Pillole di Sicilia: le Scacce
Poiché il galòp mi terrà occupata tutta la mattinata impedendomi di scrivere a lungo, inizio velocissima a raccontarvi la mia Sicilia rispondendo alla domanda che alcuni di voi mi han posto nel post qui sotto, e che si può riassumere così: “Cosa hai mangiato di buono?”.
Tante cose, tra queste le meravigliose Scacce.
Sono una specie di focaccine ripiene di mille cose diverse, solitamente a forma di mezzaluna (ne esistono anche rettangolari); qui fornisco la ricetta che mi hanno dato a Ragusa.
Ingredienti
1 kg di farina di grano duro
1 cubetto di lievito di birra
acqua
sale
olio d’oliva
Impastare la farina con l’acqua, lievito e sale. Dividerla in piccoli pani. Far lievitare per un’oretta più o meno.
Col mattarello stendere i panini a forma di disco.
Posare nel centro dei dischi quello che più vi piace, mescolando vari ingredienti.
Ad esempio: prosciutto cotto, pezzetti di caciocavallo, dadini di pomodoro, foglie di basilico.
Oppure cavolfiore lesso, anelli di cipolla, pezzetti di tuma fresca, tocchetti di salsiccia, pezzetti di pomodori secchi.
O ancora caciocavallo, cipolla, olive nere (snocciolate!), acciughe salate.
Altrimenti broccoli lessi, pomodori secchi, caciocavallo, salsiccia.
Sennò patate rosolate, bietole lesse, capperi, tuma e cipolla. O pezzetti di melanzana, ricotta, capperi e tuma…
Insomma, sbizzarritevi.
Piegare poi i dischi a metà formando delle mezzalune (e facendo attenzione a non far uscire la farcia), chiudere arrotolando e schiacciando bene la pasta sul bordo, posarli su una teglia, spennellarli d’olio e schiaffarli in forno a 200° per circa mezz’ora. Dipende dal forno, ovviamente; di solito son pronte quando sono belle dorate.
Vi è venuto pitittu? ;-)


non avevo visto le date, ma ti ho mancato di poco….:-)))
che bel sole ho lasciato…sigh!!!
proverò la ricetta!!!
vasunedda!!!!!;-DDD
Commento di aglaia - 17 Aprile 2008 03:14
Sono le tre di notta passate, ho appena visto full metal jacket..e già la fame mi dilagnava, ora credo che sverrò, mi è venuto pitittu si
Commento di paz83 - 17 Aprile 2008 03:14
le ricordo,buooooooneeee…ma a quest’ora non ancora , grazie
Commento di skip - 17 Aprile 2008 06:38
pitittuseeeeeeee…..!!!!
scacce e lumere….
scaccericetta
http://www.modicaonline.com/avvio/gastronomia.htm
Commento di roger - 17 Aprile 2008 07:07
Bentornata Mitì, ci mancavi.
E subito ci hai fatto un regalo!
Proverò queste scacce che devono essere propio buone e leggere, dato che sono cotte al forno. Grazie!
Buona giornata
Commento di Rosy - 17 Aprile 2008 08:09
se ci ostiniamo a chiamare “pomodori secchi” le CIAPPE, non mi verrà mai pitittu ;-)
Mia madre è molto brava a fare le scacce, ma qua vedo combinazioni di ingredienti interessanti e sconosciute :D
Commento di Tambu - 17 Aprile 2008 08:44
Eh, certo. Ma le ‘cartocciate’ e le ‘cipolline’ del catanese sono imbattibili… (beh, diciamo che non ho ancora trovato qualcosa che non lo sia, in Sicilia).
Commento di giusec - 17 Aprile 2008 08:51
Le ho già provate e sono SQUISITE ! Non le ho mai cucinate, percio’ provero’ sicuramente a farle. Sicuramente entro il fine settimana. Grazie un caro saluto.
Commento di tittieco - 17 Aprile 2008 08:54
non riuscirò mai a farle! Sono una frana in cucina!
Commento di Graziano - 17 Aprile 2008 09:08
“(e facendo attenzione a non far uscire la farcia)” era rivolto agli uomini e “son pronte quando sono belle dorate” alle donne eh? :) un sorriso Plà.
Commento di nowaytoslowdown - 17 Aprile 2008 09:21
Pitittu? Sono qui che sbavo sulla scrivania!!! :oD
Commento di ZiaPaperina - 17 Aprile 2008 09:39
hmmm… da provare subito…
Assomigliano ai cassoni riminesi (pasta tirata o schiacciata farcita in varia maniera prima della cottura). Nel nostro caso non usiamo il forno ma la teglia/testo posta direttamente sul fuoco (la stessa della piadina).
In cucina, tutto il mondo è paese!
Commento di Cristella - 17 Aprile 2008 09:48
Noooooooo!….
:-)°°°°°°°°°°°°°
Commento di Morganalarossa - 17 Aprile 2008 09:57
Che meraviglia!!! ma anche io non riusciro’ mai a farle, me la cavo meglio con i dolci, pero’ oggi e’ giovedi, e allora pausa pranzo con i GNOCCHIIIII :+)))
Commento di mimosa fiorita - 17 Aprile 2008 10:00
Che meraviglia!!! ma anche io non riusciro’ mai a farle, me la cavo meglio con i dolci, pero’ oggi e’ giovedi, e allora pausa pranzo con i GNOCCHIIIII :+)))
Commento di mimosa fiorita - 17 Aprile 2008 10:00
Le hai provate con ricotta, scorza di limone, erbette e uovo? L’uovo cuocendo resta intero. Ora corro giù a mangiare qualcosa, che ho i crampi da pitittu.
Commento di MaxG - 17 Aprile 2008 10:01
Belle e [son sicuro] buone.
Potresti mettere su un ristorante a picco sul mare con ricette da tutto lo Stivale.
Dove magari, a tarda sera, raccontare le tue bellissime storie per gli ultimi astanti…
Commento di Antar - 17 Aprile 2008 10:02
mmmmm veroooo
mi hai riportato indietro di qualche annetto
ora con la ricetta promesso è che mi sbizzarrisco ;)
buona galoppata Mitì
spero senza ombrello da te ;)
Mari
Commento di Irish Coffee - 17 Aprile 2008 10:09
Mi è smorcato un pitittu, come direbbe Camilleri. Ci sei mancata tu, e anche il tuo voto.
Commento di regi - 17 Aprile 2008 11:37
ANTIPASTO…
CRISPEDDI
Ingredienti:
gr. 400 pasta da pane lievitata - acciughe salate - olio d’oliva - olio per friggere - origano. Impastate per circa 5 minuti la pasta da pane con un cucchiaio di olio d’oliva; lasciatela riposare coperta da un tovagliolo per un’ora circa e fatene dei panini piatti e allungati nei quali avrete messo un filetto di acciuga dissalato e diliscato e un poco di origano.
Poggiate i Crispeddi su una tovaglia e lasciateli lievitare per un’altra mezz’ora.
In padella scaldate abbondante olio per friggere e mettetele a friggere, uno o due per volta, quando saranno ben croccanti, toglieteli e serviteli ancora caldi.
PRIMO
PASTA CON LE SARDE
Ingredienti: per 4 persone
gr. 400 di maccheroni - gr. 300 di sarde non troppo grosse - gr. 150 di finocchio selvatico - un cucchiaio di uva sultanina
- un cucchiaio di pinoli - 4 acciughe salate - 1 spicchio d’aglio - 1/2 cipolla - 1 bustina di zafferano - olio di oliva - farina
- sale e pepe. In una padella con abbondante olio caldo, friggete le sarde, dopo averle pulite, aver tolto lisca e testa e averle infarinate.
Fatele asciugare su carta da cucina e salatele.
Lessate i finocchi in abbondante acqua salata ed a cottura ultimata toglieteli e tritateli.
Nell’acqua di cottura fate cuocere i maccheroni che scolerete al dente.
Preparate una salsa rosolando nell’olio un trito di cipolla, aggiungendo poi i finocchi tritati, i filetti d’acciuga spezzettati, l’aglio, l’uva sultanina (prima fatta ammorbidire in acqua tiepida), i pinoli, un po’ di pepe e lo zafferano.
Allungatela se necessario con un pò d’acqua tiepida.
Condite i maccheroni con questa salsa, serbandone qualche cucchiaiata.
In una zuppiera mescolate con delicatezza i maccheroni e le sarde, coprendo infine il tutto con la salsa rimasta.
Ponete in forno caldo a 180° per circa 10 minuti e servite.
SECONDO
FRITTATA ALL’ACCIUGA
Ingredienti: per 4 persone
8 uova - gr. 400 pomodori maturi - 4 acciughe salate - 1 spicchio d’aglio - prezzemolo - farina - olio di oliva - sale e pepe. In una teglia, in mezzo bicchiere di olio, soffriggete l’aglio tritato con un cucchiaio di prezzemolo; aggiungete le acciughe dissalate e diliscate e mescolate per farle sciogliere.
Unite i pomodori sbucciati e passati al setaccio, sale, pepe e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti.
Sbattete in una terrina i tuorli delle uova con sale, pepe, un cucchiaio raso di farina ed incorporate gli albumi montati a neve.
Con il composto fate delle frittatine sottili e su ognuna mettete un poco di salsa di acciughe.
Avvolgetele e servitele subito.
DOLCE
CIAMBELLA RIPIENA
Ingredienti: per 6 persone.
400 gr. di farina per dolci - 150 gr. di burro - 250 gr. di fichi secchi - 50 gr. di pinoli - 50 gr. di mandorle sgusciate
- 50 gr. di noci sgusciate - 100 gr. di miele - 100 gr. di zucchero - 2 uova - 1 limone - 3 cuccchiai di Marsala secco - sale. Impastate la farina con 2 tuorli d’uovo, 3 cucchiai di zucchero, il burro, un pizzico di sale e la buccia grattugiata di un limone.
Coprite l’impasto con un tovagliolo, e fatelo riposare per 2 ore.
Tritate non troppo finemente i fichi secchi, le mandorle, i pinoli e le noci, e mescolate il tutto in un recipiente insieme con la frutta candita tagliuzzata, lo zucchero rimasto e 3 cucchiai di marsala, e il miele che avrete sciolto in precedenza.
Stendete la pasta dandogli una forma rettangolare di circa 50 x 25 e uno spessore di un centimetro circa, dove distribuirete il ripieno, che arrotolerete dalla parte più lunga.
Chiudete bene il rotolo, premendo bene i bordi, affinché durante la cottura non si apra.
Date al rotolo la forma di una ciambella e cuocetela in forno a 180 gradi per 30 minuti circa
———————————-
BUON PITITTOOOO…..ACCIUGOLOGA DI RITORNO DALLA SICILIA…..
mi sta venendo fame…..si vede..???
Commento di roger - 17 Aprile 2008 11:53
comunque le scacce le conoscevo già e riesco a mangiarle anche qui da me…conosco un ristorante pizzeria di cui è proprietario un siciliano…e devo dire che sono squisite…..fa anche una versione…dedicata a chi è di…animo nobile e gentile(per cui,votato ,per sua natura al sacrificio)che viene servita come monoporzione in un vassoio ovale di 50 cm…..tutto occupato dalla suddetta focaccia….ribattezzata affettuosamente…TIR…
Commento di roger - 17 Aprile 2008 12:06
slurp! te l’ho già detto che sei deleteria per dla dieta vero?
uhm..sì, te l’ho già detto :-)
Commento di Noeyalin - 17 Aprile 2008 13:19
Aglaia, il giorno che son partita, all’Eremo della Giubiliana (l’albergo dove stavo a Ragusa) impiegati e camerieri protestavano contro il brutto tempo. Ossia 24° alle 10 del mattino, ventincello freschissimo, cielo turchese. :-D
vasunedda attìa! :-**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:23
Paz83, io mi sono addormentata alle 2 sognando scacce e arancine…:-D
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:24
Skip, ma a quest’ora sì, vero? ;-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:25
Roger, ogni luogo lì ha la sua scaccia :-)
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:26
Rosy, infatti mi piacciono molto per via del forno. E pensa che a Siracusa ho mangiato anche gli arancini (o arancine) al forno!
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:27
Graziano, impara! ;-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:27
Tambu, non ho sentito mai parlare di “ciappe” lì…ma è un termine siracuso-ragusano?
Invidio una mamma che fa le schacce! Passale le combinazioni a nome mio :-**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:38
Ma hai visto come ho scritto scacce? non ci vedo più dalla fame! ;-DD
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:39
nowaytoslowdown, no no. Se non si lascia abbastanza spazio per chiuderle, la facia scappa davvero da tutte le parti! :-D
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:40
ZiaPaperina: contegno! ;-**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:40
Cristella, hai già messo la ricetta da te? :-**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:41
Morgana, sìììììììì! ;-P
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:41
Mimosa, come li hai mangiati gli gnocchi? ;-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:43
Max, sono dolorosissimi quei crampi (proverò ricotta ecc);-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:43
Antar, bella idea. Ma se cucino non ho tempo per raccontare. Oppure potrei farlo in contemporanea. Però mi sa che non ci state tutti in cucina ;-**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:45
Irish, mah…sembra ottobre! ;-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:45
Giusec, quelle mi mancano…acc! Vero, si mangia da dio dappertutto lì. :-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:46
Regi, Camilleri era dappertutto lì. :-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:47
Roger, io le amo proprio perché son piccine…non credo riuscirei a mangiarne grosse così. :-)
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:50
Noe, son calorie virtuali le mie…;-D**
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:52
Tittieco, poi mi dici! :-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 13:53
Le scacce!!!! Buone buone buone!
Spero ti sia goduta al meritatavacanza cosi’ come avresti voluto!!!
Commento di Imma - 17 Aprile 2008 17:32
Imma, godutissime. Ma troppo brevi, sigh. Mica come questa giornata dall’infinito galòp…(sospiro)
:-*
Commento di Placida Signora - 17 Aprile 2008 18:36
Le storie dopo cena.
Con un bicchiere di quello buono in mano…
Commento di Antar - 17 Aprile 2008 18:41
battute sul battuto…..?????….sul cibo… :)))
Si dice che l’appetito vien mangiando, ma in realta’ viene a star digiuni. (Toto’ in “Toto’ al Giro d’Italia”).
A casa nostra, nel caffelatte non ci mettiamo niente: ne’ il caffe’, ne’ il latte. (Toto’ in ‘Miseria e nobilta’)
Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro. (Eduardo De Filippo rivolto alla domestica in “Fantasmi a Roma”)
ma quella che preferisco è………
“Terro’ il vino in fresco…”. “E tutto il resto in caldo!”. (Mary Goodnight dando appuntamento a Bond in ‘L’uomo dalla pistola d’oro’)……naturalmente intendeva…..LE SCACCE….
mi hai dato un idea per sabato…oltre la pizza faremo le SCACCE… :))))
Commento di roger - 17 Aprile 2008 18:51
‘u munnu è spartùtu tra chiddi chi ‘un dòrminu picchì hannu pitìttu e chiddi chi ‘un dòrminu picchì si scàntanu ri chiddi chi hannu pitìttu
U sceccu
Parole da una poesia di pubblico
dominio risalente al 1848
e musica di Rocco Pollina.
Arrangiamento Rocco Pollina
e Mondorchestra
Nu sceccu avvezzu a traspurtari pani
un jornu lu PITITTU lu futtia
“Patruni, a nomu di li cristiani”
ci dissi “quacchi tozzu ni vurria”
“La cira ‘nmanu di li sacristani
squagghia comu la nivi a la campia.
Tu ca li costi l’hai robbusti e sani
pensa un momentu a ristorari a mia”.
Rispusi di bon cori lu patruni
“Si fussi pagghia t’avirria cuncessu
mangiaritinni magari un saccuni,
ma di lu pani nun ci trovu nessu.”
“Ti dugnu un cozzu di lu vastidduni
e lu PITITTU to sempri è lu stessu”.
Lu sceccu fu ‘mpurtunu
si curca ‘nterra e dici
“Lu sazziu un criri a lu diunu”.
Nu sceccu avvezzu a traspurtari pani
un jornu lu PITITTU lu futtia
“Patruni, a nomu di li cristiani”
ci dissi “quacchi tozzu ni vurria”.
Commento di roger - 17 Aprile 2008 19:22
Mamma mia che buoni!!!
ma quando ci vieni ad assaggiare la torta al testo sul Trasimeno? Cucino io!!!
Commento di phoebe - 17 Aprile 2008 22:12
le scacce,un mito x una siciliana doc quale sono,mi hai ricordato le abbuffate quando ero ragazina ,grazie buona giornata
Commento di caravaggio - 19 Aprile 2008 07:51