Il nome scelto per l’ultimo illustre nato, Oceano, ha scatenato
una ridda infinita di commenti più o meno gentili.
Ma dato che non c’è mai nulla di nuovo sotto il Sole, e i corsi e ricorsi imperversano
io mi limito a riportare ciò che scrissi parecchio tempo fa, a proposito di
Nomi Strani
Ogni tanto una buona notizia; secondo un sondaggio Internet compiuto attraverso le varie anagrafi nazionali, i genitori battezzano di nuovo i figli con i classici nomi italiani.
Ritornano in auge, insomma, le Marie, i Giuseppe, i Luca e le Giulie a scapito dei tanti Jessica o Denis fino ad ora imperversanti.
Fabio Castellano, raffinato esperto in analisi del costume e della società, così commenta:
“Nei nomi c’è la storia di un popolo con le tracce delle sue idee, credenze, opinioni, desideri, paure, valori. Non a caso negli anni i nomi politici come Benito o Michail Aleksandrovic (Bakunin), quelli della grande musica come Aida o Adelchi e quelli storici come Paride o Achille, sono stati sostituiti dai Geiar, i Maicol, le Naomi o Deborah-con-l’h; questi sono d’altra parte i valori della moderna civiltà occidentale. Dopo i valori valutari, ovvio”.
Pare che, talvolta, i novelli mamma e papà ritornino ai nomi dei nonni; ma forse a causa delle famiglie moderne allargate, per non fare torti a nessuno dei nonni in esubero, ci ritroviamo oggi - elenco del telefono alla mano- con un Gianantonandrea a Sassari e una Rinapianna a Roma.
Però basta sempre sfogliare gli elenchi telefonici di qualunque città per rendersi conto che i nomi dei nostri concittadini sono in generale ancora un po’ particolari…
Secoli fa la gente chiamava i figli come diavolo le pareva; ciò spiega la presenza di nomi romantici come Caligola, Spurio, Baleatico, Poppilla, Cazzutoro o Cangrande; ma col Concilio di Trento (1545-1563) la Chiesa mise dei vincoli, stabilendo per legge che ai neonati dovessero essere dati esclusivamente nomi di Santi, personaggi dell’Antico Testamento o comunque ispirati alla religione cristiana.
Da qui i vari Natalina, Pasquale, Salvatore, Assunta, Quaresimina, Rosario o Resurrezione.
Ma dal ‘700 in poi, mossi da smanie rivoluzionarie, molti genitori si ribellarono alla legge clericale raggiungendo spesso nella scelta dei nomi livelli di lieve follia, abitudine che continuò soprattutto in Emilia Romagna, terra anarco-socialista per eccellenza; sino al 1950 era facile trovare pargoli col ciuccio che si chiamavano Ribèllo, Ateo, Collettivo, Comunarda e Molotov.
Un operaio di Rimini, a cui il padre aveva imposto il nome Sciopero, forse per vendetta volle continuare la tradizione sui suoi 3 figli chiamandoli Scintilla, Ordigno, Avanti, ed Emilia Libera era il nome di una matura brigatista della prima ora.
I genitori clericali rispondevano a queste provocazioni battezzando la prole Santafede, Confessione, Chirieleison, Litania, Dedeo, Diesire (dies irae), Pronobi (ora pro nobis) e Purif, mite casalinga di Massalombarda degli anni 70, che doveva il nome a una ricorrenza segnata su tutti i calendari: “Purif. (purificazione) di Maria Vergine“.
I nomi di battesimo sono lo specchio della società e della cultura del periodo in cui uno nasce: quelli che si chiamano Rachele o Adolfo non potranno mai nascondere la loro età, così come i vari Palmiro/a, Lenin o Nikita.
Anche la moglie di Cuccia fu vittima dell’amore politico del padre che la nomò Idea Socialista; poi lui, durante il fascismo, cambiò opinione: ma a lei il nome rimase, anche se mitigato dal cognome: Beneduce.
In compenso ora, se nessuno per fortuna si sogna di chiamare una figlia Casalibérta, Radicala, Verdolina, Rifondata o Democraticina, tra i musulmani residenti in Italia continuano a nascere parecchi Osama.
La passione per la letteratura ha ispirato molti genitori del modenese facendo loro chiamare i bimbi annate 1950-60 Athos, Portos, Aramis; e la S finale ha preso la mano una trentina d’anni fa creando, sempre in zona emiliano-romagnola, Amos, Neris, Nolis e Meris.
A Bologna c’è il signor Foscolo Maria mentre a Ferrara vi sono due fratelli fabbricati da due scatenati fans di Sir Conan Doyle, che si nomano rispettivamente Holms e Uotzon (sic).
Sempre in Emilia la passione per l’opera lirica ha prodotto moltissimi Gioconda, Azucena, Violetta, Falstaff, Otello, Radames, mentre in casa di Giovannino Guareschi lavorava una colf che si chiamava Luisamiller.
Se non sono storia e arte a suggerire nomi per bambini, ci pensano sport, cinema e tv.
Solo nel giugno 1984 a Napoli, quando era ancora incerto l’ingaggio di Maradona, furono ben 118 i neonati che vennero chiamati Diego o Diego Armando, così come molti furono i bimbi battezzati nell’estate ‘82 Pablo o Pablito, in omaggio all’eroe di quei Mondiali, Paolo Rossi: in compenso a Genova c’è una ragazza che si chiama Doriana, che potrebbe essere nome normale se non fosse il diminutivo di Sampdoriana.
Indubbiamente nate intorno agli anni ‘70 tutte le Sabina (in omaggio alla Ciuffini del Rischiatutto), così come Lara furoreggiò dal 1966 alla fine degli anni ‘70 a causa della celebre colonna sonora del Dottor Zivago, mentre la maggioranza delle Sabrine è annata 1954, grazie all’omonimo film con Audrey Hepburn: in compenso, per la sindrome da rotocalco, nel cosentino oggi c’è una ragazzina che si chiama Ledidiana (sic).
Le telenovele nell’ultimo trentennio hanno rimpinzato i nostri asili di Dilan, Gessica, Geiar (sic, sic e sic), Suellen (ri-sic, spesso italianizzato in Suella) e Samantha.
Talvolta a peggiorar le cose si aggiungeva l’accento regionale di chi andava a registrare in neonato in municipio.
Ciò spiega ad esempio perché nelle Marche, dove la pronuncia è un po’ dura (Lugìa, gampagna ecc) vi siano ragazze nomate Samanda, o che a Monterotondo (Rm) una leggiadra Ortensia sia diventata Ortenza.
E se la smania dell’esotico ha creato, soprattutto nelle famiglie VIP, monster quali Jacaranda, Bramina, Volmer, Siron, Aliosha e Cocis, in Sardegna anni fa, causa la caratteristica di alcuni cognomi tipici del loco, si diffuse la moda di creare nomi hollywoodiani; e così, come in una barzelletta, oggi possiamo trovare Sofia Loriga, Alain Delogu, Bruce Ligas e Demi Murgia.
Lo storiografo Thomas Carlyle diceva “dare il nome a qualcuno è in realtà un’arte“; certo occorre molta ispirazione per chiamare un indifeso neonato Canzianilla, Amelberga, Osmundo, Volusiana, Eroteide, Godeardo, Eliconide, Valdetrude, Olibrio, Filigonio (tutti nel bolognese) o Ademara, Serrana, Ardelio, Foresto, Argene, Dardaco e Drusiana (Toscana).
Gli industriali Migliorati (bambole) e Borletti (punti perfetti) si chiamavano rispettivamente Sostene e Senatore.
A Biella c’è un signor Edile; a Bologna Manilio, Manlisco, Divo; a Reggio Emilia Arto (papà ortopedico?); a Forlì Decio, Norcio, Edel e, giuro, i fratelli Salito e Disceso. A Ferrara Araldo e Anronio (questo forse risultato della pessima scrittura dell’addetto comunale); a Recanati Euticchio, e Marchiano, come un errore (gravidanza indesiderata?).
A Roma ho trovato un Esubero (figlio probilmente di un’esasperata pluripara) e una Eclide; a Napoli un Principio, a Barletta una Sterpeta e a Padova una signora Ema, sperando non sia un diminutivo, strumento che è stato utilissimo ad esempio alla giornalista Gruber per celare sotto il vezzoso Lilly un teutonicissimo Dietlinde; all’ex signorina buonasera Aba Cercato un coloniale Addis Abeba e infine a Nilla Pizzi un allegro Adionilla.
©Mitì Vigliero
Ne avete altri da aggiungere alla collezione?
MariCri: La povera Scila (credo stesse per Sheela nelle intenzioni degli incauti genitori!)è una bambina che frequentava l’oratorio dove facevo l’animatrice. Al momento tra i miei alunni: Sonya, Sarah, William, Kevin.le mie bisnonne: Giustina e Ariella (il secondo mi piace tanto, anche se poi diventerebbe Ariel che fa un po’ sirenetta di Walt Disney!).
Alessandra: in famiglia c’è mio padre Aristide (nato nel ‘25…), la suocera Elda, sua sorella Elide…è divertente come hai detto tu, l’abbinamento ad es. di Kimberly, Jessica etc. a cognomi, nel mio caso, dal suono molto brianzolo :)); io però inizialmente desideravo chiamare mia figlia Zoe, felicissima poi di aver scelto Giorgia :)
Mareadiluce: Marte e Isola erano i nonni di una mia amica, Olimpia è il nome di una mia conoscente. In Calabria, tendenza calata nell’ultimo ventennio, i diminuitivi dei nomi diventavano nomi a loro volta: all’anagrafe troviamo Mimma (Domenica), Tonino (Antonio), Turi (Salvatore), Mena (Filomena), Nella (diminuitivo di più nomi)e così via. Ho conosciuto una donna, Igea, sposata con un uomo il cui nome, Fortunato, veniva diminuito in Natuzzu. E ancora, le storpiature provenienti dalle altre lingue: Devid, Gionni, Maicol. Un’altra bimba, chiamata Desideria a causa di una fiction televisiva.
Roger: in famiglia tutti nomi normali l’unico con un nome “particolare” è mio figlio .. LEON .. nome che aveva quando l’abbiamo adottato…però mia nonna si chiamava NORMA e sempre più o meno della solita generazione ho conosciuto un RADAMES e poi un BENITO e un CORIOLANO ho una amica che si chiama LILLI…e a scuola con i miei figli c’era RUGGERO che ha una sorellina che si chiama GINEVRA e recentemente una mia conoscente che si chiama AMANDA ha dato alla luce LUNA che per ora essendo piccola tutti chiamano LUNETTA. ah….pure io me la sono vista brutta… una zia di mio nonno che se fosse vivo avrebbe 108 anni quando nacqui propose per me il nome di FILAMBERTO . fortunatamente mi chiamarono STEFANO
Sonny&Me : E poi ci sono i nomi figli del web 2.0: MariCri, Mareadiluce, Catepol, .mau., Catecong, Vietnam, jklxyz, …
Catepol: a scuola c’è una bambina (italianissima) che si chiama Sasha, un bambino cinese che invece di farsi chiamare Ye Kun (suo nome cinesissimo) si fa chiamare Filiberto, conosco una anzi due che son cugine Evelyn…
elena :Qui in romagna, in effetti, di danni ne fece più l’anagrafe dei padri fantasiosi. Conosco un Radames che per tutta la vita si chiamerà Redames, ad esempio.Mia nonna invece, si chiamava Viarda, che nessuno ha mai capito da dove se lo fossero tirato fuori, quel nome. Infine, come già ho avuto modo di scrivere, ho conosciuto un “Guerra Mondiale”, di nome
Mimosafiorita: Mia nipote dice sempre che se avra’ due figli maschi li chiamera’Commodo e Achille, oppure Venceslao e Apollo, se sono femmine? Imperiana e Tecla
Maxime : quattro mie compagne di classe delle superiori (sono già passati 20 anni, cazzarola): Eurika, Aida, Jamara e Egizia. Tra gli alunni di mia madre segnalo invece gli automobilistici Nigel e Michael e le soap-operistiche Pamela e Sue-Ellen.
MissPansy: Conosco una bambina che si chiama Averarda (nome della nonna mi pare), ma, nonostante l’abbia sentito per la prima volta con lei, mi sa che non c’è nulla di strano . Conosco invece un ragazzo che in principio doveva chiamarsi Quirino . Peccato che anche qui, l’anagrafe sbagliò ed ora firma con Guirino . Per il resto i miei piccoli alunni hanno nomi semplici. Ho Ciro, Antonio, Giovanni, Daniele, Stefano, Valeria, Gianluca e così via…Forse però dovrebbe arrivare una ragazza che si chiama Luna (romantico no?)
Paola: dico solo il nome di mio papa’ e mia mamma Elvezio e Cleonice… credo basti no?
Antar: Posso aggiungere la terzetta Rivo, Luzio e Nario di cui si narrava tempo fa [mi pare di un paesino emiliano] e Ultimo e Definitivo di una numerosa nidiata romana? …E comunque anche con AsiaAriaAnnaMariaVittoriaRossa Argento non ci sono andati leggerissimi…
paolo beneforti: per i nomi in -s, qua c’erano diversi Valoris; quando abitavo in campagna avevo 3 vicini (anziani) di nome Gabriello, Cordelia e Delvais (italianizzazione di “Edelweiss”); per il nome Comunardo ricordo il mio concittadino Comunardo Niccolai, il Re dell’Autogol (oggi gestisce una pizzeria); sull’appennino fiorivano decenni or sono nomi di eco longobarda come Ulderico; un nostalgico fascista nel parmigiano ha chiamato i figli Runa e Benito Adolfo.
Alberto: Chiamata Maria. Sembra una barzelletta ma non lo è. Di fronte al messo che chiedeva “Chiamata?” il padre rispose “Chiamata Maria” e così il messo scrisse. Successe nei primi decenni del Novecento al mio paese
LupoSordo: Da me ci sono un sacco di “Bambinella” a Manfredonia invece un nome molto diffuso è “Sipontina”.
Senza contare i bellissimi diminutivi dialettali. Alcuni esempi:
Emanuela = Ualina
Teresa = Sisina
Giuseppe = Seppucc’
Domenico = mingucc’
Luigi = Giggin’
Gaetano = Tanucc’
Michele = Lillin’
Beppe: Il proclama dell’armistizio della prima guerra mondiale terminava con “Firmato Cadorna”. Furono tantissimi i genitori patriottici che chiamarono il figlio Firmato.
Rosidue: In Sicilia molti nomi erano dati in onore del Santo Patrono e anche lì bisognava avere fortuna nel nascere nel posto giusto, qualche chicca: Gerlando, Leoluca, Alfio-Cirino-Filadelfo (3 santi nello stesso paese,alè) Cono (sic), Venera, Litterio e Litteria(Mad. della Lettera) Crocifisso e Crocifissa (dim. Crocina 2sic). Conoscevo 3 fratelli Gaspare, Baldassare e Melchiorre, i 3 Re Magi, mancava Stella Cometa…
ZiaPaperina: Una segretaria di mio padre era figlia di un signore emigrato per molti anni in Svizzera, e in ricordo di quegli anni l’aveva chiamata Losanna. Nessuno capiva, nemmeno quelli dei documenti, delle tasse, degli uffici vari, pensavano fosse un errore quella L: così per tutta la vita fu Rosanna.
Gianluca: mio padre si chiamava Costantino, rimasi scioccato da piccolo, non mi suonava proprio, lo chiamavano tutti “Tino”. La leggenda narra, poi, che sul registro dei battesimi io abbia altri due nomi: Domenico, ma soprattutto Domizio. Mio fratello maggiore Alessandro invece pare abbia Luigi (il nonno) Nazareno (presumo relativo al buon Gesù). Però che belli, i nomi ricercati sono poesia, anche se, come dicevano Gino & Michele, “sottilissimo è il filo che separa dalla stronzata”.
Marchino: Mia nonna voleva affibbiarmi il nome di suo marito ma non solo quello e allora pensa che ti ripensa ha scelto Marcantonio (meno male, avrebbe potuto essere Paolantonio o Gianantonio o Lucantonio).
Francesca: due fratelli in val di sole, si chiamano Adamello e Presanella (nomi di due monti). Il mio benzinaio Aden, 3 fratelli colleghi di mio zio Sinasce Sivive e Simore (che da grandi hanno accentato sulla prima, quindi il signor Sìmore) dei quali per privacy ti risparmio il cognome che è notevole anche quello. E i 4 fratelli Dina, Mite, Aite, Deschi, vogliamo scordarceli? :D E, in paese, Punonvegna (ultimo, speravano, di non so quanti fratelli) Una nonna Domitilla e una bisnonna Oriele. Poi ho fra i conoscenti un Dewis e un Maicol (sic!) Ora in valle vanno i nomi tronchi: Cristian, patric, Saimon (sic). Che Cristiano, Patrizio, Simone non sono abbastanza chic.scordavo la perla di famiglia: un cuginetto “Yoska Masai” (se si scrive cosi’ eh!
Naima: Armelinda Imperia era una cugina di mia madre che a sua volta si chiamava Lodoletta.
Ultimamente abbiamo in casa una Andrea-Anya (con la Y greca…).In ambito anarchico segnalo un Nullo, mentre a livello più popolare una Maria Verbena ed una Lunarita .
Vipera76: Dalle mie parti c’è un proliferare del nome PAMELA! Secondo me è orribile…Per non parlare dei diminutivi similbritish con la caratteristica finale in “y” tipo Domy, Lily, Titty, Emy, Ely…E, peggio, le finali in “h” messe a cavolo, Sarah, Deborah, Carlah, Mariah,…
Noeyalin: Gerardina era un’apprendista di mia mamma,Quirina mia nonna, Marsilio mio nonno e Sauro mio padre (ovviamente uno dei suoi migliori amici si chiama Dino). Io ho rischiato di chiamarmi Georgie o Candy (confondo sempre i due cartoni animati) ma poi son stata graziata proprio perchè i miei hanno scoperto in tempo l’omonimia con i personaggi dei cartoni!Fiuuu!
Fran(cesca): Il mio compagno mi ricorda le sue zie Liduina e Libaria, e un Genio (da Eugenio, che sarebbe tanto bello!). Bino, da Urbino, Abele, Natale (il mio vicino di casa) Ugonello.. E la mia cliente, poveretta, che si chiana Bianca, bello, ma di cognome fa Natale.
Solitaire: Tra le persone che conosco c’è un Manfredi, uno Sciltian, un Atman (e sua sorella si chiama Arya).E vivo con un Antar (secondo nome Eliandro, terzo nome Augusto)…
Irene: Di Elvezio ne conosco uno anch’io! Nomi strani? So di un piccolo genovese chiamato Agape (in greco significa amore, ma a me ricorda solo una pianta della macchia mediterranea); una mia amica trentina ha chiamato sua figlia Shanti (dal sanscrito Śānti, Pace). Conosciuti personalmente: Maite, Noemi, Jacopo, Boris, Christian, Anita, Velma…Mia cugina ha sfidato la mucca e ha chiamato sua figlia Carolina, cosa che ci ha lasciati tutti di sale.
Tittieco: Anch’io ho conosciuto una signora di nome Bianca,ma di cognome fa Vacca. Poi fra parenti e conscenti ci sono:un Onorato,un Edelvais, un Guerrino, una Eusapia, e una Siponta. E per finire una dolce signora che di nome fa Mattia, forse i suoi genitori non avevano troppa dimestichezza con la grammatica
Skip: i nomi di battesimo seguono un po’ le mode…quanti diego armando ( in campania) e azzurra ci sono stati nei periodi d’auge.Poi c’è stata l’ondata dei nomi che si riferiscono alle pietre dure (ambra, giada, rubino, topazio), ai personaggi delle telenovelas e fotoromanzi( natasha, ramona, katiuscia, samantha) e dei telefilm ad es nikita…una mia collega credeva che fosse un lui - memore di Nikita Krushov=invece era una lei…dalla più recente e famosa protagonista di telefilm…c’è anche la tendenza a ricorrere a “tradurre ” in inglese nomi italiani per es. nancy(annunziata), connie (concetta), mary(maria), jennifer (genoveffa ma spesso sta al posto di gennarina).
Professore: Io conoscevo la storia del nome “Deanna”. Ora naturalmente ho dimenticato tutti i riferimenti, comunque pare che sia andata così: gli americani (che pronunciavano il loro “Diana” come “Daiàna”) cominciarono ad usare anche la scrittura “Deanna”, che si pronuncia “Diaana”. Dopo un po’ di tempo gli italiani ri-importarono “Deanna” pronunciandolo, però, all’italiana… I miei ricordi sono vaghi, mi pare che ci fosse un’attrice americana famosa che aveva quel nome, ma non so più chi sia. (Deanna Durbin, dice Solitaire)
Procionegobbo: Io ho conosciuto una ragazza di nome Daiana e un ragazzo di nome Ishuara. Ma è più singolare il nome della nonna di mia moglie: si chiamava Italia Libera.
Giorgia: come ho detto da me, se i miei avessero seguito lo stesso metodo di John Elkann e Signora, cioè avessero preso il mio nome dal calendario pescandolo dai santi festeggiati nel giorno del loro matrimonio, avrei potuto chiamarmi:
# Maria Guadalupe# Beregisa# Eleuteria# Gerina# Leodegaria# Modesta# Ursicina# Teofila…
Rosy: Mio nonno paterno, essendo nato il giorno di quel santo lì, di secondo nome era Gallo…
Enrico: In classe di mio figlio ci sono: Jonha (non so neppure come si scrive)Zaccaria, Mosè, Matthias, Asia, Ester, Biagio. Per fortuna c’è Luca, mio figlio e i suoi amichetti Carlo e Lorenzo
Nikink: mio padre aveva un amico d’origine toscana, di nome Stelio; una delle guardie giurate al lavoro da me si chiama Domizio; su un articolo de La Stampa di boh (ma tanti) anni fa avevo letto d’un reprobo emiliano che aveva chiamato l’ultima ed indesiderata figlia Antvaleva (”non ti volevo”); nello stesso articolo si citavano i due nomi, peraltro normali, che aveva accoppiato ai figli maschio e femmina il perverso signor Lampa: Dario e Dina
Anna: Teofilo e Gaudenzia (coniugi); Una zia Sinforosa di miei cugini. Cherubina, Cono e Oronzo, miei ex colleghi. Persone che ho conosciuto: Teodorico (dim. Dori), Alarico, Dorotea, Jolanda.
Cristella: Confermo anch’io che la Romagna è culla di nomi ben strani. Nel cesenate e nel ravennate, dove il partito repubblicano è sempre stato molto seguito, ci sono ancora tante Edera, ad esempio. Qui a Rimini un mio amico editore si chiama Pietroneno: il prete si rifiutò di battezzarlo “Pietro Nenni” come pretendeva il padre socialista. Si narra anche di un “arzdor” che metteva nome Primo, Secondo, Terzo e via di seguito alla figliolanza. Dopo Decimo, per dire che s’era stancato, chiamò il piccolino “Ultimo”. Ma ne arrivò un altro! Come chiamare il poveretto? “Antavlèva” (non ti volevo)!!!
JillL: personalmente posso vantare la suocera Prima Battaglia, una nonna Emilia e un prozio Reggio, mentre il loro padre era Rosario … ma noi discendenti siamo tutti così banali :-(
Annarella: Il nome piu’ bizzarro che abbia sentito fu “Bombina”. Non ho idea se i genitori fossero anarchici d’inizio secolo, era una signora piuttosto anziana, o se fosse qualche santo particolare.
La particolarita’ di una parte della mia famiglia e’ invece quella di avere sequenze infinite di Margherita. Due nipoti della mia bisnonna si chiamavano entrambe Margherita di primo nome, lo stesso era la bisnonna ed un paio di zie. Per distinguerle si utilizzavano i soprannomi che erano di notevole bizzarria. C’era quindi una “Margherita delle coperte”, “Margherita fa-l’uovo” e Ghitin. Una delle due sorelle veniva invece chiamata Maddalena per distinguerla dall’altra.
Ulla: in classe ho avuto un Saimon scritto proprio così!
Gloriamundi: Per esempio, il nome di mia nonna, Marily, pur essendo nata prima del fenomeno Monroe (e comunque, senza la n), quello di una mia zia, Speranza, e quello della nonna di un mio conoscente, Sicalina. E poi, forse mi è sfuggito, ma non ho visto… Elvis! … e io nacqui il giorno di S. Foca. Per fortuna i miei ebbero buon gusto, e non seguirono la tradizione del nome del santo del giorno ;)
Patt:E i numeri? Dove li mettiamo? Non dirmi che usa (usava) solo qui chiamare i pargoli secondo l’ordine di apparizione! Abbondano i Primo, i Secondo, chissà perché non ho memoria di Terzo e Quarto, ma ci sono parecchi Quinto e Sesto. Oltre si va di diminutivo e quindi ecco Settimino (e qui si può pensare anche a un prematuro ;-), per tornare poi a Decimo (pora mamma!) Passando a cose più “normali”, conosco tre fratelli (continua)
Brigida: Mah… io mi chiamo Brigida… e ho detto tutto