeva eroicamente.Il trascorrere degli anni fece comprendere ai due sessi che l’arte del Corteggiamento non era poi necessariamente legata al funereo.Fu così che, zompando in avanti nel tempo, durante il cosiddetto Secolo Galante, soprattutto nella Francia del ‘700, vi fu un più ameno variare dei costumi sentimentali; nei salotti di conversazione siti nelle dimore di celebri nobildonne progredite, s’intrecciavano schermaglie più o meno velate: giochi di “corte”, appunto, gestiti da nobili o brillanti intellettuali. La marchesa di Chatelet fu per quindici anni “corteggiata” da Voltaire e da quasi tutta l’Enciclopédie, mentre Diderot flirtava allegramente persino con l’imperatrice russa Caterina II la quale, secondo la biografa Neera , “adorava ascoltarlo e pur di godere la sua conversazione, si lasciava pizzicare i ginocchi e sbattere in faccia la parrucca, poiché lo giudicava geniale e fascinoso”. L’avvento del Romanticismo riportò un po’ di lacrime e sospiri, ma soprattutto inventò le figure del Bel Tenebroso e della Donna Lagna; lui depresso, ingrugnito e malinconico, tormentato da passioni interiori, magari esule volontario come Jacopo Ortis, di solito finiva suicida o moriva combattendo da patriota; lei, affetta da perenni svenimenti, anemie, morbi vari nonché ovviamente già promessa sposa ad un altro, solitamente defungeva per cause patologiche aggravate dall’infelicità sentimentale.Allora il Corteggiamento era fatto di sospiri strappacore, sguardi lacrimosi, margherite sfogliate su teneri versi del Prati e romantiche passeggiate in cimiteri illuminati dalla Luna.Ma già nel periodo Vittoriano, nonostante si mettessero le mutande alle sedie e il pronunciare parole come “gambe, petto, pancia” fosse considerato una sconcezza, la “prudérie” ebbe il sopravvento, come ben testimoniano le trame delle meravigliose commedie di Oscar Wilde: tutto era lecito, purché non si sapesse in giro.L’uomo era il Cacciatore, la donna la Preda; concetto spiegato in modo tonitruante da Paolo Mantegazza nella sua Fisiologia dell’amore (1873):“La seduzione è l’arte di far valere tutti i nostri valori e di presentarli nel miglior aspetto possibile.
Per piacere noi miglioriamo noi stessi e, fatti belli dalla natura e dall’arte, bussiamo col corteggiamento alla porta per dove entrano gli affetti.
L’uomo, che dei due che amano è il più forte, e che dalla forza attinge le sue più irresistibili seduzioni, dopo aver scrollato la chioma leonina, si getta ai piedi della donna e chiede un’elemosina d’amore.
E la donna, che dei due che amano è la più debole, ama arruffare colle sue gentili manine la chioma del re degli animali e fargli il solletico, e godere della sovrumana voluttà di posare il piede sulla forza e di sentirla fremere e poter dire :-”E’ mia…”.” Nel 1928 D.H.Lawrence, con la sua Lady Chatterley lanciò la moda della donna raffinata ed annoiata che si lasciava sedurre dal suo esatto opposto incarnato nel muscoloso guardiacaccia Mellors, olezzante non tanto di lavanda quanto di selvatico e incurante di ogni studiata galanteria.Un tipo di seduzione che continua tutt’ora: esistono donne che preferiscono una canottiera stile muratore (purché firmatissima), ad una camicia di Oxford…
Le stesse che si lasciano affascinare dalla maleducazione e dalla buzzurraggine, possibilmente unite ad una crassa ignoranza, che loro però definiscono “carattere maschio“, rischiando di far diventare femminista pure Madama Butterfly.Ma le donne, intorno agli anni ‘30, iniziarono a seccarsi un po’ di fare le prede e si tramutarono a loro volta in voraci Vampire abbreviate in Vamp (o più esoticamente Femmes Fatales); avide, sensualissime crudelone dagli occhi bistrati di nero, labbra a cuore e bracciali a forma di serpente, che con gli uomini giocavano come il gatto col topo.
Seducendoli li plagiavano conducendoli alla rovina finanziaria e all’autodistruzione, finendo talvolta per rimbambirli per sempre, come ben raccontato nel film L’Angelo Azzurro interpretato da quella fatalona di Marlene Dietrich.Negli anni ‘50-60 per alcuni uomini pieni d’iniziativa il corteggiare e sedurre le donne diventò una sorta di professione: nacquero così i famosi Vitelloni, muscolosi ragazzotti bazzicanti in origine le spiagge romagnole alla caccia di turiste nordiche, e i Playboy, giovanotti più raffinati, solitamente di buona famiglia, specializzati in attrici famose e miliardarie in genere.
Per altri maschietti più timidi e insicuri, proprio in questo periodo vennero pubblicati miriadi di libri e manuali che insegnavano infallibili “tecniche di seduzione“.
Ad esempio un tal Conte Jean Delavigne (e non so cosa darei per conoscere il vero nome…) scrisse il best-seller in 2 volumi Come conquistare le donne (ed. De Vecchi, 1964), in cui le “lezioni” erano suddivise in capitoli quali:
Imparate a conversare (”Seducetele innanzi tutto con i vostri discorsi: del resto, per conversare con le donne occorre solo parlare soprattutto di loro, della loro grazia, della loro avvenenza, della loro intelligenza”); Curate la vostra cultura (”In fondo la donna, ben lo sappiamo, è molto vanitosa e anche se lei di cultura ne ha pochina si sente molto fiera di andarsene a braccetto con un dottore, un ragioniere o un tecnico ben apprezzato per la cultura”); Imparate le belle maniere ( “Anche se siete convinti che l’uomo è superiore alla donna, nella vita sociale lei viene al primo posto; a lei si cede la destra, il posto a sedere, la parola: purtroppo sì, anche la parola!”); Gestire gli sguardi (”Vere sentinelle avanzate nella battaglia amorosa, gli occhi preparano il terreno”); Come farsi notare (”Studiandola da lontano, ma non tanto, di modo che vi possa vedere e incuriosirsi”); Cosa dire (”Lusingatela, mettetela in risalto in pubblico, tessetene le lodi e, anche e soprattutto se è sciocca, ditele che le affidereste le incombenze più delicate…”).
La frase finale del libro è “Abbiate perciò fiducia in voi stessi! Ad ogni angolo di strada (sic) vi è una donna che anela ad incontrare l’amore, che sogna di essere abbordata: andate quindi, senza esitazione, certi che avrete al più presto una lusinghiera vittoria“.
Probabilmente furono proprio le donne che lessero libri di questo genere , che decisero di fondare seduta stante il Movimento Femminista e per tutti gli anni ‘70 le parole “corteggiamento” e “seduzione” divennero sinonimi di bieco maschilismo; cose da combattere e annientare al grido di “Io sono mia e mi gestisco io“.
Nei casi più convinti, se un uomo osava presentarsi ad una fanciulla con un mazzo di fiori, offrire lui la cena o semplicemente aprirle la portiera della macchina, rischiava prima di ricevere in cambio un vezzoso calcio sotto la cintura, poi di essere violentato sul cofano secondo i canoni dettati dall’eroina del momento, Erica Yong nel suo Paura di volare.
Poi vennero gli anni ’80 col mito (appassionatamente condiviso da uomini e donne) del Rampantismo che - in nome dell’evitare tutto ciò che potesse distrarre dall’unico Vero Fine della Vita, la Carriera - in certi casi cancellò, insieme alle classiche idee di pudore e morale, ogni residua forma di romanticismo e galanteria.
Non c’era tempo per nulla, se non per un veloce scambio di sesso reciproco basato però sul mito della reciproca libertà.
Intorno agli anni ‘90 le cose si calmarono, non prendendo più però connotati precisi.
In compenso molti uomini piombarono in uno stato di frustrazione misto a insicurezza e comodissimo infantilismo cronico (sindrome da Peter Pan): perciò molte donne, fiere delle loro chiarissime idee (Single è bello! Tutte hanno un uomo e io no, ohimimì! Ho solo 30 anni! Ho già 30 anni! L’orologio biologico incombe: voglio un figlio! Pensa che il folle vuole un figlio! Voglio essere libera di frequentare chi mi pare, sono una donna emancipata! Vuole essere libero di frequentare chi gli pare, lo str***!), infilando una metaforica clava in borsetta, iniziarono sempre di più a prendere l’inziativa ribaltando decisamente i ruoli.
E oggi, secondo voi, com’è la situazione del Corteggiamento?


direi che non esite più!
Commento di Graziano - 26 Aprile 2008 11:48
Graziano, drastico! ;-)
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 11:52
No, secondo me continua a esistere. Magari ha altre “tecniche di approccio” più moderne, come il virtuale, ad esempio. Conosco moltissime coppie che “prima” si sono conosciute e hanno dialogato a lungo via email prima di incontrarsi ;)
Commento di MaxG - 26 Aprile 2008 12:01
non direi che sia sparito…è cambiato molto nei modi e nei tempi….ed anche gli attori sono cambiati…insomma…si è trasversalizzato,oggi si corteggia,domani può capitare di essere corteggiati,od almeno,palesemente incoraggiati…..
a tutta questa “evoluzione”non sempre a corrisposto un miglioramento…purtroppo……
diciamo che come nel cinema ci sono i cortometraggi….nel rapporti fra sessi esistono i cortocorteggiamenti…..
Commento di roger - 26 Aprile 2008 12:03
Max, bé, certamente si adatta ai tempi…:-)
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 12:04
Diciamo che per puro amore verso la tradizione del corteggiamento, io almeno evito di esclamare “ou, ma io sono mia!” alle corteggiatrici più incoraggianti, come dice Roger :). Plà, è una mattinata surreale, porta pazienza. Sempre tuO. :))
Commento di nowaytoslowdown - 26 Aprile 2008 12:18
Roger, “cortocorteggiamenti” mi piace ;-)
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 12:20
avendo frequentato irc (le chat)per un pò di tempo direi sicuramente il virtuale.. conosco coppie formatesi da internet, gente che da irc si è sposata, grandi casini, insomma non sarà la maggioranza, ma una bella tendenza c’è.. e poi vogliamo parlare degli sms?
Commento di luca - 26 Aprile 2008 12:30
non so com’e’ il corteggiamento oggi ma grazie Miti. E’ stato bellissimo leggerti, un ripasso davvero istruttivo. Ciao
Commento di graziella - 26 Aprile 2008 12:50
Pero’ si, ora che mi ci fate pensare tra i miei amici giovani due coppie si sono formate attraverso internet e altri single che conosco ci stanno provando…
Commento di graziella - 26 Aprile 2008 12:54
bellissimo questo post :-) Io direi che continua a esistere ma ora sono le donne quelle che prendono l’iniziativa..! Ricordo che in giorni recenti, in metropolitana, ho visto due ragazzi.. Lui 16 anni, non di più, viso ancora da bambino.. Lei forse la stessa età, ma sembrava una donna e non più una bambina.. Loro due erano in un angolo e la ragazza ha poggiato la mano sulla porta in modo da “intrappolare” il ragazzo.. Lui, evidentemente nervoso / spaventato, aveva il biglietto tra le mani e lei si è avvicinata in modo da farsi sfiorare i seni con le mani del ragazzo.. Siccome lui non ha fatto niente, lei gli ha strappato il biglietto dalle mani e si è avvicinata ancora di più, come se cercasse un bacio, ma il ragazzo niente, anzi, si allontanava (quel poco che poteva, non c’era molto spazio in quell’angolo..!).. Poi lei, dopo aver capito che non avrebbe ottenuto nulla, gli ha dato un colpo scherzoso sulla pancia, l’ha preso per mano e sono scesi dal treno (l’ha trascinato fuori dal treno a dire la verità..!).. Mi hanno fatto ridere :-) È incredibile cosa possano fare gli ormoni no…????
Commento di Shaindel - 26 Aprile 2008 12:58
Nowaytoslowdown, che ti succede oggi di surreale, teso’? :-*
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 13:05
Luca, parliamone. :-)
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 13:06
Graziella, ciao a te stelìn! :-*
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 13:06
Shaindel, ma poverino! :-DD
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 13:08
parliamone…. bè c’erano room apposta… ma poi erano apposta tutte le room:)
e gli sms…… pensa che quando ho venduto l’altra macchina come mio solito ho messo il mio numero di cellulare nel vetro posteriore…non puoi sapere quanti mi telefonavano…mentre mia moglie la guidava
la cosa strana che quando la guidavo io non mi chiamava nessuno
Commento di Luca - 26 Aprile 2008 14:34
la clava moderna potrebbe essere la metafora degli stupri, eppure credo che invece possa rappresentare quella sana virilità che gli uomini hanno perso. le donne che incontro mi dicono che gli uomini di una volta non esistono più, che si sono femminilizzati e scoglionati (senza palle cioè). ma qualche ultimo highlander maschio s’aggira ancora… ;-)
Commento di antonio vergara - 26 Aprile 2008 14:41
Non mi corteggia nessuna da tempo.
Commento di bruno carioli - 26 Aprile 2008 14:52
Posso dirlo? Per la mia piccola esperienza: un gran casino. E nessuna via di riuscire a rimediare al casino. Comunque si quoto che dice che si è spostato tutto sul virtuale. Il problema del virtuale è che si è lontani e certi messaggi che possono arrivare solo fisicamente, con un incontro di sguardi non arriva oppure arriva distorto e ti illudi, pensi chissà cosa. E ritorno alla mia frase di prima, in parole povere: un gran casino.
Commento di Krishel - 26 Aprile 2008 14:59
Luca, ma perché metti il numero di cellulare nel vetro posteriore?
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 15:00
Antonio, credo che l’ideale sarebbe una sna via di mezzo fra l’highlander e MioMinipony eh?
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 15:02
Bruno, e tu corteggi? Pigrone! ;-D**
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 15:02
non è che giro con il numero di cellulare nel vetro dietro solitamentema quando vendevo la macchina c’era un cartello con su scritto vendesi 347 233 xx xx
ps esattamente anche adesso c’è lo stesso cartello ricordi la land rover sei sempre interessata:)?
Commento di luca - 26 Aprile 2008 15:10
Plà, di surreale succede che mi riscopro ogni volta completamente indifeso nei confronti di certo tipo di luce. Dovevo nascere con la pelle più spessa, mannaggia. Insomma, per il corteggiamento avrei bisogno di cortecciamento. *
Commento di nowaytoslowdown - 26 Aprile 2008 15:19
Luca, nella strada dove abito la land rover non ci passerebbe proprio ;-)
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 17:11
Nowaytoslowdown, dovrebbero inventare dei “solari” appositi! :-D
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 17:11
Krishel, sì, essere “lontani” e non viso a viso provoca spesso disguidi e incomprensioni :-**
Commento di Placida Signora - 26 Aprile 2008 17:12
Tra qualche chicchirichì e coccodè ho l’impressione che sia cambiato il diverso modo di corteggiare , da ambo le parti. Secondo me la galanteria, la gentilezza, il romanticismo esistono a prescindere dall’età, ma sono condizionati dal diverso modo di porsi della controparte. Ho vissuto il cambiamento evolutivo( o involutivo, dipende dai punti di vista) dagli anni ’60 in poi e noto che non esistono più ruoli definiti e mi spiego:la donna ha imparato a portare i pantaloni in casa e fuori casa per necessità o ambizione . E’ diventata più indipendente economicamente ed affettivamente, intraprendente , sicura, competitiva e di conseguenza anche aggressiva non solo nella vita pubblica ma pure in quella privata .Di conseguenza l’uomo ha assunto un atteggiamento diverso : è disorientato, si lascia conquistare e, a volte si fa narcisisticamente pretendere, quando s’imbatte in una virago nel linguaggio e nei modi. Sinceramente credo che quest’ultimo sia un ruolo interpretato ad hoc da alcune donne, che per natura però sono più sentimentali dell’uomo. In fondo in fondo, anche se sembrano disinvolte, temono di far trapelare sentimenti e pensieri veri. Insomma forse alla fine tanta ostentata spavalderia femminile denota un’insicurezza di base e ci rimettono le donne perché l’aspetto sentimentale dell’uomo viene nascosto e resta quello più intraprendente, forse “tacchinesco” che sembra più rispondente alla moda del momento.
Sarebbe più semplice essere quello che si è davvero, senza vergognarsi troppo dei propri sentimenti che , secondo me, sostengono il rapporto di coppia. Il sentimento, tradotto in modo romantico anche con il corteggiamento ,esprime sensibilità d’animo e ne implica altrettanta per essere compreso ed accolto.
Il fatto che il corteggiamento( e non solo) on line abbia successo forse non è dovuto solo alla difficoltà che si ha nel comunicare con persone reali e lontane , ma soprattutto al timore di rivelarsi e rapportarsi nel reale. Dietro un monitor gli interlocutori si sentono più sicuri: ma alcuni riescono a fare trapelare se stessi, altri invece giocano il ruolo di personaggi virtuali non corrispondenti alla persona reale. Insomma se le tecnologie promuovono una diversa forma di comunicazione, rischiano di falsare quella reale , più diretta e spontanea .
Commento di skip - 26 Aprile 2008 18:56
Com’è oggi??
sarò breve…DISASTROSA!!
Nostalgico del Romanticismo!
Un abbeaccio, a presto!
Commento di AndreA - 26 Aprile 2008 18:57
IL corteggiamento? Credo siano le donne a farlo; dopo, quando la coppia si è formata,la maggioranza si manda messaggini a piu’ non posso sul cellulare. Lo dico perchè conosco un sacco di ragazze e ragazzi (figli di conoscenti e di amici) che hanno questo atteggiamento che io non concepisco e non capisco, perchè il mio “tempo delle mele” è terminato.
Buona domenica a tutti. Un bacio Miti’.
Commento di tittieco - 26 Aprile 2008 19:03
Sono d’accordissimo con la tua frase finale che spiega tutto. Le donne hanno forse davvero spaventato troppo gli uomini. Troppo sicure di se, troppo emancipate e indipendenti: benissimo ma i ruoli sono davvero cambiati. Sarà ma personalmente rimpiango i corteggiamenti vecchia maniera quelli lunghi, quelle delle attese, quelli che ti fanno sentire importante in cui è bello trasformarsi in preda e nei quali anche il cacciatore è più soddisfatto. In fondo il bello di qualunque cosa non è forse sempre nell’attesa?
Buon tutto carissima Mitì
Commento di elle - 26 Aprile 2008 21:45
se qualcuna mi corteggia mi guardo bene dall’accorgermene e viceversa
Commento di john - 27 Aprile 2008 09:26
Le “idee chiarissime” delle donne della mia generazione mi fanno rotolar dal ridere!!!
E’ proprio cosìììì!!!
:oD
Commento di ZiaPaperina - 27 Aprile 2008 11:26
Non so se esista ancora il corteggiamento in senso stretto, i rituali cambiano alla velocità della luce.
Diciamo che il mio amore mi ha corteggiata un po’ alla vecchia maniera (e cioè con fiori e lettera), ma anche alla nuova con email e gadget di iGoogle.
Quindi direi che ancora si corteggia e che è bellissimo sia da fare che da ricevere!
Commento di phoebe - 27 Aprile 2008 21:23
Io vorrei chiedere al Sig. Antonio Vergara se si rende conto di cosa ha scritto poco sopra, e mi sembra anche strano che nessuno lo commenti:
“la clava moderna potrebbe essere la metafora degli stupri, eppure credo che invece possa rappresentare quella sana virilità che gli uomini hanno perso. le donne che incontro mi dicono che gli uomini di una volta non esistono più, che si sono femminilizzati e scoglionati (senza palle cioè). ma qualche ultimo highlander maschio s’aggira ancora… ;-)
Forse non ho capito. Lo stupro rappresenta la sana virilità?
Commento di elena - 27 Aprile 2008 21:43
Tutte le volte che penso alle “fatiche” del corteggiamento, mi viene in mente questa canzone ;oD Ciao dolce signora!!
‘A Pizza
( Testa - Martelli )
I
o te ‘ncuntraje:
na vocca rossa comm’a na cerasa,
na pelle prufumata ‘e fronne ‘e rose….
io te ‘ncuntraje…
Volevo offrirti,
pagandolo anche a rate…
nu brillante
‘e quínnece carate…
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza…
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa…
‘a pizza e niente cchiù!…
II
Io te purtaje
addó’ ce stanno ‘e meglie risturante…
addó’ se mangia mentre ‘o mare canta…
io te purtaje…
Entusiasmato ‘a tutte st’apparate,
urdinaje
nu cefalo arrustuto…
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza…
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa…
‘a pizza e niente cchiù!…
……………………………..
III
Io te spusaje…
‘o vicinato e ‘a folla d”e pariente,
facevano nu sacco ‘e cumplimente,
io te spusaje…
All’improvviso,
tra invite e battimane,
arrevaje
na torta ‘e cinche piane…
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza…
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa,
Ma tu vulive ‘a pizza,
‘a pizza, ‘a pizza,
cu ‘a pummarola ‘ncoppa…
‘a pizza e niente cchiù!…
Commento di Chamfort - 28 Aprile 2008 00:46
Cosa stavo rischiando di perdermi, standomene in spagna senza connessione ;)
Sul corteggiamento mi ritrovo molto nelle parole di skip; sto notando, in questi ultimi tempi, che gli unici a praticare seriamente l’arte del corteggiamento sono i gay. Si conoscono via internet, magari, ma molto spesso scatta subito l’incontro, l’invito a bere qualcosa o addirittura a cena. Gli spasimi, gli sms, la qualsiasi. Gli uomini etero, al contrario, così come le donne etero, non ne hanno voglia. La scelta è tanta, una vale l’altra: perché sbattersi tanto per un’unica persona quando tanto ce ne sono altre - come te - alla ricerca più o meno disperata di qualcuno con cui dividere i costi dell’affitto?
La parte meno cinica di me è ancora sulla spiaggia di Barcellona - speriamo che torni in fretta! :D
Ti abbraccio
Commento di Odiamore - 28 Aprile 2008 17:26
@elena
la clava metafora di decisone, risolutezza.
Commento di antonio vergara - 30 Aprile 2008 15:09
[...] Anche stavolta, dedico un lungo post a chi in questi giorni di ponte non è andato a folleggiare in vacanza. [...]
Pingback di Placida Signora » Blog Archive » Giovanni il Pizzoso, Italo l’Inetto, Luigi il Matto - 3 Maggio 2008 00:43