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Pani, Frittelle e Falò

di Placida Signora - 18 Marzo 2008

Per il 19 marzo, San Giuseppe

cena-di-san-giuseppe.jpg

(Nella foto, una Cena di San Giuseppe in Sicilia)


Secondo l’antico simbolismo agricolo, marzo rappresenta il risveglio della natura: nei campi inizia a germogliare sempre più rapidamente il grano, simbolo di vita e fecondità.
In epoca romana, il 17 marzo si svolgevano le Liberalia,  feste dedicate a Liber Pater, Padre Libero, dio e simbolo della fecondità della Terra e dell’Uomo.Il suo tempio nel 495 aC era sull’Aventino; lì i ragazzi che avevano compiuto i 16 anni, con una solenne cerimonia indossavano la toga virile e venivano considerati adulti a tutti gli effetti, liberi quindi anche di riprodursi e “metter su famiglia”.

Al dio e agli astanti venivano offerti pani e dolci di farina fritti nell’olio mentre bruciavano grandi falò simboleggianti l’allontanamento del buio e freddo inverno e l’arrivo della primavera vivificatrice.

Col Cristianesimo la figura di Liber Pater venne sostituita da un altro padre-simbolo, San Giuseppe, festeggiato il 19 marzo sempre con beneauguranti  falò (“fugarèni” in Romagna; “vampi” in Sicilia, “fanòve” in Puglia ecc) e grandi mangiate di dolci di farina fritti nell’olio e pani sacrali, che interrompevano per un giorno il lunghissimo digiuno quaresimale che c’era allora.

Soprattutto in meridione sopravvivono ancora le antiche cerimonie medioevali dette “tavolate di San Giuseppe” (celebri quelle di Salemi, dette “cene”): nelle famiglie e nelle piazze vengono invitati a tavola un uomo, una donna e un bambino, scelti fra i meno abbienti del paese.

Questi rappresentano la Sacra Famiglia in fuga, che chiedeva ospitalità e cibo.

Nelle case e nelle chiese della Sicilia, ad esempio, sono imbaditi altarini votivi (detti cudduri) ricoperti di cibi e meravigliosi pani dalle varie forme e nomi: troviamo ad esempio “a Cruci” (la croce) , “u vastuni di lu Patriarca” (il bastone di Giuseppe fiorito di gigli); “la Spera” ( ripieno di fichi secchi simboleggiante l’Ostensorio e decorato dalle lettere JHS, Jesus Hominum Salvator); “il Cuore” (simbolo de la Sacra Famiglia e decoranto con le inziali dei loro nomi G.M.G., Giuseppe, Maria; Gesù).

Ma elemento comune che caratterizza la festa nello Stivale sono le frittelle.
Il 19 marzo i frittellari di tutta Italia si scatenano: “bigné di San Giuseppe” (Lazio); “zeppole” (Campania); “frittelle di riso” (Toscana, Umbria); “crespeddi, sfinci” (Sicilia); “raviole” (Emilia) e “friescieu” in Liguria.

A proposito di questi ultimi, dato che San Giuseppe è anche il patrono dei falegnami, sino alla fine dell’Ottocento nelle numerose botteghe sparse nel centro storico genovese le corporazioni degli artigiani del legno omaggiavano il Santo allestendo sui loro banconi ripuliti da trucioli e segatura, dei rinfreschi composti da vino bianco e, appunto, frisceu co’ zibibbo (uvetta).

Amici, parenti, clienti, vicini di negozio erano invitati a festeggiare e tutti rimanevano in fremente attesa che uno di loro addentasse un friscieu speciale, ripieno d’ovatta: il tapino vittima dello scherzo, se non moriva soffocato dal gramo boccone, doveva pagar pegno offrendo da bere a tutti.

friscieu genovesi si fanno così:

300 gr di farina; 1/4 di cubetto di lievito di birra; 1 uovo; acqua tiepida o latte qb per stemperare il lievito; sale; 100 gr di zucchero; 70 gr di uvetta sultanina piccolissima; la buccia di 1 limone; zucchero vanigliato; olio

Mettere in una ciotola la farina, il lievito ben stemperato in acqua o latte, l’uovo, lo zucchero, la buccia di limone tritata e un pizzico di sale. Sbattere bene e a lungo; lasciar lievitare per 3 ore. Unire poi l’uvetta ammollata nell’acqua e ben asciugata: mescolare.
In una larga padella far scaldare olio abbondante e quando fuma gettarvi l’impasto a cucchiaiate. Quando si formeranno friescieu a palline ben gonfie e dorate (bastano due/tre minuti), pescarli col mescolo bucato, asciugarli su carta assorbente e servirli caldissimi, spolverati di zucchero vanigliato.

©Mitì Vigliero

Corollario

-I Quaresimali di Luca

-Cristella racconta le fugarèini (o fogheracce) che si accenderanno questa sera in Romagna.

-Clarita: le zeppole sono il dolce di san giuseppe di tutto il meridione… dopo la twittata sociologica di domenica pomeriggio ho riscontrato la loro onnipresenza sulla tavola di san giuseppe in basilicata, in puglia, in campania e in abruzzo. la ricetta

-Tittieco: I “friscieu cò zebbibo”, per S.Giuseppe li preparo anch’io, ne cucino pero’ anche una parte con le mele, perchè non tutti i membri della mia famiglia amano lo zebbibo.A me piacciono tutte e due le versioni, anche perchè, come dice il proverbio genovese: - se fritto, è buono da mangiare
anche un vecchio scarpone!

-Crispeddi di risu catanisi - Crispelle(frittelle) di riso alla benedettina da Zenzero 

-Graziano: Gli sciatt, frittelle valtellinesi al formaggio e grano saraceno!

-Bruno Carioli: In fretta segnalo che a Rocca S.Cassiano FC c’è la festa dei falò.

39 Commenti »

  1. vedo che ti sei ripresa dal galop ,interessante la cena di San Giuseppe e cosa vergognosa non conoscevo! se ti và passa da me mio blog di cucina http://zenzero2.blogspot.com ho postato Sicilia :i riti pasquali e le tradizioni in cucina del passato .buona giornata

    Commento di caravaggio - 18 Marzo 2008 09:08

  2. dimenticavo sempre su http://zenzero2.blogspot.com trovi i crispeddi di risu dei benedettini di catania ciao

    Commento di caravaggio - 18 Marzo 2008 09:09

  3. San Giuseppe è anche il giorno in cui ufficialmente, una volta quando gli uomini portavano il cappello, si doveva sostituire il cappello di feltro invernale con “a paggietta” (il cappello di paglia estiva
    Adesso che ci penso mi pare di aver scritto la stessa cosa l’anno scorso

    Commento di Luca - 18 Marzo 2008 09:12

  4. Caravaggio, bene! leggo stasera con calma! :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 09:21

  5. Luca, questa non la sapevo :-)*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 09:22

  6. Evvabbe’! volevo far finta di niente, di non sapere, di non sentire che tirava aria di bigne’ fritti, ma ci hai messo la tua zampata, con annessa ricetta, che fare? Se deve da prova’!
    Senza contare, che ho gia’ provveduto all’assaggio di certi bigne’ fritti, che spara a raffica la pasticceria”BERNASCONI”in via dei Giubbonari a Roma, non si resiste passandogli davanti, il profumo ti assale gia’ 20 metri prima. Grazie Miti’di tutte le dolcezze che ci riservi, tante dolcezze anche a te, finito il GALOP?;*]

    Commento di mimosa fiorita - 18 Marzo 2008 09:26

  7. il friscieu d’ovatta! ma siamo sicuri che qualcuno non l’abbia “colato giù” per non subire l’onta e soprattutto il danno del pagamento?!….

    Commento di Lucio - 18 Marzo 2008 09:26

  8. Mimosa, però sono dolcissime provocazioni! Mangiane uno anche per me :-**

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 09:29

  9. Lucio, eheheh…maligno! ;-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 09:30

  10. Proverò a farli quei friscieu, grazie!

    Commento di MaxG - 18 Marzo 2008 09:57

  11. una sola nota: le zeppole sono il dolce di san giuseppe di tutto il meridione… dopo la twittata sociologica di domenica pomeriggio ho riscontrato la loro onnipresenza sulla tavola di san giuseppe in basilicata, in puglia, in campania e in abbruzzo. se vuoi conoscere la ricetta: http://www.clarita.it/2008/03/16/zeppole/

    Commento di clarita - 18 Marzo 2008 09:57

  12. scusate mi è scappata la seconda b di abruzzo… maledetta tastiera

    Commento di clarita - 18 Marzo 2008 09:58

  13. I “friscieu cò zebbibo”, per S.Giuseppe li preparo anch’io, ne cucino pero’ anche una parte con le mele, perchè non tutti i membri della mia famiglia amano lo zebbibo.
    A me piacciono tutte e due le versioni, anche perchè, come dice il proverbio genovese: - se fritto, è buono da mangiare
    anche un vecchio scarpone!
    Buona giornata a tutti e un baciotto a te, cara Miti’.

    Commento di tittieco - 18 Marzo 2008 10:16

  14. Qua in romagna ci stiamo preparando per le fugarèini (o fogheracce) che si accenderanno questa sera. Ne ho scritto nel mio blog.
    http://www.cristella.it/blog/2008/03/12/focarina-fogheraccia-fugaraza-sempre-fuoco-e-festa-e/

    La mucchia di legna davanti a casa mia è già pronta, così come la salsiccia da cucinare direttamente sulle braci…

    Ciao!!!!!!!!!!!

    Commento di Cristella - 18 Marzo 2008 10:34

  15. uhm le raviole..mamma mia che voglia

    Commento di paz83 - 18 Marzo 2008 11:00

  16. Ah Pla ho messo giù un post che potrebbe interessarti:)

    Commento di Luca - 18 Marzo 2008 11:01

  17. Max, poi mi dici!

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 11:33

  18. Clarita, messa nel corollario! :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 11:34

  19. Tittieco, perché non scrivi da te la ricetta di quelli con le mele, così la linko insieme a questa? :-)

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 11:35

  20. Certamente, Miti’la pubblico subito!!
    (quasi subito)
    Grazie e baci

    Commento di tittieco - 18 Marzo 2008 12:31

  21. Tittieco, brava! :-***

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 12:34

  22. Gli sciatt, frittelle valtellinesi al formaggio e grano saraceno!
    :-D***

    Commento di Graziano - 18 Marzo 2008 13:55

  23. Graziano, urge ricetta! :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 13:59

  24. La cerco!
    - 300 g di farina nera;
    - 200 g di farina classica;
    - 300 g di formaggio valtellinese tagliato a cubetti;
    - un paio di cucchiai di pane grattuggiato;
    - 3 cl di grappa;
    - acqua gassata;
    - 10 cl di birra;
    - sale;
    - poco lievito.

    In una casseruola impastate la farina di grano saraceno e la farina bianca con l’acqua gassata, la birra e la grappa al fine di ottenere un composto consistente aiutandosi anche con del pane grattuggiato in piccole quantità. In una pentola capiente portare l’olio di semi di mais ad una temperatura tipica per fritture che corrisponde circa a 180 gradi. Nella casseruola unite la pastella con il formaggio a dadini, dopodichè buttare nella pentola d’olio bollente alcuni cubetti di formaggio ricoperti dalla pastella aiutandosi con un cucchiaio. Appena intorno al formaggio si verrà a formare una pasta dorata e croccante, scolateli su una carta assorbente per poi adagiarli su un letto di insalatina di cicoria.

    Commento di Graziano - 18 Marzo 2008 14:47

  25. Bravo, grazie! ;-**

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 15:09

  26. le frittelle di riso! Ecco quello che vorrei mangiare, le frittelle di San Giuseppe..

    Un abbraccio:)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 18 Marzo 2008 15:17

  27. Boh, pensa che spesso quando cucino il risotto ne faccio apposta di più, per poterle fare il giorno dopo (aggiungendo erbette e formaggio, gnam) ;-)

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 15:37

  28. In fretta segnalo che a Rocca S.Cassioano FC c’è la festa dei falò.

    Commento di bruno carioli - 18 Marzo 2008 15:40

  29. Bruno, in fretta la metto nel corollario! :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 15:44

  30. Io non ho dolci né feste da segnalare, ma domani farò una bella cena perché a casa c’è un papà fresco fresco: è la prima volta che vive il 19 marzo da padre oltre che da figlio! Una pietra miliare!

    Commento di Blimunda - 18 Marzo 2008 18:29

  31. uno sfiggolante saluto a tutti i frittellai…sdraiato al caldo dei 38°c… :))….

    Commento di roger - 18 Marzo 2008 19:32

  32. che dire di più….???

    ….siamo fritti…è San Giuseppe…

    e il caldo che mi fa di ste cose…. :)))

    Commento di roger - 18 Marzo 2008 19:42

  33. ehm….cercando …quacosa su Marzo,San Giuseppe,frittele, tradizioni..

    OH TROVATO QUESTO…..

    “Marzo, meteorologicamente incostante e capriccioso, conferma il suo carattere di mese di transizione, per quanta riguarda temperatura e vegetazione. Nelle campagne i contadini si mettono a “battere l’erba”,”………..

    BATTERE L’ERBA…????…CHE ERBA…???

    la maria di ….San Giuseppe…????

    Commento di roger - 18 Marzo 2008 19:49

  34. oddio tutto questo calore improvviso mi fà uno strano effetto….dopo tutto il freddo invernale…….

    Commento di roger - 18 Marzo 2008 19:53

  35. Blimunda, vero! Dovrai immortalarli in 350 foto!

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 20:52

  36. Roger, sei in vacanza ai tropici o hai la febbre? :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Marzo 2008 20:53

  37. ho un febbre tropicale….purtroppo…

    Commento di roger - 18 Marzo 2008 21:33

  38. una ola per le sfinci di san giuseppe.
    per la ricetta dovrei chiedere a mia madre

    ma anche per i panini benedetti di san giuseppe con i semi di finocchio

    Commento di Cynaro - 18 Marzo 2008 22:48

  39. se vuoi passare dal mio blog ho una piccola sorpresa per te che spero ti faccia piacere. Un abbraccio

    Commento di elle - 18 Marzo 2008 23:15

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