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Cittadini, viva Sant’Ajta!

di Placida Signora - 4 Febbraio 2008

santagata.jpg
(foto ©AlessioPatti)

I greci adoravano Agathé Thea (l’antica Iside e la Bona Dea latina) nume della fertilità il cui culto era sentito soprattutto in Trinacria; e a Catania proprio in questi giorni si festeggia la loro cristiana sostituta, alias Sant’ Agata.

Giovanissima indossò il flammeum, velo rosso delle vergini consacrate a Cristo; ma
Quinziano, proconsole locale, s’invaghì di lei e per “svezzarla” la rinchiuse in un lupanare, dove riuscì a rimanere ”pura”.

Allora la torturò slogandole membra, lacerandola con pettini di ferro roventi, facendola camminare a piedi nudi su vetri taglienti e carboni ardenti, strappandole i seni con grandi tenaglie (nell’iconografia mostra le tettine mozzate in un piattino, come sua cugina Lucia vi tiene gli occhi): infine la schiaffò in una fornace.

L’Etna però decise d’eruttare proprio in quel momento; mentre il terremoto scuoteva la città, Agata agonizzante venne riportata nella sua cella, dove morì il 5 febbraio del 250 dC.

I catanesi considerano “ ’a Santuzza” protettrice invincibile; per 3 giorni le dedicano una festa talmente solenne e affascinante nel folklore che l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità. E purtroppo proprio quest’anno si è scoperto che, ovviamente, c’era anche qualcun altro a considerarla un patrimonio personale 

Ma torniamo alla Festa.
I fedeli ardenti detti “Cittadini” indossano il “sacco”, caratteristico camice bianco, e in centinaia trascinano lentissimamente con funi per le strade ‘a vara - il pesantissimo “ferculo”, la macchina che sorregge il busto d’argento ingioiellatissimo della Santa - mentre la folla agita migliaia di fazzoletti bianchi urlando ininterrottamente: “Cittadini ‘ccu vera fidi: Viva Sant’Ajta!”.

Davanti al ferculo sfilano i “Cannilori” (o Cannalore) di undici corporazioni di mestieri; sono enormi, fantastici candelabri definiti “il barocco in movimento”, un trionfo incredibile di statue, ricci, decorazioni, ori.

Il primo è quello del Vescovo, a cannalora ri Sant’Aita; segue quello dei rinoti (abitanti di San Giuseppe la Rena); poi gli Ortofloricultori Cannalora re ciurara, Pescivendoli - Cannalora re pisciara, Fruttivendoli  fruttaioli, Macellai  chiancheri, Pastai  pastara, Pizzicagnoli  fummaggiari, Panettieri pannitteri (il più grande, retto sulle spalle da 12 uomini anziché 10 o 8 come gli altri), Vinaioli vinaroli e infine quello del Circolo Cittadino Sant’Agata, ro cicculu.

Passando davanti alle botteghe o ai mercati dei loro “confratelli” pescivendoli, panettieri ecc, ogni cero compie “ ‘a ballata”: un movimento sempre uguale, ritmico, ipnotizzante, una danza in rigraziamento e saluto compiuto in mezzo al pandemonio delle grida, dei canti, delle litanie mentre la campana della Cattedrale suona incessantemente in onore d’ ‘a Santuzza, protettrice anche di tutte le campane (che han la forma di mammelle), mentre alle grida di “Viva Sant’Ajta!” si univano un tempo quelle dei “nuccidara”, venditori di nocciole e mandorle: “Picciotti, haiu nuciddi!”, e almeno una manciata doveva entrare nelle tasche dei fedeli, come talismano.

E in questi giorni pasticcerie e famiglie si scatenano a preparare i curiosi dolci tradizionali in pasta reale; le Olivette e le Minnuzze ri Sant’Ajta.

Le prime sono olive verdi e nere, che ricordano l’ulivo miracoloso che nacque nel punto in cui la Santuzza si chinò per allacciarsi un calzare subito prima d’esser processata.

Le seconde sono semisferiche e bianche: al posto del capezzolo, una rossa ciliegina.

©Mitì Vigliero

Corollario
Qui un corto sulla manifestazione, scelto fra i molti video presenti su Youtube
Qui un po’ di foto su Flickr
Le Olivette di Sant’Agata, ricetta di Caravaggio-Zenzero e sempre da lei la ricetta delle minnuzze

34 Commenti »

  1. dopo il 10 “politico”,anzi,”politicamente corretto” del post scorso…che invece era un 3….ma lasciamo perdere..che ormai è acqua passata,ma intanto qui continua a piovere…
    dicevo…..
    affrontiamo l’argomento Agata portandolo ai giorni nostri…Agata…dopo aver fatto innumerevoli provini,magari sarebbe ,con grande “fortuna” riuscita a diventare “velina”,e poi dopo un lungo e periglioso percorso ,che l’avrebbe portata a subire le torture della fattoria,dell isola…e…del grande fratello…sarebbe stata notata dal ricco Quinziano…che innamoratosi perdutamente di lei l’avrebbe ricoperta di costosi regali..e che lei…fingendosi innamorata avrebbe accettato,fino al giorno che…lei… stufa … con mossa repentina,nonchè tagliente,avrebbe castrato ,l’ex ricco,Quinziano…..mandandolo a quel paese..e facendolo rimanere in braghe di tela e con in mano un vassoio con due “palle”…..

    dalla triste vicenda ne prese spunto anche un noto cantante che ne trasse una canzone….

    ho piantato vino e sigarette
    lo sai perche
    e non ci vedo e risparmio gli occhiali
    tutto per te
    vivo solo col mensile
    di impiegato comunale
    spacco lira spacco soldo
    e mi spacco pure me
    mi arrovello e mi arrabatto
    per accontentare te
    e tu invece te la intendi
    col padrone di un caffe
    Agata tu mi capisci Agata
    tu mi tradisci Agata
    guarda stupisci
    com e ridotto questo uomo per te
    ho comperato un orologio inglese
    tre anni fa
    e son tre anni che mi si e guastato
    e che non va
    sto vestito grigio scuro
    ha cambiato di colore
    e si e fatto verde chiaro
    era quello di papa
    e mi ha detto il vecchio sarto
    non lo posso rivoltare
    l ho gia troppo rivoltato
    e piu di questo non si fa
    Agata tu mi capisci Agata
    tu mi tradisci Agata
    guarda stupisci
    com e ridotto questo uomo per te
    ho ridotto il pasto giornaliero
    sempre per te
    la mattina soltanto un bicchier d acqua
    senza caffe
    vengo a casa e non ti trovo
    e la chiave e dal portiere
    dove e andata mah a ballare
    mi commuovo e penso che
    giocavamo a scopa insieme
    ogni sera dopo il te
    ora faccio un solitario guardo in cielo
    e penso a te
    Agata tu mi capisci agata
    tu mi tradisci Agata
    guarda stupisci
    com e ridotto questo uomo per te

    ( Agata- Nino Ferrer)

    ebbene si….oggi non avremmo Sant Agata
    ma forse…..San Quinziano….ed al posto della festa,tanti rotocalchi…

    ogni tempo ha i suoi “santi”…

    BUONGIORNO…. :)))

    Commento di roger - 4 Febbraio 2008 07:39

  2. w Sant’ajta e da buona catanese ho postato sul mio blog la ricetta delle olivette di san’ajta se ti và passa buon inizio di settimana

    Commento di caravaggio - 4 Febbraio 2008 08:42

  3. entro oggi posto anche i minni di sant’ajta ciao

    Commento di caravaggio - 4 Febbraio 2008 08:44

  4. Questi riti religiosi intrisi di paganesimo sono molto affscinanti. Anche in Puglia ci sono molti culti religiosi di tipo magico-apotropaico (perchè la componente “propiziatoria” al sud non manca mai).
    Non ci deludi mai, Mitì!

    PS: Ti ho “inviato” un bacio virtuale per mezzo del grande Mr. Beggi :-D

    Commento di Vipera76 - 4 Febbraio 2008 09:34

  5. Roger, mi sa che non hai tutti i torti…;-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 10:12

  6. Caravaggio, su zenzero? non riesco ad entrarci…Se mi dai i link precisi li metto nel corollario. :-**

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 10:13

  7. Vipera, mica mi ha detto niente…Se l’è tenuto lui! ;-D Ciao tesora, buon lunedì :-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 10:14

  8. Che buone le minnuzze!

    Commento di Beppe - 4 Febbraio 2008 10:42

  9. ecco il mio link di cucina http://zenzero2.blogspot.com cucina internazionale antiche ricette siciliane a microonde per snellire i ritmi dei tempi moderni,Adesso ho postato le olivette di sant?Agata, in giornata posterò ‘i minni di sant’ajta altro dolce peccaminoso buona giornata

    Commento di caravaggio - 4 Febbraio 2008 10:51

  10. Beppe, goloso! ;-D

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 10:55

  11. Caravaggio, perfetto :-**

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 10:55

  12. carissima se faccio in tempo posto ‘i minni di sant’aita in giornata ciao

    Commento di caravaggio - 4 Febbraio 2008 11:07

  13. Caravaggio, ok. Io aspetto :-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 11:13

  14. A Genova si dice: “Sant’Aga primaveia in maa” ;-)***

    Commento di Princy60 - 4 Febbraio 2008 11:58

  15. Princy, e c’è anche la fiera! :-**

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 12:02

  16. Non sono mai stato a Catania per Sant’Agata, ma vorrei venirci al più presto. E’ vero, ogni festa religiosa in Sicilia nasconde altro. La religione è solo la scorza esteriore, dentro c’è ogni sorta di paganesimo. Soprattutto la festa di Santa Rosalia a Palermo è per il 70% una festa pagana..

    Commento di ventiseitre - 4 Febbraio 2008 12:06

  17. Dev’essere una festa grandiosa, a giudicare dalla folla che vi partecipa!
    un misto di fede e folclore, come in tutti i paesi della nostra regione dove si festeggia il sacro e il profano in perfetta simbiosi. Tittieco.

    Commento di tittieco - 4 Febbraio 2008 14:45

  18. Il cittadini mi ricorda pubbliche agende…
    ;)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 4 Febbraio 2008 15:15

  19. Ventiseitre, vero, anche quella di Santa Rosalia è una gran festa (con gran storia correlata) :-)

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 15:49

  20. Tittieco, se ci fai caso, le celebrazioni che hanno più “successo” son proprio quelle che sono riuscite a mantenere un bel po’ di paganesimo :-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 15:50

  21. Boh, diavoletta! ;-D*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 15:51

  22. Sant’Agata

    Sant’Agata che gavutu lu suli
    fallu pi carità fallu calari
    tu nun lu fari no pi lu patruni
    ma fallu pi li poviri jurnatari

    tu nun lu fari no pi lu patruni
    ma fallu pi li poviri jurnatari

    sidici uri stari all’abbuccuni
    li rini si li mangianu li cani
    iddu si vivi vinu all’ammucciuni
    a nui ni duna l’acqua di vadduni
    dunni si tennu a moddu li liami
    dunni si tennu a moddu li liam

    Commento di roger - 4 Febbraio 2008 16:07

  23. lapide ….Sant’Agata

    http://www.cataniatradizioni.it/s%20agata/targa.jpg

    Commento di roger - 4 Febbraio 2008 16:19

  24. Mitì, come essere lì, con questo tuo post!
    Ma le cassatine con la ciliegina, quelle le ho mangiate a Roma, in una pasticceria siciliana doc! Buone!!! Forse un po’ troppo dolci per i miei gusti…
    Un abbraccio :-*

    Commento di Anna - 4 Febbraio 2008 17:44

  25. Agata dal germanico: buona / virtuosa ( Placida ti risulta?)

    povera Agata…farla santa fu il minimo riconoscimento per renderle giustizia…

    Commento di skip - 4 Febbraio 2008 20:02

  26. Altro che carnevale di Rio :)

    Commento di Dania - 4 Febbraio 2008 22:33

  27. Alla faccia della torture! Ma come ha fatto a mantenersi pura in un lupanare?!?

    Commento di Blimunda - 4 Febbraio 2008 22:57

  28. appena finita di postare ricetta di ‘i minni di sant’aita, i riferimenti storici ecc aggiungerò domani x mancanza di tempo vedi tu se vuoi postare intanto o aspettare domani buona notte http://zenzero2.blogspot.com

    Commento di caravaggio - 4 Febbraio 2008 23:02

  29. Anna, fortunatamente si trovano anche nel continente ;-)

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 23:44

  30. Skip, indubbiamente la santità se l’è meritata, poverina..:-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 23:45

  31. Dania, ;-D Sei riuscita a vederne un poco?

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 23:45

  32. Blimunda, miracolo.
    ;-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 23:46

  33. Caravaggio, linkata! :-*

    Commento di Placida Signora - 4 Febbraio 2008 23:46

  34. [...] Nina Caterina de’ Vigri Francesca Scanagatta Cornelia Rossi Martinetti Tommasina Spinola Agata di Catania Santa Lucia Ginevra degli Armieri Nicolosa [...]

    Pingback di Placida Signora » Blog Archive » Il Monumento di Caterina - 10 Marzo 2008 10:21

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