©

Abboffate Carnascialesche

di Placida Signora - 23 Gennaio 2008

Cibi tradizionali del Carnevale 

chiacchiere-pescanoce.jpg
(foto Pescanoce, click per ingrandire)

“Carnevale” deriva il suo nome da “carnem levare”, togliere la carne, preannuncio dei successivi 40 giorni di Quaresima in cui un tempo il digiuno e il mangiar esclusivamente di magro era regola ferrea e rispettata.

Per questo motivo in tutta Italia il popolo faceva, a mo’ di cammello con l’acqua, il pieno di proteine, calorie e grassi contenuti in quelli che sono i cibi tipici e rituali di questo periodo, molti ormai quasi dimenticati.

 
Uno degli ingredienti basilari era il maiale, grande ricchezza familiare, scannato poco prima e immediatamente tramutato in prosciutti, salami eccetera.

La festa dava allora l’occasione di consumarne in fretta  le parti che si sarebbero deteriorate durante la quarantena di magro; perciò in Basilicata, ad esempio, cibi tipici del periodo erano il fegato cotto alla brace, la minestra di ossa, il “sartasc’niedd” (soffritto di varie interiora), la “rafanata” (uova, formaggio, rafano e salsicce) e, come dolci, “u sanguinacc” (il cui ingrediente base è il sangue di maiale arricchito da mandorle, pinoli, cioccolato, uvetta, noci, fichi secchi,cannella, zucchero) e “la f’cazz cu l’frètt’l”, una sorta di torta fatta di pasta lievitata, ciccioli (frètt’l in dialetto, ), zucchero a velo e cotta al forno.

In Lucania, non mancavano mai “li maccarone a ferrètte o ca la giònca” (paste fatte in casa, spaghettini bucati da un ferretto e lunghi un palmo i primi, fusilli i  secondi) conditi con un “rraù”(ragù) con tutte le interiora “de lupòrc”.

In Veneto ingredienti obbligatori del Carnevale sono da sempre “maiale, vin bon e fritole”, oltre bigoli e gnocchi; a Brescia lombate, sanguiinacci e ciccioli; in Sardegna lardo e fave; in Liguria costiggeue (braciole) de porco” e in Puglia i “panzerotti” fritti, ripieni di carne macinata di maiale.

Dal giovedì al martedì – settimana non per nulla detta “grassa” - si friggeva furiosamente in tutto lo Stivale, e più che nell’olio nello strutto che andava fatto fuori in fretta perché durante la lunghissima quaresima, non essendoci frigoriferi, sarebbe sicuramente irrancidito.

Fritti carnascialeschi per eccellenza sono quei dolci comuni in tutta Italia, che hanno praticamente uguali la ricetta e gli ingredienti (farina, uova, zucchero) ma variano nei nomi chiamandosi  chiacchiere (Sicilia, Piemonte, Lombardia, Campania); bugie (Liguria), lattughe (bresciano), ciarline (Emilia), fiocchetti (Romagna), cenci (Toscana), frappe (Lazio), galani (Veneto), sfrappole (Bologna), frijoli (Sassari), fatti-fritti (Oristano), crostoli (Friuli Venezia Giulia).

Altri dolci più morbidi e spesso ricchi di vari ingredienti come crema, pinoli, uvetta, ma sempre rigorosamente fritti sono i “torteilombardi, le frittole della Venezia Giulia, le castagnole romane e umbre, nonché la cicerchiata (Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria), che coi ceci non c’entra nulla se non per la forma a palline gialle.

Poi arrivava il Mercoledì delle Ceneri: tutto questo bendiddio scompariva ed il fegato, sentitamente, ringraziava.

©Mitì Vigliero

Ne conoscete altri?

***

Graziano: Conosco un dolce di carnevale simile alle chiacchere che si mangia in Puglia, il nome è Pampuglie!

Boh: Eh Mitì, la cicerchiata di mia zia non la batte nessuno (vicino a Napoli). Dura dura e fatta come un ciambellone, da tagliare a fette.

Roger: Frittelle di Scappi

ZiaPaperina: Ricordo che Tata Maria, originaria di Sorrento, per Carnevale ci preparava la pizza di carnevale; una cosa buonissima a base di formaggio grana (o pecorino?), provola, salciccia, uova….Pesantissima ma buonissima!!

Skip: Di solito a Carnevale mia suocera cucina o lasagne o una tipica “pizza rustica” :su una sfoglia di pasta sfoglia ( se siete bravi potreste tirare una sfoglia con strutto)versare un impasto di ricotta, uova , salsiccia precedentemente saltata in padella e parmigiano, ricoprire con altra sfoglia e cuocere…..una bomba di gusto e calorie!

Rosy: Dalle mie parti, vicino a Vicenza, si chiamano “grustoli”: buonissimi! sono dolci fritti tipo chiacchiere. Il segreto sta nel tirare la sfoglia sottile, poi si friggono a quadrati o losanghe e si cospargono di zucchero a velo. Croccantissimi e friabili che è un piacere.

Alberto: Ad Apricale (IM) le chiacchiere le chiamano “pansarole”. Il mese di settembre c’è anche la sagra. Si mangiano con lo zabaione.

Luca: Liguria riviera di Levante per carnevale si faceva…..la pentola con il croccante, e i ravioli di marzapane. Sono dolci di marzapane fatti esattamente come i ravioli ma col ripieno di cioccolata e pittati di rosso a mo’ di sugo. La pentola di croccante è passata di moda…. i ravioli invece li facciamo appena cominciano.. te li posto ps noi facciamo i frixeu (le frittelle ) con le mele e l’uvetta

Pievigina: A Treviso si fanno anche le castagnole che sono delle frittelle “compatte”, piccole e dure.

Liu Jo: un dolce tipico di carnevale della provincia  di Milano è “la carsenza” che non è un formaggio ma viene fatto dai panettieri ed è un pane a forma di pagnotta fatto con pasta di pane, miele, uva bianca o rossa e fichi secchi. Il risultato è ottimo.

Anna: No, li hai citati già tutti…la cicerchiata… quella di mia madre era unica! Tra i dolci di Carnevale, in alcune pasticcerie, si trovano delle castagnole farcite con creme varie, un po’ come i bigné di S. Giuseppe, ma più piccoli!

Solitaire:  Al mio paese d’origine (in Calabria) i dolci tipici del periodo sono ovviamente le *Chiacchiere*, solo che le chiamano *‘Ncartellate*

Maxime: I fritti carnascialeschi si chiamano chiacchiere anche in Abruzzo. Poi confermo che c’è la cicerchiata di cui peraltro sono ghiottissimo, e ci sono anche le castagnole (che però da noi non somigliano alle frittelle descritte da pievigina, ma sono delle morbide polpettine di pasta fritta)

Cristella: Le chiacchiere (o fiocchetti) a Rimini sono “al sfràpi”. A carnevale non mancano mai neppure le castagnole, in diverse versioni: semplici, colorate con l’alkermes (una bagnata e via, rotolarle nello zucchero semolato) o riempite di crema pasticcera.

Simona: A Perugia si fanno gli strufoli. L’impasto si butta nell’olio bollente a cucchiai e si gonfia. Si condiscono con miele fuso.

Patt: Crostoli anche a Belluno. E fritole, con le mele, con l’uvetta, o anche semplici, senza nulla. E le castagnole di mia mamma … divine!

Tittieco: Ricetta delle frappe senza burro

Zawa: Eh ma lo SCROCCAFUSO ce l’abbiamo solo noi nel maceratese

MariCri: A Venezia si fanno le frittelle, che sono delle palline fritte rotolate nello zucchero. la ricetta tradizionale prevede che siano vuote, cioè solo con uvetta nell’impasto, ma c’è la variante con ripieno di zabaione o crema pasticcera. una bomba calorica e una goduria per il palato… per esser pienamente soddisfatti, bisogna assaggiarne almeno una per tipo!

74 Commenti »

  1. Non ne conosco altri.. ma ieri mi sono fatto una piattata di cenci fritti nello strutto di maiale. Il fegato ancora piange, ma il palato ringrazia ! ;-)

    Commento di S.B. - 23 Gennaio 2008 10:18

  2. S.B., oggi brodino vegetale e una mela, eh? ;-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 10:23

  3. Ciao Mitì, sono online dopo molto tempo!
    Tutto bene?
    Conosco un dolce di carnevale simile alle chiacchere che si mangia in puglia, il nome è Pampuglie!

    Commento di Graziano - 23 Gennaio 2008 10:28

  4. sul Carnevale….

    “Nella cultura dell’epoca, il male si identificava con i peccati capitali che nella concezione popolare venivano esaltati un’ultima volta (carnevale), per poter essere poi eliminati dalla “purificazione” (quaresima).
    In tutti i carnevali italiani e dei paesi latini, buona parte degli eccessi riguardavano il campo alimentare. La sua coincidenza con le celebrazioni di Sant’Antonio e con il rito contadino della macellazione del maiale, lo sposavano al trionfo delle ghiottonerie suine d’ogni genere. Per esempio, venivano lanciati pezzi di maiale alla folla festante sia nella “Festa della porchetta” (carnevale di Bologna del 1279 ), che nella “Cuccagna del porco” (fino al ‘500, periodo di nascita del carnevale romano), dove dalle finestre delle case dei Colonna arrivavano pezzi di cibo sul popolo.
    In ogni carnevale erano tradizionali i carri trionfali dell’Abbondanza che portavano figure simboliche cariche di cibi a mò di ornamenti. Durante le celebrazioni si effettuavano anche recite allegoriche di grande successo, come testimoniano scritti dal Medioevo al ‘700, nelle quali il Carnevale in forma di fantoccio o animale veniva processato e poi condannato, prima di morire, a redigere un testamento dove il cibo era il protagonista principale.
    Goethe diceva che il Carnevale non era una festa che si offriva al popolo, ma una festa che il popolo offriva a se stesso, dove il mondo si rovesciava, si sbeffeggiavano le autorità, e il servo diventava padrone e il padrone servo.”

    Commento di roger - 23 Gennaio 2008 10:50

  5. la ricetta….

    Frittelle di Scappi

    Le frittelle, sono un’involucro impastato con bianca farina, acqua o latte e lievito, impinguato di uva passa, pinoli, cedri o aranci canditi, e fatto poi cadere a cucchiate nel padellone che “sfrigola” di strutto. Vi sono parecchi altri modi di fare le profumate frittelle. Ben lo sanno in Liguria, in Toscana, in Puglia e nel Veneto (dove le vogliono abbondanti di spezie). Per confermare questa profonda radice storica abbiamo scelto, da un grade autore di prelibatezze del XVI° sec. Bartolomeo Scappi, una nobile ricetta di fritole veneziane. Queste buttate a inturgidirsi nello strutto bollente, non risultano così dissimili dalle attuali, gli ingredienti infatti sono: farina bianca, zucchero, uva sultanina, scorza di limone e il saporino di un liquore.

    Commento di roger - 23 Gennaio 2008 10:54

  6. curiosità sul Carnevale….

    L’albero di Carnevale

    “Simbolo cosmico per eccellenza, l’albero è protagonista di interessantissimi riti relativi al periodo di Carnevale. “Wilder Mann”, “Salvanél”, “Carnaval”, “Om selvarech” sono i tanti appellativi con cui, nell’arco alpino, si identifica il cosiddetto “Albero di Carnevale”. Retaggio di remotissimi culti agrari, esso viene ad incarnare lo spirito della vegetazione, nella delicata fase equinoziale. Rivestito di foglie e di rami di ciliegio, l’albero carnevalesco ha un influsso propiziatorio e fertilizzante sulla natura che comincia a risvegliarsi. Di particolare interesse è un rito che si svolge a Grauno, nel Trentino orientale. Prima del martedì grasso, è usanza tagliare il pino più grande del bosco e trasportarlo, con grosse funi, nella piazza del paese, dove va in scena il processo-farsa all’albero del Carnevale. Il martedì grasso il pino viene trasportato in processione su un’altura, il “doss del Carneval”, e dato alle fiamme dagli ultimi sposi dell’anno. Un particolare, questo, che sottolinea la natura propiziatoria di questo rito. Del resto, il legame tra matrimonio e culti agrari è sempre stato strettissimo. In particolare, il pino, essendo un sempreverde, incarna l’albero cosmico, l’albero-vita per eccellenza. Dalle fiamme del pino di Grauno i contadini traevano auspici per l’anno nuovo: se le scintille salivano verso il cielo il raccolto sarebbe stato scarso, se, invece, si tenevano basse l’annata sarebbe stata propizia. Fino a qualche anno fa, ad Arco (Tn), nell’ultimo giorno di Carnevale, era usanza accendere delle fascine di rami di alloro nei crocevia del paese, per scacciare i fantasmi e gli spiriti maligni. Sono, questi, tutti rituali caratteristici dei periodi di “passaggio”, di transito astrale. Trasfigurazione del Caos primigenio, il Carnevale celebra il difficile passaggio dall’inverno alla primavera, dal letargo, dalla morte alla rinascita della Natura.”

    tutto quello che ho messo nei commenti è stato trovato quì….

    http://www.taccuinistorici.it/index.php

    Commento di roger - 23 Gennaio 2008 10:57

  7. Eh Mitì, la cicerchiata di mia zia non la batte nessuno (vicino a Napoli). Dura dura e fatta come un ciambellone, da tagliare a fette.

    Che voglia di divertirmi! E che voglia di carnevale!

    MI fai sempre pensare a cose belle..!:)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 23 Gennaio 2008 10:58

  8. non ne conosco altre, ma grazie per avermi ricordato che quest’anno vorrei proprio fare le castagnole :D

    Commento di xlthlx - 23 Gennaio 2008 11:02

  9. Graziano, finalmente! Tutto ok, tesoro? :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:05

  10. Boh, sono felice di riuscirci anche solo un po’! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:08

  11. Roger, in Liguria non le ho mai sentite quelle frittelle…Almeno a Genova. :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:15

  12. xlthx, dovresti scriverne la ricetta e fotografarle (prima che vengano spazzolate via ;-**)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:16

  13. Buone le chiacchiere, so anche cucinarle insieme a tanti altri dolci e piatti tipici napoletani

    ;-)

    Commento di Cuore Analfabeta - 23 Gennaio 2008 11:18

  14. Cuore, dovresti parlarcene! :-)*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:30

  15. @Placida: Vuoi che ti faccia un elenco?

    Commento di Cuore Analfabeta - 23 Gennaio 2008 11:32

  16. Cuore, dovresti farne una rubrica fissa sul tuo blog “Vi insegno a cucinare col Cuore” ;-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:38

  17. Ah ah, ok l’avevo già aperta sul mio vecchio blog. E’ senz’altro una buona idea. Ho l’abitudine di creare dei PDf con le mie ricette, magari da domani inaugurerò questa nuova categoria.

    :-)

    Commento di Cuore Analfabeta - 23 Gennaio 2008 11:40

  18. Bene! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:43

  19. Questo post spiega al meglio perché adoro il carnevale.

    Commento di Signor Ponza - 23 Gennaio 2008 11:45

  20. Signor Ponza, e lo so: vi prendo per la gola! ;-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 11:50

  21. Ricordo che Tata Maria, originaria di Sorrento, per Carnevale ci preparava la pizza di carnevale; una cosa buonissima a base di formaggio grana (o pecorino?), provola, salciccia, uova….Pesantissima ma buonissima!!

    Commento di ZiaPaperina - 23 Gennaio 2008 12:19

  22. dato che si parla di mangiare, eccovi una meditazione di Brillat-Savarin sul “gusto”:
    “… il gusto cosi come la natura ce l’ha concesso, è ancora quello fra i nostri sensi, che, tutto ben considerato, ci procura il maggior numero di godimenti:
    1)perché il piacere di mangiare è il solo che, preso modestamente, non è seguito da stanchezza;
    2)perché è d’ogni tempo, d’ogni età e d’ogni condizione;
    3)perché torna di necessità almeno una volta al giorno e in un giorno può essere ripetuto, senza danno, due o tre volte;
    4)perché può mescolarsi a tutti gli altri piaceri e anche consolarci della loro mancanza;
    5)perché le impressioni ch’esso riceve sono a un tempo e più durevoli e più dipendenti dalla nostra volontà…”.

    Commento di roger - 23 Gennaio 2008 13:13

  23. Di solito a Carnevale mia suocera cuinca o lasagne o una tipica “pizza rustica” :su una sfoglia di pasta sfoglia ( se siete bravi potreste tirare una sfoglia con strutto)versare un impasto di ricotta, uova , salsiccia precedentemente saltata in padella e parmigiano, ricoprire con altra sfoglia e cuocere…..una bomba di gusto e calorie!

    Commento di skip - 23 Gennaio 2008 13:35

  24. Dalle mie parti, vicino a Vicenza, si chiamano “grustoli”: buonissimi!

    Commento di Rosy - 23 Gennaio 2008 13:43

  25. ZiaPaperina, santa donna la Tata Maria! ;-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 14:15

  26. Skip, sembra la pizza descritta da Ziapaperina…Mi ricordi la tua zona, per favore? :-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 14:15

  27. Rosy, cosa sono i grustoli? dolci o cose tipo ciccioli? :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 14:16

  28. @ placida….sono di sorrento ma vivo in liguria ( e non sono la tata di Zia Paperina! :D)

    Commento di skip - 23 Gennaio 2008 14:51

  29. Skip, anche perché la tatamaria dovrebbe avere circa 100 anni oggi…;-D*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 14:53

  30. Rosy, scoperto i grustoli, dolci come le bugie :-)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 14:53

  31. Ad Apricale (IM) le chiacchiere le chiamano “pansarole”. Il mese di settembre c’è anche la sagra. Si mangiano con lo zabaione.

    Commento di Alberto - 23 Gennaio 2008 15:17

  32. Alberto, comincio a sospettare che solo a leggere questo post e i commenti oggi ingrasserò di 5 kg…Perché a settembre? ;-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 15:19

  33. Ora si, ho avuto dei calcoli renali, ora operati :*

    Commento di Graziano - 23 Gennaio 2008 15:57

  34. Graziano, felice di saperti ora in forma! E di nuovo “bentornato” :-****

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 15:59

  35. No, non ne conosco altri oltre quelli che hai già nominato Tu…quì in Sardegna va la frittura in generale (fatti fritti, zeppole, etc…)

    Un abbraccio!! :-)

    Commento di AndreA - 23 Gennaio 2008 16:09

  36. Liguria riviera di Levante per carnevale si faceva…..la apentola con il croccante, e i ravioli di marzapane………..sono dolci di marzapane fatti esattamente come i ravili ma col ripieno di cioccolata e pittati di rosso a mo di sugo
    La pentola di croccante è passata di moda…. i ravioli invece li facciamo appena cominciano.. te li posto
    ps noi facciamo i frixeu (le frittelle ) con le mele e l’uvetta

    Commento di Luca - 23 Gennaio 2008 16:23

  37. A Treviso si fanno anche le castagnole che sono delle frittelle “compatte”, piccole e dure.

    Commento di pievigina - 23 Gennaio 2008 16:26

  38. Luca, le pentoline di croccante! Le prendevo da bimba da Ratto, a Rapallo…(oggi ovviamente scomparsa, Ratto dico).
    Bravo sì, posta! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 16:36

  39. AndreA, mi sembra di sentirne il profumo sin da qui ;-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 16:36

  40. Pievigina, non le conoscevo…grazie! :-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 16:37

  41. Ciao, un dolce tipico di carnevale della provincia edi Milano è “la carsenza” che non è un formaggio ma viene fatto dai panettieri ed è un pane a forma di pagnotta fatto con pasta di pane, miele, uva bianca o rossa e fichi secchi. Il risultato è ottimo.

    Commento di Liu Jo - 23 Gennaio 2008 17:12

  42. No, li hai citati già tutti…la cicerchiata… quella di mia madre era unica!
    Tra i dolci di Carnevale, in alcune pasticcerie, si trovano delle castagnole farcite con creme varie, un po’ come i bigné di S. Giuseppe, ma più piccoli!
    Un abbraccio :-*

    Commento di Anna - 23 Gennaio 2008 17:14

  43. ok, la ricetta dovrei avercela scritta gia’ da qualche parte, appena mi riprendo arriva :)

    Commento di xlthlx - 23 Gennaio 2008 17:36

  44. sono passato di qui ad arricchirmi un po’ con una delle tue belle storie, come sempre. baci cara mitì.

    Commento di gianluca - 23 Gennaio 2008 17:58

  45. Al mio paese d’origine (in Calabria) i dolci tipici del periodo sono ovviamente le *Chiacchiere*, solo che le chiamano *‘Ncartellate*

    Commento di Solitaire - 23 Gennaio 2008 18:10

  46. I fritti carnascialeschi si chiamano chiacchiere anche in Abruzzo. Poi confermo che c’è la cicerchiata di cui peraltro sono ghiottissimo, e ci sono anche le castagnole (che però da noi non somigliano alle frittelle descritte da pievigina, ma sono delle morbide polpettine di pasta fritta)

    Commento di Maxime - 23 Gennaio 2008 18:12

  47. P.S.: Castagnole di Carnevale

    Commento di Maxime - 23 Gennaio 2008 18:15

  48. Liu Jo, sai che non ne avevo mai sentito parlare? Deve essere fantastica, grazie! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:38

  49. Anna, noto che il nome “castagnole” è uguale per dolci diversi diffusi in regioni diversissime! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:41

  50. xlthlx, aspetto di leggerti! :-)***

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:42

  51. Gianluca, ciao tesoro, buona serata :-)*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:42

  52. Solitaire, sarebbe bello raccogliere tutti i nomi delle “chiacchiere” :-)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:43

  53. Maxime, sono simili a quelle descritte da Anna :-)***
    (maro’ che fame mi sta venendo…)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 18:45

  54. Le chiacchiere (o fiocchetti) a Rimini sono “al sfràpi”.
    A carnevale non mancano mai neppure le castagnole, in diverse versioni: semplici, colorate con l’alkermes (una bagnata e via, rotolarle nello zucchero semolato) o riempite di crema pasticcera.
    ciaooooo

    Commento di Cristella - 23 Gennaio 2008 19:09

  55. questo post doveva essere vietato ai diabetici per l’alto tenore di zucchero presente in esso ….ti saluto Placida a domani…nel Girone dei Golosi…slurp slurp gnam gnam strafog strafog abbuff abbuff…..vado…che ho l’acquolina il bocca …e a Carnevale….ogni dolce vale…CIAO :)))

    Commento di roger - 23 Gennaio 2008 19:23

  56. certo che il passato di verdure distasera non è l’optimum rispetto alle prelibatezze descritte

    Commento di skip - 23 Gennaio 2008 19:35

  57. A Perugia si fanno gli strufoli. L’impasto si butta nell’olio bollente a cucchiai e si gonfia. Si condiscono con miele fuso.

    Commento di Simona - 23 Gennaio 2008 19:53

  58. E vai ! Dopo ben quattro giorni di assenza eccomi di nuovo a commentare i tuoi
    interessanti post. Se fate una visitina al mio blog , troverete una ricetta facile facile,sulle frappe senza burro. Io per stasera devo mangiare liquido e freddo: sto
    andando dal dentista e giuro che non è una
    passeggiata, durera’ un bel po’ sta tortura.
    Buonanotte Tittieco.

    Commento di tittieco - 23 Gennaio 2008 21:33

  59. No, sono dolci fritti tipo chiacchiere. Il segreto sta nel tirare la sfoglia sottile, poi si friggono a quadrati o losanghe e si cospargono di zucchero a velo. Croccantissimi e friabili che è un piacere.

    Commento di Rosy - 23 Gennaio 2008 21:54

  60. se potessi fartelo assaggiare lo farei, come ti farei assaggiare le zeppole con la crema :)difficile resistere.
    buona serata

    Commento di Liu Jo - 23 Gennaio 2008 22:41

  61. Crostoli anche a Belluno. E fritole, con le mele, con l’uvetta, o anche semplici, senza nulla. E le castagnole di mia mamma … divine! :-)
    ‘ciotti, cara!

    Commento di Patt - 23 Gennaio 2008 23:02

  62. Patt: con l’uvetta con l’uvetta! (adoro l’uvetta!) :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:14

  63. Liu Jo: no, non resisterei per niente ;-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:15

  64. Rosy, è il trionfo della friabilità!

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:16

  65. Tittieco, la metto su subito!

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:17

  66. Simona, mi piace il miele fuso quando si raffredda: sembra vetro soffiato! :-)*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:21

  67. Skip, io stasera risotto al formaggio. Niente dolce (fatto il pieno qui) ;-D*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:22

  68. Cristella, ne farai un video? :-****

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:22

  69. Eh ma lo SCROCCAFUSO ce l’abbiamo solo noi nel maceratese :-)

    Commento di Zawa - 23 Gennaio 2008 23:23

  70. A Venezia si fanno le frittelle, che sono delle palline fritte rotolate nello zucchero. la ricetta tradizionale prevede che siano vuote, cioè solo con uvetta nell’impasto, ma c’è la variante con ripieno di zabaione o crema pasticcera. una bomba calorica e una goduria per il palato… per esser pienamente soddisfatti, bisogna assaggiarne almeno una per tipo!

    Commento di MariCri - 23 Gennaio 2008 23:30

  71. Zawa, cos’è lo scroccafuso? :-**

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2008 23:59

  72. MariCri, una sola? quanto sono grandi? ;-*

    Commento di Placida Signora - 24 Gennaio 2008 00:00

  73. una tanto per cominciare! :P comunque quelle tradizionali sono grandi poco meno di una pallina da tennis, ma io le faccio più piccole così le posso mangiare come caramelle!

    Commento di MariCri - 24 Gennaio 2008 00:42

  74. Lo scroccafuso è questa roba qua :-)
    http://www.prodottitipicimarchigiani.it/01prodotti/09dolci/16scroccafussi.htm
    cmq proverò a documentare l’eventuale loro arrivo sulla mia tavola nei prossimi giorni.
    Only for you, sia chiaro. Non li prendo mica perchè sono golosa!! :-P

    Commento di Zawa - 25 Gennaio 2008 11:47

RSS dei commenti  |  TrackBack URI

 

Lascia un commento


I commenti sono sottoposti a moderazione. Se non li vedete comparire subito, abbiate un poco di pazienza; verranno approvati appena possibile.

Blog Home




PlacidaSignora.com
PageRank


   Placida Klip

              Per aggiungere la Placida Klip al vostro KlipFolio


   Placide visite

   Placidi visitatori nel mondo

 Placida Signora load time improved by PHP Speedy