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Dottore, mi go ‘l Cinciut

di Placida Signora - 11 Febbraio 2008

Viaggio fra i Folletti Italiani 

folletto-camille.jpg
(olio su tela di
Camille)

Non trovate più occhiali, chiavi o orecchini appena posati sul tavolo? Inciampate su un pavimento di piattissimo marmo?

Non preoccupatevi, non siete distratti o maldestri: è tutta colpa dei Folletti.

Ormai le nostre menti razionali li hanno dimenticati, eppure per secoli tutta Italia vi ha creduto e ciascuna regione ha il suo, dotato di particolari caratteristiche.

Ad esempio i Maget (Valtellina) provocano le valanghe; i Mamucca (Messina) e gli Augurielli (Puglia e meridione in genere) nascondono gli oggetti con particolare predilezione per quelli di metallo luccicante, prezioso o meno; i Mazzamorelli (Macerata) sono i responsabili degli inquietanti scricchiolii delle vecchie case mentre in Calabria i Fajetti, che vivono nei solai e nelle cantine, provocano rumori terribili obbligando gli umani a correre col cuore in gola sul posto - ogni volta inutilmente - per vedere che diavolo sia accaduto.

In Alto Adige i Morkies, gelosi dei loro sentieri di montagna pullulanti turisti, prendono la forma di strane radici e rami contorti fissando chi passa con occhi malefici; il tapino, sentendosi improvvisamente a disagio, si allontana rapidissimo togliendosi dai piedi.

Quasi simili sono i valtellinesi Palendrùns, responsabili di piccoli fastidi agli escursionisti: improvvisi crampi, pruriti, starnuti a raffica ecc.

Invece i Barbanèn (o Cardinalèn perché veston di rosso) della zona di Imola si divertono a creare per terra invisibili ostacoli per far inciampare la gente.

Sulle coste triestine il Foléto Marin straccia le vele delle barche; il veneto Gamberetòl anfratta gli attrezzi da lavoro di contadini e giardinieri; il bergamasco Gambastorta sposta le tegole sui tetti mentre il cattivissimo ticinese Encof ostruisce di notte gli scarichi delle stufe per intossicare i dormienti.

Vostro figlio piccolissimo improvvisamente scoppia a piangere disperato e poi si mette di botto a ridere? Tutta colpa del piemontese Luo Barabiccu: è lui che prima spaventa i bambini, e poi fa loro il solletico.

Più simpatico è il lucchese Giosalpino, che li fa divertire come matti; gli adulti si accorgono della sua presenza perché i pargoli diventano di colpo scatenati, sghignazzando in preda a irrefrenabili attacchi di stupidéra acuta.

A sua volta il calabrese Fudeddu, mentre i bimbi dormono nei lettini, gioca con loro come fossero bambolotti, scoprendoli in continuazione e mettendoli nelle posizioni più strane.

Invece Calcaròt (Veneto), Fragòa (Toscana) Ciappin (Lombardia), Manteillon (Val d’Aosta) e molti altri hanno l’insana abitudine di sedersi sul petto degli adulti addormentati, provocando loro un senso d’ansia e soffocamento.

Per questo accade che medici chiamati d’urgenza da ansimanti vecchiette triestine, alla domanda “Signora, ma cosa si sente di preciso?” ottengano come decisa risposta: “Mi go ‘l Cinciùt!”

©Mitì Vigliero

Corollario

Zu: A Napoli c’è il Munaciello (v. anche La Gatta Cenerentola)

Cristella: In Romagna il folletto dispettoso,che intrecciava i capelli alle belle donne mentre dormivano o si coricava sul loro ventre, lasciandole sudate e affannate al risvelgio (!?!?) ma anche nelle stalle intrecciava i trini ai cavalli o alle tessitrici guastava il lavoro sul telai, si chiama “E’ mazapégul”.
“E’ mazapégul
d’e’ biritoci ros
e la bèrba ad legùl…”
Il mazzapegolo, dal berrettino rosso e la barba di legolo (scarto della canapa da filare
… così mi raccontava qualche anno fa l’amico Marco Magalotti, noto conduttore televiso locale, come me appassionato di dialetto e tradizioni. Era quanto gli diceva la sua mamma quando, bambino, si risvegliava col mal di pancia. “Vuol dire che stanotte è venuto e’ mazapegùl a ballarti sopra!”

Pievigina: Qui da me (Altamarca trevigiana)c’è il Mazaròl, un folletto tutto vestito di rosso che si divertiva a spaventare la gente nei boschi. Molti sono ancora disposti a giurare di averlo visto (forse con qualche “ombra” di troppo!). Mia nonna Rosa racconta spesso che un suo parente, al ritorno a casa dalla morosa, mentre attraversava il bosco di notte, si è sentito portare via il cappello: “era sicuramente il Mazaròl!”, ha pensato, mentre correva trafelato verso casa. Peccato che il giorno dopo, ritornando sul luogo del misfatto, abbia trovato il colpevole del furto: un ramo d’albero al quale il suo cappello si era impigliato.

Blimunda: Adoro i folletti. Quando studiavo in Irlanda ero sorpresa da quanto la mitologia facesse parte della vita quotidiana di ragazzi giovani e, appunto, studenti universitari. Non erano solo superstizioni da comari; dei leprechaun parlavano normalmente giovani e vecchi, come fossero amici un po’ bizzarri. E delle mille superstizioni ne ricordo una: mai raccogliere un pettine trovato per strada. E’ l’equivalente del nostro cappello sul letto: qualcuno morirà. Brrr. A parte che non l’avrei raccolto comunque, che schifo!

Vipera: In Puglia si crede nel GAGURO, un folletto dispettoso che, secondo la credenza popolare, durante la notte si siede sul petto delle persone e non le fa respirare. Chi riesce ad acchiapparlo e gli toglie il cappellino rosso diventa ricchissimo.

Anna: Lazio. Quand’ero piccola, ricordo che mia madre ogni tanto citava il “Mazzamauriello”, un folletto che poteva essere buono o cattivo, a seconda del bisogno. Serviva a “spaventarmi”, se ne avevo combinata una delle mie, o a incoraggiarmi se mi disperavo per qualcosa.

Tittieco: Mia suocera, che era di origini pugliesi, diceva che a Bari i folletti si chiamano Munacacciddi, questi piccoli gnomi fanno sparire le cose per darci poi il piacere di ritrovarle.

Skip: a napoli e provincia si parla del monaciello che entrava nelle case prelevando oggetti e denaro che misteriosamente comparivano altrove…in reltà c’è una spiegazione logica:nei cortili delle case si trovavano spesso pozzi collegati tra di loro da cunicoli sotterranei (facenti parte di quella che oggi è detta Napoli sotterranea) e questi ometti erano molto probabilmente di piccola statura perchè addetti alla pulizia dei pozzie potevano calarsi nei cunicoli sotterranei per spostaris agilmente ed indisturbati. non a caso le cose di valore comparivano - così narra la leggenda- nelle case di belle donne …

LupoSordo: Nel foggiano viene chiamato Scazzamuredd’. Tradizione vuole che questo folletto sia l’anima di un bambino mai nato. In genere fa dispetti, ma se lo tratti bene e gli fai trovare sempre qualcosa da mangiare, lui ti regala fortuna e denaro. Ma attenta! Non dire mai a nessuno che hai lu scazzamuredd’ in casa, altrimenti la tua fortuna come è venuta svanirà.

41 Commenti »

  1. Bellissimo!
    Ma dove li hai scovati tutti questi folli folletti??
    perche’ io adesso sto impazzendo sul web alla ricerca di Luo Barabiccu e Giosalpino!!
    …e sto pure meditando di vendere un rene per comprarmi l’Encyclopedia Mythologic!
    Ancora ancoraaa…
    Alice

    Commento di Alice - 11 Febbraio 2008 06:38

  2. Allora devo pensare che, la stupidèra acuta non mi e’ mai passata, ” so’ rimasta bambina” e che Giosalpino mi viene a trovare spesso, visto che mi scateno in balli sfrenati da sola a casa, ascoltando musica, e poi rido sempre da sola come una matta.;*) Buongiornissimo.

    Commento di mimosa fiorita - 11 Febbraio 2008 08:32

  3. allora io ne ho uno tutto personale e molto affezionato buon inizio di settimana

    Commento di caravaggio - 11 Febbraio 2008 08:36

  4. Io sono un amante dei folletti, li colleziono! :-D***

    Commento di Graziano - 11 Febbraio 2008 08:49

  5. A Napoli c’è il Munaciello (v. anche La Gatta Cenerentola)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Munaciello

    Commento di Zu - 11 Febbraio 2008 09:08

  6. fudeddu il calabrese, è tutte le notti a casa mia!!! buongiorno mitì

    Commento di Giovanna - 11 Febbraio 2008 09:34

  7. In Romagna il folletto dispettoso,che intrecciava i capelli alle belle donne mentre dormivano o si coricava sul loro ventre, lasciandole sudate e affannate al risvelgio (!?!?) ma anche nelle stalle intrecciava i trini ai cavalli o alle tessitrici guastava il lavoro sul telai, si chiama “E’ mazapégul”.

    “E’ mazapégul
    d’e’ biritoci ros
    e la bèrba ad legùl…”
    Il mazzapegolo, dal berrettino rosso e la barba di legolo (scarto della canapa da filare

    … così mi raccontava qualche anno fa l’amico Marco Magalotti, noto conduttore televiso locale, come me appassionato di dialetto e tradizioni. Era quanto gli diceva la sua mamma quando, bambino, si risvegliava col mal di pancia. “Vuol dire che stanotte è venuto e’ mazapegùl a ballarti sopra!”

    Commento di Cristella - 11 Febbraio 2008 10:32

  8. Qui da me (Altamarca trevigiana)c’è il Mazaròl, un folletto tutto vestito di rosso che si divertiva a spaventare la gente nei boschi. Molti sono ancora disposti a giurare di averlo visto (forse con qualche “ombra” di troppo!). Mia nonna Rosa racconta spesso che un suo parente, al ritorno a casa dalla morosa, mentre attraversava il bosco di notte, si è sentito portare via il cappello: “era sicuramente il Mazaròl!”, ha pensato, mentre correva trafelato verso casa. Peccato che il giorno dopo, ritornando sul luogo del misfatto, abbia trovato il colpevole del furto: un ramo d’albero al quale il suo cappello si era impigliato.

    Commento di pievigina - 11 Febbraio 2008 10:43

  9. Ciao Miti’
    come stai …?
    tra noi due va alla grande soprattutto da quando ho cambiato lavoro, ora sono da expert crovetto in via xx settembre dal lunedi pomeriggio al sabato finalmente fino alle 19.30 e poi a casa !!!!
    Riguardo ai folletti e’ pazesco e’ vero !!!
    succede sempre anche a me mi spariscono sempre soprattutto gli orecchini e poi dopo qualche giorno li ritrovo da tutt’altra parte…
    dispettosi !!!

    ti voglio bene meme

    Commento di meme - 11 Febbraio 2008 11:09

  10. non la sapevo……. però finalmente so chi mi prende il portafogli le chiavi il cellulare l’accendino le sigarette i documenti dalla scrivania, il palmare….

    Commento di Luca - 11 Febbraio 2008 11:26

  11. Adoro i folletti. Quando studiavo in Irlanda ero sorpresa da quanto la mitologia facesse parte della vita quotidiana di ragazzi giovani e, appunto, studenti universitari. Non erano solo superstizioni da comari; dei leprechaun parlavano normalmente giovani e vecchi, come fossero amici un po’ bizzarri. E delle mille superstizioni ne ricordo una: mi raccogliere un pettine trovato per strada. E’ l’equivalente del nostro cappello sul letto: qualcuno morirà. Brrr. A parte che non l’avrei raccolto comunque, che schifo!

    Commento di Blimunda - 11 Febbraio 2008 11:29

  12. Alice, se stai brava te ne racconterò altre di storie così ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:07

  13. Mimosa, metti allegria e serenità solo a leggerti nei commenti! Un bacio grande tesora :-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:08

  14. Caravaggio, io credo di averne nascosto in casa un battaglione…;-D*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:08

  15. Graziano, davvero? Racconta! :-***

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:09

  16. Zu, vero! Ora lo metto nel Corollario :-**

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:09

  17. Giovanna, si vede che gli piace Lampedusa! ;-**

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:10

  18. Cristella, nel Corollario anche tu! :-)*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:10

  19. Pievigina, la tua zona è piena di folletti (che si nascondono anche nei rami d’albero) ;-D*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:11

  20. Meme, sono felice della tua felicità, te la meriti tutta! Ti voglio bene anch’io, tanto :-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:12

  21. Luca, bello sapere con chi prendersela, eh? Bentornato! :-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:12

  22. Blimunda, per loro sono l’equivalente della nostra mitologia classica. Molto, molto poetici :-) Un bacio a te e Beatrice :-***

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 12:13

  23. Ne devo avere uno in ufficio e uno a casa. Dici che con le trappole per topi risolvo il problema? ;D

    Commento di Beppe - 11 Febbraio 2008 13:08

  24. Vorrei aprire una campagna contro il “bentornato” bentornato dalle vacanze non vale ..Vale solo il bentornato con cui vengo accolto dai proprietari dell’albergo dove vado a sciare ogni anno ;)

    Commento di Luca - 11 Febbraio 2008 13:12

  25. Beppe, mmmm…mi sa che li fai arrabbiare ancor di più ;-D

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 14:16

  26. Luca, ok. Lo ritiro ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 14:17

  27. In Puglia si crede nel GAGURO, un folletto dispettoso che, secondo la credenza popolare, durante la notte si siede sul petto delle persone e non le fa respirare. Chi riesce ad acchiapparlo e gli toglie il cappellino rosso diventa ricchissimo.

    Commento di Vipera76 - 11 Febbraio 2008 14:40

  28. Quand’ero piccola, ricordo che mia madre ogni tanto citava il “Mazzamauriello”, un folletto che poteva essere buono o cattivo, a seconda del bisogno. Serviva a “spaventarmi”, se ne avevo combinata una delle mie, o a incoraggiarmi se mi disperavo per qualcosa.
    Non so a quale dei tuoi folletti possa corrispondere, perché la regione è il Lazio.
    Un abbraccio e buon inizio di settimana :-)

    Commento di Anna - 11 Febbraio 2008 16:36

  29. Mia suocera, che era di origini pugliesi, diceva che a Bari i folletti si chiamano Munacacciddi, questi piccoli gnomi
    fanno sparire le cose per darci poi il piacere di ritrovarle.
    A proposito…. qualcuno ha visto la mia penna?!! Ciao a tutti Tittieco.

    Commento di tittieco - 11 Febbraio 2008 16:46

  30. Ora capisco perché al mio paesello si citano i Fajetti quando si parla di corse sfrenate.

    Commento di Solitaire - 11 Febbraio 2008 18:50

  31. Vipera, bel nome Gaguro :-)

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 18:53

  32. Anna, sarà parente dei Mazzamorelli di Macerata? ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 18:54

  33. Tittieco, e tu hai visto il mio accendino da qualche parte? Ne perdo tre al giorno! ;-**

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 18:55

  34. Solitaire, eheh, sfrenati davvero :-)*

    Commento di Placida Signora - 11 Febbraio 2008 18:56

  35. a napoli e provincia si parla del monaciello che entrava nelle case prelevando oggetti e denaro che misteriosamente comparivano altrove…
    in reltà c’è una spiegazione logica:nei cortili delle case si trovavano spesso pozzi collegati tra di loro da cunicoli sotterranei (facenti parte di quella che oggi è detta Napoli sotterranea) e questi ometti erano molto probabilmente di piccola statura perchè addetti alla pulizia dei pozzie potevano calaris nei cunicoli sotterranei per spostaris agilemnte ed indisturbati…non a caso le cose di valore comparivano - così narra la leggenda- nelle case di belle donne …

    http://www.daltramontoallalba.it/archeomitologia/monaciello2.htm

    Commento di skip - 11 Febbraio 2008 19:50

  36. Che bello! Io vado matta per folletti, gnomi e compagni, tanto che ne ho inventato uno, Birimpò, e ci ho scritto pure una favola. Quando vado nel bosco spero sempre di incontrarne qualcuno e so che, una volta o l’altra, succederà…

    Ciao!

    Commento di Rosy - 11 Febbraio 2008 20:25

  37. Mitì, anche se il nome è simile, non credo sia quello di Macerata, ma piuttosto lo stesso Munaciello partenopeo. Ho cercato su google, e copiato: “…Tra le superstizioni e credenze popolari molisane (ma presente in molte regioni d’Italia) c’è la figura del Mazzamauriello. Noto anche come Munaciello, gode di fama antichissima, è un folletto, uno gnomo buono e giocherellone…”

    Commento di Anna - 11 Febbraio 2008 21:49

  38. Nel foggiano il folletto viene chiamato Scazzamuredd’. Tradizione vuole che questo folletto è l’anima di un bambino mai nato. In genere fa dispetti, ma se lo tratti bene e gli fai trovare sempre qualcosa da mangiare, lui ti regala fortuna e denaro. Ma attenta! Non dire mai a nessuno che hai lu scazzamuredd’ in casa, altrimenti la tua fortuna come è venuta svanirà.

    Commento di Lupo Sordo - 11 Febbraio 2008 22:15

  39. Va notata la straordinaria ricchezza di usanze , tradizioni , costumi e leggende di cui è pregna l’Italia , in tutta la sua estensione . Il cosiddetto folletto ne fa parte , ma trova riferimenti in tutto il Mediterraneo . Ho origini pugliesi , e con piacere ho scoperto che solo in questa regione ho contato 5 modi di definirlo , e chissà quanti altri ve ne sono … in provincia di Brindisi , ad ogni modo , si chiama ” laùro ” , lu laùro . Un saluto a Mitì !

    Commento di Simone - 16 Febbraio 2008 18:15

  40. anch’ io sono appassionata di folletti , ho tanti libri sull’ argomento ma la cosa più bella è sapere che loro ci sono , anche se non siamo in grado di vederli ! ed è altrettanto bello che ci siano tante persone che li amano !

    Commento di SILVIA - 31 Marzo 2008 17:54

  41. [...] A chi volesse avventurarsi in un curioso viaggio fra i folletti italiani, consiglio una visita al blog di Placida Signora, che ne ha scritto approfonditamente in questo post. [...]

    Pingback di Maria Cristina Muccioli » Mazapégul, folletto dal berrettino rosso - 29 Aprile 2008 22:40

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