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La Ruzzola del Formaggio

di Placida Signora - 31 gennaio 2008

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(Giochi Tradizionali)
 

Il Barone di Pontelandolfo (Benevento), ricco possidente terriero, era un fanatico del gioco d’azzardo; ogni scusa era buona per fare una partita di qualcosa e mettere in palio poste sostanziose.

Una sera dell’ultima domenica di Carnevale, iniziò a giocare a carte con Pasquale, un suo bracciante; fu una competizione estenuante, che vedeva continue vittorie e sconfitte alternate fra i due. Si concluse all’alba, con Pasquale che vinse al Barone due cascine e delle colline da pascolo.

Avvenne però che le mucche brade del Barone, impipandosene delle regole di gioco, continuarono serafiche a brucar l’erbetta di quelle colline non più appartenenti al loro padrone.

Pasquale allora disse al Barone: “Visto che sono io che sfamo le tue vacche, ho diritto a una parte del cacio che produci col loro latte”.

Ma quello rispose: “Manco per l’anima! Brucano erba che era già cresciuta prima della tua vincita: ergo è ancora roba mia”.

Gli abitanti di Pontelandolfo, come sempre accade, si divisero in due accese fazioni; chi tifava per Pasquale, chi per il Barone.

Non solo, ma il nobile come pubblico scherno fece appendere una notte una grossa forma di formaggio al balcone della casa di Pasquale il quale, furibondo ma saggio, onde evitare faide civili lo sfidò a singolar tenzone: “Quello che è nato dal gioco nel gioco finisca: t’aspetto domattina in piazza”.

La mattina i due, circondati da un’ala di folla urlante, si sfidarono a una partita di “Ruzzola del Formaggio”.

E dice la leggenda che la partita non ebbe mai fine, visto che tutt’oggi i loro fantasmi continuano a svolgerla nel cuore delle notti di Carnevale.

Perciò la Ruzzola è diventata il gioco ufficiale carnascialesco di Pontelandolfo, dove dal 1861 i contendenti, partendo da Piazza Roma, corrono sino a Palazzo San Rocco e viceversa lanciando e facendo ruzzolareforme di formaggio dal peso variabile dai 6 ai 30 kg attorno alle quali, un po’ come per le trottole, è legato uno spago (zagaglia) legato al polso del concorrente.

Vince chi arriva al traguardo utilizzando il minor numero di “cùlp” (lanci).

Trattandosi di gioco d’origine contadina (riconosciuto oggi ufficialmente dal Coni), la Ruzzola è diffusa in molte regioni italiane (Garfagnana, Emilia, Lazio, Abruzzo, Marche, Calabria, Valdaosta ecc), e ormai spesso il cacio è sostituito da un disco in legno più o meno dalla stessa forma, ma dal peso minore.

Ed è pure antichissima la Ruzzola; addirittura pare avere origini etrusche, dimostrate da un affresco della Tomba dell’Olimpiade a Tarquinia: un atleta colto nell’atto di lanciare un “disco” bianco, grande e spesso, che altro non è se non una forma di pecorino stagionato.

Infine di Ruzzola parla, con finale leggermente lapalissiano, persino Galileo nel “Dialogo sopra i Massimi Sistemi”, citando Aristotele a proposito del moto rotatorio:

Sagredo: Questo primo depende da un altro; il quale è, onde avvenga che, tirando la ruzzola con lo spago, assai piú lontano ed in conseguenza con maggior forza va, che tirata con la semplice mano.
Simplicio: Aristotile ancora fa non so che problemi intorno a questi proietti.
Salviati: Sì, e molto ingegnosi, ed in particolare quello onde avvenga che le ruzzole tonde vanno meglio che le quadre.”

©Mitì Vigliero

Corollario

Nemo: Anche in Sicilia (precisamente a Novara di Sicilia) si gioca alla ruzzola con un formaggio locale, il maiorchino. E sempre nei giorni di carnevale. Tutto il mondo è paese, a quanto pare. :)

Antar: Mio nonno bonanima, in quel di Parrano [posto di cui già parlai] era un gran giocatore di ruzzola [nella variante lignea] e mi ricordo che da picccolo ho assistito a alcune gare che si svolgevano sulla privinciale al tempo ancora non asfaltata. E restavo affascinato di come riuscissero a saltassero e curvassero quelle ruzzole

Sonny&Me: In un lontano passato,a Novoli (Le), ci si sfidava nel gioco della pezza te casu, che consisteva nel lasciar ruzzolare il più lontano possibile una forma di formaggio.

Cosa si stanno dicendo?

di Placida Signora - 27 gennaio 2008

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Le palle dei topi

di Placida Signora - 26 gennaio 2008

Ieri su Repubblica.it c’era un articolo che raccontava le follie dei traduttori automatici web.
Alla fine veniva citato uno scritto che tutti probabilmente abbiamo ricevuto almeno una volta come allegato buffo di email.

Dato che ogni volta che lo leggo mi fa ridere, e dato che di questi tempi abbiamo tutti bisogno di sorridere anche solo 2 secondi al giorno; e soprattutto dato che è sabato, ho il crollo di adrenalina da galòp e nessuna forza di scrivere cose seppur vagamente sensate, ve lo ripropongo come smile therapy augurandovi un ottimo fine settimana. ;-)

Allora, prima due parole di introduzione.

In francese si chiama “souris“, in spagnolo “raton“, in tedesco “maus” e noi italiani, soliti anglofoni, invece di chiamarlo “topo” lo chiamiamo “mouse”.

Questo che segue è un manuale di istruzioni (vero? finto? mah, io la penso come lui) allegato a un listino ordinazioni che anni fa venne distribuito a tutte le filiali di uno dei maggiori produttori di computer, riportante una traduzione italiana decisamente “letterale”...

***
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Le palle dei topi da oggi disponibili come parti di ricambio

Le palle dei topi sono da oggi disponibili come parti di ricambio.Se il vostro topo ha difficoltà a funzionare correttamente, o funziona a scatti, è possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio.A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle palle, è sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale esperto.

Prima di procedere, determinate di che tipo di palle ha bisogno il vostro topo.
Per far e ciò basta esaminare la sua parte inferiore.Le palle dei topi americani sono normalmente più grandi e più dure di quelle dei topi d’oltreoceano.

La procedura di rimozione di una palla varia a seconda della marca del topo.
La protezione delle palle dei topi d’oltreoceano può essere semplicemente fatta saltare via con un fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o antiorario.
Normalmente le palle dei topi non si caricano di elettricità statica, ma è comunque meglio trattarle con cautela, così da evitare scariche impreviste.

Una volta completata la sostituzione, il topo può essere utilizzato immediatamente.

Si raccomanda al personale esperto di portare costantemente con sé un paio di palle di riserva, così da garantire sempre la massima soddisfazione dei clienti.

Nel caso in cui le palle di ricambio scarseggino, è possibile inviarne richiesta alla distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici:

- PIN 33F8462 – Palle per topi americani
- PIN 33F8461 – Palle per topi stranieri
 

 

 

 

Scherzi di Goliardi

di Placida Signora - 25 gennaio 2008

Quasi tutti gli scherzi apparsi nei film della serie Amici miei sono invenzioni della vecchia Goliardia universitaria italiana, come lo  schiaffo ai passeggeri dei treni; la popò “adulta” nel vasino dei bambini; presentarsi nei paesini, travestiti da operai e ingegneri, e progettarne l’abbattimento; sottrarre le macchine fotografiche alle turiste per immortalarsi i fondoschiena nudi e restituirle alle proprietarie…

Eccone altri (tratti da Bacco, Tabacco e Venere, SugarCo, 1976) , organizzati negli anni ’46-’60 dalle diaboliche menti universitarie durante il Carnevale.

L’Alexander furioso

Nel ‘46 il feldmaresciallo Alexander andò a Padova per consegnare il brevetto di partigiano agli universitari che avevano partecipato alla Resistenza.
Presenti tutte le massime autorità, il rettore Meneghetti invitò il capo della Sacra Triburtis goliarda, che conosceva perfettamente l’inglese, a tenere un discorso ufficiale.
Parlava da tre minuti quando Alexander furibondo abbandonò la tribuna.
Nessuno delle autorità presenti sapeva l’inglese, altrimenti avrebbero di certo impedito che il goliardo dichiarasse solenne: -”Quando le legioni di Cesare bivaccavano lungo il Tamigi, Londra era un accampamento romano; allora noi insegnammo ai figli di Albione a lavarsi e radersi…”

Il vescovo e i peccatori
A Belluno il goliardo Gengi Carnei, futuro cattedrattico di geologia, a Carnevale era solito mascherarsi da vescovo.
Poi si recava davanti alle Case Chiuse e afferrava per la giacca tutti quelli che stavano per entrare strillando: -”Fratello, ti prego, non peccare!”.
Molti cercavano di giustificarsi e lui, magnanimo, li assolveva pubblicamente.
Ma una volta un sacerdote lo vide e lo sgridò, ottenendo come risposta un fraterno:
-”Non mi rompa le balle, collega”.
Finì in questura, dove si dichiarò innocente: chiuso in cella uscì soltanto la mattina dopo col fagotto degli abiti da vescovo sotto il braccio.

Le fotografie 
 Alla fine del ‘50 sbocciò fra i goliardi italiani la passione di fotografare i passanti e consegnar loro immediatamente le foto: se era un gruppo di turisti, la foto ritraeva un gregge di pecore; un signore in auto diventava un bambino su di un’ automobilina a pedali (”Visto come l’ho ringiovanita?”); una signora bruttissima si tramutava in una bella figliola molto svestita (”E’ come  la vedo io…”).
Il buffo è che nessuno si arrabbiava,  ma tutti insistevano a voler pagare le foto.

L’eco poliglotta
Uno scherzo in voga a Roma e Firenze, città pullulanti turisti.
Quattro goliardi ne adocchiavano uno (americano, francese, tedesco fa lo stesso), e il “capo” della banda, dopo averlo abbordato, lo portavano di notte nel centro di una piazza: -” Vedrà, da qui s’ascolta un’eco stupenda!”.
Mentre tre complici si nascondevano in punti diversi, lui gridava il suo nome; ovviamente, dai nascondigli , l’eco rispondeva in perfetta successione.
Poi toccava al turista il quale gridava il suo nome e si sentiva rispondere dall’eco insulti tremendi, gentilmente tradotti nella sua lingua originaria.

L’onorevole Bustarelli Bucci
Caratteristica dei goliardi era quella di aver sempre fame, sete, e manco una lira in tasca.
Durante il Carnevale del ‘64 a Firenze uno di loro visse tre giorni da nababbo facendo l’ Inauguratore.
Travestito da immaginario onorevole Bustarelli Bucci (nome ottenuto storpiando quello d’un noto politico  di allora) , insieme a tre portaborse muniti di grammofono con disco dell’inno nazionale, lungo nastro tricolore e un paio di forbici, girava per bar e pasticcerie.
Uno dei portaborse entrava e domandava al proprietario: -”E’ già stato inaugurato questo locale?”.
La risposta ovviamente era sì, e lui: -”Ma c’era un rappresentante del governo?”.
Ovviamente no.
A quel punto veniva proposta la presenza di Bustarelli Bucci il quale al pomeriggio, durante un ricevimento organizzato in suo onore nel locale, sarebbe stato “lietissimo di presenziare alla reinaugurazione”.
Tutti ci cadevano: all’ora stabilita Bustarelli arrivava e, al suono di Fratelli d’Italia, come tutti gli onorevoli che si rispettino teneva un discorso solenne e completamente senza senso, tagliava il nastro tricolore, mangiava e beveva a sazietà.
In quei giorni inaugurò di tutto, perfino una Giulia Alfa Romeo della Polizia, con gli agenti impalati sull’attenti. 

Gli scalatori di via Indipendenza
Bologna
, Carnevale ‘63:  un gruppo di goliardi  perfettamente equipaggiati da scalatori  con corde, chiodi e piccozza, compì un’ascensione orizzontale sull’asfalto stradale dell’incrocio via Indipendenza-via Rizzoli.
Sotto lo sguardo di centinaia di spettatori e bloccando totalmente il traffico, terminarono l’impresa in lentissima cordata, strisciando sulle zebre e impiegandoci due ore esatte.

Bravo bravissimo
Genova
. Epoca delle Case Chiuse.
Un gruppo di goliardi si appostava nascosto accanto a una di quelle, in fremente attesa di veder arrivare, come cliente, qualche distinto personaggio molto conosciuto in città.
Una volta entrato, il gruppo ne aspettava paziente l’uscita, salutandola con applausi e urla altissime: -”Bravo bravissimo l’avvocato Mario Tizio! Bravo bravissimo il professor Paolo Caio!”

©Mitì Vigliero

Cosa resterà di noi?

di Placida Signora - 21 gennaio 2008

Ispirata dai commenti di Antar e Beppe nel post qui sotto, giro a voi una domanda indubbiamente non facile:

Che cosa della nostra attuale civiltà italiana
(facciamo dal 1970 ad oggi
resterà nella memoria storica dei nostri posteri?
Quale musicista, pittore, scrittore, attore, cantante?
Quale politico? Quale giornalista? Quale scienziato? Quale personaggio?Quale evento sociale, storico, di cronaca? Quali ”invenzioni”?  Quali oggetti?
E quali nostre abitudini, usanze, mode?

Insomma, secondo voi:
cosa e chi di italiano (esclusivamente Made in Italy)
verrà la pena di ricordare nei libri di storia ,
nel bene o nel male, 
dalle generazioni nate dal 2100 in poi?
 
***

SignorPonza: Come giornalisti senza dubbio Montanelli e Biagi. Per quanto riguarda l’arte intesa come pittura mi chiamo fuori. Come attori/autori io sono convinto che Luttazzi sarà uno di quelli che verranno studiati a scuola. Così come tra gli scrittori, oltre a quelli più celebri, secondo me pure Pinketts verrà rivalutato.

Chamfort: Credo ci voglia molta obiettività a rispondere, mettendo da parte i nostri gusti personali.
Visto che è nel bene e nel male, in politica forse fra cent’anni verrà ricordata Mani Pulite, poi Papa Giovanni Paolo W. E le Brigate Rosse. Fra gli attori Sordi e quella generazione lì. Idem per i registi. Fra i cantanti, Pavarotti (nuovo Caruso). Come invenzioni di italiane mi viene in mente niente. Il resto…è in maggioranza grande mediocrità che verrà dimenticata.

ZiaPaperina: Fra gli scrittori ancora viventi credo Eco. Fra i cantanti Celentano, Mina e qualcosa della scuola genovese. Come oggetto direi le auto come la Ferrari (che è già storia). Come politici…mah. Temo che se passeranno alla storia sarà solo per cose negative. Come moda il rosso Valentino, che è ormai un modo di dire. Giornalisti Montanelli e Biagi. Musicisti Moricone, Trovajoli e quelli delle colonne sonore dei grandi registi come Scola e quella generazione lì (idem per gli attori). Come pittura mi vengono in mente solo morti che già sono nei libri e nelle enciclopedie. Per il resto concordo con Chamfort: grande mediocrità.

Presveva: diranno che con Moro è morta l’Italia perché dopo di Lui è arrivato il Biscione che con la sua logica d’impresa ha ofuscato l’Arte di tutti gli altri. imho.

LupoSordo: IL MIO BLOG!

SciuraPina: Il teatro di narrazione e di impegno civile come “Vajont” di Marco Paolini .

Rosidue: Nel 2100, mi auguro per loro, saranno così avanti in tutti i campi che non avranno bisogno di guardare al passato, saremo preistoria mediocre.Odiamore: Invenzione italiana: il formato di compressione mp3 – Politecnico di Torino, ma vado a memoria :-) (nato da un gruppo di lavoro internazionale diretto da un italiano, Leonardo ChiariglioneNdFabs)

Luca: musica: Ligabue politico; Aldo Moro Personaggio: Ezio Greggio(anche se un po’ più recente sicuramente la Cortellesi) Evento: Un imprenditore entra in politica 1994 Invenzioni: cellulari gsm

Baol: Per la musica, De Andrè (ma spero anche molti altri…tali Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, etc etc.) Per la narrativa, Primo Levi (Ma anche Benni non sarebbe male) Per la politica sfortunatamente rimarranno nella memoria i peggiori: Andreotti, Craxy e Berlusconi.

MimosaFiorita: Come Chamfort,uguale uguale, mi ha letto nel pensiero, oppure io nel suo.

Esmeralda:  I progressi nel campo della scienza medica e i non progressi dovuti all’oscurantismo tipicamente italiano, la mancanza di lavoro e la fuga dei cervelli, la non “classe” politica e la fine della parità dei sessi con i tentativo di ripristinare la”famiglia”

Solitaire: Temo che sui libri di storia rimarranno solamente le vicende più cupe del nostro paese: le bombe, il terrorismo di varia natura, le vicende legate alla Mafia. Di buono forse solo le scoperte scientifiche, le creazioni di stilisti e designer e poco altro. Però mi piace pensare che resteranno anche dei testi altamente esplicativi. Ed il tuo *Stupidario* (magari nel frattempo lo leggeranno sotto altre forme, chissà) secondo me li farà divertire parecchio. (*)

Anna: Scienziati e personaggi: Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi
Architetto: Renzo Piano
Cantanti: Pavarotti e Mina
Musicista: Severino Gazzelloni
Regista: Monicelli
Giornalista: Montanelli
Evento storico e sociale: Pontificato di Papa G. Paolo II
Personaggio politico:Papa G. Paolo II
Scrittori: Benni e Camilleri

Skip: il teatro di Fo, Benigni e De Filippo…giornalisti: Biagi e Montanelli, registi :Leone, musicista Morriconi, attori :Loren, Giannini, statisti: Moro , papa Wojtyla ,scienziati: Veronesi, stilisti: Ferrè e Valentino , cantautori anni 70-80 oltre Battisti e Mina e Pavarotti.industriali : Agnelli e Ferrari Eventi: assassinio di Aldo Moro e strage di Bologna, Br; Tangentopoli e calciopoli, assassinio di Falcone e Borsellino , Clementopoli , incontro dei capi spirituali di tutto il mondo ad Assisi , vittoria dei mondiali….gli ori olimpionici e…..il blog di Placida

Cristella: Invenzioni/oggetti: il design italiano (auto e abiti)
musicista: Nino Rota
scrittore: Camilleri
attore: Dario Fo premio Nobel
cantante: Battisti, De André, Mina
giornalista: Indro Montanelli, Enzo Biagi, Sergio Zavoli
scienziato: Levi Montalcini
personaggio: Roberto Benigni
evento sociale: le lotte operaie, poi vanificate nel giro di ‘appena’ 30 anni
evento storico: tutto il pontificato del Papa polacco
cronaca: le stragi terroristiche
abitudini: l’uso eccessivo del cellulare

AndreA: musicista : morriconi scrittore : benni attore : proietti cantante : baglioni politico : moro giornalista : biagi scienziato : rubbia evento sociale, storico, di cronaca : la nostra blogosfera 

Nonsisamai: musicista: de andre’ e anche conte e anche capossela artista: pistoletto scrittore: camilleri? non so attore: mastroianni regista: fellini e pasolini fotografo: mulas

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