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Il Ballo di Caterina

di Placida Signora - 11 Gennaio 2008

castello-verres.jpg
(foto Umby) 

Storia della Contessa di Challan

Il Castello di Verrès è un immenso monoblocco che domina la Valle d’Ayas; ogni lato è lungo 30 metri e le pareti sono spesse due metri e mezzo.

Massiccio, fortissimo, pare simboleggiare il carattere della sua antica proprietaria, la contessa Caterina di Challan, coeva di Giovanna d’Arco e come lei combattiva in modo irriducibile, anche se non nel nome di Dio ma dei propri interessi.

 In Val d’Aosta allora vigeva la legge salica, ossia le figlie femmine erano escluse dai diritti feudali paterni; ma il padre di Caterina (che aveva solo due femmine), nel 1442, lasciò ugualmente scritto nel testamento che Caterina insieme alla sorella Margherita erano le uniche sue eredi.

 Ovviamente  i parenti maschi della casata presero molto male la decisione, e appoggiati dal padre del defunto marito di Caterina, il conte di Monbreton, piantarono una grana giudiziaria rivolgendosi al Duca di Savoia.

 Questi pensò bene di risolvere la cosa mandando dei commissari a sequestrare i possedimenti delle sorelle Challant ma Caterina, che nel frattempo aveva acquistato  anche la parte ereditata della sorella e si trovava al fianco un nuovo compagno, il balivo della Val d’Aosta Pierre d’Introd, iniziò a lottare con le unghie e coi denti per difendere i suoi diritti, ribellandosi ferocemente alle prepotenze.

 I parenti arrivarono al punto di toglierle le figlie avute al precedente matrimonio per affidarle al nonno paterno; il allora Duca mise sotto assedio il castello in cui abitualmente Caterina soggiornava, quello di Chatillon: insomma, una guerra su due fronti.

 Nel 1450 Caterina fuggì col suo Pierre da Chatillon; il 31 maggio ricevette dal Duca  l’atto ufficiale di confisca dei suoi beni.

Senza fare una piega, con 50 armati e una ventina di musicanti muniti di pifferi e tamburi, andò col consorte a pranzo dal prevosto di Verrès; gli armati si misero di guardia al monastero, i musicanti inziarono a suonare in piazza, il popolo a ballare.

 Dopo pranzo, Caterina si lanciò nelle danze insieme ai suoi sudditi: il gesto democratico, inaudito per l’epoca, scatenò l’entusiasmo dei popolani che si schierarono al suo fianco coinvolgendo tutti gli abitanti della vallata.

 Per prima cosa aiutarono Caterina a riprendere possesso del castello di Chatillon; da lì iniziarono anni difficili per tutti: quotidiane battaglie, assedi, fame, tutto per difendere l’amata Signora e i suoi sacrosanti diritti.

 Ma nel 1456 Pierre d’Introd, mentre con un piccolo esercito composto soprattutto da volontari difendeva la moglie assediata nel castello, venne ucciso in battaglia.

A quel punto Caterina si arrese agli avidi parenti e rinunciò al feudo.
Ma non alla sua vita.
Nel 1462 si risposò per la terza volta,  riottenne l’affidamento delle figlie  e quando il detestato suocero morì reclamò per quelle, e la ottenne, un’eredità di ben 5000 fiorini.

 Ogni anno a Carnevale, nel Castello di Verrès, si ricorda il Ballo di Caterina; ma questa volta a scorrere attorno a lei non è il sangue dei fedeli valligiani, bensì il vino che accompagna la polenta.

© Mitì Vigliero

42 Commenti »

  1. Non conoscevo questa storia, ma la nobildonna Caterina mi sta proprio simpatica, oltre ad avere un temperamento forte, ha osato mettersi contro il Duca di Savoia, che sicuramente era dispotico e antipatico come i suoi discedenti attuali che predentono la restituzione dei “loro” beni dallo Stato! Mi stanno proprio sul gozzo! Ciao Placide Madame. Tittieco.

    Commento di tittieco - 11 Gennaio 2008 07:56

  2. Per indole a Caterina le somiglio un po’, e poi ne faccio le spese, ma, il fatto di coinvolgere le persone con il ballo, anche adesso, entusiasma sempre gli animi.
    Caterina? strasimpatica! soprattutto per aver scandalizzato i benpensanti dell’epoca,sposandosi tre volte. Buon sabato e domenica. ;=)

    Commento di mimosa fiorita - 11 Gennaio 2008 08:47

  3. ma che bella storia, molto moderna nonostante tutto (basta pensare alle cause per divorzi e divisione di beni/eredità). grazie :)

    Commento di rigelblue - 11 Gennaio 2008 08:55

  4. quanto mi sta simpatica questa omonima…
    grazie placida…le belle storie per iniziare la giornata fan sempre bene…
    poi quando si parla di caterine…
    :-)
    coinvolgere le persone…credo sia scritot nel DNA di chi porta questo nome

    un abbraccio

    catepolla
    (ps sei passata nella mia nuova casetta?)

    Commento di catepol - 11 Gennaio 2008 08:56

  5. Navigando a vele sciolte per Internet mi imbatto per caso in questo Blog. Lo trovo molto interessante e assai piacevole, ma ciò che mi colpisce di più è il grande amore che traspare per le storie “minori”, che non sono per questo necessariamente meno importanti. La qual cosa può forse gettare luce su di una questione a cui sto cercando di dar risposta. Il fatto è presto detto. Pochi giorni fa stavo girellando per Milano, quando, stanco del chiasso affannoso delle corse per la preparazione dell’ultimo dell’anno, ho deciso di andar per tetti a caccia di comignoli, ossia a far una caminata, come la chiamo io. La sorpresa che ho avuto non è stata tanto di averne visti di tutte le fogge e dimensioni, alcuni li ho riportati sul mio Blog, ma di vederli quasi tutti in funzione ! Questi umili e silenziosi ornamenti, testimoni di un epoca scomparsa, sembrano essere ancora attivi, anche se discretamente appartati. Questo a dimostrazione, se mai ce ne fosse un ulteriore bisogno, che siamo circondati da tante realtà che la frenesia della vita quotidiana ci nasconde. Vengo quindi alla domanda, che conclude il mio Post e che ho messo come commento a vari Blog quà e là per la Rete, ricevendo però solo poche vaghe risposte o proprio nessuna. Chi utilizza ancora i camini nelle città, chi ne conosce la storia e i diversi stili ?

    grazie e a presto In silenzio viaggiando

    Commento di In silenzio viaggiando - 11 Gennaio 2008 09:14

  6. Caterina,sicuramente,i savoiardi li mangiava…..a colazione…..

    Commento di roger - 11 Gennaio 2008 09:27

  7. Che poi il castello di Chatillon non è quello fatto restaurare da quel barone Bich di cui si parlava qualche post fa?

    I castelli Valdostani sono tutti bellissimi. Certo, vederne così tanti, su ogni minima altura, fa pensare a quanto dovessero essere “scontrosi”…

    Commento di Antar - 11 Gennaio 2008 09:38

  8. Bella storia e corraggiosa protagonista.

    Con le tue storie mi fai vanire il desiderio di visitare la zona della Valdosta che conosco pochissimo.

    Commento di Rosy - 11 Gennaio 2008 09:59

  9. Wow Mitì! Una storia alla Ken Follet dei “Pilastri della terra”. Una storia capace di appassionare anche qualche scolaro allo studio della Storia (quella tanto difficile da digerire sui banchi di scuola)…

    Commento di paola - 11 Gennaio 2008 10:00

  10. Tittieco, sì, era decisamente un bel peperino ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:04

  11. Mimosa, infatti mi piaci proprio per come sei :-)*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:05

  12. Rigeldue, quelle sono cose che non passano mai di moda…;-D

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:07

  13. Catepol, sì l’ho vista la nuova casa! Bella e luminosa. E’ stato un po’ faticoso il trasloco o è una mia impressione? ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:08

  14. Antar, bravo, è quello di Bic! Essre “scontrosi” era il minimo in quei tempi…;-D*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:09

  15. Rosy, è bellissima la Val d’Aosta. Io la amo soprattutto in tarda primavera, inizio estate. Certi paesaggi sono davvero da favola :-**

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:10

  16. Paola, e pensare che ce ne sono centinaia e centinaia di storie così, in ogni epoca storica…:-**

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:13

  17. Andrea_insilenzioviaggiando, che belle le tue foto di camini! Ce ne sono di splendidi in ogni città; non è facile vederli. Mai stato a Mondovì piazza? Ci sono camini veri capolavori.
    Non so dove potresti trovare storie su di loro…Hai provato a guardare sul sito dell’editore Priuli&Verlucca?
    http://www.priulieverlucca.it/Statici/HomePage/DefaultSWFNO.asp
    Ha cose interessantissime!

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:19

  18. Roger, chissà se esistevano già a quei tempi quei biscotti…(anche se oggi parlar di cibo mi stravolge. Mi sa che mi son beccata una specie d’influenza, e sto proprio male…:-(*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 12:23

  19. Grazie per la tua gentile visita al mio Blog. Mai stato a Mondovì, chissà che non capiti da quelle parti prima o poi! Il link che citi sembra decisamente molto interessante. Studio e vi faccio sapere !

    ciao In silenzio viaggiando

    Commento di In silenzio viaggiando - 11 Gennaio 2008 13:02

  20. “chissà se esistevano già a quei tempi quei biscotti”…..

    et voilà….la risposta è quà

    http://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=384_dove=1

    riguardati…..c’è ancora l’influenza…che quest’anno si chiama pacifica…
    quindi ,se l’avessi beccata….PLACIDA PACIFICA….si riposi…se può…

    Commento di roger - 11 Gennaio 2008 13:11

  21. Andrea, bene! :-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 13:17

  22. Roger, già è vero, e pensare che ne avevo anche scritto da qualche parte…Grazie. Oggi sono decisamente in tilt. :-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 13:37

  23. e brava Caterina…passionale, determinata, intraprendente , tenace , anticonformista… che bella figura femminile!

    Commento di skip - 11 Gennaio 2008 14:12

  24. una storia delicata, forte e appassionante. l’ideale per chiudere in bellezza la prima settimana di lavoro che già mi regala un bel paio di occhiaie…ciao cara MT, baci.

    Commento di gianluca - 11 Gennaio 2008 14:48

  25. Skip, grande sì ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 14:55

  26. Gianluca, buon week end caro. :-)*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 14:55

  27. Che bella storia… :)

    Commento di Lupo Sordo - 11 Gennaio 2008 15:36

  28. certo che anche Pierre/Pietro,aveva un bel caratterino….

    “e soprattutto Pietro, che nel 1439 fu balivo della Valle d’Aosta. Egli, dopo la morte del marito Giovanni di Challant, avrebbe sposato Caterina, proteggendo e parteggiando sempre per la fiera dama degli Challant, restandole vicino quando, dopo anni di lotte e contrasti più o meno violenti, la sorte le voltò definitivamente le spalle. Di carattere deciso e poco incline alla diplomazia, Pietro proclamò, quasi a voler sottolineare il proprio rigore, (…) E adesso succeda ciò che vuol succedere –quel che non si è potuto ottenere col diritto e per via della ragione, noi acquisteremo e terremo col la forza. Un buon cavallo in vita sua strappa la briglia..”

    e per quanto riguarda il ballo,sicuramente Caterina oltre che una brava danzatrice,oltre ad avere un carattere determinato,era anche molto astuta dato che non solo con le danze ottenne il favore del popolo ma….

    “Caterina era una donna, per l’epoca, fuori dal comune. Ben decisa a mantenere la proprietà delle terre dei suoi avi, era decisa a difendere i propri diritti con qualsiasi mezzo: anche con le armi, se necessario. Decisa ad avere mano libera nel condurre la lotta contro i Savoia e gli avidi parenti, si liberò dell’ingerenza della sorella Margherita con undicimila fiorini, relegandola nel comodo castello di Verrès. Caterina si procurò l’affetto popolare, concedendo l’esatta determinazione di pesi e misure, la remissione delle annualità non pagate e la remissione penale, la cessazione dei pedaggi per i locali, per i pastori provenienti dal biellese; concesse infine la nomina annuale di tre mendiers (messi del Comune) e tre mistraux (esattori). ”

    comunque…quando si aprono le danze,e perciò si è il ballo….si deve ballare..costi quel che costi…

    notizie trovate qui..

    http://www.varasc.it/medioevo_in_val_d.htm

    Commento di roger - 11 Gennaio 2008 18:01

  29. scusa il ritardo ma sono di ritorno dal pranzo con gli irakeni..
    ………… mai mettersi contro una donna

    Commento di Luca - 11 Gennaio 2008 18:04

  30. Lupo, felice ti sia piaciuta :-)

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 18:27

  31. Luca, quelli delle navi?
    Pranzetto veloce, eh? ;-*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 18:27

  32. Roger, se si fosse limitata a danzare con loro, non credo l’avrebbero aiutata così tanto e così a lungo…;-D*

    Commento di Placida Signora - 11 Gennaio 2008 18:44

  33. Mi ci hanno portato in gita scolastica alle elementari al castello di Verres. Tanti anni fa…
    E’ sempre un iacere leggere i tuoi post, Mitì.

    Commento di Massim. - 11 Gennaio 2008 18:55

  34. si si quelli delle navi:) li hai conosciuti? molto simpatici

    Commento di Luca - 11 Gennaio 2008 19:14

  35. “Balivo (dal latino baiulus, “portatore”) fu il nome di un funzionario che nella Francia pre-rivoluzionaria si occupava di riscuotere le imposte e di amministrare la giustizia in tutto il regno. In Italia, dal Medioevo all’epoca pre-unitaria, il balivo rappresentava il potere del sovrano svolgendo le funzioni di luogotenente. In area germanica le stesse mansioni erano svolte da un funzionario detto landvogto o capitano. In Inghilterra a metà del quattordicesimo secolo d.C. era colui che amministrava le terre del feudatario, decidendo come suddividerle tra i servi della gleba.”

    mica mi è tanto simpatico sto…balivo…
    che sia derivato da ciò la parola….balengo…?

    scusa Pla…avevo un balivo che ballava nella testa …finalmente so cosa è …
    GRAZIE… per le curiosità che mi fai venire :)))

    Commento di roger - 11 Gennaio 2008 19:49

  36. catarì,donna bellicosissima e terribbbbilissima fu…secondo me ,pure intrigante per avere 3 mariti… e delle figlie che si sa? immagino che avere una madre del genere le abbia condizionate… e non poco

    Commento di skip - 11 Gennaio 2008 20:16

  37. Un bacio, Massim! :-*

    Commento di Placida Signora - 12 Gennaio 2008 00:16

  38. Roger, mi piace sentirmi uno stimolatore mentale…(e non pensare cose strane eh?! ;-D)

    Commento di Placida Signora - 12 Gennaio 2008 00:16

  39. Luca, non li conosco, ma io so tutto…
    ;-D
    Com’era il menu?

    Commento di Placida Signora - 12 Gennaio 2008 00:17

  40. Skip, ma non era poi così terribbbbile, dai…Semplicemnte si difendeva dai parenti vampiri ;-**

    Commento di Placida Signora - 12 Gennaio 2008 00:18

  41. carpaccio di polpo e di spada vol au vent gamberetti torta pasqualina e delle tartine con degli stuzzichini certificati… crèpes alle verdure.. pasticceria mignon… vermentino golfo del tigullio caffè:)

    Commento di Luca - 12 Gennaio 2008 07:43

  42. [...] altre di cui vi ho già parlato su queste pagine sono: Caterina di Challand La Buriana, la Sbobba, la Costosa e la Bugiarda Elisabetta Sirani Anna Schiaffino detta Nina [...]

    Pingback di Placida Signora » Blog Archive » Il Monumento di Caterina - 8 Marzo 2008 00:21

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