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Il cantuccio della Dea Cloacina

di Placida Signora - 8 Gennaio 2008

Sì lo so, l’argomento non è molto raffinato…ma l’avevo promesso ;-) 

Storia del WC 

Abbiate pazienza miei lettori, non inorridite mie lettrici; ora debbo con voi visitare quell’oscuro e celato cantuccio della vostra abitazione dove il superbo figlio di Prometeo sacrifica alla dea Cloacina e dove una fatale eguaglianza non meno inesorabile di quella della tomba livella sotto la stessa forca caudina prìncipi e plebei, ricchi e poveri, vecchi e bambini”.

Per l’occasione faccio mie le parole scritte nel 1864 dal medico Paolo Mantegazza nei suoi Almanacchi d’Igiene (ristampati poi nel 1911 col nome “Enciclopedia igienica”), le cui auliche metafore si riferiscono al w.c, strumento poco elegante ma indispensabile e dotato di interessante storia.

Durante la Preistoria gli uomini, esattamente come molti animali, scavavano buche nel terreno e ricoprivano con terra gli escrementi; nelle civiltà più evolute (Cretese, Egiziana, Persiana ecc) si utilizzavano gabinetti stile “turca” con acqua elergita da tubi in terracotta in un sistema di distribuzione simile al nostro.

A Roma Vespasiano tappezzò la città di orinatoi pubblici (vespasiani); il “raccolto” veniva poi venduto in particolari aste a conciai e tintori, che la usavano come smacchiatore, diluente e disinfettante al posto dell’ammoniaca.

Roma era nota in tutto il mondo per le sue fognature davvero all’avanguardia: la Cloaca Massima  dopo un tortuoso e lungo tragitto, si scaricava nel Tevere, che così diventava “biondo”.

Nel Medioevo crollarono tutte le norme igieniche; nelle città, il contenuto dei “vasi” usati giorno e notte veniva svuotato giù dalla finestra sulla pubblica strada con gran gioia dei passanti.

Nel XIII° sec. tale gentile usanza venne regolamentata da severegrida” (leggi) che stabilivano ore apposite (quelle notturne) e l’obbligo di urlare un avvertimento prima del lancio.

Nel castelli e nei palazzi più eleganti, vi erano invece degli sgabuzzini a muro dotati di asse lignea con buco e una condotta verticale di tubi sempre in terracotta che scaricavano in una cisterna detta pozzo nero il cui contenuto veniva ritirato  - e ciò avvenne sino alla fine dell’Ottocento - da merdaioli (sic) autorizzati, che poi lo rivendevano come concime.

Il momento peggiore fu il Rinascimento; nei palazzi, tutti consideravano saloni isolati, ballatoi e retri delle porte come luoghi atti alla natural bisogna: pensate che Leonardo Da Vinci arrivò a progettare per re Francesco I delle “doppie porte tagliaodori” per isolare le singole stanze del castello di Amboise.

Solo durante Luigi XIV entrarono in uso stanze apposite con tante seggette affiancate, ove si potevano tenere nel frattempo amabili conversari.

Nell’800, nei primi condomini iniziarono ad apparire i servizi centralizzati; ma essendo i tubi sempre di fragile terracotta e continuando l’uso del pozzo nero, i disagi igienici persistevano; quando però Liebig (sì, quello del dado) scoprì la relazione tra feci e propagazione del colera, vennero inventate fosse settiche a più camere (1881, ma diffuse solo dopo il 1897) e approvvigionamenti idrici sotto pressione.

Infine, mentre continuava indefesso l’uso dei vasi (a sinistra nell’immagine potete per esempio vederne uno molto elegante risalente ai primi del ‘900) l’inglese Thomas Crapper inventò la flush toilet, wc a cassetta con il primo sifone, che divenne obbligatorio nelle case private dagli anni ’30 nei paesi anglosassoni e solo dal 1950 nel nostro.

©Mitì Vigliero

36 Commenti »

  1. BUONGIORNO….argomento curioso oggi..eh..?

    a proposito di questo…

    “Il momento peggiore fu il Rinascimento; nei palazzi, tutti consideravano saloni isolati, ballatoi e retri delle porte come luoghi atti alla natural bisogna: pensate che Leonardo Da Vinci arrivò a progettare per re Francesco I delle “doppie porte tagliaodori” per isolare le singole stanze del castello di Amboise.”

    ci sono stato e credo anche di averle viste,secondo me Leonardo,e lo dico con dispiacere,con la sua soluzione non aveva risolto gran che…insomma…aveva fatto come dice il detto….”fa come quello che per leva’ le mosche di cucina andò a caà in salotto”..cioè… non aveva dato soluzione al problema…

    forse si sarà detto…”Tutto fa… disse vello ‘e pisciava in Arno” ma stavolta caro Leo t’ha fatto una pisciata for dar vaso….

    Commento di roger - 8 Gennaio 2008 07:43

  2. Con un argomento così, non posso che essere il primo a commentarti! Godibile come sempre, ora però devo andare in quel posticino…! :-P

    Commento di pietroizzo - 8 Gennaio 2008 09:09

  3. Ahhhh! ecco perche’ il Tevere era definito biondo,prima non c’era tutto questo benessere commerciale, quindi quello che mangiavano era forse piu’ genuino,e conseguentemente anche lo “scarto” aveva un bel colore biondo, siccome oggi,e’ color terra, devo dedurre che noi romani mangiamo un sacco de zozzerie. Miti’, sei semplicemente fantastica, insostituibile, originale, solo tu potevi essere cosi spiritosa e di classe con un post del genere.;@)

    Commento di mimosa fiorita - 8 Gennaio 2008 09:23

  4. Roger, in casi “selvaggi” come quello nessuno, nemmeno Leonardo, poteva far miracoli…;-D

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 11:04

  5. PietroIzzo, mentre vai ringrazia mentalmente i Numi per essere nato nel secolo giusto ;-D

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 11:05

  6. Mimosa, credo che anche gli scarichi industriali contribuiscano all’odierna tinta…;-**

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 11:06

  7. anche quando ero scout eravamo soliti scavare delle buche per i bagni da campo :-)

    Commento di antonio vergara - 8 Gennaio 2008 11:11

  8. Antonio, credo fosse una delle prime cose che s’imparava :-)*

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 11:25

  9. Solo una precisazione: Vespasiano non istituì i ‘vespasiani’ ma ne tassò l’utilizzo.

    Commento di Pachi - 8 Gennaio 2008 11:29

  10. Mi hanno raccontato che in meridione, precisamente in Puglia, ancora negli anni ‘60 nelle case piu’ povere, vi era una specie di bidone che serviva a tutti i membri della famiglia per evacuare i propri “bisogni” e all’albe del giorno dopo, passava un carretto che prelevava i suddetti liquami. Immaginatevi che bel lavoro dovevano fare le madri di famiglia gia’ di prima mattina! Comunque, grazie Miti’ per la tue notizie e curiosita’che sai scrivere con classe e simpatia. Tittieco.

    Commento di tittieco - 8 Gennaio 2008 11:44

  11. Pachi….sssss…dillo a bassa voce che se lo sentono i “Vespasiani” che abbiamo oggi,gli potrebbe venire in mente un ripristino della tassa…

    Commento di roger - 8 Gennaio 2008 12:20

  12. Come lo tratti tu l’argomento assume lievità e sorriso: anche questo.

    Un abbraccio:)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 8 Gennaio 2008 12:21

  13. sull atto del defecare ho trovato questa curiosità che è in tema con il periodo natalizio appena trascorso…

    vedi un pò che fanno sti spagnoli..anzi…catalani….
    tratto da Wikipedia..

    “Caganer
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca
    Un tipico caganer visto di fronte
    Un tipico caganer visto di fronte
    La statuina vista dal retro
    La statuina vista dal retro

    Il caganer è una caratteristica statuina folkloristica raffigurante una persona intenta a defecare. Figura tipica del costume locale, viene posta nei presepi allestiti nella regione della Catalogna e in località nella Comunità Valenciana, oltre che nella vicina Andorra.

    Talvolta viene posizionata anche nei presepi delle isole Canarie, o a Tazacorte, nell’isola della Palma.

    In lingua catalana è conosciuta anche con i nomi di l’home que caga o l’home que fa les seves necessitats.”

    maggiori chiarimenti qui

    http://it.wikipedia.org/wiki/Caganer

    Commento di roger - 8 Gennaio 2008 12:36

  14. e c’è pure il sito suo…..tappatevi il naso ed entrate…

    http://www.caganer.com/artesania/es-novedades.htm

    Commento di roger - 8 Gennaio 2008 12:42

  15. altre curiosità sull atto….sempre tratte da Wikipedia…

    # Gli attori di spettacoli teatrali prima di entrare in scena di solito usano la locuzione “tanta merda” per scaramanzia, una usanza nata dal fatto che nell’ 800 si andava a teatro in carrozza, quindi: tanta merda = tanti cavalli = tanti spettatori.
    # A Venezia, in campo Santo Stefano, c’è quello che i goliardi hanno soprannominato “Il Cagalibri”: una statua di Niccolò Tommaseo appoggiato a una pila di libri che lui sembra proprio defecare. L’immagine è ricorrente, nella lettura popolare di certe sculture retoricamente rappresentative dell’uomo di cultura: anche a Fucecchio la statua di Giuseppe Montanelli, Triumviro della Repubblica Toscana del ’49 e capo degli studenti volontari a Curtatone e Montanara, è definita il “cacalibri”, per la medesima ragione; con l’aggravante, però, che secondo il discendente Indro Montanelli non risultava che l’avo ne avesse scritti tanti, di libri, ma quella trovata avrebbe trovato giustificazione nella precarietà statica della statua: ad essa l’artista pose rimedio appilando, naturalmente modellati nel marmo, una montagna di libri che salivano fino ai bordi posteriori della palandrana.

    Commento di roger - 8 Gennaio 2008 12:48

  16. Pachi, sì certo non li inventò. Ma ne aumentò il numero proprio per giustificarne la tassazione per i fullones (tintori dell’epoca), e da quel momento presero il suo nome. Mi son sempre chiesta cosa ne avrà pensato di passare alla storia così…
    ;-*

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 13:12

  17. Tittieco, ricordo io alla fine degli anni 60, in certe campagne piemontesi…villette nuove e bellissime, ma il gabinetto sempre in cortile, in un gabbiotto con l’asse col buco ;-*

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 13:14

  18. Roger, vero! sssssth!

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 13:15

  19. Boh, grazie stelìn. Ma non è poi così difficile ;-**

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 13:16

  20. placida hai una leggiadria nello scrivere…a dir poco,unica!

    Commento di skip - 8 Gennaio 2008 13:33

  21. Hai ragione, mi sono ricordata di un soggiorno in una casa di campagna nel modenese negli anni 60. Gabinetto nell’aia, terrore di noi bambini.

    Commento di regi - 8 Gennaio 2008 15:38

  22. Ciao miti’
    scusa se non mi sono fatta piu’ sentire ma ho fatto qualche cambiamento a dir poco radicale alla mia vita…
    ho lascaito il lavoro da euronics per uno in via venti dal lunedi al sabato finalmente e orari da negozio, mi sono accorta che la mia vita mi stava sfuggendo di mano sia fidanzato che vita privata..allora ho detto basta !!!
    sono troppo felice !!!! e anche marco

    un abbraccione meme

    Commento di meme - 8 Gennaio 2008 15:42

  23. Però, se ci pensi, il fatto che Leonardo, quando passeggiava per le strade, dovesse evitare badilate di m… gettate dai balconi, ha il suo fascino.

    Commento di Marco - 8 Gennaio 2008 15:50

  24. Il bagno… nel mio ci sono un sacco di cose colorate e le candele, per renderlo accogliente e io ci passo un sacco di tempo. Però odio chi legge sul water

    Commento di Brigida - 8 Gennaio 2008 15:53

  25. Skip, :-**

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 16:16

  26. Regi, vissuto anch’io quel terrore ;-D

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 16:16

  27. Meme, bene! Speriamo allora di vederci presto. Baci a te e Marco :-**

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 16:17

  28. Brigida, deve essere accogliente il bagno! :-)

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 16:18

  29. La dea Cloacina… non ne sapevo nulla.
    Per avere una dea protettrice della Cloaca Massima, i Romani dovevano avere grande considerazione dell’igiene… Peccato che ai nostri giorni non ci sia una “dea Discarichina”…

    Commento di Anna - 8 Gennaio 2008 17:38

  30. è pipì? è pipì?
    ma chist fann schif proprio! :)

    lo diceva qui

    Commento di michele - 8 Gennaio 2008 18:18

  31. Anna, già. E poi la civiltà evoluta dovrebbe essere la nostra…Bah, siam proprio ben messi. :-*

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 18:54

  32. Michele, chissà cosa direbbe oggi Troisi della sua Napoli…;-*

    Commento di Placida Signora - 8 Gennaio 2008 18:56

  33. Placida, hai ragione ma oggi ho un po’ il fumo agli occhi…
    Domani andrà meglio!
    Spero almeno:)

    Notte…

    Commento di Boh/Orientalia4All - 8 Gennaio 2008 22:33

  34. Io non smetterò mai di ringraziare il signor Thomas Crapper per aver reso igienico il “pensatoi” per eccellenza!

    Ciao Mitì (anche se tornare nel post sul w.c. non mi sembra elegante O__o)

    Commento di Baol - 9 Gennaio 2008 00:14

  35. E se vogliamo aggiungere una nota economica: l’idraulica italiana è una tra le più stimate al mondo! Nelle case anglosassoni tutt’oggi installano bagni senza miscelatori! Rimando all’immagine per eccellenza di cui qualcuno ne ha fatto il suo logo!

    Commento di Dany - 9 Gennaio 2008 14:15

  36. paradossalmente, troisi era di san giorgio a cremano, uno dei pochi comuni dove il sindaco lavora un po’ meglio.

    certo direbbe sicuramente che napoli è diventata ‘na munnezz, ma meglio che non abbia visto…

    Commento di michele - 10 Gennaio 2008 14:53

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