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Parliamo tutti Arabo

di Placida Signora - 22 Novembre 2007

La lingua italiana è piena di parole decisamente arabe; parole semplici, comunissime, che usiamo quotidianamente.

Queste entrarono a far parte della nostra lingua  già in epoca antichissima quando gli Arabi , più o meno dal 650 al 1100 dC, furono i nostri veri padroni, padroni del Mediterraneo.

Conquistarono un immenso territorio che si estendeva come un enorme abbraccio dai confini dell’India, attraverso l’Africa settentrionale, fino ai Pirenei.
In Italia tennero a lungo la Sicilia, crearono capisaldi sulle coste Italiane dalla Puglia alla Liguria, entrarono in Piemonte, sino alle Alpi; e si sa che i conquistatori lasciano sul terreno non solo sangue, ma anche costumi, usanze e linguaggi.

Ma furono soprattutto i commerci che l’Italia tenne col loro mondo, praticamente da sempre, i veri responsabili dell’adozione, da parte nostra, di parole arabe.

Sin dall’epoca delle Repubbliche Marinare i nostri mercanti avevano uffici, oltre che in patria, anche in quelle terre; nei mercati e nelle “borse”, sino al secolo XIX non era l’inglese la lingua che gli imprenditori dovevano conoscere bene per gestire i loro business, ma l’arabo.

Per questo i numeri che usiamo da sempre sono quelli cosiddetti arabi (in realtà sono sanscriti); e se dall’1 al 9 noi usiamo per pronunciarli parole d’origine latina lo zero è, in tutto il mondo, esclusivamente loro: sifr, dal quale deriva anche la parola cifra

Allo stesso modo tara è la tarh (detrazione); tariffa è la ta’rifa (notizia pubblicata);  gabella la qabala  e il tentare la fortuna attraverso la cabala per riuscire a pagarle invece voleva dire affidarsi alla qabbalah, (tradizione dell’interpratazione delle sacre scritture).

Allora, come ora, le merci venivano acquistate tramite sensali (simsar, mediatore), trasportate da facchini (faqih) in grandi fardelli (fard, uno dei due carichi del cammello) dentro magazzini (makahzin) o  fondachi (funduq, deposito) e meticolosamente inventariate su taccuini, (taquim, giusta disposizione).

I genovesi furono i primi a stiparli di cotone (qutun) e di pietre quali lapislazzuli (lazuward, azzurro); altri, in una gara (gara’) all’importazione, prediligevano albicocche (al-barquq), carciofi (kharshuf), arance (narangia), limoni (limum), asparagi (aspanakh),  zibibbo (zabib), zucchero (sukkar) e zafferano (za’faran).

Le carovane (carwan, compagnie mercantili), ne riempivano le stive a bizzeffe (bizzaf, gran quantità); poi ogni ammiraglio (amir, capo principe della flotta), dopo una sosta in darsena (dar-sina’a , casa del mestiere) per controllare che tutto fosse a posto, dava l’ordine ai marinai di staccare le gomene (ghumal) dalle bitte dei moli e iniziare la navigazione verso casa.

 Di notte, con la nuca (nukha , midollo spinale) piegata all’indietro, il comandante coi suoi strumenti osservava lo zènit (il punto della volta celeste perpendicolare alla testa di chi osserva il cielo) e studiava il nadìr (il punto opposto allo zènit).

Sferzato dallo scirocco (shuluq) e dal libeccio (lebeg), pensava alle serate tranquille trascorse a casa sua sdraiato sul divano (diwan)  giocando a scacchi (schiah) con la moglie e sorseggiando sciroppo (sharub) di ribes (ribas) e sherry (xeres), mentre i figli allegri in giardino si scatenavano in partite a volano con le racchette (rahet, palmo della mano).

Il mercante invece, in pigiama (payjamé, vestito con le gambe) sdraiato sul  materasso (matrah) non riusciva a dormire.

Sorseggiando caffè (kahvè), teneva stretta a sé la valigia (valiha) degli ori, paventando all’arrivo magari l’incontro con un ladro reso talmente violento dall’alcol (al-kuhl)  da diventare un feroce assassino (hashishiìn, drogato di hashish).  
 
© Mitì Vigliero

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Anna: Anche la parola Algebra da aljabr. Alambicco da alanbiq e Alchimia

Rosidue: Il dialetto siciliano ha molte parole di origine araba, bàlata-pietra levigata, babbalùci-lumache, bàgghiu-cortile, babbu-babbeo, mischinu-poverino (miskin) La citta di Marsala(Mars Allah)il porto di Allah. La cubbaita (qubbajta) tipico torrone natalizio con sesamo (giuggiulena) zucchero miele e mandorle.

Cynaro: Cassata. Da quassàt, ciotola, ovvero la forma nella quale si compone la torta. Credo che anche Gelsomino abbia un origine araba. E ovviamente anche il nome di una miriade di paesini siciliani

Beppe: Credo che “bailamme” sia arabo.

Antar: A parte il nome che mi porto appresso, per ora non me ne vengono in mente molte…

Blimunda: Aggiungo alla lista con articolo agglutinato di Anna alcova.

Sonny&Me: Algoritmo = al-Khwarizmi Almagesto = al-Magisti Elisir = al-iksir

Luca: (In genovese) Camallo (hamal) - facchino; Lalla (lehl) - zia; Barba (berb) - zio; Mandillu (mendhil) - fazzoletto.

Skip: i nomi delle stelle e costellazioni

41 Commenti »

  1. Molto interessante; Non pensavo fossero così tanti gli arabismi della nostra lingua!
    Anche la parola Algebra da aljabr
    Alambicco da alanbiq e Alchimia…ma non ricordo da quale.
    :-)

    Commento di Anna - 22 Novembre 2007 00:51

  2. Il dialetto siciliano ha molte parole di origine araba, bàlata-pietra levigata, babbalùci-lumache, bàgghiu-cortile, babbu-babbeo, mischinu-poverino (miskin)
    La citta di Marsala(Mars Allah)il porto di Allah
    La cubbaita (qubbajta) tipico torrone natalizio con sesamo (giuggiulena) zucchero miele e mandorle. Un attentato alla glicemia :D

    Commento di rosidue - 22 Novembre 2007 01:56

  3. Cassata. Da quassàt, ciotola, ovvero la forma nella quale si compone la torta.

    Credo che anche Gelsomino abbia un origine araba.

    E ovviamente anche il nome di una miriade di paesini siciliani

    Commento di Cynaro - 22 Novembre 2007 02:39

  4. insegno italiano qui a dallas, con queste tue dritte faro’ bellissima figura alla prossima lezione :)

    Commento di nonsisamai - 22 Novembre 2007 05:25

  5. Accidenti ! Praticamente metà delle parole relative al commercio sono di derivazione araba ! Sempre interessanti i tuoi post ! :-)

    Commento di S.B. - 22 Novembre 2007 07:24

  6. L’oriente: la culla della civiltà, peccato che siamo finiti tutti così male…

    Commento di Brigida - 22 Novembre 2007 09:02

  7. Credo che “bailamme” sia arabo. (Quello che c’era oggi in centro causa pioggia)

    Commento di Beppe - 22 Novembre 2007 09:06

  8. Tesori, sono fuori casa per tutta la mattinata. Appena torno, aggiorno coi vostri contributi. baci!

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 09:12

  9. Ma quanto è bello ’sto post, mi piace un sacco…grazie per tutte queste notizie :)

    Commento di Baol - 22 Novembre 2007 09:28

  10. le lingue, come il cibo, sono quei luoghi felici dove i popoli convivono con tutte le loro diversità e le loro più profonde radici. farei studiare gastronomia e filologia alle scuole medie. tanta e tale è la stupidità dei politici che nemmeno prendono in considerazione che “l’integrazione” è lo stare insieme. parole e cibo sono due veicoli di enorme potenza e a bassissima conflittualità. brava mitì, come sempre sei la migliore…baci.

    Commento di gianluca - 22 Novembre 2007 09:53

  11. A parte il nome che mi porto appresso, per ora non me ne vengono in mente molte…

    Commento di Antar - 22 Novembre 2007 10:13

  12. fluss soldi
    kauà caffè
    kaualip capuccino
    kaumerza latte macchiato
    sciukram grazie
    avuì prego
    slema arrivederci
    salam ciao
    lebès come stai
    e per finire
    zemelìn omosessuale (più nella versione buliccio)

    Commento di Luca - 22 Novembre 2007 10:29

  13. da quando mi hai imparato che Biro è un cognome non mi stupisco più di nulla.

    Commento di Stefano C. - 22 Novembre 2007 10:46

  14. Aggiungo alla lista con articolo agglutinato di Anna alcova. L’etimologia e la storia delle lingue sono le materie più affascinante del mondo. (Ma a GE che tempo fa, che vorrei scendere nel weekend? Qui da piangere, piove continuamente)

    Commento di Blimunda - 22 Novembre 2007 10:47

  15. Articolo davvero interessante.
    Sapevo di utilizzare cifre nate nel mondo arabo, ma non credevo che tanti termini (vedo molti dei quali nati in quel mondo) sono di origine araba.
    Questo dovrebbe farci capire e far capire agli altri che non può esserci alcuna divisione tra il mondo occidentale cristiano ricco di influenze orientali (non solo nei termini linguistici) ed il mondo orientale arabo, basta pensare che Cristo, la figura principale della nostra religione fa parte anche della religione araba, essendo un profeta da loro apprezzato.
    Mi dispiace di aver un po’ divagato, ma l’articolo si prestava…

    Commento di amosgitai - 22 Novembre 2007 11:47

  16. Aggiungo:
    Algoritmo = al-Khwarizmi
    Almagesto = al-Magisti
    Elisir = al-iksir

    Commento di Sonny&Me - 22 Novembre 2007 12:14

  17. ho notato una strana dissonanza per i carciofi tra i dialetti liguri e l’arabo. curiosamente in Liguria il carciofo è detto “all’inglese” (anzi credo che i sir ci abbiano scopiazzato)

    Commento di Lucio - 22 Novembre 2007 12:21

  18. Il genovese navigatore come il veneziano ha all’interno della propria lingua molte parole straniere…e uno dei pochi che utilizza la X non presente in italianao ……la stessa cantilena è portoghese.. tempo fa parlavo con una persona anziana e mi diceva che mandillu fazzoletto e stagnun secchio sono parole di origine araba..ma me l’hanno venduta così… non so se è vero….

    Commento di Luca - 22 Novembre 2007 12:38

  19. i nomi delle stelle e costellazioni…gli arabi erano bravi anche in astronomia

    http://www.racine.ra.it/planet/testi/arabi.htm

    Commento di skip - 22 Novembre 2007 12:47

  20. Camallo (hamal) - facchino;
    Lalla (lehl) - zia;
    Barba (berb) - zio;
    Mandillu (mendhil) - fazzoletto.

    Commento di Luca - 22 Novembre 2007 13:03

  21. Molto interessante!
    Secondo me, tra qualche tempo, l’arabo tornerà d’attualità assieme al cinese, al russo ecc. a scapito del francese, tedesco e, come al solito, dell’italiano
    Faremo bene a prepararci…

    Commento di Rosy - 22 Novembre 2007 14:43

  22. Blimunda, fossi in te resterei a casa. Oggi ho distrutto un ombrello, sono arrivata a casa zuppa e bestemmiante per quello che Beppe ha defintio “bailamme”. Fa un freddo boia, diluvia, le previsioni sono in peggioramento e ci sono 5°. Che vuoi di più dalla vita? ;-D

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:18

  23. Lucio, anche gli inglesi navigavano ;-*

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:18

  24. Rosy, è già oggi molto ricercato chi sa parlare le lingue orientali, cinese compreso :-)

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:20

  25. Amosgitai, non è divagare, è osservare e arricchire il tema! :-)

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:21

  26. Gianluca, l’integrazione fra due o più popoli è cosa meravigliosa, ma il desiderio di ottenerla deve essere condiviso da tutti, non da un popolo solo…Spero molto nelle nuove leve che oggi sono bambine. :-*

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:24

  27. Scusate se risposte sparse e incomplete, ma Giove Pluvio m’ha stravolto…

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 15:25

  28. Giove Pluvio infuria anche qui! Ti lancio un bacio tra una goccia e l’altra, tra parentele e suggestioni di parole e culture.

    Commento di notedibordo - 22 Novembre 2007 15:33

  29. Notedibordo, qui ogni goccia è una bulaccata (secchiata, in genovese). Chissà se “bulacco” deriva dall’arabo pure lù? Ricambio il bacio, ninìn! :-**

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 16:27

  30. “Oggi ho distrutto un ombrello, sono arrivata a casa zuppa e bestemmiante
    Io Placida bestemmiante proprio non me la immagino.
    No no…

    Commento di Antar - 22 Novembre 2007 17:31

  31. Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi…..cantava Mina…..ma non solo parecchie delle parole che usiamo derivano dall’ arabo…..anche con i numeri…gli dobbiamo molto..

    ah….a proposito di numeri……

    Una curiosità…… avrete sentito certo parlare de “Le mille e una notte” e conoscerete la storia di Sherazade. Bene, vi siete mai chiesti perché proprio mille e una? Provate a moltiplicare qualunque numero di tre cifre per 1001 e guardate cosa succede!

    Commento di roger - 22 Novembre 2007 19:19

  32. Antar, effettivamente le mie “bestemmie” si fermano a “ma cacca!” ;-D

    Commento di Placida Signora - 22 Novembre 2007 19:27

  33. altra curiosità…

    Il seno di un angolo fu definito dagli indiani, e si chiama così per un errore: la parola araba per “mezza corda”, che traduceva correttamente l’originale indiano, ha le stesse consonanti della parola “seno” e confuse un traduttore inesperto, forse distratto dalla sinuosa curva del grafico.
    Altre due parole che derivano dall’arabo sono algebra e algoritmo: la seconda è la traslitterazione del nome di Al Khwarizmi, bibliotecario del califfato di Bagdad, che scrisse un libro su al-jabr, la scienza della “ricostruzione”.

    Commento di roger - 22 Novembre 2007 19:36

  34. mi viene un dubbio…il famoso “babbà” ( dolce napoletano) deriva dall’arabo? è parente di alì babà?

    Commento di skip - 22 Novembre 2007 21:39

  35. Ma guarda un po’ le coincidenze… Nell’ultimo post del mio blog parlo dei cocàli (i “cuchél”, in dialetto riminese, cioè i gabbiani) e nell’articolo che linko scopro che, forse l’origine di questa parola passa - cito - “attraverso l’arabo qu-hal, (in origine polvere di antimonio usata per truccare le palpebre, poi sostanza volatile in genere; alcool viene da al qu-hal)”.

    Commento di Cristella - 22 Novembre 2007 22:17

  36. Di questo post bisognerebbe fare una mail da mandare a Calderoli…

    Commento di phoebe - 22 Novembre 2007 23:50

  37. ahahahah forte la battuta di phoebe :D

    Commento di skip - 24 Novembre 2007 09:36

  38. è la prima volta che vi leggo, grazie, il tutto è molto simpatico ed INTERESSANRE
    oltre che istruttivo, sono Lucano un paesino sotto il pollino, credo che molti termini dialettalisiano arabi, ma ora sono sprovvisto, ci pensero sopra andando indietro nel tempo, non sono vecchio ma neanche molto giovane, comunque i miei complimenti.

    Commento di francesco - 26 Novembre 2007 20:12

  39. Ciao io sono leyla e, vengo dal marocco . Siccome so l’arabo alcune parole sono sbagliate perché ,derivano dallo spagnolo
    Esempio di parole che ci sono derivanti dallo spagnolo
    es
    narangia =arancia che in arabo vero si dice el burtukale ecc

    Commento di leyla - 10 Aprile 2008 16:41

  40. kahua=caffé
    kahuahlib=caffeélatte
    sukran=grazie

    Commento di leyla - 10 Aprile 2008 16:44

  41. Naranj, in arabo = arancio amaro; dal persiano naranj, trmite gli arabi è passata nell’italiano arancio, tutt’ora in dialetti quale il veneto, si dice narancia.
    Burtuqal in arabo = arancio, deriva dallo spagnolo forse, oppure dal portoghese.

    Commento di Adnan Jaer - 27 Luglio 2008 22:06

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