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Perché si dice: Idem con patate

di Placida Signora - 5 gennaio 2008

Oggi le dedicano addirittura un anno, ma un tempo la patata fu accolta in Europa, dal suo arrivo dalle Americhe, con estrema diffidenza.

Prima si pensava fosse velenosa, forse per il suo aspetto poco accattivante; poi che fosse cattiva da mangiare (quei furbastri dei nostri avi all’inizio la mangiavano cruda…)

Poi finalmente ebbe giustizia; ma dato che coltivarla e acquistarla costava poco rispetto ad altre verdurine più sfiziose, mantenne come “simbolo” una connotazione dispregiativa.

Pensate solo a spirito di patata o a sacco di patate , tutti scherzosi modi di dire assai poco gentili.

Idem con patate” ha origine dagli ordini fatti nelle trattorie (soprattutto di zone germaniche) da poco prezzo, che solitamente servivano un solo piatto del giorno; un commensale ordinava ovviamente quel piatto e un altro, spiritosone, lo stesso (idem), ma aggiungendo un contorno semplicissimo, diffusissimo e praticamente gratuito, anche perché era l’unico contorno che c’era: le patate, appunto.

Perciò  si usa oggi per definire un’aggiunta troppo simile, ripetitiva e quindi praticamente inutile a un discorso, un’opinione, una legge, una critica, una discussione e idem con patate.  

©Mitì Vigliero

39 Commenti

  1. Questa proprio non me l’aspettavo!!! :-)

    Un abbraccio Mitì!!! ;-)

    Commento di AndreA - 5 gennaio 2008 00:42

  2. Mitì, come al solito, ti distingui per classe e intelligenza…Se penso al triviale post che ho fatto io… Che vergogna! :-D

    Commento di Vipera76 - 5 gennaio 2008 09:44

  3. AndreA, bacio a te!

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 10:33

  4. quando mai verrà proclamato…L’ANNO DELL INTELLIGENZA…..????

    mi accontenterei anche di un….SEMESTRE DEL BUON SENSO….

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 10:40

  5. Vipera, si contenga, signorina! ;-D****

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 10:41

  6. Roger, già. E di questi tempi mi pare più importante il buon senso dell’intelligenza…:-**

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 10:42

  7. probabilmente l’idiom è nato da “Il Re della mezza” (mezza porzione), glorificato dal film “C’eravamo tanto amati”. :D

    Commento di paolo beneforti - 5 gennaio 2008 10:44

  8. mi pare che la frase,idem con patate,sia stata usata anche da Totò…

    però non mi ricordo in che film….

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 10:53

  9. “Idem con patate…”.
    :)

    Commento di LoStudente - 5 gennaio 2008 11:21

  10. Paolo, ;-D! Che meraviglia quel film…E che malinconia a pensare che su 4 protagonisti (Sandrelli, Gassmann, Satta Flores e Manfredi) 3 non ci sono più…
    http://it.youtube.com/watch?v=e22MOW2HfVs&feature=related

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 11:22

  11. Roger, mah? E’ un modo di dire molto diffuso…o per lo meno, lo era un tempo.

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 11:23

  12. LoStudente, ;-)*

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 11:24

  13. Non lo faccio più, giuro! :-)))

    Commento di Vipera76 - 5 gennaio 2008 11:34

  14. Vipera, brava. Peniziantìgite! ;-***

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 11:46

  15. Liguri con patate….

    * Quarantina bianca genovese: nota dal 1880 in tutto l’entroterra genovese. Forma tondeggiante, gemmme profonde, buccia chiara. Adattta a terreni montani e sabbiosi.
    * Quarantina prugnona: molto resistente, adatta alla montagna, diffusa in val d’Aveto, sulle montagne del Marcarolo e del piacentino. Forma irregolare, gemme medio-profonde, buccia macchiata crema-violacea.
    * patata cannellina nera: nota dalla fine del XIII secolo nella valle Fontanabuona e Graveglia. Forma allungata e irregolare, buccia color cuoio.
    * Morella: nota dell’inizio del XIX secolo nel Tigullio. Forma allungata, gemme profonde, buccia viola macchiata in crema.

    fonte…. Patate di Wikipedia

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 12:02

  16. Spirito di patata…

    notizie riguardanti alcune leggi svizzere


    Origini della legge sull’alcool
    La genesi della legge svizzera sull’alcool è stata essenzialmente favorita dalle precarie condizioni economiche e sociali del proletariato della seconda metà del XIX secolo. All’epoca, i lavoratori, per ovviare al carico fisico e psichico del lavoro in fabbrica, facevano ricorso a un mezzo tanto economico quanto efficace, consumando distillati (“Schnaps” o “Brönz”, nome conferito a queste bevande ad alto tenore alcolico dal poeta e scrittore svizzero Jeremias Gotthelf).

    L’abuso d’alcool dilagava anche all’interno della classe operaia che si stava formando in quei Cantoni (Berna, Friburgo, Soletta, Lucerna) tradizionalmente dediti all’agricoltura. Attorno al 1880, il distillato di patate a buon mercato e di dubbia qualità, proveniente dalle piccole distillerie agricole, è diventato lo stupefacente più diffuso nel ceto basso della popolazione.

    Molto spesso – per sopperire alla mancanza di cibo – gli uomini, le donne e i bambini consumavano distillato di patate prima di recarsi al lavoro o a scuola; mancavano il denaro, il tempo e le infrastrutture per preparare dei cibi equilibrati.

    Questa situazione esasperata indusse i ceti sociali borghesi e religiosi a passare all’azione. Con l’incedere dell’industrializzazione, si temeva l’abbrutimento spirituale e fisico della classe operaia. L’uso di quest’ultima nei confronti dei distillati fu pertanto considerato alla stessa stregua di una piaga sociale.
    Il “flagello” dei distillati di patate
    Con la Costituzione federale del 1874 furono introdotti i principi del libero mercato; in questo modo tutte le limitazioni dell’autorità nei riguardi delle mescite caddero. L’impotenza dei Cantoni nella lotta alla “flagello” dei distillati di patate divenne palese, tanto da richiedere l’intervento della Confederazione.

    Nel mese d’ottobre del 1885, dopo una campagna molto accesa, il popolo e i Cantoni accettarono l’articolo costituzionale relativo alla “questione sull’alcool”. Questo articolo non perseguiva propositi proibizionisti, bensì si prefissava di diminuire gli abusi. Si può pertanto affermare che la legge sull’alcool del 1887 fu improntata a questi principi.”

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 12:11

  17. quindi si potrebbe dire , SBRONZO COME UNA PATATA…

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 12:15

  18. Cuor di Patata..

    http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Potato_heart_mutation.jpg

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 12:38

  19. idem senza patate…che io queste non le mangerei…manco morto..

    http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Potatoes_Vitelotte.jpg

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 12:43

  20. Mi ero sempre chiesto che cosa significasse. Grazie per la spiegazione. :)

    Commento di Signor Ponza - 5 gennaio 2008 12:52

  21. PATAPUNF..E…TE…saluto, buon finesettimana,vado ,buon pranzo idem con patate anche a te… :)))

    Commento di roger - 5 gennaio 2008 13:39

  22. Pensare che le patate hanno salvato molta gente dalla fame!
    Mi pare che si usa chiamarle anche topi di cucina. Io ne faccio largo uso e in svariati modi. Le patate viola, tipo quelle della foto segnalata da roger,hanno comunciato a venderle anche alla coop qui, in Svizzera. Sembra siano una qualità molto antica. La loro coltivazione fa parte di una campagna di conservazione delle specie rare promossa dalla coop.

    Commento di Rosy - 5 gennaio 2008 14:01

  23. Buon pasaggio all’anno nuovo Placida Signora, auguri di giorni buoni :)

    Commento di missi - 5 gennaio 2008 14:20

  24. Signor Ponza, ma prego! ;-*

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 14:30

  25. Missi, buon tutto anche a te, tesora! :-**

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 14:30

  26. Roger, buon week end!

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 14:31

  27. Rosy, ma è viola solo la buccia, spero…E sì, sono state un salvavita le patate. Così come le castagne e il granturco :-*

    Commento di Placida Signora - 5 gennaio 2008 14:32

  28. discovery placida :-)

    Commento di antonio vergara - 5 gennaio 2008 14:41

  29. la fantasia gastronomica per cucinare le patate è invitante…in cucina non se ne può quasi fare a meno …da ciò il detto w la patata :D

    Commento di skip - 5 gennaio 2008 14:43

  30. Io le ho gustate cotte e sono buonissime. Si, mi pare sia viola solo la buccia, ma non così carico come appare in quella foto. Ci sono anche carote bianche ecc. Sono tutte specie molto antiche e quasi completamente estinte. Ora fanno degli orti biologici con queste specie rare.

    Commento di Rosy - 5 gennaio 2008 15:22

  31. Tubero dalla diffusione amplissima in ogni clima, leggo in un libro che consulto spesso quando Placida “provoca” (il Dizionario Romagnolo Ragionato di Gianni Quondamatteo). Per questo, secondo i sociologi, dovrebbero salvare dalla fame la popolazione del globo.
    Guarda caso: oggi, di contorno, c’erano patate.
    Ciao da Cristella, quasi pronta per trasformnarsi in… Befana

    Commento di Cristella - 5 gennaio 2008 16:08

  32. ordini fatti nelle trattorie (soprattutto di zone germaniche)
    Devo dire che la cosa mi stupisce ben poco: io le patate le adoro, però – sarà anche un cliché – in Germania fuori dalle grandi città sembra proprio che non abbiano nient’altro da darti da mangiare!

    Commento di odiamore - 5 gennaio 2008 17:24

  33. Ecco ed oggi mi hai tolto uno dei miei grandi dubbi….
    Lo dico sempre..anche io :) ciao Miti :*

    Commento di stefigno - 5 gennaio 2008 17:30

  34. Mi càpita di dirlo, grazie a Te ora so perché si dice…
    Buon fine settimana…spero non a 10°!
    Un abbraccio :-)

    Commento di Anna - 5 gennaio 2008 18:07

  35. Devo correggermi: le patate in questione sono blu anche all’interno.http://www.coop.ch/prospecierara/ausprobieren/i_kartoffel_schweden-it.htm

    Commento di Rosy - 5 gennaio 2008 20:33

  36. Mi scuso per il pasticcio. Sono molto distratta.

    Commento di Rosy - 5 gennaio 2008 20:34

  37. baci epifani ;-)

    Commento di mammagiovanna - 5 gennaio 2008 22:43

  38. …povera patata!!!
    Buon 2008, miti!

    Commento di onda - 5 gennaio 2008 23:33

  39. [...] di riferimento, etc, dicono praticamente la stessa cosa: a loro Franco Bernabè piace e “idem con patate” il nuovo piano industriale di Telecom e il mercato è solo irrazionale. Retrogusto [...]

    Pingback di DestraLab » Business as usual - 8 marzo 2008 10:18

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