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Giochi di ieri

di Placida Signora - 17 Novembre 2007

Queste belle fotografie dell’archivio Gettyimages pubblicate da Repubblica.it risvegliano ricordi in bianco e nero di giochi d’infanzia.

Tanti mi sono estremamente familiari; le tante sederate prese al parco del Valentino   cadendo dai pattini (foto 2), sulle discesine attorno la Fontana delle Stagioni

E poi le bambole coi servizi da tè (foto 10), il Meccano (foto 22), cavalluccio (foto 13), l’hulahop (foto 1), Campana (foto 7) e pallamuro (foto 13), lanciata a ripetizione recitando filastrocche surreali.

Questo invece (foto 25) non so che sia… Una specie di Campana? 

Di girandole (foto 3)  ne ho ancora una, piantata in un vaso di gardenie sul terrazzo.

Guardando quei giochi e tanti altri  non lì presenti, e confrontandoli con quelli di oggi, mi accorgo di quanto fossero semplici ed essenziali, un poco rozzi, senza tanti orpelli e meccanismi e colori e forme precise, imperfetti nella struttura…

Ma l’ingrediente che li rendeva speciali , facendoci concentrare su di loro per ore e ore, senza passare da uno all’altro, era la nostra Fantasia.

E voi li ricordate i vostri giochi?

***
Di questo post, la cosa più bella - come sempre qui accade, sono i commenti.
Articolati, pertinenti, brillanti, divertenti e interessantissimi.
Non li riporto su, perché molti causa lunghezza dovrei spezzarli e sarebbe un delitto:
perciò li segnalo così.

Alberto # 

LupoSordo   #

GigiMassi  # 

Caravaggio #

MissPansy  #  #

Roger  #  #

Rosidue  #

Beppe  #

PaoloBeneforti  #

Invernomuto #

Regi  #

Cristella  #  #

Anna  #

Chamfort  #

Blimunda  #

Princy  #

S.B.  #

Skip  #

Rosy  #

Luca  #

Violacciocca  #

Cat  #

Magica  #

Imma  #

61 Commenti »

  1. Io giocavo solo a pallone e a buttarmi le castagne e le pietre, fortunatamente sono cresciuto in mezzo la strada e quando vedo queste città senza bambini che scorazzano in mezzo alle vie mi viene una tristezza…

    Commento di Lupo Sordo - 17 Novembre 2007 01:04

  2. Indiani e cowboy nei torrenti, corse in bicicletta (ho ancora i segni delle cadute), tiro con l’arco (fatto di legno di olmo), fionde (forcelle di rami di nocciolo), cerbottane (fatte con le canne), barattoli fatti partire come razzi verso il cielo con l’esplosione di carburo di calcio (veniva adoperato nelle lampade ad acetilene), petardi fatti col clorato di potassio (erano pastiglie per il mal di gola), altalene, e poi modelli di navi ed aerei (mio padre faceva il falegname), anche il traforo, naturalmente le palline, le figurine, la slitta, anche sull’erba, il carrettino con le ruote di cuscinetti a sfera… potrei continuare.

    Commento di Alberto - 17 Novembre 2007 02:00

  3. la cerbottana con le palline di stucco…ma non era propriamente un gioco pacifico :)

    Commento di Gigi Massi - 17 Novembre 2007 06:00

  4. e si decisamente alimentavano la fantasia unuta alla manualità buona giornata

    Commento di caravaggio - 17 Novembre 2007 08:27

  5. A parte i giochi classici e pacifici che facevamo all’asilo come giocare alla famigliola felice (e ci tiravamo anche i maschietti dentro che puntualmente facevano storie!), oppure fare la campana con i copertoni delle macchine, quando ho cambiato casa, dal centro del paese alla “semicampagna”, ho scoperto le piste nel terreno per le macchinine, quelle per le biglie (conservo ancora la mia collezione di biglie vinte ai flipper estivi!), la campana fatta con i gessetti e poi via di fantasia .
    Addirittura un paio di volte quando non avevo il permesso per scendere giù nel cortile, venivano i miei amici sotto il balcone della cucina: io calavo loro un “panariello” (un cestino calato con lo spago) e loro scavavano nel terreno della villetta disabitata li vicino e mi portavano le pietre da esaminare . Non so quante volte abbiamo immaginato di essere esploratori ed archeologi :))

    Poi c’è la mitica casa sull’albero fatta con materiali di scarto eheheh

    Commento di MissPansy - 17 Novembre 2007 08:47

  6. BUONGIORNO…E TRE OVA…

    essendo nato in campagna..i miei giochi erano abbondantemente scenografici..tanto scenografici che…quando terminavamo di di costruire l’ambientazione…era tardi …e tempo per giocare ne rimaneva poco…
    per esempio …. non era concepibile iniziare a giocare ad indiani e cow boy senza aver costruito almeno la tenda degli indiani…oppure il forte dei soldati…cosa che facevamo di solito utilizzando le canne dell argine di un vicino torrente…
    poi mi ricordo le interminabili…duravano interi pomeriggi ,o mattinate…partite di pallone…che di solito terminavano con punteggi da basket…o quando le mamme preoccupate per non vederci tornare ci cercavano…oppure stufe di di rammendar pantaloni..e di medicar stinchi e ginocchi sbucciati ,oppure di comprar scarpe che duravano si e no una settimana…facevano sentire la loro autorità,decimando così le squadre..

    poi c’è …come dice MissPansy…”mitica casa sull’albero”…che pure io con i miei compagni avevamo costruito..su un olivo secco…e che abusivamente occupata da una famiglia di calabroni..finì….purtroppo….bruciata nel tentativo di sfratto degli stessi..sic..

    e poi ci sarebbero tantissimi altri giochi che ci inventavamo li per li..come l’ olimpiadi delle rane..
    ognuno catturava il suo “atleta” nel torrente…poi….gli veniva legato un sottile e lungo spago ad una zampetta..e predisposto il campo…organizzavamo gare di salto in lungo..naturalmente ..finito di giocare rimettevamo gli “atleti” in libertà…

    oppure ci improvvisavamo armatori…ognuno costruiva la sua barca..e organizzavamo la nostra Coppa America…su un tratto del torrente

    e poi…..poi basta…che me ne vengono in mente troppe… :))

    qui metto il link ad un sito con molte cose,giochi,musica,libri, giornalini….di un età lontana ma felice..

    http://www.claudiocostantini.it/ricordi/index.asp?index=Cose1

    ci sono molte foto…vale la pena farci un giro..

    Commento di roger - 17 Novembre 2007 09:49

  7. Saltavo la corda per ore, camminando o sul posto come i pugili, a rifarlo oggi schiatterei. I pattini a rotelle, che dovevi stringerli alla punta delle scarpe al massimo e puntualmente si sfilavano e cadevi.
    Un gioco di abilità con 5 sassolini,uno lo lanciavi e ne prendevi uno, poi due e cosi via, ero brava e avevo i miei sassolini personali…
    Mi regalarono il traforo, traforavo a ripetizione, candela per lubrificare, montagne di seghetti spezzati e fogli di compensato,zigzigzigzig….

    Ho una mia foto con la carrozzina delle bambole di latta, meravigliosa…

    Forse eravamo sempliciotti ma liberi di giocare per strada.

    Commento di rosidue - 17 Novembre 2007 09:53

  8. Tutto era una gara continua con gli amichetti: bici,biglie, pallone, tirasegno sulle lattine in campagna, col fucilino a aria compressa. In casa - avevo sempre la casa piena di amichetti e cugini, mia madre è sempre stata molto ospitale - gare di meccano e lego a chi finiva prima un determinato oggetto. gare a Scarabeo, dama e scacchi. Se andavamo alle festicciole, facevamo persino gare di ballo o di gioco della sedia. La cosa strana è che nessuno di noi è cresciuto competitivo, nessuno soffriva per le sconfitte, mai. Abbiamo solo imparato la correttezza, il sapere stare alle regole, aiutare chi era più debole (noi dicevamo scarso ;) e a collaborare costruttivamente insieme.

    Commento di Beppe - 17 Novembre 2007 10:09

  9. la Rùzzola era un gioco consistente nel lanciarsi un bastone colpendolo con un altro bastone - tipo cricket - per non farlo prendere all’avversario.
    i “Cerchi” (non ricordo il nome preciso) er a il lanciarsi un cerchio fatto di rami intrecciati prendendolo e lanciandolo con due bastoni dritti.
    eppoi figurine contro il muro, palline sulle piste di sabbia, Palla Avvelenata, Nascondino.
    le molte varianti del gioco del Calcio: ad una porta sola, a porte piccole e senza portiere, a “scartino” (1 contro 1), 2 contro 2, ai calci d’angolo…
    il tennis trasformato in pelota da strada: una riga lungo un muro e un rettangolo di gesso sull’asfalto.
    Subbuteo, Risiko, Monopoli, Mercante in fiera, Se-lo-sai-rispondi (o anche “Chissà chi lo sa”)
    pistole di plastica coi “fulminanti”, cerbottane fatte con tubi di scarto, fionde di legno e camere d’aria, poi pistole e fucili ad aria compressa, anche.
    arrampicate sugli alberi.
    soldatini, biglie di vetro, corse con i tappi a corona.

    Commento di paolo beneforti - 17 Novembre 2007 10:16

  10. Lupo, se scorrazzassero oggi per le strade della nostra città, sarebbe una continua strage degli innocenti…;-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:18

  11. Alberto, gloriose cicatrici da cadute in bici le ho anch’io ;-D

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:19

  12. Gigi, e chi bersagliavi? ;-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:20

  13. Caravaggio, vero, c’era anche moltissima manualità! Buon sabato :-**

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:21

  14. Roger, avendo passato l’infanzia con un fratello e 3 cugini maschi, ricordo anch’io quelle partite di pallone “che di solito terminavano con punteggi da basket” ;-D
    Mi sono commossa vedendo il Geloso! Sai che ce l’ho ancora, in campagna? Ma non credo funzioni più.

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:24

  15. Rosidue, sembra incredibile quell’energia continua che avevamo, e la capacità di prender sberle per terra con cadute rovinose, e ritirarsi subito su…Eravamo fatti proprio di gomma. :-)*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:25

  16. Beppe, hai detto una cosa sacrosanta. Il gioco collettivo insegnava moltissimo le regole del comportamento. Erano competizioni buone; certo chi perdeva teneva un po’ il muso (10 minuti), ma non ne faceva una tragedia da psicanalista. Credo dipendesse solo dall’atteggiamento delle mamme nei nostri confronti riguardo il gioco con gli amichetti; molto poco iperprotettive.

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:29

  17. Paolo, la Ruzzola sarà parente della Lippa a cui giocavo io? :-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 10:31

  18. Pla….il Geloso l’ho avuto anch’io …quello a bobine…la versione successiva alla prima …quello più squadrato….non sò cosa darei per riaverlo…non solo per l’oggetto…ma per le bobine dove mi divertivo ad incidere,non solo la musica, maanche la voce dei miei nonni,dei miei amici di allora,e di tante altre persone della mia infanzia…

    Commento di roger - 17 Novembre 2007 10:37

  19. La cerbottana di Gigi Massi veniva prodotta anche in versione tascabile: tubino della penna Bic e gomma da masticare…
    Ehm… =)

    Commento di InvernoMuto - 17 Novembre 2007 10:57

  20. che spettacolo

    Commento di antonio - 17 Novembre 2007 11:00

  21. Invernomuto, anche gli angolini di carta strappati dalle pagine dei quaderni e masticati a lungo funzionavano benissimo…;-D

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 11:07

  22. Antonio, vero? in questo blog i commentatori sono meravigliosi! :-)

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 11:08

  23. Il primo gioco di cui ho memoria è una cucinetta di latta completa di cappa che stringo con forza a me in una foto in bianco e nero. Ero così piccola da sembrare uno gnomo. Poi ricordo una bambola con i dentini e i capelli verdi, e un bambolotto completo di vasca da bagno. Ma il top era un servizio da tè di ceramica col carrello per servirlo in legno dipinto di azzurro e oro. A casa mia solo giochi da femmine, per tre femmine, comunque mia sorella era campionessa di campana, che ha continuato a giocare strenuamente fino ai tredici anni.

    Commento di regi - 17 Novembre 2007 11:19

  24. Regi, complimenti alla sorella! Campana mi divertiva moltissimo. E mi hai fatto ricordare la mia cucinetta di latta; bianca, smaltata, coi fuochi e tanti sportelli. Più che miniatura di cucina a gas credo fosse un runfò, “stufa economica” (aveva il tubo!) :-)

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 11:29

  25. Roger, ho ancora le bobine, registrate esattamente come le tue. E così i filmini…Solo che il tempo e il calore (erano in un armadio a muro attaccato a una canna fumaria un dì andata a fuoco) li ha rovinati temo per sempre. Però li conservo lo stesso…

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 11:41

  26. Giocavamo a settimana, a bandiera, a strega comanda color…, ai quattro cantoni. “Facciamo che io ero”: con questa formula si apriva un negozio dove vendevamo le carote rubate nell’orto del papà della mia amica (che poi ce le mangiavamo noi due)e le foglie della siepe (facendo finta che fossero qualsiasi cosa). Son passati più di quarant’anni!

    Commento di Cristella - 17 Novembre 2007 12:27

  27. Alternavo giochi come: pallamuro, campana, bambolotti e bambole per “giocare alle signore”, palla avvelenata (ricordo il nome ma non il gioco), a quelli più maschili (con mio fratello e gli amici). Nel gioco del calcio, per lo più mi assegnavano il ruolo del portiere… finché non piantavo una di quelle grane “tipicamente femminili”, per cui o giocavo regolarmente o arrivavo al compromesso dell’alternanza… Altro gioco era quello con le biglie di vetro e anche lì erano lotte quando si arrivava in zona “buca”…
    E poi il gioco del tris, i quattro cantoni, il salto della corda…
    Ciao Mitì, buon fine settimana :-)

    Commento di Anna - 17 Novembre 2007 12:36

  28. Con 6 fratelli in casa, equamente distribuiti fra maschi e femmine, puoi avere un’idea del quantitativo di giochi!!
    Tutti quelli che sono stati citati da te e nei commenti; aggiungo quelli che facevamo in casa, evitando di fare un casino incredibile e tutelando così la salute psicofisica di mamma e papà.
    Le bamboline di carta che il sorellume ritagliava indefessamente, il “teatro”, un piccolo palcoscenico di legno coi tendoni di velluto e le marionette (era già gioco di mamma), Mercante in fiera, tombolate infinite (e giochi dell’oca e affini). E poi i plastici modellini (ricordo un enorme castello a cui abbiamo lavorato tutti), la pista automobil, il gioco del vocabolario, divisi in squadre, leggere la definizione di una parola e indovinarla, la gara dei biscotti, una piccola teglia a testa, giudici i genitori, martire la Carolina nostra colf fissa, che doveva poi riordinare la cucina. Ma ci faceva giocare a “rimettere a posto” ;OD.

    Commento di Chamfort - 17 Novembre 2007 12:39

  29. Splendide quelle foto. Per quanto riguarda i miei giochi, eccoli qui!

    Commento di Blimunda - 17 Novembre 2007 12:49

  30. Quando mi regalavano una bambola, con l’imballaggio fabbricavo la casetta per lei. Avere un servizio da caffè in porcellana, non in plastica, era segno di grande distinzione.Io, a 7 anni, ne distrussi uno, lanciandolo contro un bambino che mi fece una proposta matrimoniale non gradita. ;-)***

    Commento di Princy60 - 17 Novembre 2007 13:08

  31. qui un sito interessate sui giochi e giocattoli che ci costruivamo allora..

    http://www.funsci.com/fun3_it/giochi/giochi.htm#0

    che invenzioni….. :)))))

    Commento di roger - 17 Novembre 2007 13:17

  32. Che belle queste foto !! Quanti bei ricordi.. su tutti i miei giochi ricordo soprattutto indiani contro cow boys nei campi intorno a casa mia (ora non c’è un metro quadro che non sia cementificato) e la costruzione dei “carrettini” con i quali ci lanciavamo in corse folli.
    Ma la cosa che più mi sorprende, a pensarci adesso, è che stavamo fuori per pomeriggi interi, da soli, praticamente per strada, senza che ci fosse l’idea che fossimo in pericolo. Sono cambiati i tempi od è cambiata la nostra percezione della realtà ?

    Commento di S.B. - 17 Novembre 2007 13:28

  33. quando d’estate ritrovavo i miei numerosi cugini nella casa dei nonni cui si associavano tantissimi amici, giocavo sempre , sia al mare (stando a mollo per almeno 2 ore o sugli scogli in cerca di conchiglie e scavando per ore nella sabbia per costruire castelli e vulcani)sia in cortile e in giardino…iniziavamo a giocare dalle 15 finchè non faceva buio…a nascondino, palla avvelenata, campana, la famiglia( e costruivamo tende e capanne con asciugamani e tovaglie)…il tutto intervallato da giri in bicicletta ( contesa perchè ne avevamo solo 2 ed eravamo in tanti)…fino a 15- 16 anni abbiamo fatto tornei interminabili di ping pong e grand prix nel terreno con le biglie ( io ero lella lombardi e perdevo sempre!), o giocavamo negli aranceti a guardie e ladri ,organizzavamo corse clandestine di lumache o cercavamo insetti che poi allevavavmo in casa, con somma disperazione delle nostre mamme …
    dall’8 dicembre ( in cui si preparava albero e presepe) iniziavamo a giocare a tombola e a “piattino” …che megatombolate e che risate…
    poi più tardi tante serate trascorse a giocare a monopoli e a carte ( a volte anche solo noi, cioè io , i miei genitori e fratelli)…il gioco era l’occasione per stare insieme, parlare e divertirsi…non c’era competizione nè paura di farsi male ( costante fissa le ginocchia sbucciate dipinte col mercuro cromo)…qualche battibecco organizzativo ma mai rancori…il gioco ci univa e siamo cresciuti giocando

    Commento di skip - 17 Novembre 2007 13:56

  34. Si, sempre fuori per le stradine e i vicoli del paese fino a sera poi, quando ormai era buio e le mamme si erano sgolate a chiamarci, mi ricordo il rientro a casa, a piccoli passi, con aria colpevole e una gran fatica a stare ferma dopo tutto quel correre.
    Alla lippa io giocavo con mio fratello e i suoi amici e una volta, me la sono presa in un occhio; nonostante il dolore, non dissi niente alla mamma ma, nei giorni seguenti, non potei certo nascordere il gonfiore e i colori arcobaleno della botta!
    Con i maschi giocavamo anche a Tarzan, Zorro, ecc. con grandi schiamazzi, ma gli adulti erano più tolleranti di adesso…

    Commento di Rosy - 17 Novembre 2007 14:06

  35. Mi ero dimenticata una cosa: le fotografie sono davvero belle! Nel frattempo, ho trovato la testimonianza sui “giochi pugnaci” del mio concittadino più noto: Federico Fellini. La copioincollo e, da Rimini, saluto Placida e il club dei Placidicommentatori.

    “Titta, già corpulento, era Aiace Oileo, Mario Montanari Enea, Luigino Dolci ‘il domatore di cavalli Ettore’ e Stacchiotti, il più anziano di tutti perché aveva ripetuto ogni classe tre volte, era ‘il piè veloce Achille’.
    Il pomeriggio si andava in una piazzetta a ripetere tra noi la guerra di Troia, lo scontro fra i troiani e gli achei. Andavamo, appunto, a ‘fare la pugna’. Portavamo i libri legati alla cinghia, come si usava, e, brandendo i libri, ce li scaricavamo addosso, mescolando colpi di libri e cinghiate.”

    Commento di Cristella - 17 Novembre 2007 14:40

  36. trascrivo qui il mio commento lasciato nel blog di Blimunda tale e quale per non fare differenze:)

    io son cresciuto in campagna….caccia alle lucertole…arrampicature su alberi.. e soprattutto incursioni segrete nella grotta di Castiglione, se ci beccavano sai che mazzo… e poi pompieri..abbiamo incendiato alcune fasce con mazzo relativo,, ma poi cannette non ditemi che non avete mai giocato a cannette…cannette a morire interi pomeriggi a cannette…insomma la Cerbottana! si recuperava dalla spazzattura o dal lampadario della nonna il tubo in ottone e poi con striscie di carta de l’intrepido o del monello (la miglior carta per le munizioni) si facevano questi coni da inserire e soffiando si colpiva l’avversario..all’inzio era un canna sola poi ci siamo ingegnati e certe paghette sono finite tutte da quello che vendeva lampadari.. costruendo delle armi sovraposte o adirittura 4/5 tubi in linea in modo da avere sempre munizioni in canna…a Castiglione se ne parla ancora ora di quelle epiche battaglie 30/40 ragazzin per il paese che si sparavano da ogni angolo…e poi lancia rossa ma solo nel brevissimo periodo del catechismo… e poi la bici da cross nel campetto preparato ad arte.. e tu vaglielo a spiegare ai nostri figli… figli di psp xbox e ipod… anche allora c’erano gli obesi ma era uno su 500 e di solito era simpatico adesso sono di più e pure rompicoglioni

    Commento di Luca - 17 Novembre 2007 14:45

  37. Mi avete fatto ricordare quando andavo a casa dei nonni e li non avevo quel paio di bambole che erano a casa . E allora quando lo stendino (quello grande di ferro o plastica) non era occupato me lo portavo in una stanza e lo aprivo . Poi requisivo tutti gli strofinacci della cucina e creavo la mia casetta . Ero capace di stare ore così li dentro a farmi la mia vita…

    Commento di MissPansy - 17 Novembre 2007 15:02

  38. Cristella, non star lì a far troppi conti eh? Era solo ieri! ;-D

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 15:57

  39. Anna, sono infallibili quelle grane tipicamente femminili ;-DD

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 15:58

  40. Chamfort, praticamente con voi 6 era come avere un collegio in casa…;-***

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 15:58

  41. Blimunda, vero che avevi fatto un post simile! Col materiale di tutti e due, ci esce un’enciclopedia del gioco! :-**

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 15:59

  42. Princy, dovresti proprio raccontarcela la storia di quel bambino e di quel servizio da te…;-D***

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:00

  43. SB, è cambiato tutto…ma proprio tutto. E forse troopo in fretta (in fondo parliamo mica di secoli fa néh?) ;-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:01

  44. Skip, il mare poi è un terreno meraviglioso per i giochi…:-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:02

  45. Rosy, erano più tolleranti, secondo me, per due motivi precisi. Erano adulti e basta, nel senso che lavoravano ma erano meno sotto pressione. Quindi meno stanchi e stressati. E poi, cosa secondo me fondamentale, erano più giovani; la forza di sopportazione che hai come genitore a 20/30 anni ( i nonni di allora ne avevano 40/50, l’età dei neogenitori di oggi), la perdi con gli anni…

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:05

  46. Cristella, che bello quel pezzo felliniano, grazie!

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:06

  47. Luca, quel che è giusto è giusto ;-*

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:06

  48. MissPansy, se ci pensi erano ore passate a non star fermi mai, né con la mente né con le mani né con la voce. Ora tanti bimbi stanno fermi per ore immobili davanti alla tv o similaria…

    Commento di Placida Signora - 17 Novembre 2007 16:08

  49. Manifesto sui diritti naturali di bimbe e bimbi

    Il diritto all’ozio

    * a vivere momenti di tempo non programmati dagli adulti.

    Il diritto all’uso delle mani

    * a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco.

    Il diritto agli odori

    * a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura.

    Il diritto al dialogo

    * ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare.

    Il diritto a sporcarsi

    * a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti.

    Il diritto ad un buon inizio

    * a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura.

    Il diritto alla strada

    * a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade.

    Il diritto al selvaggio

    *

    a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi.

    Il diritto al silenzio

    * ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua.

    Il diritto alle sfumature

    * a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte la luna e le stelle.

    la cosa più importante nella vita è vedere con gli occhi di un bambino”
    Einstein

    Commento di roger - 17 Novembre 2007 16:47

  50. Placida ti saluto …buon fine settimana..e grazie per il bel post che hai fatto…oggi sono tornato un pò bambino…GRAZIE..

    e per ringraziarti metto una filastrocca che sapevo da piccolo…ma che non ricordavo tutta..ma che ho ritrovato..

    Filastrocca scaccia pensieri

    La filastrocca scaccia pensieri
    parla di oggi e parla di ieri,
    parla del tempo che passa veloce
    parla del fiume che corre alla foce
    viene la sera e viene il giorno
    il tempo vissuto non ha ritorno
    la settimana è presto passata e la domenica è già arrivata
    Passano i mesi
    cambia stagione
    cadon le foglie
    occorre il maglione
    Passano i mesi
    il freddo è finito
    l’albero spoglio
    è già rifiorito.
    L’anno che passa non ha importanza
    se tu lo vivi con la speranza
    di preparae un mondo migliore
    dove la gente ragioni col CUORE.

    CIAO…

    Commento di roger - 17 Novembre 2007 16:57

  51. Si giocava a campana, a mamme e figli, a corda (arancio, pera, limone…)
    Eppure ricordo i miei nonni che dicevano: “Ah questi bambini di oggi come sono viziati, tutti questi giocattoli! Noi non avevamo niente e ci divertivamo di più.” Chissà che non abbiano il coraggio di dirlo, un giorno, anche i supertecnologici e annoiati bambini di oggi ai loro figli?

    Commento di violacciocca - 17 Novembre 2007 19:18

  52. oggi i bambini faticano a giocare insieme,o meglio imparano più tardi rispetto a noi a confrontarsi e per lo più non sanno cosa sia il gioco spontaneo.La vita è un po’ cambiata: non si posssono lasciare i bambini nei cortili nè tanto meno per strada…i nostri genitori non ci mettevano su un piedistallo, ci lasciavano fare esperienze, non si intromettevano nei nostri giochi, ci vigilavano a distanza…e poi c’erano più occasioni di confronto con i nonni, gli zii, i cugini, i vicini di casa…noi eravamo i bambini del paese,giravamo per strada e tutti ci conoscevano e “ci prendevano in carico”, nel senso che vigilavano su di noi, intervenivano se c’era un pericolo o combinavamo una marachella troppo grossa.Oggi sono cambiate le relazioni sociali in famiglia e fuori

    Commento di skip - 17 Novembre 2007 20:16

  53. Come è vero che oggi i bambini non hanno più spazi dove poter scorrazzare tranquilli, dal condominio ci è arrivata la lettera che ci “invita” a rastrellare la ghiaia dopo che i bambini hanno giocato! e dagli stessi genitori dei miei compagni di giochi di cortile!
    in cortile da noi si giocava tantissimo a nascondino, a strega comanda color, a scalòn (campana)all’elastico, ma solo quando le bambine ci imploravano! e di nascosto dagli altri maschi. Ti assicuro che i miei bambini, pur essendo fanatici del game boy, non disprezzano affato giocare ai classici giochi di strada, anzi si divertono un mondo e si fanno quattro sganassate se ci giochiamo anche noi. Una cosa divertente: giocare a rincorresri dicendo “ce l’hai” a bolzano si dice giocare a “darsela”, ciao mitì, cat

    Commento di cat - 17 Novembre 2007 21:52

  54. Che meraviglia questo post !!! Forse il più bello che abbia mai letto..e non esagero . Dunque, il mio contributo va per : Gioco dell´Oca; Monopoli ( o monopolio ?);come oggetto il mobiletto da cucina tutto in legno, armadio sotto e scaffali sopra, perfetto, fatto da mio padre che fabbricava cosette per hobby; poi i girini vivi nei vasetti (poveracci!!!) e il baco da seta, anzi più d´uno.Oltre tutto mi divertivo a seminare e veder crescere le portulacche nel giardino dei nonni.Smetto…Ma il Geloso, a nastri, con i tasti colorati ce l´ho ancora !!!!!!Chiaro che NON funziona.Ora mi viene in mente anche Selezione dello Scolaro …non ne perdevo una.

    Commento di MAGICA - 18 Novembre 2007 00:47

  55. quello che era un gioco, mi ha portato a quella che sono: avevo trasformato le scale antiincendio di casa mia in un hotel-ristorante, dove ovviamente io ne ero la cuoca!!!!
    Poi con la cuginette ci siamo inventate una specie di tennis-ping pong, usando lattine di coca cola come palline e racchette i legno fatte artigianalmente rubando il “ventaglio” per accendere i carboni sulla griglia delel nostre mamme.
    E poi… pallavolo in mezzo alla strada (all”epoca non erano poi tante le macchien che passavano) o imitavamo tutti i personaggi del cartone animanto Goldrake (lo ricordate?) infilandoci in scatoloni di carta…
    come si fanno a dimenticare certe cose? soprattutto qundo tristemente i bambini di oggi stanno davanti a video e tv? poverini loro e felici noi di un tempo!

    Commento di Imma - 18 Novembre 2007 02:39

  56. Dai nonni, in campagna, c’era l’Eden. E tutto il proibito possibile.
    Compreso quando, assieme ad un cugino, tentammo di fare l’esperimento di Attilio Regolo infilando la vicina di casa in una botte, lasciata in cima ad una discesa, e farla rotolare giu’.
    Oppure quando di venivano a recuperare sulle scale del fienile perche’ dovevamo andare a vedere cosa ci fosse lassu’.
    Altri giochi erano Regina reginella, rialzo, ce l’hai e strega tocca color
    A scuola, nell’intervallo, facevamo strani giochi tipo “le femmine prendono i maschi”.
    Quando eravamo dagli scout c’erano sparviero, bandiera genovese e scalpo ossia prendere il fazzolettone, infilato nella parte posteriore della cintura, utilizzando un braccio solo.

    Commento di Annarella - 18 Novembre 2007 13:25

  57. Ai pirati, con la spada (uno stecco) e al giro d’Italia, con i tappini delle bibita, sui quali, assieme ai compagni, avevamo appiccicato le faccine dei corridori, ritagliate dalla gazzetta dello sport.

    Commento di bruno carioli - 18 Novembre 2007 19:45

  58. Si giocava a guardie e ladri, a palla muro (soltanto noi bambine) a campana dove nella mia citta’ natale che è Genova di dice a pampam. Ciao a tutti. Tittieco.

    Commento di tittieco - 18 Novembre 2007 21:05

  59. Che BELLISSIMO POST MITI’,non voglio perdermelo anche se sono in ritaro, da bambina insieme a mia sorella, cuginette e amichette varie, quando ci regalavano una nuova bambola la battezzavamo, e giustamente, si litigava per chi doveva essere la madrina, e poi con le 5 lire o 10 lire di allora, andavamo dal “nonnetto” a comperare i pesciolini di liquirizia, il castagnaccio,e le mentine per fare il rinfresco.E comunque ero un po’ maschiaccia, giocavo a pallone con i maschi e anche a guerra, loro non mi volevano, ma io gli tiravo i sassi e giocavo lo stesso, alla fine si arrendevano e mi lasciavano partecipare, qualcuno di loro mi capita di incontrarlo, non manca mai di ricordarmelo.D’estate quando andavo al paese dai nonni,c’erano gli altri cuginetti, e li’, le pazze scorribande in due su una bicilcletta…a volte anche in tre su una strada frequentata da macchine, fino a che, qualcuno non ha fatto la spia… e le hanno chiuse a chiave, ma non ci siamo arresi, avevamo i pattini a rotelle, e tornavamo a casa sempre con i gomiti e le ginocchia sbucciate, una volta mentre ero sui pattini ho preso in braccio mia sorella, ci siamo schiantate a terra tutte e due, con il sedere livido e dolorante,anche lei ogni tanto me lo ricorda.;@)))

    Commento di mimosa fiorita - 19 Novembre 2007 08:51

  60. Eh si, hai ragione! Era praticamente l’altroieri ! ;-)

    Commento di S.B. - 19 Novembre 2007 16:49

  61. Non so se qualcuno l’ha già detto: io giocavo ad elastico e a mondo (quello che si disegnavano i quadrati con il mattone, si buttava il sasso e si saltellava per andare a prenderlo). In effetti da bimba saltellavo parecchio ;)

    Commento di Elena - 21 Novembre 2007 11:21

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