Da una biglia nacque la biro
Era l’estate del 1936 quando il trentasettenne pittore Ladislao Biro, osservando dei bambini giocare a biglie sulla spiaggia, vedendo le sferette di vetro lasciare tracce nitide e precise al loro passaggio sulla sabbia, fu colpito da una folgorazione: inventare una penna che sostituisse la stilografica.
Nel 1938 ottenne il brevetto della prima “biro”, detta anche penna a sfera.
Nel ’40 si recò in Francia alla ricerca di finanziatori, e dopo averli trovati lo stesso anno salpò per l’Argentina, allora terra piena di promesse; qui perfezionò la sua rivoluzionaria invenzione con l’aiuto del fratello Georg, chimico, che inventò un inchiostro pastoso e a veloce essiccamento a base d’olio; quindi iniziò a produrla in proprio.
Ma non intendendosi di amministrazione contabile, il risultato fu disastroso e la ditta fallì.
Deluso e arrabbiato, nel 1944 Ladislao vendette per una cifra irrisoria il brevetto ad uno dei suoi finanziatori francesi.
Col ricavato comprò una piccola fattoria, deciso stavolta a mettersi a fare l’allevatore; ma dato che non aveva la minima esperienza di bovini, l’impresa si rivelò nuovamente un fallimento.
Trascorse anni di piena miseria e oberato dai debiti; nel Sessanta, venne assunto con un piccolo incarico dalla Commissione Nazionale Argentina per l’Energia Atomica.
Morì in assoluta povertà a 86 anni, il 25 ottobre del 1985, a Buenos Ayres.
Le prime penne biro arrivarono in Italia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale; erano carissime, e soprattutto vennero immediatamente contestate dai maestri e professori della scuola i quali imponevano agli studenti l’uso del pennino e dell’inchiostro o della stilografica perché, e forse non avevano tutti i torti, dichiaravano che con quelli i ragazzi avrebbero avuto una migliore grafia.
Effettivamente io, senza essere affatto centenaria, ricordo bene che sino alle mie scuole elementari l’utilizzo delle biro era ferocemente proibito in classe.
Ma anche tutta la burocrazia italiana contestò le penne a sfera, dichiarandole strumento diabolico: sino al 1960 era assolutamente vietato usarle negli uffici pubblici e alle Poste , per compilare documenti e certificati di qualunque tipo o stendere scritti di esami statali.
Altre nemiche feroci della biro furono le banche: le ultime in assoluto a voler riconoscere gli assegni firmati con la penna a sfera.
E lo sapete chi fu il fortunato signore che acquistò il brevetto dell’infelice Biro?
Marcel Bich, un barone francese nato a Torino in corso Re Umberto 60 e morto settantanovenne a Parigi il 30 maggio del 1994, passato alla storia come “il re dell’usa e getta” grazie a tre fantastici colpi di genio partoriti nel nome del “tutto si crea e tutto si distrugge”.
In primis l’acquisizione del brevetto della penna biro, che ben presto scoprì più atta ad esser fabbricata nei semplici tubetti di plastica trasparente e non nei costosi vetro, ceramica e lacca; poi i rasoi monouso e infine gli accendini senza ricarica.
Bich fu accusato perciò di essere uno dei fondatori del consumismo; può darsi, ma è indubbio che i suoi prodotti hanno facilitato un po’ la nostra vita e soprattutto reso estremamente felici i suoi undici figli, oggi plurimiliardari.


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Ne masticavo sempre il tappino finale e poi, quando l’inchiostro era quasi finito, scioglievo la coda del tubetto di plastica dandole forme molto artistiche. E usavo un accendino bic, ovviamente…..;oD
Commento by ZiaPaperina - 14 novembre 2007 10:21
Soprendente come le innovazioni che concernono la comunicazione geniali vengano _sempre_ osteggiate da burocrati, banchieri e bacucchi conservatori in generale.
Commento by adrix - 14 novembre 2007 10:22
ZiaPaperina, piromane…;-D*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:24
Ricordo ancora quando alla scuola elementare avevamo dei banchi vecchi con un foro in alto a destra (che mi son sempre chiesta: ma i mancini?) . Noi ci giocavamo, ma non sapevamo a cosa potessero servire .
Me lo spiegò mia madre che seppur per poco tempo, usò pennino e calamaio .
Mia nonna invece, da grande utilizzatrice, mi spiegava come dopo aver scritto una pagina, non la si poteva girare subito e come si usasse un tipo di carta assorbente .
Ma quelli erano i tempi della bella scrittura, dei corsi di calligrafia (avevo degli spartiti trascritti a mano dalla mia bisnonna che sono di un’eleganza…) e dei pennini adatti .
Ci fu un periodo, mi pare quando avevo sui 12-13 anni (quindi ’94/’95) che ritornò in auge la stilografica . Naturalmente di plastica e con le cartucce . Inutile dirti che da buona grafomane ho provato anche quella!
Insomma mi manca solo il calamaio!
Commento by MissPansy - 14 novembre 2007 10:26
Adrix, la paura del nuovo…destabilizza. Mai capito il perché della proibizione della biro per assegni e esami; forse pensavano che l’inchiostro durasse poco? o fosse più contraffabile? Mah. :-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:26
Mi ricordo benissimo quando mia mamma mi comprò la prima biro. Mi ricordo anche il prezzo, cento lire,carissimo per allora. E non funzionava bene, ogni tanto spandeva un po’ di inchiostro.
Commento by Alberto - 14 novembre 2007 10:26
MissPansy, credo che la mia (e suppongo quella di tua mamma, classe 1957) sia stata l’ultima generazione ad usare pennino e calamaio, almeno sino alla seconda elementare. Poi si passò alla stilografica: la mitica Auretta! (l’Aurora la usavano i “grandi” delle medie). ;-)
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:29
Alberto, già E se non la usavi per qualche giorno si formavano grumetti d’inchiostro sulla punta…:-D
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:29
interessante articolo
Commento by antonio - 14 novembre 2007 10:35
storia sempre affascinante. dimostra (e conferma, “caso Cina” docet) anche come, grazie al prezzo contenuto, anche prodotti di qualità medio-bassa incontrino un gran successo. in fondo, quante “bic” abbiamo buttato perché non scrivevano più pur essendo piene di inchiostro, o perché macchiavano, ecc.ecc.? ciao cara. bonaventura.
Commento by gianluca - 14 novembre 2007 10:38
anch’io dovetti usare la stilografica alle elementari, con risultati disastrosi in termini di macchie sul foglio e graffi coi pennini. Poi per fortuna mi concessero di usare la biro.
Poi naturalmente ci sono state le biro cancellabili e ora ci sono le penne gel ;)
Commento by .mau. - 14 novembre 2007 10:38
Gianluca,vero. In questi giorni di trasloco ne trovo scatole piene. Integre e inservibili…:-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:40
Mau, ecco, quelle cancellabili le posso capire come invise a banchieri e statali…;-D Quelle gel non è che funzionino tutte benissimo, eh? :-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:41
Antonio, grazie! :-**
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 10:42
Per gli appunti e le scritture veloci uso ancora ora le bic, quelle classiche. Non è facilissimo trovarle, ora le fanno anche semigel, con l’inchiostro profumato e dai colori improbabili (e improponibili).
Commento by Beppe - 14 novembre 2007 11:02
Beppe, le ho sostituite con pennarelli sottilissimi. Gli unici con i quali riesco a scrivere in modo più o meno leggibile…Da quando uso prevalentemente la tastiera, mi sono accorta di aver peggiorato moltissimo la grafia :-(
E sì, certi colori sono imbarazzanti; hai mai visto quelli glitterati come un ombretto? ;-D
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 11:07
Classe ’54.
Ricordo come un’incubo pennino e calamaio, tutta sporca d’inchiostro, poi la stilo che intingevi nell’inchiostro e aspiravi, altro macello, e poi arrivò la mitica Auretta che
mi piaceva da morire…
Poi ho sempre usato la Bic nero di china, tutta gialla e il tratto fine ed elegante..
Sembra preistoria.:D
Commento by rosidue - 14 novembre 2007 11:20
Rosidue, e quando, dopo essere arrivati a fine pagina, facevi “la macchia”? Non valeva gomma, raschietto, scolorina…
La bic china gialla quella sì oggi è introvabile. Peccato, perché scriveva benissimo :-**
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 11:25
Bic “nero di china punta fine”, ci ho fatto l’università perché consentiva di scrivere formule e calcoli molto complessi con pulizia.
Commento by adrix - 14 novembre 2007 11:32
Adrix, da brava negata alla matematica, mi vengono i brividi solo a immaginare quei calcoli…;-D
Come vanno i lavori?
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 11:40
Anche io avevo il banco con il buco per il calamaio (e mi cadeva sempre di sotto la gomma o il temperino). Sono grata al signor Biro: mi regalarono una stilografica per la Comunione e tutto ciò che ci tiravo fuori erano strappi nei fogli e orrendi tsunami d’inchiostro. Decisamente, non avrebbe fatto per me. Amo le penne a sfera morbide, con tratto spesso e rigorosamente nere. E anche i Tratto-Pen.
Commento by Blimunda - 14 novembre 2007 11:45
Tra oggi e domani l’idraulico dovrebbe completare i lavori urgentissimi. Io riprendo l’attività di alacre imbianchino sabato mattina :-*
Commento by adrix - 14 novembre 2007 11:46
Io alle elementari dalle suore avevo la biro per le brutte e la stilo della pelikan con cartuccia ricaricabile per le belle, inutile dire che ogni volta che cambiavo cartuccia facevo un casino :)
ah ti ho risposto alla tua domanda come mai mio cugino era a striscia la notizia
Commento by Luca - 14 novembre 2007 11:53
Blimunda, eh, la tua generazione amava poco la stilo…Impazienti! ;-**
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 11:53
Adrix, cosa darei per avere una foto che ti ritrae all’opera…;-D*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 11:54
Lo Stato ci passa le “bic/medium” sopra c’e’ scritto cosi, scrivono bene, sono scorrevoli, ma se la lasci incustodita sulla scrvania sparisce, comunque anche io alle elementari ho avuto il piacere di usare la stilografica, quando l’inchiostro non scendeva davo un colpettino e sistematicamente mi macchiavo io e la mia compagna di banco, pero’che nostalgia!
Commento by mimosa fiorita - 14 novembre 2007 12:01
sono mancina e per me l’invenzione della biro è una benedizione. In prima elementare la maestra voleva che la bella copia si facesse con la stilo (avevo proprio l’Auretta, era della mia mamma e funzionava ancora!)…ricordo i pianti perchè “sbavavo” e dovevo rifare tutta la pagina!Per la laurea ho ricevuto una Mont Blanc e la nonna, ricordandosi che da piccola odiavo le stilografiche mi ha regalato un bellissimo pennarello a punta fine con l’inchiostro nero, in gel, così non corro rischi perchè asciuga subito!
Commento by MariCri - 14 novembre 2007 12:05
Mimosa, quelle macchie d’inchiostro erano come eroiche medaglie conquistate sul campo! ;-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 12:16
MariCri, ma ha la ricarica quel pennarello? :-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 12:16
Luca, la pelikan l’avevo anch’io, ma alle medie. però preferivo l’auretta/aurora. Ora vengo a vedere :-)
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 12:18
Povero Bjro! Anche a me, in I elementare,
la biro fu proibita. ;-)***
Commento by Princy60 - 14 novembre 2007 12:18
Princy, noi veterane della scrittura ne abbiamo viste, eh? ;-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 12:21
Il barone ha anche fatto restaurare un castello a Chatillon di dove pare fosse originario…
Commento by Antar - 14 novembre 2007 13:10
Si Pla’, mia madre è classe ’54 :)
Ma invece sapete che alle elementari, iniziò a venir fuori la replay (quella che si riesce a cancellare -male- in pratica) .
Le maestre però non volevano farcela usare .
Dicevano che dovevamo fare il passo dalla matita alla bic perchè altrimenti saremmo venuti su sempre insicuri, con quella smania di cancellare e rifare .
Per un attimo ho immaginato i calcoli scritti da Adrix con la china . Mmmm saranno pure stati faticosi, ma l’eleganza ed il tratto dove lo mettiamo?
p.s.: anche la mia scrittura è notevolmente peggiorata da quando uso il computer ehehe
Commento by MissPansy - 14 novembre 2007 13:13
Antar, è una meraviglia quel castello! grazie :-**
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 13:25
MissPansy, il tesoromio Adrix è eleganza in tutto :-)
Abbracciami tua mamma, praticamente mia coetanea!
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 13:26
Ecco perchè certi ragionieri si sentono dei semidei e i commercialisti degli dei: cononscono la storia del signor Biro!
Commento by nonsonocostante - 14 novembre 2007 14:00
Sono figlio della biro, mai usata la stilografica in vita mia. Posso ritenermi fortunato?
Commento by Lupo Sordo - 14 novembre 2007 14:20
Lupo, chi lo sa…però quella della stilo è un’esperienza da provare, secondo me. ;-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 14:25
Nonsonocostante, vedi che c’è una spiegazione per tutto? ;-D
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 14:27
Quanti ricordi! Quando si usavano pennino e calamaio c’erano anche quegli orrendi grembiuli blu, poi sono spariti inchiostri e grembiuli… Anch’io ho usato a lungo le bic nero di china punta fine…ora uso quello che capita, tanto me le perdo continuamente!
Commento by Anna - 14 novembre 2007 15:33
Anna, e il fiocco al collo, lo ricordi?
Però ero abbastanza favorevole al grembiule.Rendeva tutti uguali, senza quelle smanie/gare di abitini firmati e alla moda che hanno già i seienni di oggi…
;-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 15:45
Qualcuno ha visto Roger?
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 16:38
Sì, ricordo anche il fiocco al collo! A me il grembiule non è mai andato a genio però condivido il tuo punto di vista…non solo per le gare sugli abiti firmati ma anche sui cm di boxer e slip in bella mostra, a partire dagli undicenni…
Commento by Anna - 14 novembre 2007 17:11
Anna, sì, serviva per dare l’idea di ordine mentale in favore del buongusto ;-)
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 17:14
eccomi….è tutto il giorno che cerco la biro…per caso l’avete vista…?????
Commento by roger - 14 novembre 2007 18:53
lo sapete in quale momento le biro vengono usate di più…e vengono sparsi fiumi d’inchiostro….????
quando qualcuno ci telefona e ci tiene anche 40 min al telefono….allora la biro è indispensabile per non annoiarsi e per dar sfogo all’estro creativo che è in ognuno di noi….ma che quasi nessuno sa di avere…. :)))
Commento by roger - 14 novembre 2007 18:58
Pla…ti ho letta con piacere…ma oggi è stata davvero pesante,opprimente,devastante,orripilante,rivoltante…giornata da giramento di…ball….quasi quasi facevo harakiri con la …..BIRO….ora è tutto risolto…ma devo andare a farmi togliere la BIRO che mi sono piantato in una gamba……ne uccide più la penna che la spada… :)))))
Commento by roger - 14 novembre 2007 19:04
Roger, lo immaginavo che doveva esserci qualcosa, mi preoccupava il silenzio.;-) Contenta che sia passata la giornata brutta. Ora togli quella penna, e rilassati. Buona serata! :-*
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 19:08
Pla….che ricordi….la penna dove mettere il pennino….il calamaio…da mettere nel foro sul banco…la carta assorbente…le macchie…la gomma…e il quaderno con le pagine con i buchi per le cancellature….che tempi….bei tempi….se si potesse per una volta tornare bambini , mi piacerebbe tanto tornare a quei giorni…
Commento by roger - 14 novembre 2007 19:14
http://www.globnet.it/collezionismo/images5/penne.22.jpg
i miei preferiti erano…contando quello centrale…il terzo e il quinto…
Commento by roger - 14 novembre 2007 19:24
Complimenti a Bich…e UN ABBRACCIO a TE!!!
Come stai???
Un bacio!! ;-)
Commento by AndreA - 14 novembre 2007 19:39
anche con le bic me la cavavo bene…
avevo una buona mira quando le usavo….come CERBOTTANA…. :)))
non ero quel che si dice un alunno modello….ma…amMIRO la BIRO…
Commento by roger - 14 novembre 2007 19:40
AndreA, sempre tossicolosa. E tu? Tutto ok? :-*****
Commento by Placida Signora - 14 novembre 2007 20:02
ricordo che facevo pasticci con la penna stilografica e per rimediare cancellai peggiorando la situazione e meritando uno zero spaccato!
Poi sono passata alla bic e alle corvina…ma la penna che ho usato di più e per anni è stata la parker. Adesso uso un po’ quel che capita, ma di solito “perdo le penne”
Commento by skip - 14 novembre 2007 20:46
Ma pensate come sarebbe la nostra vita senza le biro!!
Commento by phoebe - 14 novembre 2007 21:44
Sul post di sotto, devo dire che il fatto di chiamare il figlio Oceano qualifica il rampollo di Agnelli come defiente Ciò a mio modesto avviso. Bello ed esauriente il tuo articolo sui nomi, davvero interessante. Ciao.
Commento by Mio Capitano - 15 novembre 2007 00:09
Diamine Mitì, tu sì che sei un crogiuòlo di sorprese. Ho sempre pensato che il massimo della mia aspriazione alla fama fosse che cambiassero il nome al mio paese e ci aggiungessero il cognome, Borzano Caffarri. Oppure che mi facessero un’uscita autostradale nel garage, come agli Agnelli.
Ed ora scopro che quell’oggetto che abbiamo tra le dita tutti i giorni tutto il giorno e che chiamiamo a gran voce è il cognome di un tale… che invidia estrema.
Commento by Stefano C. - 15 novembre 2007 00:31
Scusa, ti rispondo solo ora. certo, come tutte le Mont Blanc anche i pennarelli hanno i refill di ricarica, ma con quel che costano io lo uso con molta parsimonia! un bacio e corro a leggere il tuo ultimo post!
Commento by MariCri - 15 novembre 2007 11:48
Mi ero dimenticata la carta assorbente! Deve proprio risalire alla notte dei tempi, l’avevo rimossa. Comunque siamo gli ultimi, credo, da cui si sia preteso uno straccio di bella calligrafia. Oggi uso le roller.
Commento by regi - 15 novembre 2007 13:50
Ho sempre ascoltato che la “birome” come si conosce qui, era un´invenzione argentina, come il “dulce de leche” (dolce di latte) e il “colectivo” (bus).
Non parlo italiano molto bene, ma sto imparando, non è facile!!
Saluti di Argentina
Silvina
Buenos Aires
Commento by Silvina - 18 novembre 2007 14:27
Silvina, benvenuta!
No, non è facile l’italiano…Ma quando hai dubbi, chiedi pure!;-)
Commento by Placida Signora - 18 novembre 2007 15:08
Grazie!!!
Sono stata a Rimini 8 anni fa, mio marito doveva andare alla SIB (Mostra Internazionale delle Tecnologie per lo Spettacolo). Abbiamo percorso anche Roma, Venezia, Milano. Mi sorprendevo di come mi capivano gli italiani quando io parlava spagnolo, anche io capivano quello che dicevano loro. Allora ho pensato questo e facile, imparare l´italiano… Errore!!.
Vorrei tornare alla Italia l´anno prossimo, aspetto parlare un po´ meglio.
Grazie per essere venuta a visitare il mio blog, baci!!
Commento by Silvina - 18 novembre 2007 23:25
[...] Novembre 19, 2007 · No Comments La storia della biro la trovate <a href=”http://www.placidasignora.com/?p=1804“>qui. [...]
Pingback by al centro della vita - 19 novembre 2007 23:26
Fantastico!
Commento by MaxWeb - 23 novembre 2007 23:22
[...] giorno leggevo le recensioni della penna Bic su amazon e allora mi son detto, vedendo la qualità delle recensioni, che una penna Bic dovevo [...]
Pingback by e io che mi pensavo » Emozione Bic* - 13 dicembre 2007 09:38
Se andate in America (se ci va un vostro amico) comprate (o fatevi portare) la Bic Ultra Round Stic Grip USA (si trovano nelle grandi catene tipo Staples). Io non riesco più a usare altro per scrivere… Fluida, leggera, mai sporchevole. Una meraviglia! (Sì, io ne ho a casa due scatole e le regalo soltanto agli amici veri…)
Commento by Catriona - 13 dicembre 2007 12:52
Qualche tempo fa ho sentito una storiella interessante : sai dove vanno a capitare tutte le biro perdute, che un attimo prima erano proprio qui (!), tutti gli ombrelli dimenticati in giro e mai ritrovati e tutti i calzini che lasciano orfano il compagno che non si addice mai più a nessun altro ???? I nani se li portano via e li nascondono PER SEMPRE !!!!! SOTTOTERRA !!!! :-)
Commento by MAGICA - 15 dicembre 2007 03:07
OPS : i gnomi, non i nani !
Commento by MAGICA - 15 dicembre 2007 03:08
Molto interessante il tuo articolo Signora Pina, anche se diverge in alcuni punti sulla storia che ho messo assieme io. Peraltro sulla base di informazioni comunque reperite sul web, quindi potrebbe anche essere come scrivi tu…
Io sono un collezionista di penne a sfera e similari e ne pubblico una storia qui: http://www.ennepenne.it/va3_storia_biro.htm. Posso linkare anche questa tua pagina a margine della mia versione?
Ciao, Paolo.
Commento by ennepenne - 18 dicembre 2007 15:45
Urca, ho sbagliato: ho scritto”Signora Pina” anzichè Placida Signora. Chiedo scusa. Il resto rimane valido.
Commento by ennepenne - 18 dicembre 2007 17:59
Paolo, certo che puoi linkarla! E complimenti per la collezione :-)*
Commento by Placida Signora - 18 dicembre 2007 18:30
Tanto che non scrivete più, ma nonostante tutto voglio “firmare” il mio passaggio. Vi ho letti tutti, e mi ha fatto pensare di più chi ha detto che da quando usa il pc la sua calligrafia è peggiorata… in effetti è vero, siamo tutti solo più ormai abituati malamente ad usare un pc, che ci scordiamo quasi che sappiamo scrivere anche senza di esso. Giorni fa mi è capitato di scrivere in stampatello una cosa a mano, ad un certo punto mi sono detto “ma la t doppia come la facevo”?. Sembra una fesseria ma la mia calligrafia è cambiata! Forse in quel meglio che mi dicevano di allora. Mi spiego io per 25 anni ho scritto la TT con una unica linea orizzontale sopra, cosa che a scuola i professori mi contestavano perchè a loro non piaceva, ora senza volere scrivo come volevano loro, ma per altri versi non so più come facevo altre lettere! E poi però ora dopo ora ho ricominciato a riscrivere come per magia come scrivevo in passato. Non ho mai amato le biro, a parte che la calligrafia cambiava tra stilo e biro, ho sempre avuto penne stilo possibilmente senza cartuccia ma con serbatoio e carica a stantuffo… Dico avevo perchè anni fa me le hanno rubate tutte i ladri. Non mi piacevano le biro per il solito motivo che sono più da massa anche come scrittura, al punto che una biro o l’altra non cambia nulla per chi scrive. Non si può dire lo stesso tra un pennino e l’altro, e non mi riferisco a pennini “tagliati” diversamenti, ma pennini morbidi, duri, e già solo tra i due la calligrafia cambiava molto. Ho letto che c’è chi dice che la penna stilo è tornata di moda negli anni 94-95, io non so perchè in quell’epoca erano già 10 anni che mi ero laureato, ma mi ricordo che andava ancora tanto tanto di moda (più della biro) già a cavallo del 1970-80. La mia ultima comprata me la regalò mia mamma credo nel 1984 e mi ricordo che non la volevo perchè ero attratto dalle penne a biro più che altro perchè le usavano tutti, poi anni dopo anni mi sono reso conto che la bellezza della scrittura era nella non uniformità della massa scrivente, ed era proprio vero la calligrafia ta biro e penna stilo era proprio molto diversa… A proposito dei banci col foro del calamaio e a chi pensava “i mancini come facevano”, rispondo che i mancini non esistevano! già dalle elementari insegnavano a scrivere con la destra, perchè dicevano che la sinistra era “la mano del diavolo”.
Commento by Roberto - 19 marzo 2008 05:05