Perché il Romanzo Giallo si chiama Giallo

(Il primo giallo pubblicato da Mondadori)
Storia, origine e struttura di un classico narrativo
Il primo testo di narrativa “gialla” della storia riconosciuto ufficialmente risale al 1841 ed è “I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe; per la prima volta un delitto, l’analisi della vicenda e la deduzione per scoprire il colpevole prendono il posto del sentimento e della trama storica.
Erano gli anni del Positivismo, che induceva allo studio della società umana tramite strumenti scientifici; la nascita delle grandi città portò inevitabilmente allo sviluppo di una nuova e particolare forma di criminalità, quella urbana: infatti fu proprio allora che nacque la scienza dell’ Antropologia Criminale.
Il termine “giallo” attribuito ai romanzi che trattassero argomenti polizieschi e delinquenziali nacque in Italia nel 1929: fu l’editore Arnoldo Mondadori a lanciare sul mercato una nuova collana, molto popolare, che si poteva acquistare non solo in libreria ma anche in edicola: per distinguerla dagli altri libri, fu caratterizzata proprio da una copertina color giallo vivo.
Il Giallo doveva e deve seguire una struttura semplice ma scandita da norme classiche: da leggere assolutamente, a questo proposito, le 20 Regole scritte da S.S. Van Dine (1888 - 1939), proprio l’autore del primo giallo Mondadori.
La base della narrazione è elementare ma rigorosa: ci deve essere un delitto, poi un’indagine e infine una soluzione.
Ciò lo distingue da altri generi simili di narrativa come il “romanzo criminale” in cui l’eroe non è un detective più o meno professionista (Maigret o Miss Marple) ma un delinquente (Lupin o Fantomas), o il “thriller” (letteralmente “che dà i brividi”) in cui i protagonisti, buoni e cattivi, sono ugualmente protagonisti e le loro avventure spesso truculente tengono il lettore col fiato sospeso in un’atmosfera più orrorifica che scientifica (basti pensare ai romanzi della Cornwell o all’inquietante Hannibal).
Nel Giallo il delitto è la causa scatenante della storia; un omicidio improvviso che solitamente spezza una situazione di placida tranquillità: mai gratuito ma sempre spiegabile da un movente, è spesso il primo di altri; però pure quelli sono tutti correlati e “logici” (eliminazione di testimoni o complici, ecc).
Il “luogo” è solitamente preciso e ristretto: una camera chiusa, uno scompartimento di un treno, una cabina di nave, una villa isolata (le ambientazioni predilette da Agatha Christie).
L’ “alibi” e il “movente” sono di legge fondamentali, lucidi e credibili, mai basati solo su crisi improvvise di follia o inspiegabili attacchi di ferine crudeltà.
Il colpevole deve rigorosamente essere la persona meno sospettabile, la più tranquilla, mite e apparentemente innocua.
Infine l’ “indagine”, che è la parte centrale di tutta la storia, completamente incentrata sulla figura e il carattere dell’investigatore.
Si va dal metodo tranquillamente deduttivo di Holmes (“Elementare, Watson”) e Poirot (che usava le sue celeberrime “celluline grigie”), a quello immobile di Nero Wolfe (che risolveva i casi facendo galoppare il suo assistente Archie Goodwin mentre lui se ne stava sparapanzato sulla poltrona dietro la scrivania o barricato nella serra di orchidee), a quello attivo e rischioso di Marlowe, a quello più induttivo di Montalbano, Derrik o Colombo.
E qual è il vostro Giallo preferito?
***
Fran: Come si fa a scegliere qualcosa di Sherlock? ;) Io invece televisivamente son cresciuta con tutti i polizieschi tedeschi: Derrick, Der Alte e Siska su tutti. Lo so, ma sarà dna tedesco ma li apprezzo
Scribacchini: Stout, Christie e Van Dine, nell’ordine. Ma non chiedermi di sceglere un titolo: li rileggo tutti, ciclicamente! E non dimentichiamo le avventure de “Il Gatto Che …” (sono o non sono una gattara?)
SB: Qualche anno fa ho letto parecchi libri di Montalban dove il protagonista era uno sgangherato detective di nome Pepe Carvalho.
Ammiragliok: credo di aver letto tutti i romanzi con Nero Nolfe protagonista, ma ritengo che il “giallo ” più perfidamente geniale sia “l’assassinio di Roger Akroyd” di Agatha Christie
Angela: Chandler, “Il grande sonno”. Poi, Maigret, Sherlock Holmes e Nero Wolfe e Philo Vance. Anche il “nostro” Commissario De Vincenzi, interpretato - meravigliosamente - da Paolo Stoppa.
Rosy: Ho ripreso la lettura di gialli da poco tempo; amo molto le storie gotiche ed è inutile dire che Allan Poe è stato il mio idolo.
ZiaPaperina: Agatha Christie. Tutti i libri. Il Giallo per me è solo lei!!
Paolo Beneforti: con buona pace di tutti quei poveretti convinti che i generi letterari non esistono più. :D l’ultimo giallo che ho letto è recente ed è giallo 3 volte.
Solitaire: Divoravo ogni giallo di Ellery Queen, da ragazzina. Attualmente apprezzo molto Carlotto, anche lui vira più sul noir.
Beppe: Tutti quelli citati mi piacciono, ma un posto particolare lo riservo a “La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini.
Roger: “Il nome della rosa” di Umberto Eco. “Q” di Luther Blissett
Alberto: Simenon rimane il mio preferito, anche per le descrizioni dei luoghi.
Procionegobbo: Confesso che i gialli non sono proprio il mio genere, ma Poe lo adoro.
Luca: io sono un pessimo lettore ma la Christie con 10 piccoli indiani è impagabile
Vipera76: Io faccio la campanilista: i gialli “baresi” di Gianrico Carofiglio!
Giorgia: Da piccina fregavo le storie di Ellery Queen a papà (poi guardavamo anche la serie tv, insieme). Poi anche Poirot, lo stesso sia scritto sia in tv. Ora di gialli non ne leggo più molti, ma guardo un sacco di telefilm di stampo poliziesco-procedurale…Eppoi: il Tenente Colombo dove lo mettiamo? E comunque Jessica Fletcher è la mia idola! :D
SignorPonza: Per quanto riguarda il mio giallo preferito, forse non è preferito ma diciamo che è quello che mi ha colpito di più in gioventù, si tratta di “Aristotele Detective”. Però rimpiango di non aver ancora letto i classici del giallo.
Cristella: Io sono andata a periodi, attingendo da Nero Wolfe, Ellery Queen, Miss Marple, Poirot. Dei giovani, Lucarelli. Montalbano rientra nel genere?
Paolo: Il mio preferito temo siano alcune dozzine. Citerò il giallo il cui finale più di ogni altro mi ha lasciato completamente spiazzato: “Il Natale di Poirot”.
Antonio Pagliaro: Ho amato molti gialli della Christie, su tutti “Dieci piccoli indiani”. Poi, “Uno studio in rosso”, forse il primo giallo che ho letto. Più recenti, “Drago rosso” (della serie Hannibal) e “L’isola della paura” di Lehane. Credo che quest’ultimo sia quello con la costruzione più affascinante. Poi: mi sembra che non sia stato citato Scerbanenco. Male! Per me: “I milanesi ammazzano al Sabato” e “Traditori di tutti”. Amo molto Manchette, ma siamo più sul noir. Infine, ho trovato molto bello (anche se un po’ troppo lungo) “Nel nome di Ishmael” di Genna. (e io aggiungo il libro di Antonio - freschissimo di stampa- Il sangue degli altri, ed. Sironi. NdPS)
Sauro Sandroni: Scusate se mi autocito spudoratamente, ma forse questo test (da fare assolutamente ;-D NdPS) potrebbe risultare utile alla discussione. Non occorre che mi ringraziate (nè che mi mandiate a quel paese :-D).Quanto ai gialli, io sarei più noirista. Se proprio devo fare un titolo, però, direi che è Dieci Piccoli Indiani, di Agata Christie: trama non perfettissima, meccanismo inesorabile, giallo archetipico.
Fran(cesca): il disincantato pepe carvalho del grande montalban, il malinconico marlowe, e si, anche Simenon, per le atmosfere e per la pìetas nei confronti dei delinquenti e delle vittime. Anche se l’ho odiato per un romanzo omofobo (del quale non ricordo il titolo). ellroy della dalia nera, del grande nulla, di LA confidential. Capote con a sangue freddo ci sta? Q e il nome della rosa non riesco a vederli come gialli. Auster con la trilogia di NY, giallo sui generis. Oh, scordavo il falcone maltese e Continental OP di Hammett.. evabbe’ la smetto :D



Come si fa a scegliere qualcosa di Sherlock? ;)
Io invece televisivamente son cresciuta con tutti i polizieschi tedeschi: Derrick, Der Alte e Siska su tutti. Lo so, ma sarà dna tedesco ma li apprezzo ;)
Commento di Fran - 24 Ottobre 2007 00:56
pensavo si chiamasse giallo perchè fa pisciare addosso dalla paura..
Commento di SdL - 24 Ottobre 2007 04:24
Stout, Christie e Van Dine, nell’ordine. Ma non chiedermi di sceglere un titolo: li rileggo tutti, ciclicamente!
E non dimentichiamo le avventure de “Il Gatto Che …” (sono o non sono una gattara?)
Buona giornata, cara. :-)
Commento di scribacchini - 24 Ottobre 2007 06:43
Qualche anno fa ho letto parecchi libri di Montalban dove il protagonista era uno sgangherato detective di nome Pepe Carvalho. :-)
Commento di S.B. - 24 Ottobre 2007 08:05
credo di aver letto tutti i romanzi con Nero Nolfe protagonista, ma ritengo che il “giallo ” più perfidamente geniale sia “l’assassinio di Roger Akroyd” di Agatha Christie
Commento di ammiragliok - 24 Ottobre 2007 08:56
Chandler, “Il grande sonno”.
Poi, Maigret, Sherlock Holmes e Nero Wolfe e Philo Vance. Anche il “nostro” Commissario De Vincenzi, interpretato - meravigliosamente - da Paolo Stoppa.
Commento di angela - 24 Ottobre 2007 09:45
Da ragazzina ho fatto una scorpacciata di gialli che rubacchiavo a mio fratello più grande, finchè mi sono accorta di avere qualche brivido di troppo quando uscivo al buio. A quel punto ho lasciato perdere…
Ho ripreso la lettura di gialli da poco tempo; amo molto le storie gotiche ed è inutile dire che Allan Poe è stato il mio idolo.
ROSY
Commento di Rosy - 24 Ottobre 2007 09:56
Non posso leggere i gialli: sono troppo curioso e vado subito a vedere chi è l’assassino
Commento di Lupo Sordo - 24 Ottobre 2007 10:00
Fran, sono molto fiera perché è stato merito di mio suocero Piero Castellano, se Derrik è arrivato in Italia. La cosa buffa, per la serie “le ultime parole famose”, è che un paio di famosi critici tv di allora (Buzzulan in testa) cassarono il poliziotto dicendo che la serie “non avrebbe avuto nessun futuro”…;-D
http://digilander.libero.it/krimiserie/Derrick/Italia/Italia1.htm
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:01
SdL, spiritus! ;-D*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:01
Scribacchini, il bello dei bei gialli, è proprio rileggerli. :-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:02
SB, mi piace molto la parte culinaria di quei libri…;-*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:03
Ammiraglio, io amo molto “Sento i pollici che prudono”, della Agatha :-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:04
Angela, peccato non lo ripropongano mai, De Vincenzi…E anche i Racconti del Maresciallo di Soldati, con Turi Ferro. Lo ricordi? :-**
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:05
Rosy, il vero giallo è quello che non terrorizza, ma inquieta solo un po’…;-D
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:06
Lupo, impaziente! ;-*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 10:06
Agatha Cristhie. Tutti i libri. Il Giallo per me è solo lei!!
Commento di ZiaPaperina - 24 Ottobre 2007 10:30
ZiaPaperina, indubbiamente è la mamma di tutti i giallisti ;-**
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 11:06
Io non sono un gran lettore di gialli [escluso Poe...]. Quel che so è che, come diceva holmes,”Una volta escluso l’impossibile, l’assassino è il maggiordomo”.
O non era così?..
Commento di Antar - 24 Ottobre 2007 11:08
con buona pace di tutti quei poveretti convinti che i generi letterari non esistono più. :D
l’ultimo giallo che ho letto è recente ed è giallo 3 volte. :D
Commento di paolo beneforti - 24 Ottobre 2007 11:21
Divoravo ogni giallo di Ellery Queen, da ragazzina.
Attualmente apprezzo molto Carlotto, anche lui vira più sul noir.
Commento di Solitaire - 24 Ottobre 2007 11:25
Antar, bel problema ora che non ci sono più maggiordomi. A chi daran la colpa? Ai badanti? ;-*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 11:26
Paolo, il giallo su giallo è un trigiallo ;-) Anche a me piace tanto Mura.
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 11:28
Solitaire, ricordo i meravigliosi telefilm coi 2 Queen…:-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 11:29
Tutti quelli citati mi piacciono, ma un posto particolare lo riservo a “La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini.
Commento di Beppe - 24 Ottobre 2007 11:42
Beppe, fantastico! Il film invece non era all’altezza (non come ambientazione-scenografia eh? quella era curata bene) E la Volonghi un mito!:-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 11:45
“Il nome della rosa” di Umberto Eco
“Q” di Luther Blissett
…se non bastasse..per gli appassionati del genere c’è….
http://www.giallipercaso.it/evpub/evpubh.htm
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 11:53
fra i film gialli..
La finestra sul cortile
di Alfred Hithcock
dal racconto La finestra sul cortile di Cornell Woolrich,
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 12:13
Molto interessante, grazie.
(ci penso per il mio giallo preferito. Non sono un gran lettore di gialli. Valgono i noir?)
[Ste]
Commento di Noantri - 24 Ottobre 2007 12:33
Confessi che i gialli non sono proprio il mio genere, ma Poe lo adoro.
Commento di Procionegobbo - 24 Ottobre 2007 12:43
Simenon rimane il mio preferito, anche per le descrizioni dei luoghi.
Commento di Alberto - 24 Ottobre 2007 13:43
io sono un pessimo lettore ma la Christie con 10 piccoli indiani è impagabile
Commento di Luca - 24 Ottobre 2007 14:00
Roger, la finestra sul cortile (come la maggioranza dei film di Alfred H.) è stata tratta da un giallo di…mannaggia, appena riesco vado a cercare il libro nella libreriea. E’ lo stesso che ha scritto marnie, la congiura degli innocenti…ma ha fatto più fortuna come co-sceneggiatore che come scrittore (eppure i libri sono ancora più belli)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 14:09
Noantri, ormai molti gialli tendono al noir…l’importante sarebbe che venisse mantenuta la struttura classica (senza barare, e purtroppo molti autori barano) ;-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 14:10
Procione, a me “ansia” un po’ ;-D
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 14:11
Luca, uno dei più belli, sì :-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 14:11
Io faccio la campanilista: i gialli “baresi” di Gianrico Carofiglio!
Commento di Vipera76 - 24 Ottobre 2007 14:49
Vipera, da giorni commento da te ma non compare niente. Il Giallo dei placidicommenti fantasma ;-D
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 14:53
Ah…Io non ho trovato nulla! Beh, se erano negativi, meglio così! ;-)
Commento di Vipera76 - 24 Ottobre 2007 15:11
io una volta l’ho scritto, un giallo, insieme ad un amico. era un giallo un po’ atipico, però: “delitti impanati e fritti: l’unico romanzo al mondo in cui bisogna scoprire l’identità dell’ispettore e non dell’assassino”.
ce lo lessero persino alla radio, pensa :)
Commento di michele - 24 Ottobre 2007 15:32
Da piccina fregavo le storie di Ellery Queen a papà (poi guardavamo anche la serie tv, insieme).
Poi anche Poirot, lo stesso sia scritto sia in tv.
Ora di gialli non ne leggo più molti, ma guardo un sacco di telefilm di stampo poliziesco-procedurale…
Eppoi: il Tenente Colombo dove lo mettiamo?
E comunque Jessica Fletcher è la mia idola! :D
Commento di giorgia - 24 Ottobre 2007 16:06
Ma tu guarda, e io che pensavo fossero i libri ad essere di quel colore per il nome del genere.
Per quanto riguarda il mio giallo preferito, forse non è preferito ma diciamo che è quello che mi ha colpito di più in gioventù, si tratta di “Aristotele Detective”. Però rimpiango di non aver ancora letto i classici del giallo.
Commento di Signor Ponza - 24 Ottobre 2007 16:53
In casa l’esperto di gialli è il marito. Abbiamo dovuto comprare una libreria aggiuntiva per la collezione! Io sono andata a periodi, attingendo da Nero Wolfe, Ellery Queen, Miss Marple, Poirot. Dei giovani, Lucarelli. Montalbano rientra nel genere?
Commento di Cristella - 24 Ottobre 2007 17:29
Il mio preferito temo siano alcune dozzine. Citerò il giallo il cui finale più di ogni altro mi ha lasciato completamente spiazzato: “Il Natale di Poirot”.
Commento di Paolo - 24 Ottobre 2007 17:35
questa la sapevo. non tutte le informazioni così perfettamente dettagliate. Non ho preferiti in quanto non ho mai letto un giallo o visto in tv alcun telefilm. Ah, ecco, ricordo vagamente il tenente Sheridan
Commento di enrico - 24 Ottobre 2007 17:54
(Grazie, Mitì :*)
Commento di Sw4n (Psssst) - 24 Ottobre 2007 18:14
Michele, quale radio? voglio leggerlo anche io! :-)*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:43
Giorgia, anche la mia. E adoro la casa in cui vive..:-)*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:44
SignorPonza, sei sempre in tempo a leggerli, e ti assicuro che la Christie ad esempio ne vale assolutamente la pena! :-*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:45
Cristella, certo che sì. Forse ancor più di quelli di Lucarelli :-)***
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:46
Paolo, “spiazzante” è il termine esatto :-**
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:46
Enrico, Ubaldo Lai…eh, che nostalgia…;-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:47
Sw4n, :-*
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 18:47
“Alta cucina” di Rex Stout.
Commento di Sonny&Me - 24 Ottobre 2007 19:00
“Ad occhi chiusi” e “Senza ragionevoli dubbi” siccome “Testimone inconsapevole” e”Fuori da un evidente destino”….e dopo aver sentito…”Donne informate sui fatti”…che l’assassino è………
……..IL MAGGIORDOMO….
è un classico…
dopo questo discorso mi sento giallo come le Pagine gialle…
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 19:06
Placida……ma a te un GIALLO…non ti andrebbe di scriverlo…?????….
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 19:08
Ho amato molti gialli della Christie, su tutti “Dieci piccoli indiani”. Poi, “Uno studio in rosso”, forse il primo giallo che ho letto. Più recenti, “Drago rosso” (della serie Hannibal) e “L’isola della paura” di Lehane. Credo che quest’ultimo sia quello con la costruzione più affascinante. Poi: mi sembra che non sia stato citato Scerbanenco. Male! Per me: “I milanesi ammazzano al Sabato” e “Traditori di tutti”. Amo molto Manchette, ma siamo più sul noir. Infine, ho trovato molto bello (anche se un po’ troppo lungo) “Nel nome di Ishmael” di Genna.
PS: vorrei sapere dove devo ritirare l’Oscar. Sugg.: vedi commenti altro blog, vedi tumblr qui.
Commento di antonio p. - 24 Ottobre 2007 19:22
Roger, ci sto pensando…”La misteriosa morte delle Truppe Cammellate” ;-D
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 19:55
Scusate se mi autocito spudoratamente, ma forse questo test potrebbe risultare utile alla discussione. Non occorre che mi ringraziate (nè che mi mandiate a quel paese :-D).Quanto ai gialli, io sarei più noirista. Se proprio devo fare un titolo, però, direi che è Dieci Piccoli Indiani, di Agata Christie: trama non perfettissima, meccanismo inesorabile, giallo archetipico.
Commento di Sauro - 24 Ottobre 2007 20:02
bello….appena esce lo compro …deve essere un giallo “ben costruito”…
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 20:03
Antonio, aaargh, hai ragione Scerbanenco! Come ho fatto a dimenticarlo? E pensare che ho tutti i suoi libri sin dalla prima edizione…:-(
Sei tu il commentatore da premio Oscar? Ho riso per mezz’ora da sola! Per ora mando bacio. ;-*
E complimenti per il libro! volevo metterlo nella mia lista ibs, ma vedo che non c’è ancora…
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 20:04
E scusate anche se sono arrivato secondo (maledetto Pagliaro)
Commento di Sauro - 24 Ottobre 2007 20:09
Sauro, è da leggersi col tono di “ebbene sì, maledetto Carter!”, vero? ;-D
Il test è fantastico! Ma io continuo ad amare la signora in giallo (la sento affinemente placida, metti giù quella pistola, su…) ;-***
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 20:18
Vai tranquilla, Placida Signora! Trattasi di pistola ad acqua. Sono innocuo :-)
Commento di Sauro - 24 Ottobre 2007 20:32
tanto per rimanere nel giallo…
stasera per un risotto…..è meglio…il giallo aranciato della zucca …..o….il giallo giallo dello zafferano….????????
Commento di roger - 24 Ottobre 2007 20:41
il disincantato pepe carvalho del grande montalban, il malinconico marlowe, e si, anche Simenon, per le atmosfere e per la pìetas nei confronti dei delinquenti e delle vittime. Anche se l’ho odiato per un romanzo omofobo (del quale non ricordo il titolo).
ellroy della dalia nera, del grande nulla, di LA confidential. Capote con a sangue freddo ci sta?
Q e il nome della rosa non riesco a vederli come gialli. Auster con la trilogia di NY, giallo sui generis.
Oh, scordavo il falcone maltese e Continental OP di Hammett.. evabbe’ la smetto :D
ora vado a fare il test
Commento di fran(cesca) - 24 Ottobre 2007 21:17
Sai che mi hai fatto pensare che non ho mai letto un giallo? Però ho trovato questo post davvero interessante!
Commento di laislabonita - 24 Ottobre 2007 21:23
be’ non so com’e’ il resto di Sauro, ma quel test e’ grandioso!
Commento di fran(cesca) - 24 Ottobre 2007 21:38
mitì la radio era crc targato italia, una radio napoletana. penso che l’anno fosse il ‘97-97.
bacio :)
Commento di siocchezze (già michele) - 24 Ottobre 2007 22:41
Sauro è il più grande esperto italiano di noir. Inarrivibile per un Lucarelli qualsiasi. Ecco cosa è Sauro. (Oltre a un grandissimo blogger da cazzeggio avanzato).
Grazie alla padrona di casa per aver aggiunto “il sangue degli altri”. Ma se poi ti sembra orribile?
Commento di antonio p. - 24 Ottobre 2007 22:58
antonio, sono sul blog di sauro da due ore e la gatta mi guarda strana. Cosa avro’ mai da ridere da sola come una scema?
Commento di fran(cesca) - 24 Ottobre 2007 23:20
Insegnale a leggere, capirà.
Commento di antonio p. - 24 Ottobre 2007 23:33
Cara Mitì, ho la febbre alta, la sinusite e un inizio di bronchite, quindi sono costretta stare in casa…leggerti mi tira su il morale, scrivi sempre di cose curiose e ammiro la tua padronanza della lingua italiana.
Vicino al letto, come ogni brava malata, ho una pila di libri, tra cui due gialli: “Il Rapporto Pelikan” e “Il cliente” di J. Grisham. Li ho già letti ma quando sto male non riesco ad impegnarmi in nuove letture, preferisco riprendere i libri che mi sono piaciuti di più, mi fanno sentire un po’ meno sola!
Domani spero di stare meglio e di riuscire a finire di leggere il tuo articolo di ieri, io fino a qualche anno fa collezionavo cavatappi…
Commento di MariCri - 24 Ottobre 2007 23:40
Fran(cesca), nome della rosa sì, può essere giallo; ne ha quasi tutte le caratteristiche. Q anche secondo me no.
Certo che è bello quel test, qui solo cose belle néh?! ;-D**
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:43
Michele, 97? Così tanto tempo? Ma io ti pensavo un bimbo! ;-D Però vorrei leggerlo lo stesso :-***
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:44
Laislabonita, mai? mai?? tesora, rimedia subito che poi ti interrogo! ;-D*** (scherzo eh? però la Christie…;-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:45
Sauro, ad acqua? ok. Vado a mettermi l’impermeabile e torno subito, che già son mezza raffreddata e alla mia età… ;-)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:46
Antonio, se mi sembrerà orribile mi vendicherò in modo orribile: sarà un ottimo movente… (stiamo parlando di gialli, no? ;-D***)
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:47
MariCri, ma pòvera! Curati stelìn, non stancarti a leggere, fila a nanna e sogna solo i cavatappi e come me li racconterai. Ti faccio un po’ di vin brulè? :-**
Commento di Placida Signora - 24 Ottobre 2007 23:49
Premetto che non ricordo di aver letto, forse uno, dei libri gialli. Ma i gialli in televisione o al cinema, ricordo li seguivo. Soprattutto in età giovanile.
Inutile dire che il giallo che più mi ha spaventato (se non fa parte degli horror) è “La scala a chiocciola”) … penso, tu, cara Mitì, mi possa capire.
un abbraccio a tutti. e grazie per questo blog molto interessante.
Commento di vanna - 25 Ottobre 2007 09:15
I noir sono le mie letture preferite, il giallo che preferisco e’- Dieci piccoli indiani DI AGATA CHRISTIE- a seguire -Delitto di mezza estate,La Quinta donna, I cani di Riga, insomma l’ispettore Wallander di HENNING MANKELL,e poi ancora il commissario MAIGRET quello di GINO CERVI pero’, continuo a vedere e rivedere alcuni D.V.D. che sono riuscita a trovare,ed anche AD OCCHI CHIUSI E TESTIMONE INCONSAPEVOLE di GIANRICO CAROFIGLIO, sai che lo conosco? viene spesso a Roma per lavoro nella sede in cui lavoro anche io. ciao un grande beso.;+)
Commento di mimosa fiorita - 25 Ottobre 2007 09:23
Il grandissimo Raymond Chandler, oltre a saperli scrivere, ne sapeva anche discorrere: scrisse anche uno o due saggi sulle “crime stories”. Pubblicata da Feltrinelli esiste una sua antologia di racconti, in due volumi, che comprende il saggio “la semplice arte del delitto” nel quale critica per la loro artificiosità meccanica (e con ragione secondo me) alcuni autori citati qui sopra: Van Dine, la Christie.
A me tra tutti in passato son piaciuti molto CHandler (tutto ciò che ho letto di suo mi piace) Stout (le storie di Nero Wolfe) e Ellery Queen.
Di autori recenti non ne conosco, quasi non leggo più letteratura “di genere”.
Commento di AdRiX - 25 Ottobre 2007 16:11
Uh però di Pepe Carvalho ho letto molte storie ora che mi sovviene.
Commento di AdRiX - 25 Ottobre 2007 16:13