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Storia del Bottone

di Placida Signora - 21 Novembre 2007

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(foto Philippe de Jonckheere, Boutons, 2006)

Piccolo ma fondamentale oggetto, il bottone era conosciuto già nell’Età del Rame; ma i nostri antenati gli preferirono a lungo le fibbie e lo usarano soprattutto come ornamento.

I romani, ad esempio, ne cucivano uno speciale sulla toga; si chiamava, dalla forma a mezzaluna, lunula, ma in realtà era solo una spilla decorativa.

Quando nel 1300 la moda lanciò i vestiti attillati, il bottone per la prima volta si mise a fare il suo mestiere, quello cioè  di chiudere soprattutto corsetti ed abiti, anche perché le camicie venivano ancora chiuse con lacci.

Era sempre prezioso, fabbricato in ambra, cristallo, oro e argento; spesso anche le perle fungevano da bottoni femminili, usanza tutt’ora rimasta per camicette particolarmente eleganti.

Nel 1400 il bottone cadde vittima delle Leggi Suntuarie, che regolavano il lusso dell’abbigliamento cittadino onde evitare inutili ed immorali sfarzi.

Una di queste, emanata a Firenze nel 1415, recitava:  “La donna non possa, ardisca e presuma portare più argento che una libbra d’imbottonatura”.

Se papa Clemente VII (1478-1534) i bottoni se li faceva fabbricare uno a uno addirittura da Benvenuto Cellini, anche le classi più basse della borghesia ci tenevano molto ad esibire bei bottoni, che attaccavano e staccavano volta a volta dagli abiti.

Perché i bottoni in argento, o altro materiale prezioso, erano considerati un buon investimento economico: facili da nascondere in caso di predazioni, comodi da portar via in caso d’improvvisa fuga e, in caso d’emergenza, usabili al posto del denaro.

Perciò in molti luoghi (ad esempio in Liguria, Alto Adige e Sicilia) un set di bottoni in filigrana faceva sempre parte del corredo o della dote delle spose.

Nel 1670, in Inghilterra, apparvero invece i primi bottoni da camicia maschile in oro e argento, il cui numero indicava lo “status” sociale del proprietario.

Sino a tutto il ‘600 i bottoni furono di dimensioni ridotte, ma nel ‘700 e nell’800 ne acquistarono di importanti, variando dai 2 ai 4 cm.; simili a piccoli quadri, riportavano ritrattini, paesaggini, fiorellini, animalini, miniature dipinte a mano su smalto, avorio, porcellana, vetro, delicatamente incorniciate in oro o argento.

Ma attorno alla metà del XIX sec., con l’avvento della Rivoluzione Industriale in grado di fabbricare oggetti e utensili in larga scala, l’uso dei materiali costosi scemò e i bottoni vennero fabbricati in corno, conchiglia, finta tartaruga, legno, metalli poveri; tipici dell’epoca, quelli piccini da donna in vetro nero sfaccettato, detto jais.

Nei primi del XX sec., il movimento artistico dell’ Art Déco rilanciò i bottoni  dal punto di vista estetico e artistico; realizzati in materiali poveri ma particolari quali legno, sughero, madreperla e plastiche sintetiche, sino al 1930 i bottoni  ebbero le forme più strane: serpenti, pacchetti di sigarette, cesti di fiori, gatti, volpi, funghi e cagnolini. Molti vennero foderati in stoffa o decorati con passamanerie.

Nel Quaranta, periodo di guerra, divennero più sobri e funzionali, e così rimasero per lungo tempo; ma dagli anni Sessanta rinacquero in versione gioiello a volte immensi, imitanti pietre preziose, tempestati di strass o semplicemente coloratissimi. Nel 70 tornarono umili e di materiale povero; nell’80-90 riebbero fortuna. Oggi invece sono spesso sostituiti da zip, fabbricati in plastica o metallini, molto poco appariscenti;  e a loro, poverini, non viene più data quell’importanza che in fondo si meritano.

© Mitì Vigliero  
(qui una splendida collezione di bottoni antichi) 

64 Commenti »

  1. Qualcuno è invece in grado di spiegarmi per quale motivo i bottoni della mia giacca si continuano a staccare? :)

    Commento di Signor Ponza - 21 Novembre 2007 00:56

  2. E quelli del montgomery si possono considerare bottoni?

    Commento di Alberto - 21 Novembre 2007 00:59

  3. Quando ad “attaccarti un bottone” e’una persona che ti sta’ sulle scatole e quando sei tu’, che ti vuoi “sbottonare”
    con qualcuno, che tipo di bottoni bisogna usare? Grazie dolce Miti’delle curiose curiosita’.P.S. non ci fare caso, stamane il freddo mi ha preso alla testa,sono congelata:+))

    Commento di mimosa fiorita - 21 Novembre 2007 08:11

  4. Mitì, scusa per l’ignoranza, ma mi viene da fare una domanda: da dove deriva il significato del modo di dire: “Attaccar bottone?” ;-)

    Ciao

    Commento di Andrea Perotti - 21 Novembre 2007 09:14

  5. Mitì, ma tu te lo ricordi il film “La guerra dei bottoni”? Da bambino mi aveva traumatizzato…:-)

    Commento di Nervo - 21 Novembre 2007 09:17

  6. Mi ricordo i bottoni-gioiello di mia madre su tubini con le maniche al gomito e lei che mi diceva: l’eleganza si vede dai particolari, anche un vestito molto semplice e dei bottoni importanti. Non c’è bisogno degli orpelli. Erano vestiti un po’ passati di moda ma molto, molto belli. Anche adesso. Le stavano davvero bene.

    Mi pare che di questi vestiti semplici con bottoni importanti, così belli e così di classe, in giro non ce ne siano tantissimi…
    :(

    (Forse sbaglio e forse mi sento semplicemente circondata dalla volgarità; o forse è solo la mattina grigia, umida e uggiosa)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 21 Novembre 2007 09:29

  7. Adoro la bottega dei bottoni. Ne ho parlato in qualche post. A Rovereto (dove c’è l’altra casa) in Piazza delle Oche c’è una antica merceria, con le vetrine in legno e le scritte liberty. Lì dentro torno bambina, imbambolata a vedere forme e colori. Poi ci sono le matassine di cotone, per ricamare e i nastri di raso e di velluto. Il posto delle meraviglie.
    Ho contagiato mia figlia e, quando stiamo su andiamo a far visita al gentilissimo padrone e compriamo bottoni che attacchiamo dove capita. Ora poi, sono tornati di moda i nastri, portati come fasce tra i capelli, ne ho comprati un pò, di vari colori.
    Uh! Che lungo commento.
    Abbaccione
    ange

    Commento di angela - 21 Novembre 2007 09:38

  8. SignorPonza, probabilmente perché hanno i buchini attraverso cui passa il filo un poco taglienti…:-)

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:48

  9. Alberto, penso di sì ;-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:48

  10. Mimosa, consolati, io non connetto proprio oggi (delirio da galòp) :-**

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:49

  11. Andrea, lo racconterò presto :-)

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:50

  12. Nervo, ne ho solo un vaghissimo ricordo…

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:51

  13. Boh, no, oggi non ce ne sono più di vestiti e bottoni così…E condivido la tua impressione (bigio anche qui, ma non c’entra con la constatazione dell’odierno malgusto nel vestire)Quelli di tua mamma andrebbero riciclati e ri-indossati. :-**

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:54

  14. Angela, ho visto bellissimi gioielli fatti di bottoni! :-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 09:54

  15. Ho due grosse scatole di latta (quelle dei biscotti) piene zeppe di bottoni di ogni tipo e epoca. Le donne di casa mia da generazioni prima di eliminare un capo gli staccavano i bottoni che “potevano sempre venir bene”. Così tante volte io stacco i bottoni nuovi ma banalissimi dei miei golf, giacche ecc e li sostituisco con quelli. Ce ne sono di bellissimi!!!

    Commento di ZiaPaperina - 21 Novembre 2007 10:18

  16. Mia madre aveva, quando eravamo piccoli (ma forse ce l’ha ancora) una scatola piena di bottoni. Quando perdevamo quelli originali per partita accesa a pallone, rissa per figurine o semplici caduta a faccia in terra. Lei prendeva il bottone che può somigliava all’originale e ce lo attaccava… Peccato che quello che somigliava di più all’originale si notava tre chilometri di distanza che non era originale… Ti lascio immaginare le prese per il culo che facevano i miei amici con conseguenti risse e conseguenti perdite di bottoni… Alla fine avevo una camicia che non aveva niente da invidiare agli hippy… :)

    Commento di Lupo Sordo - 21 Novembre 2007 10:30

  17. Buongiorno Mitì, hai ragione, stamattina ho provato a pagare i caffè con dei bottoni ma volevano i soldi O__o

    Ciaoooooo =P

    Commento di Baol - 21 Novembre 2007 10:32

  18. ZiaPaperina, quello è un riciclo intelligente! ;-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:36

  19. Lupo, effettivamente è difficilissimo trovare bottoni uguali. Mille sfumature di blu/marrone/rosso, persino di nero. Anche quelli piccini di plastica bianca delle camicie da uomo son tutti diversi…Però le tue camicie avevano personalità! ;-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:37

  20. Baol, che materialisti…;-D

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:37

  21. Quelli del montgomery non si chiamano “alamari”?
    http://www.bottonificiomaffi.it/ita/product/alamari.htm

    Commento di AdRiX - 21 Novembre 2007 10:42

  22. da single, mi pregio segnalare l’idiomaticità acquisita dalla frase “non sa neanche attaccarsi un bottone” per indicare l’omo che dimostrasi incapace di attendere anche alle minime necessità domestiche. ;)

    Commento di paolo beneforti - 21 Novembre 2007 10:46

  23. Da single i bottoni me li attacco da solo, producendo quello che mamma chiamava “raviolo” di filo dietro il bottone stesso :-)

    Commento di AdRiX - 21 Novembre 2007 10:48

  24. Paolo, è l’equivalente della frase “non sa neanche cuocere un uovo” (rivolta solitamente da madri a figlie - secondo loro per via dell’uovo- single…
    ;-**

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:50

  25. Adrix, ma almeno così non si staccano! (raviolo però rende bene l’idea…;-D*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:51

  26. Non è stato veramente bambino chi non ha inghiottito un bottone ;)

    Commento di Elena - 21 Novembre 2007 10:53

  27. In ogni caso, attaccare bene un bottone è un’arte non facile. Sapessi quante male parole invio ai fabbricanti di camicie, giacche, cappotti e affini, che anche se firmati e carissimi hanno i bottoni attaccati a macchina e quindi NON fermati, sicché basta tirare un filino e zac, si staccan subito…:/

    Commento di Beppe - 21 Novembre 2007 10:54

  28. Adrix, sì (o “calamari”, dove diceva una prof di mia conoscenza..;-)). Ma credo (credo, eh?) che il termine si riferisca a tutto il sistema di chiusura (i due fermi laterali, il cordino e il “bottone” centrale). Controllerò sui miei sacri testi ;-)

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:57

  29. Elena, o se l’è infilato su per il naso…;-D

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 10:58

  30. Placida, andare da una sarta per metterli a posto (lei è decisamente più bassa e cicciottella di me, diciamo 2 taglie buone e 15 cm precisi) adesso non posso.
    A MI se vado da una sarta per 3 vestiti e qualche tailleur ci dò l’anticipo per un appartamento..
    :(

    però prima o poi lo farò, anche le stoffe erano molto belle.

    Commento di Boh/Orientalia4All - 21 Novembre 2007 11:13

  31. A Santarcangelo c’è il Museo del Bottone http://www.bottoni-museo.it/

    La scatola dei bottoni di mia sorella, quando faceva la sarta, era come lo scrigno dei tesori, per me bambina. Anche adesso, a dir la verità, mi piace “razzare” alla ricerca di qualche piccolo gioiello immergendo le mani nel mucchio dei bottoni variopinti

    Commento di Cristella - 21 Novembre 2007 11:20

  32. Boh, una volta aggiustati, ti staranno benissimo. Sì, le sarte sono carissime e rare, peccato, perché era una professione importante anche per l’economia familiare un tempo; “rinnovare” un vestito voleva dire risparmiare sull’0acquisto dei nuovi. Ma anche lì era un discorso di materiali; le stoffe erano robuste e ottime, facilmente rilavorabili. Oggi son straccetti usa e getta.

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 11:25

  33. Anche la mia mammina ha la scatola di latta piena di bottoni da riciclare, da piccola era la mia passione, alcuni hanno minimo 60 anni…molto più belli di quelli attuali.

    Commento di rosidue - 21 Novembre 2007 11:28

  34. io odio i pantaloni con i bottoni…..

    Commento di Luca - 21 Novembre 2007 11:45

  35. non è per attaccar bottone…ma i bottoni non sono il mio campo…quindi me ne starò qui,leggendovi,…piuttosto abbottonato…

    segnalo questo modo di dire…

    Sei come l’ultimo bottone della brachetta…….Nei pantaloni, l’ultimo bottone della brachetta, quello più in basso, veniva tenuto sempre abbottonato; per questo motivo veniva considerato poco utile e poco importante. Venivano paragonati a questo bottone gli uomini senza carattere e di poco conto.

    Commento di roger - 21 Novembre 2007 11:56

  36. Cristella, ce n’era uno anche dalle parti di Gornate Olona, un tempo…ma non ne ho più trovato traccia. :-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 12:26

  37. Rosidue, hai visto quelli della collezione che ho lincato su, sotto la mia firma? :-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 12:27

  38. Luca, dipende dal tipo di pantaloni…a me non spiacciono. :-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 12:28

  39. Quando ero piccola e mia mamma mi confezionava di sua mano colorati maglioncini, non mancavan mai i bottoni: allegri, simpatici, a volte con la forma d’animaletti, altre di fiori, altre volte eran lune e stelle.
    Quanto mi piacevano.
    I bottoni per me sono allegria. Un maglione chiuso con i bottoni è pratico: puoi lasciare aperti quelli che non servon, ci si sente più liberi. Le cerniere son così soffocanti.

    ps: prima o poi me la racconti anche la storia delle spille, vero? *_*

    Commento di Mareadiluce - 21 Novembre 2007 12:28

  40. Roger, quella dell’ultimo bottone non la sapevo :-)

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 12:28

  41. Mareadiluce, anche a me sono antipatiche le zip :-) Sì, la racconterò :-**

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 12:29

  42. e poi ,fra gli usi alternativi del bottone,c’è questo…

    http://nontantotempofa.com/frullino.htm

    viene meglio con un grosso bottone da cappotto….

    Commento di roger - 21 Novembre 2007 12:30

  43. ..e adesso fanno quei bottoncini piccini piccini che per abbottonarsi la camicia ci vorrebbero le mani di una coccinella!

    Commento di Andrea Opletal - 21 Novembre 2007 12:38

  44. ot.

    ho perso la tua mail.
    volevo ringraziarti (da tempo)
    ciao

    Commento di remo bassini - 21 Novembre 2007 12:54

  45. ah, sì, dimenticavo: coi bottoni si fanno anche le gare (meglio coi tappi a corona, però).
    citerei anche, e financo, la storia “Zio Paperone e il mercante di anime” (anni ‘60), ove Scrooge ricorda di quando nascondeva le monete dentro i bottoni, come “anime” dei medesimi.

    Commento di paolo beneforti - 21 Novembre 2007 12:57

  46. Mia nonna faceva la sarta e aveva una scatola piena di bottoni che erano uno dei miei giochi di bambina. ;-)***

    Commento di Princy60 - 21 Novembre 2007 13:12

  47. mia madre aveva una scatola piena di bottoni..io giocavo a classificarli per colore e dimensione..oppure formavo disegni sul tavolo utilizzando i bottoni…ancora oggi adoro le mercerie ( ne sono rimaste poche) con le loro passamanerie, nastri e bottoni , sopratutto quelli particolari o di madreperla dalle mille sfumature

    Commento di skip - 21 Novembre 2007 13:16

  48. Skip anche mia madre era una sarta e aveva una scatola piena di bottoni. Quando comprava qualcosa la prima cosa che faceva era cambiare i bottoni perchè non incontravano mai il suo gusto. Grazie per il ricordo…

    Commento di Krishel - 21 Novembre 2007 15:29

  49. Andrea, io ho le mani piccole, ma i microbottoncini mi innervosiscono lo stesso ;-)

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:48

  50. Remo, di cosa ringraziarmi? Ad ogni modo la mail è lassù a sinistra :-)*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:49

  51. Paolo, ce l’ho! :-)***

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:49

  52. Princy, coi bottoni si facevano giochi bellissimissimi :-)*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:50

  53. Skip, hai notato quanto siano sempre più rare le mercerie di quelle-che-diciamo-noi? :-*

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:51

  54. Krishel, aveva ragione, la tua mamma. Potessi lo farei anch’io. Ti abbraccio forte, bimbamia dolce! :-***

    Commento di Placida Signora - 21 Novembre 2007 15:52

  55. Mi avete fatto ricordare un paio di scarpe Superga (erano gli anni ‘80) a cui avevo attaccato credo almeno venti bottoni di ogni foggia, alcuni anche antichi provenienti della scatola dei bottoni della nonna sarta… ma soltanto a una scarpa, non a tutte e due. Chissà perché

    Commento di Odiamore - 21 Novembre 2007 16:45

  56. Altro che zip anonime cara Mitì! Ho per vicino un direttore della RIRI, la famosa fabbrica di cerniere, bene, sembra che ci siano dei clienti che si fanno relizzare delle zip d’oro massiccio. Addirittura ci raccontava che, alcune persone (vorrei conoscerle), si fanno creare degli stampi con disegni esclusivi solo per una o due cerniere, che costano la bellezza (lo stampo non la cerniera) di ventimila euro! stampo che poi rimane di proprietà della ditta, o viene distrutto. Inutile dire che questi “clienti” provengono da paesi come Dubai, Russia ecc.

    Comunque anch’io ho una gran nostalgia delle mercerie di una volta con tutti quei cassettini misteriosi e quell’aria di creatività che vi regnava. Quando mi capiterà di passare per Rovereto non mancherò di visitare quella segnalata da Angela.

    Ciao

    Commento di Rosy - 21 Novembre 2007 16:52

  57. Non sapevo facessero parte anche della dote delle fanciulle. Alcuni bottoni sono davvero belli…
    Sarei curiosa di sapere se anche nei paesi orientali il loro uso era così diffuso.
    Buona giornata Mitì :-)

    Commento di Anna - 21 Novembre 2007 16:55

  58. Pumellu e gassetta, pumellu e gassetta.
    Non sono impazzita , è una frase che ha fatto epoca, la diceva G. Govi in una sua commedia in dialetto genovese. Ciao a tutti. Tittieco.

    Commento di tittieco - 21 Novembre 2007 19:11

  59. mi ricordo le mercerie che vendevano le finte piume di struzzo,i bottoni gioiello, i colletti ricamati, i polsini fru fru e le passamanerie, nastri, le matassine sfumate da ricamo, fiocchi…ancor oggi mi ci incanto..
    *__*

    Commento di skip - 21 Novembre 2007 21:10

  60. mi permetto di consigliare la visita a /www.ilbottoneitaliano.it
    gianni

    Commento di gianni - 2 Marzo 2008 17:50

  61. Che meraviglia, Gianni, grazie! E’ la tua collezione vero?

    Commento di Placida Signora - 2 Marzo 2008 18:01

  62. trovo il testo sulla storia del bottone
    molto pregevole per la sintesi che comprende le principali tappe nell’evoluzione del “nostro”,però bisogna coreggere due termini:no JAISS ma JAIS o JET o GIAIETTO.e neppure galattite…,ma GALALITE !

    Commento di leda siliprandi - 5 Aprile 2008 19:17

  63. rileggendo il mio messaggio ho visto che nel fare la prof ho fatto anch’io un errore di ortografia…Vergogna!

    leda

    Commento di leda siliprandi - 22 Maggio 2008 23:03

  64. Leda, capita a tutti…;-**

    Commento di Placida Signora - 22 Maggio 2008 23:53

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