di Placida Signora - 25 Settembre 2007
Storia e origini del profilattico
I primi ad utilizzarlo, ma solo come vestitino decorativo in lino delle loro divine appendici, furono i Faraoni egizi.
Gli inventori del primo preservativo vero e proprio furono però i soliti Cinesi che solevano impacchettarsi in sottili fogli di carta di seta oleata; i Giapponesi invece, uomini rudi, preferivano cilindri di carapace di tartaruga resi flessibili da soluzioni alcaline.
I Romani li fabbricavano con intestini essiccati di pecore; e sia quando frequentavano lupanari, sia quando fraternizzavano con le donne dei territori conquistati, vi avviluppavano attorno dei tamponi bagnati con pozioni d’erbe mediche che avrebbero dovuto difenderli da infezioni varie. Continua »
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di Placida Signora - 24 Settembre 2007
Nelle città italiane vale sempre la pena di camminare a volte con il naso all’insù, perché si possono fare piacevoli e curiose scoperte.
Per esempio ad Aosta, in piazza Roncas, su un lato della facciata di un antico palazzo è disegnata in trompe l’oeil una grande finestra da cui si affaccia una splendida dama bionda, vestita in azzurri abiti secenteschi, che ha vicino un cagnolino bianco: si tratta di Esmeralda di Vaudan, moglie del marchese di Caselle Pierre Philibart Roncas (1629).
Il marito, innamoratissimo, volle che fosse ritratta così, in atteggiamento di affettuosa attesa, per poterla vedere ogni volta che si avvicinava a casa.
Invece a Firenze, all’incirca verso la metà di via Cavour, in un cortile interno - dove c’è un ufficio postale - a cinque metri d’altezza si trova una piccola finestra alla quale, tra due vasi di fiori, è affacciata una deliziosa bimba dai lunghi capelli che guarda il cielo tenendosi il volto fra le mani; non si muove mai di lì, perché è fatta di pietra.
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di Placida Signora - 23 Settembre 2007
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell’onda il primo gelo.
è sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo.
(Marino Moretti)

(© Photaume)
***
(Beppe nei commenti scrive:
“C’è la poesia, l’immagine…
Manca la musica sull’autunno“.
Ok. Quale colonna sonora mettiamo? )
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di Placida Signora - 22 Settembre 2007
Avete visto le forbici?
Non sono un tipo particolarmente ordinato. Spesso semino in giro per casa le cose, e poi divento matta a ritrovarle.
Colpa del continuo galòp, faccio tutto di corsa e contemporaneamente.
Ad esempio rispondo a un’intervista telefonica mentre sistemo la spesa in cucina dividendola fra frigo, sportelli, dispensa e contemporaneamente metto a posto la roba stirata che la colf mi lascia ordinatamente sistemata sul tavolo, il tutto svolazzando frenetica come una libellulona per tutta casa.
Non mi stupisco quindi se all’ora di pranzo, aprendo il frigo per tirar fuori il burro mi trovo di fronte una pila di mie mutandine mentre il panetto di burro languidamente si scioglie nel secondo cassetto del comò. Continua »
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di Placida Signora - 21 Settembre 2007
Proverbi e Modi di Dire
Gli antichi greci dicevano “la felicità è la dote della gioventù”; forse perchè da ragazzi si è più incoscienti, ma soprattutto pullulanti speranza e slancio vitale.
Per questo Mark Twain era solito ripetere che “la vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a 80 anni e gradualmente ci avvicinassimo ai 18”.
In realtà il bipede implume va alla caccia della felicità a ogni età, perché essere felici fa innanzitutto bene alla salute: “gioia in cuore fa bel colore” e l’”allegria fa bello il viso”.
Infatti quando siamo sereni sembra che tutti ci vogliano più bene, i musi lunghi non piacciono a nessuno: “ridi e il mondo riderà con te, piangi e sarai solo a piangere” lamentava Nicholas Wilcox.
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