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	<title>Commenti a: Marzo Show</title>
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	<description>blog di Mitì Vigliero</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 18:13:29 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Placida Signora</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2008/03/01/marzo-show/#comment-68218</link>
		<dc:creator>Placida Signora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 09:46:54 +0000</pubDate>
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		<description>Alberto, sarebbe un discorso lunghissimo, tesoro. Io faccio il possibile per "coltivarla", come antidoto alla volgarità e all'ignoranza imperante ovunque. Ma è 'na fatica...
Quando ti fai vedere un po' qui? :-***</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, sarebbe un discorso lunghissimo, tesoro. Io faccio il possibile per &#8220;coltivarla&#8221;, come antidoto alla volgarità e all&#8217;ignoranza imperante ovunque. Ma è &#8216;na fatica&#8230;<br />
Quando ti fai vedere un po&#8217; qui? :-***</p>
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		<title>Di: alberto d'ottavi</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2008/03/01/marzo-show/#comment-68187</link>
		<dc:creator>alberto d'ottavi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 06:04:24 +0000</pubDate>
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		<description>su marzo nn ho molto da dire ma snif, che saudade, che meraviglia elis regina e tom jobim, perché perché non abbiamo più quella poesia?

dove diavolo è andata a finire la poesia, Mitì? a volte la perdo di vista... meno male che ci sei tu :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>su marzo nn ho molto da dire ma snif, che saudade, che meraviglia elis regina e tom jobim, perché perché non abbiamo più quella poesia?</p>
<p>dove diavolo è andata a finire la poesia, Mitì? a volte la perdo di vista&#8230; meno male che ci sei tu :)</p>
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		<title>Di: caravaggio</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2008/03/01/marzo-show/#comment-67953</link>
		<dc:creator>caravaggio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 11:37:13 +0000</pubDate>
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		<description>non avevo  letto questo post, allora ti segnalo sul mio blog cucina http://zenzero2.blogspot.com in data 1 marzo antica ricetta cosentina:liquore alle violette- in data 3 marzo zucchero profumato alle violette buona giornata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non avevo  letto questo post, allora ti segnalo sul mio blog cucina <a href="http://zenzero2.blogspot.com" rel="nofollow">http://zenzero2.blogspot.com</a> in data 1 marzo antica ricetta cosentina:liquore alle violette- in data 3 marzo zucchero profumato alle violette buona giornata</p>
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		<title>Di: briciola</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2008/03/01/marzo-show/#comment-67874</link>
		<dc:creator>briciola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 09:06:42 +0000</pubDate>
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		<description>e allora sia.

autografo marzo col primo timido sole che si fa beffa di me da sotto gli occhiali. col primo gelato al mare con la convinzione che sarà. sempre più buono.
autografo un libro letto che avrei potuto scrivere io e forse succederà. intanto ne apro un altro.
autografo i nuovi incontri ricchi di entusiasmo.
autografo i vecchi che mi sembrano senza speranza di recupero. perchè sono arresa alle evidenze dei non fatti. e fatti foste.
autografo quel giorno che mi sono innamorata perchè ero felice come mai sarò amata.
autografo marzo perchè cambiano i colori con cui colorerò il bianco e il nero.

sbriciolata, io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e allora sia.</p>
<p>autografo marzo col primo timido sole che si fa beffa di me da sotto gli occhiali. col primo gelato al mare con la convinzione che sarà. sempre più buono.<br />
autografo un libro letto che avrei potuto scrivere io e forse succederà. intanto ne apro un altro.<br />
autografo i nuovi incontri ricchi di entusiasmo.<br />
autografo i vecchi che mi sembrano senza speranza di recupero. perchè sono arresa alle evidenze dei non fatti. e fatti foste.<br />
autografo quel giorno che mi sono innamorata perchè ero felice come mai sarò amata.<br />
autografo marzo perchè cambiano i colori con cui colorerò il bianco e il nero.</p>
<p>sbriciolata, io.</p>
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		<title>Di: La cuoca itagnola</title>
		<link>http://www.placidasignora.com/2008/03/01/marzo-show/#comment-67774</link>
		<dc:creator>La cuoca itagnola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 19:48:05 +0000</pubDate>
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		<description>Fra i detti che riguardano questo mese appena iniziato ve n'è uno che per coloro che vivono in città è misterioso: "Far lume a marzo".  Si riferisce a un'usanza contadina ancora viva in alcune zone: negli ultimi giorni di febbraio e nei primi di marzo  si accendono nei campi, all'imbrunire, dei grandi fuochi. Si bruciano le erbe secche dell'inverno e  i tralci secchi  della vite tagliati durante la potatura. La cenere  servirà anche a  concimare i campi. 
Forse questa usanza è un'eco lontana  di un rito dell'antica Roma: proprio il primo marzo, le Vestali accendevano il  nuovo fuoco nel tempio  di Vesta, la dea  della terra, per simboleggiare la nascita del nuovo anno che cominciava proprio in marzo.
Ma l'usanza che più mi diverte del mese di marzo riguarda il sole: fino ai primi del secolo scorso in Romagna i contadini, al  primo sole  di marzo  salivano sul tetto del granaio e voltando le spalle al sole con i pantaloni abbassati gli uomini o la gonna alzata le donne, dicevano: "Sol de merz cusul el cul, e nom curs etar"; se non vi scandalizzate ve lo traduco in italiano: "Sole di marzo, cuocimi il ... deretano e non cuocermi altro". Pare, che facendo così si tenessero lontane le malattie: provare per credere! Naturalmente non fatelo in città perché potrebbero multarvi per atti contro la pubblica decenza!
Insomma, i romagnoli agivano in barba al proverbio che afferma: "Sole di marzo o tingo o ammazzo"!
Ciao, Miti, bacione marzolino,
marina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i detti che riguardano questo mese appena iniziato ve n&#8217;è uno che per coloro che vivono in città è misterioso: &#8220;Far lume a marzo&#8221;.  Si riferisce a un&#8217;usanza contadina ancora viva in alcune zone: negli ultimi giorni di febbraio e nei primi di marzo  si accendono nei campi, all&#8217;imbrunire, dei grandi fuochi. Si bruciano le erbe secche dell&#8217;inverno e  i tralci secchi  della vite tagliati durante la potatura. La cenere  servirà anche a  concimare i campi.<br />
Forse questa usanza è un&#8217;eco lontana  di un rito dell&#8217;antica Roma: proprio il primo marzo, le Vestali accendevano il  nuovo fuoco nel tempio  di Vesta, la dea  della terra, per simboleggiare la nascita del nuovo anno che cominciava proprio in marzo.<br />
Ma l&#8217;usanza che più mi diverte del mese di marzo riguarda il sole: fino ai primi del secolo scorso in Romagna i contadini, al  primo sole  di marzo  salivano sul tetto del granaio e voltando le spalle al sole con i pantaloni abbassati gli uomini o la gonna alzata le donne, dicevano: &#8220;Sol de merz cusul el cul, e nom curs etar&#8221;; se non vi scandalizzate ve lo traduco in italiano: &#8220;Sole di marzo, cuocimi il &#8230; deretano e non cuocermi altro&#8221;. Pare, che facendo così si tenessero lontane le malattie: provare per credere! Naturalmente non fatelo in città perché potrebbero multarvi per atti contro la pubblica decenza!<br />
Insomma, i romagnoli agivano in barba al proverbio che afferma: &#8220;Sole di marzo o tingo o ammazzo&#8221;!<br />
Ciao, Miti, bacione marzolino,<br />
marina</p>
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