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Placide Segnalazio’

di Placida Signora - 16 dicembre 2007

 post-sotto-albero-2007.jpg
(immagine rubata a Mantelliniiii!;-)

- Grazie a Squonk anche quest’anno è uscito Il Post Sotto l’Albero; vista la quantità di interventi (c’è anche il mio), se lo scaricate avrete da leggere sino a dopo l’Epifania!

- AndreA per 9 giorni ospiterà nel suo blog 9 diversi blogger: comincio io con una poesia natalìSSia.

- Da  GiorgioZanetti c’è un bellissimo giochino  ; nei commenti svela anche la soluzione.

- Cristella , sia nel post che in un video di Youtube, insieme alla suocera Malvina ci insegna a fare la Vera Piada Sfogliata Riminese.

- Il Presepe di Wolly

- Bruno Gambarotta su Tuttolibri-Stampa parla dei Fincipit

Buona Domenica!

PlacideNuvole

di Placida Signora - 15 dicembre 2007

nuvole-bob-desnos.JPG
(foto Bob Desnos, click per ingrandirla)

E’ una splendida fotografia scattata un paio d’anni fa a Genova proprio in questo periodo da Mauro Marcenaro, ottimo artista Tesoromio.

Perfetta per giocare, non trovate?

***

 

Roger: La nuvola nera di sinistra,unita all’edificio sottostante ha una forma che somiglia ad un albero di Natale…e la silhouette della città partendo da destra ha una forma che ricorda vagamente un vecchio treno a vapore e le nuvole nere sono il fumo della locomotiva….

Beppe: Estrema destra, in basso: il profilo di un babbuino.

LucaRatatouille nella nuvola in mezzo … se non ci vedete somiglianze…ci vedo un ratto

Brigida: Al centro un grosso coniglio grigio

Skip: un coniglio che rivolto verso sinistra parla alla regina di picche della fiaba di alice nel paese delle meraviglie…in basso a destra nella parte più luminosa della foto intravedo paperino che parla ad una sorta di satiro

Pispa: coniglio ciccione che scappa (al centro con un’orecchia a destra e il muso verso sinistra!)

AndreA: Secondo me al centro…un coniglio, ma potrebbe sembrare anche un topolastro..

Il Perfetto Menù di Natale

di Placida Signora - 13 dicembre 2007

tavola-di-natale1.jpg 

Che sia il Cenone del 24, più diffuso al Centro-Sud, o il Pranzo del 25, d’abitudine più “nordica”…

Come deve, o dovrebbe essere, il vostro Perfetto Menù di Natale?

Un’unica raccomandazione: se citate piatti tipici, segnalate per favore anche la Regione di provenienza.

Perché oltre al BlogConcerto, qui ci si diverte a creare tutti insieme 
un collettivo
affratellante
golosissimo 
Blog-Gastronomico Natalizio!

***

 

AndreA: Beh, dalla Sardegna…I malloreddus per primo (nel caso primi ce ne siano troppi, per il secondo propongo Il maialetto arrosto)

LupoSordo: Per me non devono assolutamente mancare i cannelloni fatti da mia madre (spettacolari) e i dolci tipici della tradizione garganica: Cauzuncill’ coi cic’, Carang’, Mannule att’rat’.

Luca: (Liguria) Cito solo due portate i ravioli al sugo di mia suocera ed il panettone farcito a tramezzini con le creme che si fa noi

MimosaFiorita: Dalla Ciociaria con furore. La vigilia ci teniamo leggeri, ma, il 25 non devono mancare le fettuccine all’uovo fatte in casa, quelle tagliate un po’ doppie e porose, cosicche’il sugo si trattiene bene su di esse, poi cito solo il finale, torta di pasta frolla con la ricotta, canditi e scaglie di cioccolato, la cicirchiata e le crespelle, ciambelle di pasta lievita, che vengono fritte nell’olio, fatte dorare e poi cosparse di zucchero

SciuraPina: (Lombardia) Il piatto di lessi misti e la galantina di pollo con la mostarda e/o la salsa verde.
Con il brodo si cucinano i ravioli e il risotto giallo (alla sera). E poi l’immancabile panettone.

Beppe: Sono un misto emiliano-lombardo con radici sicule. Quest’anno ad ogni modo il menù del 25 comprenderà cappelletti in brodo, faraona arrosto (tradizione privata, questa) e la solita scorpacciata di dolci vari, spediti come ogni anno dai parenti della Trinacria.

A.t.t.i.: Da noi (sud delle Marche) si usa il cenone della Vigilia, rigorosamente di magro. Frittelle (refritte) di alici, cavolo, gobbo, baccalà. Bucatini (cefeluotte) con sugo di tonno e olive.
Baccalà in umido carpiato (nel senso che viene complicato da Pinoli, sedano a pezzetti ed uvetta sultanina). Baccalà arrosto.

Brigida: Io sono ciociara ma a casa mia a Natale viene gente dalla calabria e da Roma e da dove capita quindi regna l’anarchia più totale. Io vado pazza per i primi, tipo cannelloni, crepes oppure risotti. Naturalmente non deve mai mancare il tronchetto di natale al cioccolato e alla nocciola.

Roger: sicuramente fra gli antipasti ci saranno i CROSTINI CON I FEGATINI DI POLLO….immancabili…poi…per primo GNOCCHI DI RICOTTA E SPINACI…conditi con un alluvione di burro e coperti da un nevicata di parmigiano…arriviamo al secondo….ANATRA ALL’ARANCIA….piatto tipico toscano…..questo buonissimo piatto, che i toscani chiamavano “paparo alla melarancia” (continua)

Dontyna: Fondamentale per la mia famiglia (calabro-veneta) è la cena del 24:
antipasto: zeppole calabresi ben fritte, salatini fatti in casa, insalata di mare
primo: minestra di rane
secondo: baccalà mantecato e baccalà in umido in salsa rossa servito con polenta bianca
dolce: la chiamiamo “torronata”, è una spuma al torrone da servire con cioccolato fondente fuso.
Poi, ovviamente, abbiamo anche il pranzo del 25, ma per ora fermiamoci qui! :-)

(Continua giù nei commenti)

Te piace ‘o presebbio?

di Placida Signora - 5 dicembre 2007

Antichi, strani Presepi 

madonna-della-pappa.jpg

In una commedia di Eduardo De Filippo, Luca Cupiello chiede al figlio Nennillo*Te piace ‘o presebbio?”, e quello risponde “No”.

Il monosillabo – quasi blasfemo se si pensa pronunciato nella patria dei figurinai di San Gregorio Armeno – è miccia scatenante di una serie di grane fino allora represse in casa Cupiello, simbolo concreto della disgregazione di quella che un tempo era uno dei capisaldi della società: la famiglia, rappresentata appunto da Giuseppe, Maria e il Bambino.

Il presepe in Italia è sempre stato – prima di venir affiancato o sopraffatto dall’albero, usanza che appartiene a culture nordiche- una sorta di roccaforte intimistica oltreché tradizionale: non v’era casa dove, l’8 dicembre, non venisse preparato a più mani familiari, in un rituale affettuosamente evocativo di ricordi.
Statuine magari sbreccate che si tramandavano da generazioni; specchietti come laghi, stagnola per i ruscelli, muschi per i prati e falde d’ovatta per la neve…

Ma per secoli anche Papi, ordini religiosi, nobili e ricchi borghesi, commissionarono presepi preziosi e  originali a grandi scultori; vere e proprie “sacre rappresentazioni”, con decine di statue spesso a grandezza naturale, che purtroppo col tempo sono andate perdute.

Intonso invece è quello di Calvi (Umbria), nella Chiesa di Sant’Antonio, opera di Giacomo e Raffaele da Montereale (1545) .
30 personaggi in terracotta invetriata policroma che occupano tutta una parete in una scenografia a due piani: in basso la Famiglia e i pastori, in alto Magi e angeli.
Gli sguardi sembrano vivi, impressionante il realismo di certe figure come lo zampognaro che gonfia le gote suonando o il viso scavato e teso di Giuseppe.
Seduto tra un piano e l’altro, con le gambe penzolanti nel vuoto, un uomo dalla faccia deformata da una smorfia è colto nell’atto di togliersi una spina da un piede: dicono sia il Diavolo, furibondo per la nascita del Salvatore.

Sono solo 4 invece le statue del presepe del Duomo di Modena, ma bastano a renderlo unico: è conosciuto come “La Madonna della Pappa” (1482) di Guido Mazzoni detto il Paganino.
Al centro Maria, seduta con Gesù in braccio; inginocchiati ai lati Sant’Anna (la mamma della Vergine)e San Giuseppe; al suo fianco una buffa e cicciotta fantesca con tanto di cuffietta-crestina, che regge in una mano una ciotola e nell’altra un cucchiaio, su cui soffia per raffreddare la pappa (appunto) prima di darla al piccino.

Infine, spettacolare, il presepe della Madonnetta a Genova; 100 manichini dal corpo in stoffa e mani, piedi, volti in legno: alcuni risalgono al ‘600 e sono del Giambattista Saggini, altri al ‘700 e vengono dal laboratorio del Maragliano.

Distribuite su 100 mq protetti da vetrate, le figure ci catapultano nella Superba di allora; il porto coi velieri, Sottoripa, le botteghe, Porta Soprana, oggetti quotidiani, personaggi d’ogni ceto vestiti di feltro, seta, juta, velluto; artigiani, popolani, pescatori, mercanti, contadini, nobili, facce volgari, serie, stupite, belle, rabbiose, sorridenti: le donne hanno gioielli veri.
La Famiglia e i Magi sono inglobati perfettamente in questo grande affresco.
Unico difetto: ci si perdono ore, a guardare tutto.

©Mitì Vigliero

Le Perle

di Placida Signora - 4 dicembre 2007

Storia e Curiosità 
perla.gif

Prezioso dono del mare agli umani, fu la perla ornamento preferito da Polinnia, la Musa addetta agli inni, ai canti e all’eloquenza

Pare che anche Venere non ne potesse fare a meno, e che anzi fosse nata dalla spuma del mare completamente nuda, ma con perle attorno al collo.
E le perle anche in astrologia sono strettamente legate al mare, essendo la pietra portafortuna del Cancro.

La perla, sin dai primordi simbolo di purezza attribuito dai pagani alla Dea dell’Amore, lo divenne poi, dai cristiani, della Vergine Maria. Difatti nell’iconografia sacra sono parecchi i quadri che raffigurano la Madonna adornata di perle e nei testi religiosi più volte lei stessa è definita Perla, nel senso di “pura“.
E nei quadri è adorna di perle anche la Sibilla, quella profetessa pagana che per prima, come dicono i Padri della Chiesa, annunciò l’avvento di Cristo.

Già nei testi orientali dell’VIII secolo a.C. si parla di perle come di cose fantastiche; secondo una leggenda araba le perle altro non sono che gocce di rugiada cadute in mare durante una notte di luna piena e “bevute” dalle ostriche. 
Leggenda ripresa da Plinio il quale asserì che le ostriche nel tempo degli amori “si aprono quasi sbadigliassero, si riempiono di rugiada che le feconda e partoriscono poi perle.

Credenze a parte, l’unica cosa certa è che da sempre furono considerate preziosissime.

L’imperatore Caligola (21-41 dC) donò al suo cavallo (quello che aveva già nominato senatore) una collana di perle; ma affinché la moglie non fosse gelosa, ne regalò una anche a lei spendendo qualcosina tipo quaranta milioni di sesterzi (un miliardo di lire, circa; il conto in euro fatevelo un po’ voi).

E lo storico Svetonio (70-140 dC) ci racconta che il generale romano Aulio Vitellio (15-60 dC) riuscì a finanziare un’intera campagna militare vendendo un solo orecchino di perle della madre.

Gli antichi inoltre attribuivano loro moltissime virtù: calmavano l’ira, lenivano i dolori di stomaco, rinsaldavano le amicizie, accendevano la passione perché afrodisiache, rinforzavano le ossa e sbiancavano la pelle; per questo Cleopatra era solita berne un po’ sciolte nell’aceto di vino, costosa usanza seguita da molte nobili dame sino al Settecento.

In generale erano considerate una panacea contro ogni malattia; quando Lorenzo il Magnifico fu in punto di morte, gli diedero da bere una pozione di vino con dentro cinque etti di perle tritate.
Ovviamente non servì a nulla, se non a sprecare un patrimonio e a dargli probabilmente il colpo di grazia.

Nel Medioevo qualcuno iniziò a sparger la voce che “portavan lacrime”, seguendo la leggenda che fossero nate dalle lacrime degli angeli ribelli: in realtà le perle fan piangere di gioia le donne non superstiziose che le ricevono in dono.

© Mitì Vigliero

Corollario

Per evitare che “portino lacrime”, bisogna pagarle una cifra simbolica (Enrica, Blimunda)

Sulla mia isola le perle non sono solo lacrime ma anche spartenze, vale a dire portatrici di zizzanie, se regalate. A chi regali le perle, per spezzare la supestizione, bisogna che chi riceve in dono la perla ti dia un soldo, un centesimo, come se se lo fosse “comprato”. (Robertasg)

Dicono che le perle, se rubate, si vendichino su chi le ruba. E poi sino a pochi anni fa erano gli unici gioielli concessi dal galateo a una “giovine sposa”, mentre una collana di perle (o un anello, un bracciale) erano il classico dono che nell’Ottocento il marito faceva alla moglie quando nasceva un figlio (Mitì)

Modi di dire: Le famosissime “perle ai porci” (Luca)

Le perle sono gli unici gioielli che si possono indossare ad un’udienza papale. (Princy)

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