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L’Angelovergine che dipingeva da homo

di Placida Signora - 18 Ottobre 2007

La misteriosa morte di Elisabetta Sirani, pittrice

sirani-autoritratto-1658.jpg

Era un tipico agosto bolognese, quello del 1665; afa e caldo infernali.
Ma in via Urbana 7, casa del pittore Giovan Andrea Sirani, l’atmosfera era di cupo gelo, quello che fa venire i brividi all’anima.

Era preoccupato per la salute di Elisabetta, la primogenita ventisettenne che da un po’ soffriva di terribili dolori al ventre.
Adorava quella figlia; era diventata pittrice più famosa di lui e di riflesso dava lustro anche al suo nome e alla sua arte, che senza di lei darebbe stata abbastanza mediocre e soprattutto ignorata.

Ed era davvero brava, la Sirani; in un’epoca in cui le donne difficilmente emergevano nella vita quotidiana, figuriamoci in quella artistica, da quando aveva 17 anni nobili, religiosi, borghesi, popolani le commissionavano quadri: duchesse di Parma, di Baviera, di Braunschweigh,  principi di Toscana avevano in casa almeno una sua opera.

Dipingeva ininterrottamente e velocissima (più di 200 quadri in 10 anni!) soprattutto donne e spesso autoritraendosi: Madonne, sante, eroine   mitologiche e bibliche: in ogni suo quadro poneva la firma su pizzi, gioielli, scollature, ogni cosa dimostrasse femminilità e sensualità.

Era anche un business vivente, Elisabetta; il padre faceva da agente amministratore mentre lei passava ore e ore chiusa in studio, lavorando in pubblico - perché molti non credevano fosse lei a dipingere-  e dissertando coltamente con gli spettatori.

Cosimo de’ Medici, in cambio d’un quadro le donò una croce con 56 diamanti che venne posta dal padre nell’ “armadio dell’ammirazione”, zeppo d’oggetti preziosi donati alla figlia e mostrato ai visitatori come un reliquiario che provocava feroci invidie.

Carlo Cesare Malvasia, celebre esperto di pittura dell’epoca, la venerava definendola “prodigio dell’arte, gloria del sesso donnesco, gemma d’Italia, sole d’Europa,  l’Angelovergine che dipinge da homo, ma anzi più che da homo”.

Vergine perché non s’era mai innamorata; tranne forse che d’un allievo del padre, il parmense Battista Zani, già promesso alla bolognese Ginevra che della pittrice era gelosissima. Come gelosissimo era di lei suo padre, che non avrebbe mai accettato di dividerla con altri o di vederla andar via di casa.

Elisabetta iniziò a star male il giorno 11; il medico Gallarata diagnosticò una misteriosa “distillazione di catarro” da curare con “siroppo acetoso”.

Il 27 la crisi; urlava dal dolore, inizò a “sudare gelato”: il medico prescrisse “lavativi, unzioni del corpo, vomitivi e brodi”.
Si fece “negra l’estremità delle dita delle mani e dei piedi, mutò tutta colore”.
E il 29 la fine: “Dopo morta si gonfiò tutta e pareva fosse vecchia di 60 anni, e fra le altre cose gli si gonfiò anche il naso”.

Così testimoniò la zia al processo, perché ci fu un processo che appassionò tutta la Bologna d’allora.

Il padre accusò d’omicidio una cameriera, Lucia Tolomelli; testimoni l’avrebbero vista comprare una venefica polvere rossa e metterla nel pancotto, cena di Elisabetta: forse una sicaria di Ginevra?

Lucia fu interrogata, torturata, il processo durò un anno; infine i patologi diagnosticarono “morte da ulcera perforata” causata da stress e iperlavoro.

La Tolomelli venne in ogni caso esiliata da Bologna e anche quando tornò, dopo il “perdono” e la morte del suo accusatore, ebbe per sempre la nomea d’avvelenatrice.

I funerali di Elisabetta furono “lacrimosi e solenni come quelli d’una santa papessa”: è sepolta nella chiesa di San Domenico a fianco di Guido Reni, idolo di suo padre.

©Mitì Vigliero

46 Commenti »

  1. Infatti, proprio ora che ho scritto che fra neri e donne i buana ci prendono per scemi, fa piacere sapere di un’altra donna brava e, a modo suo, molto famosa!

    buona giornata mia cara:)

    Commento di Boh/Orientalia4All - 18 Ottobre 2007 10:37

  2. Boh, donne brave e in gamba ce ne sono state in passato a bizzeffe; solo che non avevano molte occasioni per dimostrarlo. Sono le solite generalizzazioni pecorone di chi la spara grossa perché vuole visibilità a tutti i costi; tutte le donne sono sceme, tutti i genovesi sono avari, tutti i neri han la musica nel sangue… E’ quel TUTTE/I che mi da’ terribilmente sui nervi. ;-D

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 10:50

  3. Quindi i genitori “repressi” che vogliono far eccellere i figli dove essi hanno “fallito” causando loro soffereze [e morte] non sono un’invenzione del XX secolo…

    Commento di Antar - 18 Ottobre 2007 10:54

  4. mi ero svegliato con la voglia di polenta…ma….a dir il vero ,anche una bella pappa col pomodoro(pancotto)…non sarebbe male…

    per quanto riguarda la storia della povera…Elisabetta….è triste vedere che danni possa fare un genitore iperpossessivo accecato dalla fama…

    Commento di roger"sguasciapallotti" - 18 Ottobre 2007 10:56

  5. Questo sarebbe stato un caso per CSI. :D

    Commento di Lupo Sordo - 18 Ottobre 2007 10:56

  6. Antar, già…E anche le figlie che lo accettano non sono solo una realtà di oggi :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:01

  7. Roger, bòno il pancotto, vero?

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:02

  8. Lupo, anche per quegli altri, dei Delitti Irrisolti…;-D

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:02

  9. BONISSIMA……
    perchè…ed è ormai assodato che…

    … La pancia che borbotta
    e’ causa del complotto
    e’ causa della lotta
    abbasso il direttor
    La zuppa ormai e’ cotta
    e noi cantiamo tutti
    vogliamo detto fatto
    la pappa al pomodor…..

    comunque…se fosse vissuta oggi la povera Elisabetta…avrebbe dovuto ingerire MAALOX a quintali….il padre non l’avrebbe certo mandata in ospedale…perchè sprecare tutto quel tempo li….???…..quando si può dipingere…

    Commento di roger"sguasciapallotti" - 18 Ottobre 2007 11:16

  10. Alcuni di quei quadri sono meravigliosi!!
    I padri così sono repellenti. Ma anche certe donne oggi non hanno ben capito cosa voglia dire fama, indipendenza, libertà…..Ho letto cose mostruose in giro!!Epidemia isterica??

    Commento di ZiaPaperina - 18 Ottobre 2007 11:17

  11. Roger, probabilmente le avrebbe fatto dipingere l’ospedale, un’altra Lezione di Anatomia…;-)

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:33

  12. ZiaPaperina, eh. Passerà. :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:34

  13. la libertà è un diritto…che ahimè tutti sanno di avere…ma che quasi nessuno sa utilizzare nel modo giusto..

    l’indipendenza e la fama….si conquistano..con il duro lavoro…e la coscienza di quello che siamo e di quanto possiamo valere…

    queste sono cose che un buon genitore ha il DOVERE di insegnare ai figli…il problema è…LO FACCIAMO NEL MODO GIUSTO…..????

    Commento di roger - 18 Ottobre 2007 11:36

  14. Roger, questa è una domanda da tre milioni di euro…

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 11:50

  15. Non avrà digerito il pancotto…;-)***

    Commento di Princy60 - 18 Ottobre 2007 12:18

  16. Princy, troppo formaggio? ;-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 12:31

  17. ‘Spettate…quindi il pancotto è la pappa al pomodoro?
    L’ho mangiata questa estate a Montepulciano (in un ristorante a ridosso della chiesa di S.Biagio) e me ne sono innamorata .

    (si lo so Placida che ‘un c’entra nulla con il post :P )

    Commento di MissPansy - 18 Ottobre 2007 12:32

  18. Che bello, hai scritto proprio di una delle mie artiste preferite. In questi giorni a venezia c’è una mostra su Rosalba Carriera, un’altra donna che riuscì a imporre la sua bravura in un mondo dominato dal maschilismo. La mia preferita però resta Artemisia Gentileschi, per il coraggio con cui si ribellò alle convenziono del suo tempo e per la forza tragica delle sue eroine dipinte sulla tela.

    Commento di MariCri - 18 Ottobre 2007 12:32

  19. MissPansy, la buona cucina c’entra sempre (basta non sia avvelenata ;-)

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 12:35

  20. MariCri, l’Artemisia era una grande, in ogni senso :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 12:35

  21. E se invece fosse stato proprio il padre ad avvelenarla? represso ed invidioso com’era’, ciao dolcissima ti auguro un sereno week-hend fin da oggi, domani ci tocca il solito noiosissimissimo corso di aggiornamento d’ufficio. ;@))))

    Commento di mimosa fiorita - 18 Ottobre 2007 12:49

  22. Mimosa, ipotesi da non scartare. Magari lei voleva andar via col battista, e lui s’è vendicato…Bello giocare alle Miss Marple, eh? ;-D
    Buon corso! (io soliti camallamenti casalinghi)

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 13:10

  23. Povera figliola!

    Ma restano le opere a renderle giustizia in barba alle gelosie Ginevrine e padresche( che parola!)

    ROSY

    Commento di Rosy - 18 Ottobre 2007 13:51

  24. tanto di cappello!

    Commento di ammiragliok - 18 Ottobre 2007 14:04

  25. una delle cose che mi affascinano sono i racconti “dell’epoca”, queste descrizioni di malattie che sembrano fantastiche, misteriose, mostruose, e anche poetiche, perché no, commoventi.
    “bella storia” cara mitì!
    bonaventura.

    Commento di Gianluca - 18 Ottobre 2007 14:31

  26. Beh, a giudicare dall’impressionante sintomatologia, oltre a CSI e Cold Case, anche il doctor House non guasterebbe…;-)

    Commento di Vipera76 - 18 Ottobre 2007 14:40

  27. Storia affascinante che non conoscevo. In questi casi, per uomini e donne di questo calibro, restano sempre le loro opere a far da testimonianza.

    Commento di Signor Ponza - 18 Ottobre 2007 15:30

  28. Rosy, padresche ha un che di terribile, sì ;-D**

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 15:52

  29. AmmiraglioK, sì, era in gamba la pulzella! ;-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 15:52

  30. Gianluca, ogni malanno allora sembrava qualcosa di spaventoso e oscuro, ed effettivamente lo era…:-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 15:53

  31. Vipera, e si sarebbe divertito da matti, House…;-D

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 15:54

  32. fra i tanti ritratti fatti da Elisabetta Sirani…sembra ci sia da considerare anche il ritratto di Beatrice Cenci(anche lei vittima di “attenzioni” padresche…e poi del boia)..che si riteneva fatto da Guido Reni

    qui il ritratto

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Cenci.jpg

    Commento di roger - 18 Ottobre 2007 16:18

  33. qnotizia trovata qui…

    “Diversi critici le attribuiscono il ritratto di Beatrice Cenci in cui emerge un tratto raffinato. La prima attribuzione è riferita a Guido Reni che si trovava però a Bologna quando nel settembre 1599 si compiva la prigionia e l’esecuzione di Beatrice. La tela invece risalirebbe al 1662, e si baserebbe su incisioni di Beatrice Cenci tramandate dall’epoca della sua morte.”

    http://www.romecity.it/Donnenellarte.htm

    Commento di roger - 18 Ottobre 2007 16:21

  34. Signor Ponza, verissimo! :-*

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 16:34

  35. Roger, interscambiabili ;-)

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 16:39

  36. La croce coi diamanti o la collana di perle dell’autoritratto: se tu facessi oggi il gioco dei desideri, Placida, sceglierei questi.
    Buona serata!

    Commento di Cristella - 18 Ottobre 2007 19:00

  37. Ah, dimenticavo, un quadro (ne basterebbe uno, immagino, per rendermi ricca), di questa ragazza,

    Commento di Cristella - 18 Ottobre 2007 19:01

  38. Placida, però certe cose sono più comuni delle altre, per esempio discriminare le casalinghe, tanto per farti un esempio..
    :(

    (questo periodo sto sempre a casa a fare le note e ti assicuro che le capisco moltissimo..:))

    ciao cara

    Commento di Boh/Orientalia4All - 18 Ottobre 2007 19:19

  39. “Carlo Cesare Malvasia, celebre esperto di pittura dell’epoca, la venerava definendola “prodigio dell’arte, gloria del sesso donnesco, gemma d’Italia, sole d’Europa, l’Angelovergine che dipinge da homo, ma anzi più che da homo”.”….

    e se la bella Elisabetta si fosse innamorata de Conte…nonchè CANONICO…Carlo Cesare Malvasia…e tutto lo stress non fosse derivato dal troppo dipingere…ma da l’impossibilità di dare un seguito al rapporto….??????????????????

    qui qualcosa sui Malvasia …che a quanto pare prediligevano le pittrici..

    http://www.daltramontoallalba.it/luoghi/villaclara.htm

    Commento di roger - 18 Ottobre 2007 20:01

  40. Cristella, sì, una quadro suo non dispiacerebbe affatto neanche a me…;-D
    Ad esempio il primo autoritratto, quello che ho messo sotto il titolo.

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 20:43

  41. Boh, certo. Però dobbiamo ammettere che rispetto ad allora se ne son fatti di passi avanti…E la casalinghitudine tocca a tutte, inevitabilmente (a meno di non vivere in albergo) ;-D

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 20:44

  42. Roger, come sei maligno! ;-D***

    Commento di Placida Signora - 18 Ottobre 2007 20:47

  43. certo che se se questa povera donna non vedeva mai nessuno di chi poteva innamorarsi se non del primo che gli è capitato? (l’allievo dico)
    ma il padre il pancotto non lo ha mangiato?
    ps: ciao Mitì, è sempre un piacere leggerti :*

    Commento di Giovanna - 19 Ottobre 2007 00:40

  44. Scusate il commento fuori tema, ma non posso non fare i miei complimenti per il blog. Bello davvero, sarà un piacere leggerti in futuro, Mitì.

    Commento di MiKo - 19 Ottobre 2007 04:49

  45. Che storia triste..

    Commento di S.B. - 19 Ottobre 2007 08:32

  46. [...] parlato su queste pagine sono:Caterina di Challand La Buriana, la Sbobba, la Costosa e la Bugiarda Elisabetta Sirani Anna Schiaffino detta Nina Caterina de’ Vigri Francesca Scanagatta Cornelia Rossi Martinetti [...]

    Pingback di Placida Signora » Blog Archive » Il Monumento di Caterina - 9 Marzo 2008 23:44

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