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15 ottobre: Santa Teresa

di Placida Signora - 15 Ottobre 2007

Deriva dal verbo greco therào, “cacciare“, col significato di “cacciatrice, domatrice“, metaforizzato in seguito  - tramite l’antico tedesco theresia - nel significato di “donna amabile e forte“.

Santa Teresa d’Avila, il cui onomastico ricorre oggi, fu Dottore della Chiesa, riformatrice dell’ordine carmelitano e fondatrice delle Carmelitane scalze. Continua »

Bugie

di Placida Signora - 14 Ottobre 2007

Viaggi economici - Traduzione letterale - Giornale indipendente - Vietato parlare al conducente - Dimissioni irrevocabili - Lista degli autori che si sono consultati per scrivere questo libro - Giovane illibata - Nessuno mi aveva avvisato - Sono stato frainteso - Le mie parole sono state manipolate - Si tratta di basse illazioni - Mia nuora è simpatica - Indosso il perizoma perché è comodo -  Ma come ti sta bene quel vestito - Io non scrivo né per denaro né per fama -  Da domani mi metto a dieta - Non pretendo di essere infallibile - Un Partito di Uomini Nuovi - La mia modesta opinione - Ma no! Il sugo che fai tu è più buono di quello che fa mia mamma! - Non lo amo per i suoi soldi - Non mi piacciono le donne tettute - Non mi piacciono gli uomini accondiscendenti - Odio le luci della ribalta - Non guardo le altre donne/gli altri uomini - Di un uomo per prima cosa guardo gli occhi - Prodotto inimitabile - Assistenza 24 ore su 24 - Stavo per chiamarti io - Sarò muto come una tomba - Io non so cos’è l’invidia- Mai stato geloso - Lo faccio per te-  Io mangio di tutto - Garanzia illimitata  …

Chi continua?  

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Le Pietre dello Scandalo

di Placida Signora - 13 Ottobre 2007

Storia e origine di un Modo di Dire

I milanesi, per definire un’impresa economica finita male, dicono “finì cont el cü per tèrra”; i piemontesi restà a cul biòt” (nudo) e i genovesi dâ du cù in ta ciappa” (pietra).

In realtà questi modi di dire sono diffusi in tutta Italia, perché derivanti dalla stessa legge.

All’epoca di Cicerone infatti , i debitori insolventi e i commercianti falliti subivano come pena una spietata pubblica “esecuzione” che, se non toglieva loro fisicamente la vita, annientava ogni dignità personale tramite “morte civile”.

Venivano condotti nel Campidoglio e, esposti al pubblico ludibrio denudati dalla cintola in giù, obbligati alla “bonorum cessio culo nudo super lapidem”, ossia a cedere i loro beni (ai banditori d’asta) stando seduti a chiappe nude su una pietra.

Le “pietre dello scandalo” , dette anche “dell’infamia” o “dei fallimenti” erano sparse per tutto lo Stivale, non solo nelle grandi città, e alcune sono tutt’ora visibili. Continua »

Divagazioni Cammellate con Indovinello finale

di Placida Signora - 12 Ottobre 2007

Update: (Hanno indovinato: Roger, Alessandra e Giorgia. E’ una macina, per l’esattezza, indiana. Ci si posavan su chicchi di grano e affini, “macinandoli” pestando con una pietra )

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Le Truppe Cammellate ormai si vedono poco; in fondo devono solo portarmi dei rubinetti e dei caloriferi, che vuoi che sia.
E poi finire il bagno. 
E  dare lo smalto a dei tubi.
E stuccare i davanzali, pulire i poggioli, lucidare i pavimenti.
Robetta, insomma; in fondo siamo solo al 7° mese di lavori…(devo stare calma devo stare calma devo stare calma).

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Brividi a Genova

di Placida Signora - 11 Ottobre 2007

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(foto 

Fantasmi e misteri nella Superba 

La Superba pullula di luoghi ove “ghe se vedde, ghe se sente”, ossia si vedono, captano e ricordano sensazioni e accadimenti inquietanti.

 

Ad esempio, forse non tutti gli abitanti di Salita Emanuele Cavallo e di Salita Accinelli – nel quartiere di Castelletto – sanno di abitare in quelle che sino al 1865 si chiamavano, rispettivamente,  Salita dell’Agonia e Salita della Morte.

Questo perché i condannati alla forca, che dal 1509 si trovava in via del Castellaccio,  percorrevano da vivi la prima salita, e scendevano defunti dall’altra.

Nel ‘700 le impiccagioni costituivano, come in altre parti d’Italia, un vero spettacolo per la popolazione; nella folla di spettatori spiccavano eleganti nobildonne che, sedute a tavolinetti portatili stile picnic, insieme ad amiche, cicisbei e valletti assistevano all’esecuzione intingendo biscottini in tazze di cioccolata calda se era inverno, o gustando sorbetti in estate. 

Invece la spianata dell’Acquasola, vicina a piazza Corvetto, è da sempre nota come luogo di presenze occulte; questo potrebbe avere una spiegazione con i suoi sotterranei che vennero usati come cimitero durante la peste del 1657 che fece fuori 80.000 genovesi; tuttora quei sotterranei pullulano ossa e crani.

Nel quartiere di Portoria, danneggiato in parte dai bombardamenti e infine buttato giù e completamente ricostruito negli anni ‘60/’70 per creare “la nuova Genova”, vaga - anche di giorno- il fantasma della vecchina di vico Librai, che cerca la sua casa e il suo vicolo chiedendo indicazioni ai passanti. Dicono che una sera di non molti anni fa sia entrata persino in un bar, e abbia dimenticato il portafoglio contenente monete del Regno, immaginette e un piccolo rosario, che sono stati stimati quali oggetti autentici dell’Ottocento.

A Marassi, dietro i “distinti” dello stadio Luigi Ferraris, si trova Villa Centurione Musso Piantelli, nota per ospitare spiriti maneschi; infatti chi vi andava veniva regolarmente preso a schiaffoni da mani invisibili.

Proprio a fianco della villa, e precisamente al civico 7, sesto piano, nel febbraio del 1933 una coppia di novelli sposi venne terrorizzata di notte da colpi mostruosi che dalle 23 all’1,30 venivano picchiati contro la porta d’ingresso; fecero benedire la casa, tramite i giornali dell’epoca chiesero aiuto ad esperti, ma senza risultato.

Dicono anche che a quella Villa sia legata una maledizione particolare lanciata da una manente alla squadra del Genoa

Altro episodio tenebroso riguarda due pappagalli brasiliani i quali, venduti da un marinaio a due persone abitanti rispettivamente in corso Torino 9 e via San Fruttuoso 11, nel marzo del 1897 uccisero con un misterioso virus tutti i componenti delle due famiglie oltre un bel po’ di loro conoscenti, per un totale di 14 persone: si narra che nelle notti di luna si vedano svolazzare nelle due strade i due untori pennuti.

Infine nell’Ottocento, nel Bosco della Crosa del Diavolo (odierno Largo San Giuseppe)  col calar del buio comparivano fantasmi che terrorizzavano la popolazione; si trattava in realtà degli appartenenti alla Confraternita di San Germano i quali ufficialmente si occupavano di religione, ma in realtà cospiravano politicamente e raccoglievano fondi dedicandosi al contrabbando e ad altri affarucci non propriamente legali.

Non volendo nessun rompiscatole tra i piedi durante le riunioni, si mettevano un lenzuolo addosso, sotto il lenzuolo una lanterna accesa, indossavano lunghi trampoli e così, giganti illuminati e ululanti, si avventavano sui passanti.

Curiosità: come colonna sonora utilizzavano un tacchino legato a catenelle di ferro il quale, sbatacchiando le ali, produceva un’infernale armonia.

©Mitì Vigliero

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