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Sull’Arte dell’InTitolare

di Placida Signora - 14 Gennaio 2008

Avete mai pensato all’importanza dei titoli?

Non mi riferisco a quelli nobiliari o di studio, ma ai titoli delle cosiddette opere d’ingegno; canzoni, opere, commedie, libri.

Parliamo di questi ultimi (anche perché solo di questi ho esperienza diretta ;-)

Innanzi tutto dovete sapere che la cosa più difficile dello scrivere un libro non è tanto scriverlo, quanto intitolarlo.  

Il titolo è fondamentale: deve essere facile da ricordarsi, semplice a comprendersi, stuzzicante, divertente, curioso, illuminante.

Quando nel ‘91 scrissi per la Rizzoli Lo Stupidario della Maturità ebbi il merito (o il demerito, fate vobis) di consacrare un termine che non solo diede vita ad un’interminale sequela di altri Stupidari riguardanti i più vari argomenti, ma di ”ufficializzare” una parola entrata poi a tutti gli effetti nel linguaggio comune (…E mannaggia, potevo brevettarla in esclusiva eh? ;-D).

Ma Stupidario l’avevo chiamato sin da quando era solo un immenso fascicolo di appunti miei privati, raccolti in anni e anni.

E così è stato per tutti i miei altri libri; prima l’idea, poi il titolo, infine la stesura.

Tranne per uno.
Quando nel ‘93 consegnai alla Mondadori un perfetto manoscritto di 190 pagine riguardante le scuse umane, non avevo in mente nessun titolo in particolare, e per trovarlo feci più fatica che scriverlo.  

Prima pensai a Tutte scuse!, Caduti in pretesto, L’Inventascuse, l’Acchiappascuse e il Cercascuse.
 
Mio fratello propose Scusami, ma…; mio padre Italiani che si scusano o Le scuse degli italiani che si scusano, mentre vicini di casa molto intellettuali mi consigliavano titoli grondanti cultura classica quali Profasìsomai (”Accampare scuse”), De excusatione, opera omnia e Apologia (”La Difesa”), che sarebbe stato perfetto se non ci avesse già pensato quel grafomane di Platone.
 
Amici poeti mi proposero di inventare un titolo che non c’entrasse nulla con l’argomento, ma che fosse altamente aulico come, ad esempio, Le bianche farfalle dell’Oklahoma.
 
Mia madre invece, adducendo il fatto che i pretesti e le scuse quasi sempre altro non sono che semplici menzogne, frottole, fandonie, bubbole, fanfaluche, insomma balle o palle che dir si voglia, mi suggerì Il Raccattapalle.
 
Nel frattempo io sfornavo Il Prontuario dei pretesti, Il Vademecum della giustificazione, L’Enciclopedia della discolpa, Il Galateo delle scuse, T’insegno a scusarti, L’ABC della scusa.

Alla fine scrissi tutti i titoli su dei bigliettini, li infilai in un cappello e feci pescare a caso dall’editor.
E nella prefazione abbi l’ottima scusa di raccontare questa storia concludendo: ”Quindi se questo titolo non piacerà, sappiate che non è stata colpa mia, ma del Fato.”

Tutto questo per chiedervi: avete mai comprato un libro solo perché il titolo vi ispirava?

52 Commenti »

  1. Lo stupidario è una delle cose più divertenti che ricordo di aver letto quando ero piccola (LOL) e non avevo un blog…
    ma sembra ieri.
    Si, se sono in libreria e giro in serendipity (cioè sono entrata a curiosare senza particolare motivo e senza avere in mente titoli da acquistare, mi lascio molto guidare dai titoli…se ben fatti e soprattutto se incuriosiscono abbatanza…il libro alla fine lo compro.

    Commento di catepol - 14 Gennaio 2008 10:30

  2. Certo che sì! Spesso li regalo solo per il titolo. Ad esempio ne ho comprato uno pochi giorni fa che si chiamava “Niente di personale” per regalarlo al mio capo, che lo dice sempre (di cosa parli non lo so

    Commento di ZiaPaperina - 14 Gennaio 2008 10:46

  3. Credo che nel 90% dei casi i libri li compro perchè mi ispira il titolo.

    Anche dello Stupidario mi ispirava il titolo…e infatti non ho sbagliato: mi sono divertita molto a leggerlo quando ero in odore di Maturità!

    Commento di pievigina - 14 Gennaio 2008 10:47

  4. Catepol, è meraviglioso girare per librerie in serendipity.
    (Ciao bimba! ;-**)

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:08

  5. ZiaPaperina, lo faccio spesso anch’io. Più che libri, “messaggi” da posare sulla scrivania ;-D

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:09

  6. Pievigina, ormai lo Stupidario (come il Galateo) sono testi d’antiquariato…E leggendovi mi sento vecchissima! ;-***

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:10

  7. essendo il peggior lettore dell’anno..posso solo fare il post mio e…
    disco scelto per la copertina
    Battiato cd… ma non ricordo il titolo… l’ultimo?
    come dice la Stefy uomo approssimativo

    Commento di Luca - 14 Gennaio 2008 11:13

  8. Luca, vai bene lo stesso, anche approssimativo ;-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:19

  9. di solito il titolo mi incuriosisce ma prima di acquistare un libro leggo la sintesi della trama

    Commento di skip - 14 Gennaio 2008 11:24

  10. E’ il 1995, estate. Entro in libreria con in mano una lunga lista di libri battuta a macchina. Opera della prof di Italiano che ci obbiliga a leggere 4 libri durante le vacanze. Per agevolare la mia compagna di banco, che odia leggere, ne compreremo due a testa. Due li sceglie lei. Due io. Lei li controlla quasi tutti, poi sceglie i più sottili, così risparmia tempo, denaro e fatica.
    Io scorro con la matita tutta la lista. Poi mi attira un titolo. Archivi del Nord. In quel momento, la mia bussola punta dritto a nord. “E chi sarà mai questo Yourcenar?” chiedo (si, questo, al maschile). E’ stato amore a prima vista. In questi anni mi ha insegnato molto.

    Commento di paola - 14 Gennaio 2008 11:32

  11. Skip, è saggezza, la tua! ;-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:38

  12. Paola, la Youcenar è stata una gran maestra di vita e pensiero per tanti. Mi sarebbe tanto piaciuto avere un’allieva come te (ma nel 95 non insegnavo più da 5 anni) :-)

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 11:39

  13. Il titolo attrae, incuriosisce però, prima di acquistare, do un’occhiata alla trama e, se non è impacchettato, leggo qualche passaggio…

    Commento di sciura pina - 14 Gennaio 2008 11:45

  14. Ho conosciuto Bukowski grazie ad un titolo. Volevo fare un regalo ad un amico e mi parse davanti: “compagni di sbronze”, lo presi subito!

    Commento di Lupo Sordo - 14 Gennaio 2008 11:51

  15. Certo. Titolo e grafica della copertina sono la ragione dell’attrazione primaria. L’attrazione primaria porta a sfogliare il libro e a far scattare l’attrazione secondaria - che porterà poi all’acquisto.

    Commento di giusec - 14 Gennaio 2008 11:57

  16. Tanti.
    E raramente mi sono pentito.
    Da “i duri non ballano” di Norman Mailer quando ero molto piccolo. A “occhi sulla graticola” di scarpa. A “meno di Zero” di Ellis. a “Branchie” di Ammaniti
    A “il senso della frase” di Andrea G. Pinketts, che con quel titolo non me lo potevo certo far sfuggire…
    E di solito poi ho letto anche il resto dell’opera degli autori in questione.
    Però può succedere anche il contrario, no?
    Io per esempio, potete dirmeme tutto il bene possibile, ma u libro con un titolo veramente idiota difficilmente riuscirei a leggerlo…

    Commento di Antar - 14 Gennaio 2008 12:00

  17. L’ultimo e’ stato “l’eleganza del riccio”. Piu’ bello il titolo del romanzo, secondo me.

    (cmq “Raccattapalle” mi sembrava grandioso :D)

    Commento di fran(cesca) - 14 Gennaio 2008 12:04

  18. SciuraPina, mi danno un fastidio quelli impacchettati…Almeno una copia libera dovrebbe esserci sempre :-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:10

  19. Lupo, hai reso benissimo l’idea ;-**

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:10

  20. Antar, vero. Certi titoli fan scappare la voglia (anche nei film) :-)

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:11

  21. Fran(cesca), anche a me piaceva tantissimo! ;-D

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:11

  22. Non ci dormo la notte! ;-)***

    Commento di Princy60 - 14 Gennaio 2008 12:15

  23. Princy, perché? insonnia da titolo? ;-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:22

  24. Giusec, un po’ come accade per gli altri oggetti. O forse un po’ anche con le persone? Sarebbe bello rifletterci…:-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 12:25

  25. Amo moltissimo i gialli e i noir, e serendyptando qua’ e la’ da Feltrinelli,vado di filato nel reparto dedicato ai gialli, e mi do’ alla pazza gioia, tra titoli che inneggiano al delitto, ai patiboli, ai cadaveri, l’ultimo titolo che ha colpito la mia vista e la mia fantasia e’ “Il gioco dell’amore e della morte” acquistato subito!;+)

    Commento di mimosa fiorita - 14 Gennaio 2008 12:40

  26. Sì, a volte mi capita di comprare un libro perchè vengo attratto dal titolo. Nel 90% dei casi ci azzecco. Però una componente fondamentale nella scelta di un libro è anche la copertina, la grafica. Raramente mi affido a recensioni o alla quarta di copertina. :)

    Commento di Nemo - 14 Gennaio 2008 12:44

  27. Mimosa, poi mi dici se ti è piaciuto :-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 13:43

  28. Nemo, la copertina invece io la guardo poco…(e quelle che amo di più son quelle degli Struzzi e dell’Adelphi, proprio perché non mi “distraggono”). E’ affascinante vedere le differenze nell’attrazione, vero? :-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 13:45

  29. eccome se ho comprato un libro per il titolo. mi capita spesso. l’ultimo, un bel libro indiano “nessun dio in vista”, ma anche: in tutti i sensi come l’amore, il dono di sangue del mare perduto, è dolcissimo non appartenerti più…

    Commento di chiara - 14 Gennaio 2008 13:51

  30. Chiara, ho letto da te che sei un’accanita lettrice “onnivora”. E’ una splendida razza, quella! :-**

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 13:55

  31. Solo per il titolo si, e spesso me ne sono pentito. Però anche adesso il titolo è una delle cose che più attrae la mia attenzione, solo che un’occhiata alla quarta di copertina e una rapida lettura di qualche pagina adesso la faccio :-)

    Commento di S.B. - 14 Gennaio 2008 14:22

  32. Capita a volte anche a me di essere attirata dal solo titolo, l’ultima volta è stato quello del libro: >>> La bambina col cappotto rosso <<<< Devo dire che non mi ha deluso affatto. Tittieco.

    Commento di tittieco - 14 Gennaio 2008 15:06

  33. Cara Miti’, si, il libro mi e’ piaciuto, e’ una raccolta di diciannove racconti, molto gialli e alcuni molto spiritosi.

    Commento di mimosa fiorita - 14 Gennaio 2008 15:10

  34. certo
    un titolo può essere fondamentale
    lo fu memoriale del convnto di saramago!
    saluti!
    mel

    Commento di melpunk - 14 Gennaio 2008 16:48

  35. SB, invece devo ammettere che tutte le volte che ho scelto un libro solo per il titolo, non me ne sono mai pentita…Dev’essere stata un’immediata corrispondenza di librari sensi ;-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 17:11

  36. Tittieco, Mimosa, vuol dire che li andrò a cercare quei libri :-)

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 17:12

  37. Mel, Sette-Soli e Sette-Lune…:-*

    Commento di Placida Signora - 14 Gennaio 2008 17:18

  38. sì, anche se non mi ha proprio influenzato, sarebbe più opportuno dire incoraggiato: “Blu come un’arancia” di Roberto Bondì, edito dalla UTET e la scelta si è rivelata azzeccatissima

    Il titolo riprende una poesie di Paul Eluard; chi lo ha letto capisce anche perché

    Commento di Clotilde - 14 Gennaio 2008 18:24

  39. il titolo è quello che colpisce…ma di solito do sempre un occhiata la sintesi del libro…dato che ci sono eccezionali titolatori…ma ahimè….pessimi scrittori…

    MI SCUSO…..per aver scritto così tardi…l’argomento è interessante…..ma …purtroppo oggi sono stato molto impegnato…..il pesce rosso ha preso la congiuntivite ed io….DOVEVO METTERGLI IL
    COLLIRIO …ehm….. :)))

    Commento di roger - 14 Gennaio 2008 18:55

  40. Oggi mi è toccato scegliere 5 blog che sono capaci di farmi pensare per l’iniziativa Thinking Blogger Award.
    Ebbene, sei stata nominata! :-)
    Un caro saluto Mitì!

    Commento di Massim. - 14 Gennaio 2008 19:37

  41. “Non riesco a trovare il titolo per il mio libro.”
    “Ci sono trombettieri?”
    “No.”
    “Ci sono tamburi?”
    “No.”
    “E allora chiamalo ‘Senza trombettieri né tamburi’!”
    (citazione - a memoria - di un dialogo di Domicile Conjugal di François Truffaut)
    E talvolta va quasi così. ;-)

    Commento di Catriona - 14 Gennaio 2008 21:00

  42. Come no?
    “Dimagrisci mangiando”, per citarne uno.

    Naturalmente i consigli li ho seguito solo per un po’ poroppoppò…

    Commento di Cristella - 14 Gennaio 2008 21:34

  43. Certo che sì, ma non sempre è andata bene. L’ultimo azzardo si è rivelato una vera ciofeca.
    Diciamo che il titolo mi attrae, ma è preferibile leggere la quarta di copertina per evitare brutte sorprese.
    Bacio
    Oatt

    Commento di Patt - 14 Gennaio 2008 21:49

  44. Sempre!

    Non sapevo che lo stupidario della maturità fosse opera tua… Mitì, sei un genio!!!

    Commento di Brigida - 14 Gennaio 2008 22:17

  45. I titoli sono importantissimi! Ho comprato tanti libri attratta dal titolo, ma è pericoloso: spesso sono tutta fuffa e la creatività si ferma solo al titolo!

    Commento di phoebe - 15 Gennaio 2008 00:03

  46. Mi stava per succedere con “Caos calmo“.
    Poi è arrivato in regalo (anche se non direttamente a me) e non c’è stato bisogno di acquistarlo.

    Commento di Solitaire - 15 Gennaio 2008 00:16

  47. pensa che da un po’ di tempo volevo inserire nei commenti un riferimento al tuo “stupidario”, uscito l’anno prima della mia maturità e che lessi con gusto, studente di istituto tecnico con la “malsana” abitudine di divorare libri in mezzo a tanta aridità…ad occhio e croce possiedo una biblioteca di oltre 2.000 volumi (o “titoli”), e alcuni dei miei preferiti sono stati scoperti “empiricamente” guidato dal titolo (ad es. “I fogli d’Ipnos” di René Char, un testo sacro per me, oppure la scoperta di Alfred Tomatis tramite “L’orecchio e la voce”, una rivelazione che mi ha cambiato la vita…ed era pure in uno scaffale sbagliato, quando si dice il destino…) baci mia cara Mitì.

    Commento di gianluca - 15 Gennaio 2008 09:51

  48. p.s. certo, a volte mi sono beccato anche delle fregature, ma ora per fortuna non me ne ricordo…

    Commento di gianluca - 15 Gennaio 2008 09:52

  49. p.p.s. col tempo mi sono fabbricato la teoria che “sono i libri a cercarci”…

    Commento di gianluca - 15 Gennaio 2008 10:04

  50. credo di averlo fatto almeno una volta…
    con “sommelier del tempo”.

    Commento di Zawa - 16 Gennaio 2008 00:23

  51. Commento di evacarriego - 16 Gennaio 2008 00:35

  52. [...] primo luogo, che ha ragione chi dà ai titoli l’importanza che meritano. Perché è vero che, come scriveva Fleur Jaeggy, “non [...]

    Pingback di Nomen omen « OdiAmore - 18 Gennaio 2008 18:08

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