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Il Semangàt

di Placida Signora - 17 ottobre 2007

L’anima delle cose

In Malesia sono convinti che anche le cose posseggano un’anima in parte loro, in parte assorbita dalle persone che li posseggono: quest’anima la chiamano Semangàt.

A causa di questa gli oggetti possono – come le persone- risentirsi e diventar pericolosi, o essere contenti e portare fortuna.

Lo scrittore Vittorio G. Rossi raccontò la storia di Vivian, un suo amico inglese metereorologo, che visse per cinque anni in Malesia con un’indigena che si chiamava Tempuròng.

Lei lo amava moltissimo.

Quando Vivian venne trasferito in Inghilterra – un po’ come Pinkerton fece con Butterflyla moglie giapponese” – partì da solo, abbandonando per sempre e senza tanti scrupoli Tempuròng, la moglie malese.

Passarono gli anni.

Vivian si era sposato con una donna inglese: non le raccontò mai la storia di Tempuròng, per lui ormai era acqua passata.

La moglie un giorno si ammalò gravemente; soffriva moltissimo sino a quando un giorno, semi impazzita per il dolore fisico, si suicidò piantandosi in petto un kriss  , un pugnale malese che faceva parte della collezione di suo marito, conservata in una vetrinetta.

Ma la cosa strana fu che, su ben 40 kriss presenti nella vetrinetta, la donna scelse per morire proprio quello che la disperata Tempuròng aveva dato a Vivian come dono d’addio il giorno della sua partenza dalla Malesia.

Il Semangàt del kriss aveva vendicato, dopo più di vent’anni e in un altro continente, l’amore tradito di Tempuròng.

©Mitì Vigliero

Spesso gli oggetti ci sono istintivamente simpatici o antipatici.

O a volte ci riservano sorprese, “comportandosi” in modo strano, scomparendo e riapparendo quando pare a loro; rompendosi in un momento particolare o creando situazioni speciali…

Ciò accade soprattutto con cose che sono vecchie se non antiche, che sono magari in precedenza appartenute a qualcun altro.

Che hanno già una storia: un Semangàt, insomma.

E a voi?

Vi capita mai di dire o pensare:
“Questa casa sembra non mi accetti”, “Questo anello mi porta fortuna”,
“Quando indosso questo indumento mi succede sempre qualcosa di speciale”
o cose simili?

E possedete un oggetto che secondo voi ha un Semangàt, positivo o negativo che sia?  

*

Blimunda: Come no. Avevo una casa a Varazze che mi odiava. Una Uno azzurra di seconda mano che mi odiava idem, me ne ha fatto di tutti i colori. E una catenina con un ciondolo fatto a sole che mi ha accompagnato nei momenti più belli.

Lilas: Nel 1985, come al solito, ci siamo recati in campeggio con la nostra Roulotte. Erano già un paio d’ anni che mio marito “soffriva” quell’ arnese, abbastanza fastidioso nelle manovre ecc ecc. L’ avevamo anche cambiata, prendendone una visibilmente più piccola (continua)

Beppe: La stilografica di mio nonno, che uso quando devo firmare qualcosa di importante. Se si inceppa, vuole dire che qualcosa non va, che devo controllare di più prima di accettare. Mi sento un po’ ridicolo a dirlo, ma sono anni che si comporta così. E non ha mai sbagliato.

Chamfort: Il caffè della mattina possibilmente dentro una grossa mug coi colori della bandiera inglese , che mi portò sorella Papera da Londra quando aveva 14 anni. Ormai è sbreccata (la mug, non la Papera), però iniziare la giornata con lei mi dà un senso di positività. E un vecchio golf grigio, che indosso ogni volta che devo fare qualcosa di importante.

Mareadiluce: Non ho oggetti portafortuna o portasfiga, però nè ho molti che hanno la capacità di allietarmi, come una vecchia spilla di mia mamma, che ho amato fin da bambina e che adesso è in mio possesso. Una ragazza che conoscevo invece sosteneva tutti gli esami universitari con un vecchio orologio di suo nonno al collo: senza quello erano tragedie, con l’orologio invece sempre al massimo.

Mimosafiorita: Un tagliacarte in ferro con l’impugnatura in bronzo e smerlata, al centro c’e’ inciso il Colosseo, l’ho trovato 25 anni fa nel cassetto della scrivania che mi era stata assegnata (continua)

Michele: lessi dell’anima delle cose in un libro di luciano de crescenzo, una decina d’anni fa (continua)

Roger: una volta ho avuto un cellulare che poco dopo che è scaduto la garanzia,mentre telefonavo,per qualche misteriosa ragione, e senza che io premessi alcun tasto andava in vivavoce. mi ha creato diverse situazioni imbarazzanti finché, stufo, una volta appena riattaccato,dopo una telefonata di lavoro piuttosto animata…l’ho preso e sbattuto violentemente sul tavolo. Mistero….da allora ha funzionato in modo perfetto.

Antar: La casa in cui abito ora [la stessa in cui sono nato e in cui sono tornato dopo decenni] si diverte a nascodere le cose e a non tirarle fuori finché non le mostro la giusta attenzione. E ovviamente quando tornano sono esattamente davanti agli occhi. Succede solo in quella casa e ho un paio di persone da portare a testimoni…

Irene: (Commento molto interessante, su “oggetti viventi”, marketing e altro qui)

Briciolanellatte: Io invece ho un luogo con il suo bravo (e inspiegabile) Semangàt. Ogni volta che, per lavoro o diporto, vado in questa città (che peraltro amo tantissimo) succede qualcosa di negativo alle persone che amo. Non è strano? Così ogni volta che parto sono devastato dai sensi di colpa.

GigiMassi: Che coincidenza! Ho appena postato sul mio semangàt personale (le striscioline di carta che si trovano nei libri :-*

Valentina: Io ho un ciondolo a cui sono legatissima e che sono convinta porti fortuna. Ho anche un ottimo rapporto con la mia vecchia macchinina, fedele compagna di tutti i viaggi che ho fatto in questi ultimi anni. Invece con quella che aveva mio padre quando dovevo fare scuola guida c’era un profondo odio reciproco…ma alla fine ho vinto io….l’abbiamo venduta…però prima le ho rifatto una fiancata :)

Naima: Una scatola di onice orribile, di quelle portasigarette che andavano negli anno ‘70 verdino variegato con i piedini d’ottone a zampa di leone (continua)

Luca: tutte le mie automobili appena sanno che ne ho ordinata un’altra.. cominciano a mancarmi di rispetto. si rompe qualcosa non partono almeno finchè non lo vendo tutti quelli che hanno comprato le mie “usate” sono contenti ma in quel lasso tra la nuova e la loro dipartita verso nuovi proprietari fanno i capricci come se sapessero…

Rezcik: Credo di essere influenzato da quanto poi è accaduto. Circa due anni fa in una casa che sta in un piano alto, sul balcone ho avuto la sensazione che potessi essere spinto giù (continua

Rosy: La mia casa è molto antica, i primi tempi, sia io che mio figlio, non ci trovavamo bene: un senso di disagio di estraneità, per non dire ostilità…insomma stavamo proprio male!(continua)

Luisa: durante una gita alle calanques, molti anni fa, ho trovato lungo il sentiero una collanina con medaglietta in argento smaltato con viso d’angioletto e invocazione in tedesco sul retro…non posso dire che mi abbia portato bene ma per me è stato un ritrovamento significativo, in quel momento contingente, sicché, alla bisogna, non manco di indossarlo

Fiodor: io coltivo un odio reciproco con lo sgabello che ho in casa. Si apposta di notte e al buio mi morde gli stinchi quando passo, offeso per quando ci salgo sopra.

Alberto: Ho un cappello, un borsalino di mio padre che non c’è più. Ogni tanto, d’inverno, me lo metto. Mi porta bene? Non lo so, ma quando ce l’ho in testa mi sembra di essere più ben disposto verso il mondo.

Giovanna: io non ho un oggetto che mi porta fortuna , o che si comporta in maniera strana, però mia nonna mi ha inculcato che le case hanno una loro anima… quando arrivavamo a casa magari dopo una giornata fuori, salutave le stanze entrando, e parlava loro come si fa con le persone che non vedi da un po.. Buon giorno, allora come va? cosa è successo mentre non c’ero? e cosi via…

SignorPonza: Io ho una sciarpa a cui sono realmente affezionato e penso abbia realmente un’anima.

Regi: Ci credo talmente che cerco di non autosuggestionarmi prendendo in antipatia gli oggetti. Comunque le case mi inquietano, a volte mi sembra che siano loro a possedere noi.

Catriona: Io me lo sono scelto, il mio Semangàt. E’un rosario buddista (di quelli piccoli, mica “alla Richard Gere”) che porto sempre. E’ un tale concentrato di bei luoghi, belle persone e bei ricordi che non può non aiutarmi… in qualche modo.

MariCri: Quando devo fare qualcosa di importante, indosso sempre l’anello con lo smeraldo che era della mia bisnonna: il colore della pietra mi rilassa e mi infonde la speranza di fare bene. Se ho una partita di tennis metto sul braccio sinistro (continua)

75 Commenti

  1. Come no. Avevo una casa a Varazze che mi odiava. Una Uno azzurra di seconda mano che mi odiava idem, me ne ha fatto di tutti i colori. E una catenina con un ciondolo fatto a sole che mi ha accompagnato nei momenti più belli.

    Commento by Blimunda - 17 ottobre 2007 08:54

  2. Nel 1985, come al solito, ci siamo recati in campeggio con la nostra Roulotte. Erano già un paio d’ anni che mio marito “soffriva” quell’ arnese, abbastanza fastidioso nelle manovre ecc ecc
    L’ avevamo anche cambiata, prendendone una visibilmente più piccola.
    Quell’ estate andammo all’ Elba con le bimbe e per tutto il viaggio il marito brontolò ” Ma vedi se uno deve viaggiare con ‘st’ appendice attaccata al “retro”….
    Bene, al ritorno, a Marinella di Sarzana, mentre noi ce ne eravamo andati a Colonnata solo con la macchina, a prendere il lardo…lei pensò bene di farsi rubare da un parcheggio a mare dove l’ avevamo lasciata! Sì, a pieno carico…..
    Io sono sempre stata convinta che, offesissima per il trattamento ricevuto, avesse inviato segnali a qualche gruppo rom dei paraggi, dal quale si sarebbe sentita più valorizzata! ;-)
    Fatto sta che non abbiamo mai più saputo nulla di lei!

    Commento by Lilas - 17 ottobre 2007 09:05

  3. La stilografica di mio nonno, che uso quando devo firmare qualcosa di importante. Se si inceppa, vuole dire che qualcosa non va, che devo controllare di più prima di accettare. Mi sento un po’ ridicolo a dirlo, ma sono anni che si comporta così. E non ha mai sbagliato.

    Commento by Beppe - 17 ottobre 2007 09:08

  4. Blimunda, le case “contrarie” sono sgradevolissime. :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 09:16

  5. Lilas, con tutto il carico? si era proprio offesa a morte! ;-D

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 09:17

  6. Beppe, ma è quella grossa verde e nera? :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 09:18

  7. Sì :)

    Commento by Beppe - 17 ottobre 2007 09:22

  8. Il caffè della mattina possibilmente dentro una grossa mug coi colori della bandiera inglese , che mi portò sorella Papera da Londra quando aveva 14 anni. Ormai è sbreccata (la mug, non la Papera), però iniziare la giornata con lei mi dà un senso di positività. E un vecchio golf grigio, che indosso ogni volta che devo fare qualcosa di importante.

    Commento by Chamfort - 17 ottobre 2007 10:02

  9. Io sono un mostro… Non riesco ad affezionarmi alle cose e non ne sento lo spirito… :-(

    Commento by Lupo Sordo - 17 ottobre 2007 10:11

  10. Beppe, ;-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:11

  11. Chamfort, mi piace tanto quando mostri il tuo lato di fratellone gentile…;-**

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:13

  12. Non ho oggetti portafortuna o portasfiga, però nè ho molti che hanno la capacità di allietarmi, come una vecchia spilla di mia mamma, che ho amato fin da bambina e che adesso è in mio possesso.
    Una ragazza che conoscevo invece sosteneva tutti gli esami universitari con un vecchio orologia di suo nonno al collo: senza quello erano tragedie, con l’orologio invece sempre al massimo.

    ps:Bebbe, la storia della stilografica è stupenda *_*

    Commento by Mareadiluce - 17 ottobre 2007 10:13

  13. Lupo, macché mostro ;-D. E’ la tua parte razionale che ha il sopravvento, e forse non è mica un male…:-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:14

  14. Mareadiluce, per me tutti gli oggetti di mia madre hanno un qualcosa di speciale; hanno dentro un po’ di lei :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:16

  15. una volta ho avuto un cellulare che poco dopo che è scaduto la garanzia,mentre telefonavo,per qualche misteriosa ragione ,e senza che io premessi alcun tasto…andava in vivavoce…
    mi ha creato diverse situazioni imbarazzanti….finchè….STUFO…una volta appena riattaccato,dopo una telefonata di lavoro piuttosto animata…L’PRESO E SBATTUTO VIOLENTEMENTE SUL TAVOLO….

    MISTERO….da allora ha funzionato in modo perfetto…

    Commento by roger la voce del padrone - 17 ottobre 2007 10:30

  16. Un tagliacarte in ferro con l’impugnatura in bronzo e smerlata, al centro c’e’ inciso il Colosseo, l’ho trovato 25 anni fa’ nel cassetto della scrivania che mi era stata assegnata, ed io l’ho subito eletto mio portafortuna,anche perche e’ molto bello, me lo sono portato a casa, ed ho notato nel tempo, che spesso aprendo plichi o lettere ” che non siano bollette” con quel “Semangàt” ho ricevuto belle notizie, a differenza di un paio di scarpe alle quali sono decisamente antipatica, le ho pagate un botto, sono di marca, ma quando me le metto, prendo un’infinita’ di storte oramai da qualche anno,non so’ chi vincera’, il C.T.O. e’ li che mi aspetta prima o poi… ;@))

    Commento by mimosa fiorita - 17 ottobre 2007 10:32

  17. lessi dell’anima delle cose in un libro di luciano de crescenzo, una decina d’anni fa.
    non riesco a ricordare come i greci definissero questa sorta di superstizione, e mi ci sto scervellando da giorni :)

    ah, mi permetto di segnalare qui il mio personale punto di vista, in un post che scrissi qualche giorno fa.

    un abbraccio,
    michele

    Commento by michele - 17 ottobre 2007 10:46

  18. Roger, aveva finalmente capito chi comanda, oh! ;-)

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:49

  19. Mimosa, il tagliacarte ti è grato per essere stato riportato in uso ;-D Riguardo le scarpe, anche io ne ho un sacco che attentano alla mia incolumità…ma solo perché, da quando mi sono fatta male mesi fa, non riesco più a camminare sui tacchi ;-)

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:51

  20. Michele, non ho letto quel libro…Se lo ritrovi, dimmi come i greci chiamavano il semangat, per favore! (ossì, gli oggetti “parlano” proprio come racconti nel tuo post…;-D*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 10:52

  21. La casa in cui abito ora [la stessa in cui sono natoe in cui sono tornato dopo decenni] si diverte a nascodere le cose e a non tirarle fuori finché non le mostro la giusta attenzione.
    E ovviamente quando tornano sono esattamente davanti agli occhi.
    Succede solo in quella casa e ho un paio di persone da portare a testimoni…

    Commento by Antar - 17 ottobre 2007 11:28

  22. Nell’antropologia e nella sociologia che studia il consumo tornano spesso i rituali di “appropriamento” degli oggetti. Grant McCracken individua 4 principali tipi di rituali di consumo: lo scambio, legato alla logica del dono; il possesso, che implica forme di appropriazione simbolica e materiale degli oggetti e una personalizzazione delle cose e dei loro significati; il mantenimento, che rinfresca il valore simbolico dell’oggetto; la svestizione, che svuota di significato il bene di cui ci si sta per disfare. Il lavoro necessario a portare a termine questi rituali “produce” l’oggetto e lo lega alle persone “in una relazione vivente”.
    L’idea degli “oggetti viventi” sta infatti diventando sempre più importante nel marketing, soprattutto hi-tech (vedi l’ipod piuttosto che il nazbatag, come bene descrive Marina (Redpill).

    Io, che personalizzo tutto, mi ritrovo tantissimo in questo, come una moderna esponente del pensiero magico degli indigeni/dei bambini. Ciò che non riesco a personalizzare allora è cattivo, sento realmente un rifiuto da parte dell’oggetto. Se è un quaderno, non riesco a scriverci, se è un vestito o un ornamento non riesco a indossarlo…
    Al contrario ci sono cose da cui non riesco a staccarmi. Principalmente sformati maglioni di lana, vecchi di almeno una generazione, spesso due!
    Poi c’è il ciondolo che mi è stato regalato 4 anni fa da una signora sconosciuta (il mio avatar lo rappresenta), con cui manca poco che vadoa pure a dormire…

    Commento by irene - 17 ottobre 2007 11:56

  23. Io invece ho un luogo con il suo bravo (e inspiegabile) Semangàt. Ogni volta che, per lavoro o diporto, vado in questa città (che peraltro amo tantissimo) succede qualcosa di negativo alle persone che amo. Non è strano? Così ogni volta che parto sono devastato dai sensi di colpa.

    Commento by Briciolanellatte - 17 ottobre 2007 12:02

  24. mi ricordo i racconti dei miei nonni. naturalmente in ogni luogo ci sono dei racconti che sconfinano nel mitico, nel fantastico, storie di malìe e fattucchiere. un racconto indelebile è stato quello di un malocchio fatto inserendo nel cuscino un cuore fatto di piume fittamente intrecciate, mia madre me lo racconta ancora con stupore, di quanto fosse incredibilmente ben confezionato, scoperto grazie all’intervento di una maga “buona”. io, come tutti, ho luoghi, situazioni, persone e oggetti che mi fanno sentire più o meno bene o a mio agio. con l’esperienza a volte si cambia idea e soprattutto sensazione…però un libro o un disco, per me, sono sempre un’isola felice, non trovare traffico mi fa sperare in una giornata fortunata, la mia penna preferita o il profumo che amo mi pervadono di un’attesa positiva. da bambino, per anni sono stato convinto (e mi scopro spesso a pensarci ancora) che vedere un ragno di mattina portasse sfortuna, visto di sera invece fosse beneaugurante, per averlo letto sul manuale delle Giovani Marmotte…poi si inventano sul momento le cose, ad esempio, durante l’ultimo mondiale di calcio, ci eravamo convinti di aver vinto con la Germania perché avevamo convinto un mio amico napoletano a fare il caffè per rafforzare l’italianità…saluti a tutti. Bonaventura.

    Commento by Gianluca - 17 ottobre 2007 12:04

  25. Antar, fa i dispetti per farsi notare…come i bambini :-)

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 12:13

  26. Irene, hai scritto cose interessantissime, grazie! Dovresti raccontarla la storia di quel ciondolo, sai? :-***

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 12:14

  27. Briciola, no, non è strano. E’ semplicemente inspiegabile dal punto di vista logico, come tutte queste cose. Però è innegabile che esistano. :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 12:16

  28. Gianluca, sì, molto dipende da “noi”. E trovo bella che rimanga questa fantasia da bimbi, anche con l’età adulta :-)*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 12:18

  29. Che coincidenza! Ho appena postato sul mio semangàt personale (le striscioline di carta che si trovano nei libri :-*

    Commento by Gigi Massi - 17 ottobre 2007 12:23

  30. Gigi, bellissimi i fortunini! Sì, siamo sempre in sintonia ;-**

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 12:44

  31. Io ho un ciondolo a cui sono legatissima e che sono convinta porti fortuna. Ho anche un ottimo rapporto con la mia vecchia macchinina, fedele compagna di tutti i viaggi che ho fatto in questi ultimi anni. Invece con quella che aveva mio padre quando dovevo fare scuola guida c’era un profondo odio reciproco…ma alla fine ho vinto io….l’abbiamo venduta…però prima le ho rifatto una fiancata :)

    Commento by valentina - 17 ottobre 2007 13:04

  32. Mitì, ci stavo appunto pensando… ;)

    Commento by irene - 17 ottobre 2007 13:04

  33. Una scatola di onice orribile, di quelle portasigarette che andavano negli anno ’70 verdino variegato con i piedini d’ottone a zampa di leone.
    Me l’aveva regalata un mio fidanzato (finì presto, era inevitabile).
    La trovavo orribile, ma non avevo il coraggio di eliminarla perchè era appartenuta a sua madre.
    Dopo qualche mese che la tenevo in casa incominciarono a succedere una serie di inconvenienti e disgrazie, alcune delle quali direttamente collegate al nefasto oggetto.
    Durò a lungo prima che mi convincessi che davvero fosse colpa della scatola, ma quando cadde da sola da un mobile rompendo quello che si trovava sotto, decisi che era ora.
    Per scaramanzia la portai fino al Tevere dove la gettai dentro liberandomene per sempre.
    ;-)

    Commento by naima - 17 ottobre 2007 13:22

  34. tutte le mie automobili appena sanno che ne ho ordinata un’altra.. cominciano a mancarmi di rispetto. si rompe qualcosa non partono almeno finchè non lo vendo tutti quelli che hanno comprato le mie “usate” sono contenti ma in quel lasso tra la nuova e la loro dipartita verso nuovi proprietari fanno i capricci come se sapessero…..

    Commento by Luca - 17 ottobre 2007 13:34

  35. Davvero interessante il commento di Irene, mi ha dato da pensare.
    Del resto anche io tendo molto a personalizzare gli oggetti, mi son ritrovata in alcune parole ^_^

    Commento by Mareadiluce - 17 ottobre 2007 13:51

  36. Credo di essere influenzato da quanto poi è accaduto. Circa due anni fa in una casa che sta in un piano alto, sul balcone ho avuto la sensazione che potessi essere spinto giù. Non che soffra particolarmente di vertigini. In quella stessa casa un anno dopo si lancio dalla finestra una persona. E il figlio di questa si uccise allo stesso modo ma in un altra casa pochi mesi dopo. La cosa strana è che ora, quando mi capita di entrare in questa casa, non ho più alcuna sensazione.
    Ma credo che la mia sia solo suggestione a posteriori viste le tragedie accadute.

    Commento by rezcik - 17 ottobre 2007 13:51

  37. La mia casa è molto antica, i primi tempi, sia io che mio figlio, non ci trovavamo bene: un senso di disagio di estraneità, per non dire ostilità…insomma stavamo proprio male!
    Ora c’è un’atmosfera magnifica: tranquilla rilassante, tanto che, spesso, chi ci viene a trovare, si attarda ben oltre più del previsto…
    Ho saputo in seguito, che l’anziana proprietaria che ce l’ha venduta, era una medium, e nella casa si tenevano sedute spiritiche molto movimentate…
    Probabilmente io e mio figlio, siamo dei soggetti particolarmenti sensibili.

    ROSY

    Commento by Rosy - 17 ottobre 2007 14:07

  38. durante una gita alle calanques, molti anni fa, ho trovato lungo il sentiero una collanina con medaglietta in argento smaltato con viso d’angioletto e invocazione in tedesco sul retro…non posso dire che mi abbia portato bene ma per me è stato un ritrovamento significativo, in quel momento contingente, sicché, alla bisogna, non manco di indossarlo

    Commento by Luisa - 17 ottobre 2007 14:15

  39. io coltivo un odio reciproco con lo sgabello che ho in casa. Si apposta di notte e al buio mi morde gli stinchi quando passo, offeso per quando ci salgo sopra.

    Commento by Fiodor - 17 ottobre 2007 14:25

  40. Ho un cappello, un borsalino di mio padre che non c’è più. Ogni tanto, d’inverno, me lo metto. Mi porta bene? Non lo so, ma quando ce l’ho in testa mi sembra di essere più ben disposto verso il mondo.

    Commento by Alberto - 17 ottobre 2007 14:56

  41. Mitì, mi piace come nei tuoi post spazi con disinvoltura dallo spiritismo al cattolicesimo neopagano ed all’animismo antropologico, religioso e chimico. Per dirla con Stahl, quale “flogisto” anima la tastiera del tuo computer?

    Commento by Sonny&Me - 17 ottobre 2007 14:59

  42. Valentina, sì vendètta tremènda vendètta! ;-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:27

  43. Irene, brava! Io aspetto di leggerti, allora :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:27

  44. Naima, chissà se il tevere ne ha risentito in qualche modo..;-D

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:28

  45. Luca, succede anche agli elettrodomestici…La mia lavatrice, che perdeva acqua, non scioglieva il sapone, non scaricava più, appena sono andata a ordinare la sostituta si è messa ad andare perfettamente ;-DD
    (a me spiace sempre cambiare macchina, mi affeziono troppo…)

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:30

  46. senza offesa, sono fole. :P

    Commento by paolo beneforti - 17 ottobre 2007 15:30

  47. Marea, sì, è davvero splendido quel commento!

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:31

  48. Rezcik, la suggestione fa molto, anzi, moltissimo. però di solito si è suggestionati da una cosa già accaduta…:-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:32

  49. Rosy, forse. E la casa finalmente con voi ha tirato un sospiro di sollievo…;-)**

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:33

  50. Luisa, chi l’aveva persa dovrebbe consolarsi. E’ finita in buone mani! :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:34

  51. Fiodor, hanno un pessimo carattere, gli sgabelli…;-D

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:34

  52. Alberto, ecco, quello è il vero significato del semangàt. :-*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:35

  53. Attaccatissima alle cose (non butto via niente e la casa ormai straripa), amo in modo particolare tutto quanto richiede la manualità e l’ingegno semplice delle persone: pizzi, merletti, maglie, coperte, ricami, legni intarsiati…
    Mia mamma l’anno scorso fece un centinaio di presine (quelle classiche, all’uncinetto, niente di trascendentale)e me le regalò da vendere ai vari mercatini di solidarietà a cui spesso partecipo. Ebbene, lei non c’è più da 5 mesi e io, quelle presine, non riesco proprio a darle via. C’è il suo lavoro, il suo donare, le mani, l’uncinetto, la precisione. Ogni punto, un pensiero.
    Gli oggetti sono un pezzo di anima di chi li ha creati.

    Commento by Cristella - 17 ottobre 2007 15:35

  54. Sonny, solo un’enorme “curiosità affettuosa” verso ogni manifestazione dello spirito e relativo comportamento umano :-)*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:36

  55. Cristella, verissimo. Che siano presine, quadri, musiche non importa. E’ “la parte di sé” che ci resta dentro ad avere un valore inestimabile.
    (Non mi parlar di cose tenute; col trasloco sto facendo sacchi e sacchi di rumenta, spesso col cuore che mi sanguina…)

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:39

  56. cos’è la rumenta?

    Commento by Cristella - 17 ottobre 2007 15:40

  57. Paolo, nessuno dice che sian realtà assolute e logiche…Ma proprio tu, artista, negheresti forse che nelle tue opere non rimanga un po’ di te? ;-)*

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:42

  58. Cristella, la ruda, le scovazze, la spassùia: spazzatura in genovese ;-D

    Commento by Placida Signora - 17 ottobre 2007 15:42

  59. Ho due Semangàt, entrambi positivi (anche se io non credo alle questioni relative all’energia positiva e negativa): una camicia del mio papà (ora non c’è più), che metto quando sono un po’ stressata: mi sento come avvolta da un’aura di serenità. L’altro è un anello maschile con brillante, appartenuto a mio suocero, che ho iniziato a mettere dopo la sua scomparsa e che porto ogni giorno con me.

    Commento by Anna - 17 ottobre 2007 16:19

  60. cioè che eventualmente rimane di me in quegli oggetti è decrittabile (eventualmente) solo attraverso fisiche percezioni e conoscenze memorizzate. lo svolgere un lavoro artistico non confligge con l’avere nozioni materialiste, al contrario: aiuta a distinguere le finzioni e le invenzioni (che hanno piena cittadinanza nell’arte e nella letteratura, come esplicite finzioni) dalla realtà. ;)

    Commento by paolo beneforti - 17 ottobre 2007 16:54

  61. io non ho un oggetto che mi porta fortuna , o che si comporta in maniera strana, però mia nonna mi ha inculcato che le case hanno una loro anima… quando arrivavamo a casa magari dopo una giornata fuori, salutave le stanze entrando, e parlava loro come si fa con le persone che non vedi da un po.. Buon giorno, allora come va? cosa è successo mentre non c’ero? e cosi via…

    Commento by Giovanna - 17 ottobre 2007 17:47

  62. Io ho una sciarpa a cui sono realmente affezionato e penso abbia realmente un’anima.

    Commento by Signor Ponza - 17 ottobre 2007 18:26

  63. L’abbiamo rimpianto a lungo l’infilascarpe,
    il cornetto di latta arrugginito ch’era
    sempre con noi. Pareva un’indecenza portare
    tra i similori e gli stucchi un tale orrore.
    Dev’essere al Danieli che ho scordato
    di riporlo in valigia o nel sacchetto.
    Hedia la cameriera lo buttò certo
    nel Canalazzo. E come avrei potuto
    scrivere che cercassero quel pezzaccio di latta?
    C’era un prestigio (il nostro) da salvare
    e Hedia, la fedele, l’aveva fatto.
    (Eugenio Montale)

    mica farai come Hedia.????….Pla…che poi ti tocca rincorrere il camion della…rumenta…

    Commento by roger - 17 ottobre 2007 18:30

  64. Ci credo talmente che cerco di non autosuggestionarmi prendendo in antipatia gli oggetti. Comunque le case mi inquietano, a volte mi sembra che siano loro a possedere noi.

    Commento by regi - 17 ottobre 2007 20:40

  65. si hai ragione ….sono loro a possedere noi….finchè non hai estinto il MUTUO…CARO ESTINTO…

    Commento by roger - 17 ottobre 2007 20:48

  66. Io me lo sono scelto, il mio Semangàt. E’un rosario buddista (di quelli piccoli, mica “alla Richard Gere”) che porto sempre. E’ un tale concentrato di bei luoghi, belle persone e bei ricordi che non può non aiutarmi… in qualche modo.

    Commento by Catriona - 17 ottobre 2007 22:28

  67. Quando devo fare qualcosa di importante, indosso sempre l’anello con lo smeraldo che era della mia bisnonna: il colore della pietra mi rilassa e mi infonde la speranza di fare bene. Se ho una partita di tennis metto sul braccio sinistro il vecchio polsino di spugna, ormai tutto sfilacciato, che mi ha regalato papà la prima volta che ho vinto un incontro. Sono sicura che la mia vecchia macchina, che in realtà era di mio marito, mi odiasse: io credo che fosse perchè l’aveva usata la sua ex che non voleva restituirgliela: ho fatto un incidente abbstanza brutto 2 settimane prima di sposarmi; ditemi voi se non è una prova inconfutabile di malocchio!

    Commento by MariCri - 17 ottobre 2007 22:40

  68. Il mio portatile. so che apparentemente non sembra un oggetto “caldo”. Li chiamano “fredde macchine”, ma il mio mi vuole bene, mi capisce, si rifiuta di eseguire i comandi quando il lavoro che devo fare è per qualcuno che mi sta antipatico e non mi paga. E si mangia anche le sue mail.

    Commento by Zawa - 18 ottobre 2007 09:21

  69. Buongiorno…… :)))

    Commento by roger"sguasciapallotti" - 18 ottobre 2007 10:11

  70. E’ universalmente noto che i computer, pur non essendo vecchi né tantomeno antichi, hanno un’anima:
    avete mai provato ad usare un computer cui state antipatici?
    Non riuscite a fare nulla, poi arriva qualcuno, fa esattamente le stesse cose che avete fatto voi e il computer, per dispetto, funziona perfettamente…

    Commento by MiKo - 19 ottobre 2007 05:06

  71. non ci crederai ma, da allora, quando perdo qualcosa mi consolo pensando alla persona che la trova e potrebbe trasformarla nel suo semangat!

    Commento by Luisa - 22 ottobre 2007 17:29

  72. pare che un modello di pantaloni beige della phard provi un odio sviscerato nei miei confronti: avevo comprato un paio di questi pantaloni, e dopo una settimana sono scivolata sull’asfalto facendomi male alla gamba (non riuscii a camminare per 5 giorni buoni) e, manco a dirlo, si sono bucati irrimediabilmente sul ginocchio. -_- Poi ne ho comprato un altro paio, e ora ogni volta che li metto si mette SEMPRE a piovere, e cosi’ facendo mi si sporca il bordo… Tra l’altro questi pantaloni costano un occhio…
    Poi la mia vecchia casa mi odiava (o e’ posseduta da 1 spirito, come dice 1 mia amica….): ogni volta sentivo scricchiolii dappertutto, e trovavo sempre la porta scorrevole (che da’ nel corridoio) aperta a meta’, e anche se la richiudevo, dopo era di nuovo aperta (e nn c’era nessuno in casa!)… Mi ha fatto passare le pene dell’inferno, e quando me ne sono andata via da quella casa ho tirato un sospiro di sollievo… U_U

    Commento by KiraV - 21 novembre 2007 19:03

  73. per quanto riguarda i computer sono d’accordo con MiKo, anche se io ho + problemi di qst tipo con gli altri apparecchi elettronici…

    Commento by KiraV - 21 novembre 2007 19:04

  74. [...] al meglio gli altri mobili e oggetti – non per guadagno, ma per farli andare a star bene, ché anche le Cose hanno un’Anima ; butta via solo la rumenta – roba rotta, malridotta, irrecuperabile: e ogni tanto accarezza [...]

    Pingback by Placida Signora » Blog Archive » Ginnastica dell’Anima - 29 maggio 2008 01:30

  75. [...] -  Questo post di Junonic, che mi ha ricordato il semangàt [...]

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