di Placida Signora - 26 Dicembre 2007
Stefanòs era la corona d’alloro che veniva data in premio agli atleti vincitori delle Olimpiadi
Santo Stefano, diacono e primo martire cristiano, è il protettore dei muratori, scalpellini, selciatori e tagliapietre (perché la “pietra” è uno dei suoi simboli, poiché fu lapidato), e viene invocato contro l’emicrania.
L’onomastico è oggi, 26 dicembre.
In Francia troviamo Stéphane, Stéphanie, con i derivati Etienne e Etienette; in paesi di lingua inglese Stephen e Steve; in spagnolo Esteban; in tedesco Stephy, Stephan, Stefan.
Portafortuna
Colore verde; Pietra smeraldo; Metallo rame.
Blogger&Tesorimiei del PlacidoArcipelago da festeggiare oggi:
Elmundo, Noantri, Aghenor, Bibliotecadebabel, Stefigno, Stefania, Roger, Bonilli, Stefano Buso, Stefano Caffarri, Stefano Epifani, Stefano Frambi, Stefano Gorgoni, Stefano Hesse, Stark…
Altri?
(Passato un Buon Natale? Tanti regali? Cibi? Baci? Litigi? ;-*)
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di Placida Signora - 23 Dicembre 2007

(foto Krobbie)
… inizia il 23, oggi, alle ore 08:17 e finirà il 24 alle ore 20:17.
Avete quindi tutto il tempo per i 3 desideri ;-)
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di Placida Signora - 21 Dicembre 2007
Col fatto del weekend subito prima, il 25 sembra ancora più vicino…
E vi immagino come me, al galòp e in tutt’altre faccende affaccendati. Perciò vi dono ora i miei auguri, lasciandoli per un po’; ci parleremo nei commenti, al caldo come di fronte ad un camino, prima della Festa!
Eccoli
Qui
(e accendete le casse néh?!)
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di Placida Signora - 20 Dicembre 2007
All’estero U Pandùçe lo chiamano Torta Genovese o Genoise, a Londra Genoa cake; nel sanremese aveva il nome di Pan du Bambin.
Secondo lo storico Luigi Augusto Cervetto (1834-1923), il Pandolce ha origini persiane, soprattutto per una ritualità ad esso legata: appena spuntava l’alba del giorno di Capodanno, il più giovane fra i sudditi portava al Re come dono beneaugurante un grande pane dolce, pieno di mele e canditi, che veniva diviso fra tutti i dignitari di Corte.
E ancora oggi sulle tavole liguri, dovrebbe essere il più giovane della famiglia a portare a tavola il pandolce, togliendone dalla cima un rametto d’alloro simbolo di benessere e fortuna.
Secondo altri deriva dall’antichissimo pane ligure detto pan co-o zebibbo , con l’uva secca, arricchito negli anni di cedro o zucca candita, acqua di fior d’arancio, semi di finocchio, pinoli… Continua »
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di Placida Signora - 19 Dicembre 2007
Un’antica favola in attesa di lieto fine

(Piranesi, Chiesa dell’AraCoeli, 1770 ca)
Era la fine del Quattrocento.
Un frate francescano, trovandosi a Gerusalemme nell’Orto dei Getsemani, raccolse un pezzo di legno d’ulivo e – colto da improvvisa ispirazione - ne intagliò la figura a grandezza naturale di un neonato: voleva raffigurare il Bambin Gesù, ma quando fu il momento di dipingergli il volto si rese conto che non sarebbe stato in grado di farcela da solo e così, prima di addormentarsi, pregò di essere aiutato dai numi celesti.
Svegliandosi la mattina dopo vide il bambinello non solo completamente dipinto (dagli Angeli, ovviamente), ma anche stretto in fasce come ogni neonato che si rispetti; solo che quelle erano di finissimo tessuto dorato.
Nel ‘500 lo portò con sé nel viaggio per mare che avrebbe dovuto condurlo a Roma, ma una tempesta fece affondare la nave; il Bambinello però riuscì prodigiosamente a raggiungere una spiaggia del Tirreno e da lì la chiesa dell’Ara Coeli, dove divenne immediatamente amatissimo oggetto di culto popolare.
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