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Finestre

di Placida Signora - 24 Settembre 2007

Nelle città italiane vale sempre la pena di camminare a volte con il naso all’insù, perché si possono fare piacevoli e curiose scoperte.

Per esempio ad Aosta, in piazza Roncas, su un lato della facciata di un antico palazzo è disegnata in trompe l’oeil una grande finestra da cui si affaccia una splendida dama bionda, vestita in azzurri abiti secenteschi, che ha vicino un cagnolino bianco: si tratta di Esmeralda di Vaudan, moglie del marchese di Caselle Pierre Philibart Roncas (1629).
Il marito, innamoratissimo, volle che fosse ritratta così, in atteggiamento di affettuosa attesa, per poterla vedere ogni volta che si avvicinava a casa.

Invece a Firenze, all’incirca verso la metà di via Cavour, in un cortile interno - dove c’è un ufficio postale - a cinque metri d’altezza si trova una piccola finestra alla quale, tra due vasi di fiori, è affacciata una deliziosa bimba dai lunghi capelli che guarda il cielo tenendosi il volto fra le mani; non si muove mai di lì, perché è fatta di pietra.

 Altra finestra simile si trova a Roma, in via Tiburtina poco prima di  San Lorenzo.
Fa parte di quello  che viene normalmente chiamato “il Palazzo Decorato”,  costruzione già di per sé affascinante per il bizzarro miscuglio di stili che lo caratteristico: uno stranissimo incrocio fra palladiano, rinascimentale, barocco…
A questa finestra, una bifora, si affaccia un anziano uomo dalla fluente barba riccia, berretto settecentesco  e un binocolo in mano; alla sua destra un’elegante signora e alla sinistra una ragazza in costume ciociaro: tutti e tre guardano per strada e ridono con gusto.
Attorno a loro una ricca tenda di pizzo: la cosa particolare è che tutte e tre le figure, tenda compresa, sono in terracotta rossa.

Una leggenda racconta che si tratti del proprietario del palazzo il quale, assieme alla moglie e una servetta, guardando passare sotto la finestra un funerale, schernì ridendo il corteo diretto al Cimitero Monumentale del Verano. Dio allora lì punì pietrificandoli.
In realtà pare che la strana “opera” sia da attribuirsi a un certo Sartorio che la forgiò agli inzi del Novecento prima di partire per un lungo viaggio per le Americhe, dove scomparve misteriosamente.

E sempre nella città eterna, stavolta in piazza Mattei, sulla facciata del palazzo che ha come numero civico il 17, c’è una grande finestra murata legata ad una storia che sta a metà tra realtà e leggenda.

Verso la metà del 1500 uno dei tanti Marchesi Mattei, giocatore incallito, riuscì a perdere in una sola notte una somma ingentissima.
Il suo futuro suocero, furibondo, gli disse che mai e poi mai avrebbe dato sua figlia in moglie a uno squattrinato incosciente e buono a nulla come lui.

Il Mattei allora, punto nell’onore, in una sola notte si fece costruire davanti a casa la Fontana delle Tartarughe , una delle più belle di Roma.
All’alba mandò a chiamare suocero e fidanzata e, facendoli affacciare a quella finestra disse: “Vedete cosa può fare in così poco tempo uno squattrinato buono a nulla come me?”. 
Lo suocero lo perdonò e lui, per simboleggiare la fine della sua vita da scapestrato, fece murare per sempre la finestra.

©Mitì Vigliero 

40 Commenti »

  1. Se avesse avuto a che fare con le tue Truppe Camellate, col cavolo il Mattei avrebbe potuto fare l’exploit con lo suocero…….;oDD

    Buona settimana tesoraaaaaa!!!!

    Commento di ZiaPaperina - 24 Settembre 2007 11:08

  2. LA FINESTRA SEMPRE APERTA

    Due sono i palazzi patrizi che si affacciano su piazza della Santissima Annunziata; quello di destra, guardando verso il cupolone del duomo che si intravede da Via de’ Servi, è l’attuale palazzo Budini-Gattai, anticamente meglio conosciuto come Palazzo Grifoni, dal nome della famiglia che lo costruì e lo abitò per diversi secoli. L’ultima finestra in alto, al secondo piano, rimane con le porte chiuse ma con le portelle sempre aperte, di modo che un osservatore dall’interno della stanza possa sempre ammirare la piazza.
    Si narra infatti che alcuni secoli or sono una bellissima fanciulla andasse in sposa ad un Grifoni; la giovane si trasferì ben presto nel palazzo per seguire il marito, di cui era innamoratissima e felicemente ricambiata.
    Ma la felicità dei due sposi non durò che pochi mesi; il giovane Grifoni venne infatti richiamato alla guerra insieme ai rampolli di tutte le famiglie nobili e patrizie fiorentine.
    Un triste giorno la bella fanciulla diede un ultimo saluto in lacrime al suo sposo proprio da quella finestra e lo vide allontanarsi a cavallo, armato di tutto punto, con il fido scudiero al fianco che teneva lo stendardo dorato con il grifone nero ed il lambello rosso, simbolo della famiglia.
    La giovane sposa era solita passare gran parte del suo tempo cucendo e ricamando seduta sulle panche di pietra poste accanto alla finestra, da cui ogni tanto lanciava uno sguardo sulla piazza in attesa del ritorno del marito.
    I giorni passavano e dello sposo non si avevano notizie e del resto non erano troppo buone le voci sull’andamento della guerra che i mercanti ed i pellegrini portavano in città; ma lei non disperava e attendeva pazientemente affacciandosi di tanto in tanto alla finestra.
    Passarono i mesi, poi gli anni, la donna, ormai non più giovane, si rassegnava ogni giorno di più ma non disdegnava di trascorrere buona parte del suo tempo seduta a quella finestra nel ricordo della breve felicità vissuta con il suo sposo.
    Ormai vecchia, il suo passatempo preferito era quello di osservare il mondo da quella finestra, i bambini che giocavano in piazza, i mercanti che vendevano le loro mercanzie sotto i portici, i contadini che andavano al mercato con i carri, ma il suo ricordo andava sempre a quel cavaliere armato che partiva, a quello stendardo.
    Morì proprio in quella stanza e quando portarono via il suo corpo qualcuno volle chiudere la finestra; si scatenò il putiferio: libri che volavano, mobili che traballavano, lumi che si spegnevano, quadri che cadevano, suppellettili che si spostavano!
    I parenti ebbero molta paura, ma non appena la finestra fu riaperta tutto tornò tranquillo e da allora la finestra è rimasta sempre così, con uno spiraglio che permette in ogni momento di poter guardare la piazza.

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 11:09

  3. Sono pasato per anni tutti i giorni in via Cavour, ma non ho mai notato la fanciulla che guarda il cielo. La prossima volta che andrò a Firenze la cercherò e proverò a guardare meglio ciò che mi circonda tutti i giorni.

    Commento di Lesorja - 24 Settembre 2007 11:20

  4. Che commento sgrammaticato…. e dire che ieri sera non ho neanche bevuto…

    Commento di Lesorja - 24 Settembre 2007 11:21

  5. ZiaPaperina, ;-D! Di certo avrebbe fatto una pessima figura (però almeno avrbbe avuto la soddisfazione di farle frustare dai suoi bravi… Comincio ad ODIARLE, sai? )

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 11:28

  6. Roger, da che sito hai preso quella storia? :-)

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 11:29

  7. Lesorja, il lunedì tutto è concesso ;-*

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 11:30

  8. Da Mitì, una sorpresa ogni dì!

    Non so come fai ma tutti i giorni si impara qualcosa qui da te.

    I trompe l’oeil stanno tornaando di moda, almeno qui. Mi piace passeggiare per le viuzze di un paesino vicino dove se ne vedono parecchi.

    ROSY

    Commento di Rosy - 24 Settembre 2007 11:36

  9. Quella di S.Lorenzo non la sapevo. Ci farò caso la prossima volta che ci passo.

    …Intanto, invece, eccoti una nonfinestra di Roccella Jonica…
    http://img225.imageshack.us/my.php?image=dsc07102up7.jpg

    Commento di Antar - 24 Settembre 2007 11:42

  10. Rosy, se sono ben fatti, mi piacciono molto :-)

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 11:47

  11. la storia e presa da qui…

    http://www.enjoyflorence.com/italian/lo-struscio-fiorentino.htm

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 12:03

  12. Anche nel mio quartiere ci sono due finestre con dei bambini scolpiti che guardano il cielo. E’ una vecchia scuola che ora è stata trasformata nella sede del quartiere. Le statue sono state fatte in ricordo di quando era una scuola… :D

    Commento di gloutchov - 24 Settembre 2007 12:07

  13. Antar, incredibile..-D

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 12:18

  14. Roger, grazie -)

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 12:18

  15. Gloutchov, dovresti fotografarle :-)

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 12:20

  16. carissima Placida il camminare con il naso all’insù è una pratica un pò pericolosa a dir il vero quasi letale visto l’affollamento di certi luoghi…ma sinceramente molto attraente e fonte di sorprese,perchè fa scoprire tantissime cose e nuove prospettive di luoghi che frequentiamo tutti i giorni e che guardiamo solo ad altezza d’uomo o poco più

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 12:26

  17. Stai rifacendo le finestre? ;-)***

    Commento di Princy60 - 24 Settembre 2007 12:35

  18. Princy, magari me le avessero fatte come quelle…Il serramentista è un besùgo folle! ;-***

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 12:38

  19. da noi quasi tutte le case sono decorate “alla genovese” a Cicagna ricordo di una signora affacciata alla finestra invece a Casarza Ligure causa una grossa frana il comune ha dovuto fare un alto muro in cemento armato… e poi sopra hanno dipinto direttamente delle finte case… e da un portone sta uscendo “balletta” un signore un pò particolare uno di quei personaggi dei paesi di una volta……

    Commento di Luca - 24 Settembre 2007 13:16

  20. Luca anche di quello sarebbe bello avere una fotografia :-)*

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 13:22

  21. finte finestre…

    http://www.affordableviews.net/

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 13:27

  22. Che bel post! Molto suggestivo e “poetico”…Ormai se non ti vengo a trovare ogni giorno soffro, mi manca qualcosa…Smackkk :-D***

    Commento di Vipera76 - 24 Settembre 2007 14:12

  23. Vipera, mi hai detto una cosa molto bella, sai? Buon lunedì, tesora! :*

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 14:21

  24. Roger, mio fratello se ne è fatta fare una, su un muro tondo del salone. Una porta finestra che da’ su un giardino degradante verso il mare. Bellissima.

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 14:23

  25. appena posso te la faccio:)

    Commento di Luca - 24 Settembre 2007 15:01

  26. le finestre sul sogno….o….per sognare

    http://www.trompeloeilfestival.com/HOME.htm

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 15:22

  27. piazza mattei è una delle mie preferite… mi ci portò una mia amica tanti anni fa, allora la piazza era molto più silenziosa e di notte si poteva stare là senza dire niente a sentire l’acqua scorrere.

    eh, che bei ricordi…

    Commento di Brigida - 24 Settembre 2007 15:27

  28. Luca, grassie :-)

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 15:44

  29. Roger, belle!

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 15:44

  30. Brigida, tutto era più silenzioso anni fa…;-**

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 15:45

  31. pittura anamorfica 3d

    http://users.skynet.be/J.Beever/pave.htm

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 15:47

  32. prima….e…..dopo

    http://www.trompe-l-oeil.info/Trompeloeil/templates/grey/images4/Canut%20MurAvant.jpg

    http://www.trompe-l-oeil.info/Trompeloeil/templates/grey/images4/Canut%20MurApres.jpg

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 16:14

  33. Ciao, Mitì,
    mi manchi! Sono senza internet da una settimana e sono in crisi d’astinenza. Da un Internet point non posso Postare sul mio blog, ma un commento veloce veloce agli amici seppoffà. A presto (tecnico Telecom permettendo… se mio marito non lo uccide prima!!!!!!!!!!!)

    Commento di Cristella - 24 Settembre 2007 16:46

  34. Cristella, spero che il tecnico non sia parente delle mie truppe cammellate (in tal caso,testimonierò a favore di tuo marito ;-D
    Torna presto che manchi anche a me!

    Commento di Placida Signora - 24 Settembre 2007 17:38

  35. quasi quasi un bel balcone con le rose me lo faccio fare pure io….

    http://www.massimodecarolis.it/tarozzi_finito.jpg

    oppure un bel terrazzo come questo…

    http://www.massimodecarolis.it/tl08.JPG

    Commento di roger - 24 Settembre 2007 18:57

  36. a bologna abbiamo la statua i un cane affacciato alla finestra
    http://www.ricettebolognagrasse.it/Storia%20di%20Bologna/Storia%20di%20Bologna/ilcaneallafinestra.html

    Commento di AmmiraglioK - 25 Settembre 2007 08:35

  37. quanto alla fontana di piazza Mattei, pare che ci sia una discrepanza fra la data di realizzazione della fontana (1585) e la costruzione di palazzo Mattei (1616). la voce che circola è che la fontana fosse stata commissionata per il giardino privato di un amico del Mattei, e che costui se la sia fatta “prestare” per l’occasione. una leggenda nella leggenda?

    http://www.edilazio.it/curiosita/29.htm
    http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=21662

    Commento di farouche - 26 Settembre 2007 11:46

  38. Farouche, chi lo sa…erto che anche quella del “prestito a vita” è bella :-)

    Commento di Placida Signora - 26 Settembre 2007 11:50

  39. La terracotta dei tre personaggi alla finestra è opera di Autore, di un grande autore: non ‘un certo Sartorio’ bensì Giuseppe Maria Sartorio, nato a Boccioleto in Valsesia nel 1854 e scomparso nel Mediterraneo - e non nell’Atlantico - nel 1922, nel corso di una traversata tra il Lazio e la Sardegna. Uno scultore verista-simbolista famossissimo e richiestissimo ai suoi tempi, in tutta Italia e che ebbe studi non solo a Torino ma anche a Cagliari, a Sassari ed a Roma. Ed a Roma, appunto, la sua ‘bottega’ d’artista, con circa 40 allievi alle dipendenze, l’ebbe proprio nel ‘palazzo decorato’. Realizzò per numerose piazze di importanti città italiane, monumenti celebrativi di grandi personaggi, si occupò di ritrattistica privata e persino di statuaria per interni ma ciò che lo rese particolarmente celebre fu la sua statuaria cimiteriale. Fu questa, forse la ragione per cui lo si è, a torto, dimenticato: …nei camposanti ci si va sempre malvolentieri… Il Verano, come altri cimiteri monumentali italiani, è ricco di sue opere. E’ un Artista che ho riscoperto e sul quale ho scritto un libro: “Giuseppe Sartorio scultore - Un mito d’altri tempi”, che sarò felice di mettere a disposizione di chi me lo richiederà utilizzando la mia e-mail.

    Commento di Walter Scudero - 18 Novembre 2007 15:47

  40. Giuseppe Maria Sartorio ha lasciato ad Iglesias, in Sardegna, 70 opere firmate, delle quali 65 nel camposanto. Per Scudero: mi interesserebbe sapere qualcosa sul libro da lui scritto: Anche io ho scritto un libro sul campo santo di Iglesias, ed ho la fotografia di Sartorio.

    Commento di francesco cherchi - 10 Novembre 2008 22:47

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