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Il Vino

di Placida Signora - 18 Settembre 2007

Proverbi, canzoni, modi di dire

Per gli spagnoliun pasto senza vino è come un giardino senza fiori”, ma deve essere sempre dei migliori perché “la vita è troppo breve per bere del vino cattivo”.

A questo proposito esiste il curioso modo di direQuale il vino, tale il latino” la cui storia - di origine medioevale- è questa; un professore di latino, invitato a pranzo un suo scolaro, gli offrì un vinello insipido e di bassa qualità: chiedendogli come lo trovasse si sentì rispondere “Bonus vinum”.
Allora gli diede un bicchiere di vino vecchio e profumato, gli domandò come fosse e la risposta fu: “Bonum vinum”.
E quando il professore fece notare l’errore grammaticale della prima risposta, l’allievo rispose: “Quale vinum, tale latinum”.

 

A proposito di intellettuali, Baudelaire era convinto che “Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere”, forse perché “in vino veritas”. 

Se per i Piemontesichi beve barbera ha la mente sincera”, i francesi osservano, in base a quali argomenti non si sa, che anche gli stati d’animo influiscono sulla scelta del vino: “chi beve bianco è vicino al pianto, chi beve rosso ha la gioia indosso” e in ogni caso, concludono i tedeschi sempre estremamente logici, “anche il vino bianco fa il naso rosso”.

Ma i veneti ammoniscono a non mescolare troppi vini diversi: “bianco e negro, menami a casa”, ho mischiato vin bianco e rosso, portami a casa perché sono talmente ciucco che non sto in piedi.

Infatti “il vino è un buon cavallo, ma spesso getta a terra il cavaliere” dicono gli olandesi.
E se per i romagnoli  è “mej puzé ‘d ven che ‘d zera”, meglio puzzare di vino che di cera, intesa come quella dei 4 moccoloni sistemati solitamente attorno alle bare durante i funerali, può essere anche giudicato musulmanamenteil dolce veleno di Satana”, tentatore gradevole che può far molti danni rendendo, come minimo - e come dicono i toscani - l’uomo troppo bevitore da leone a co***” (La rima mettetecela un po’ voi).

Sì lo sappiamo tutti che “buon vino fa buon sangue” e “l’acqua fa ammalare e il vino fa cantare”; lo dicevano anche Maria Monti e Giorgio Gaber in quella vecchia canzone popolare in cui per ogni male era consigliato un vino diverso: ad esempio: “Se ti viene l’insolazione/ non far uso di rinfresco/ bevi bevi del barbaresco/ e ogni mal ti passerà” e che terminava così  “Per gli uomini dabbene/generoso il vin si versi/ che l’acqua serve pei perversi/ Il Diluvio lo provò”. 

Vabbé che secondo i friulanifruts e i cjòcs e’ àn simpri l’agnul custode cun lôr“, bambini e ubriachi han sempre accanto l’angelo custode: ma anche ai miracoli c’è un limite.

Infatti “chi va a letto ubriaco si leva invecchiato”, a meno che non vi si sia andati “ubriachi d’amore e di felicità”, perché l’ubriachezza, dicono i saggi cinesinon è colpa del vino, ma di chi lo beve”.

©Mitì Vigliero

E voi, ne conoscete altri ?
***

Beppe: “Il vino è il latte dei vecchi

Rosidue: ” ‘Mbriachi e picciriddi, Dio l’aiuta”
“Ubriachi e bambini, Dio l’aiuta”
“Carni fà carni, pani fà panza, vinu fà danza”
“La carne fà carne, il pane fà pancia, il vino fà danzare”

Mimosafiorita : qui e qui

Cristella: Con le tue provocazione, ci vado a nozze. Di proverbi e modi di dire romagnoli ho pieno un intero scaffale: (questo)

AndreA: ”il vino buono sta nella botte piccola”

Roger: qui e qui

Blimunda: Letta in una cantina: “Dio ha creato l’acqua perché l’uomo si lavi, e ci son degli stupidi che la bevono” ;-)

Baol: Direttamente dal sud-est barese (lo stesso di Vipera76 per intenderci):
U mejr na uast, aggiust!!
traduco:
Il vino non guasta, aggiusta.
Il termine “aggiustarsi” viene utilizzato quando ci si ciucca :)

Cynaro: “vino in pietra” , ovvero vino tanto buono quanto poco raffinato. quello da taverna o da prendere in bidoni alle scampagnate da 20 30 persone, dove alla fine per l’odore non distingui il tuo braccio dalla salsiccia. ma anche per il vino

Valentina: io conosco “Non ti mettere in cammino se la bocca non sa di vino”…un incentivo a diventare tutti dei ciucchettoni!!!!

Rosidue: Biscotti al vino (ricetta qui)

Lupo Sordo: Proverbio: Lu vìne fa male a cchi nen ce le sape véve.

Max: Mi hai fatto ricordare una canzone che ci facevano cantare da piccoli in genovese, tradotta dice circa così: (qui)

Luisa: come dimenticare l’immortale “bacco tabacco e venere ridocono l’uomo in cenere?”

Alessandra:  Tornando al vino e al detto “l’acqua fa ammalare e il vino fa cantare”, me lo diceva la mia nonna, veneta appunto, ed aggiungeva che “con l’acqua ci si lava” ma è “col vino che ci si disseta”, in un mezzo italiano/dialetto… la nonna era del 1902…

Waki: in francese:
“blanc sur rouge, rien ne bouge
rouge sur blanc, tout fout le camp”
per ricordare che se si beve del vino bianco DOPO il vino rosso, dovrebbe andare tutto bene, ma se al contrario si beve del rosso DOPO il bianco, succede un casino. (secondo me è al di là dell’ordine di ingestione, sarebbe meglio non mescolare, ma insomma)

Fran(cesca) : qui

Simone: Non ho detti ma aneddoti: un mio amico appassionato di vini, controbattendo alla mia ritrosia di aprire una buona bottiglia di Barolo per mancanza della giusta “occasione”, mi disse: non è l’occasione giusta che richiede il vino appropriato, è il vino stesso che fa l’occasione!
:-)

Princy: Non è un proverbio ma mio bisnonno diceva: ” la roba si conserva nell’alcool, mica nell’acqua!”

Rick: “Chi non beve vino ha qualcosa da nascondere.” Charles Baudelaire.
Il vizioso, inteso come colui che ha un vizio, cerca tutti i modi per far accettare agli altri la propria debolezza, a volte giustificandola come fa il grande Baudelaire.(interessante riflessione che continua qui)

Krishel: C’è un detto non so di che zona che dice:
A chi non beve vino Dio neghi anche l’acqua.

Allerta: latte e vein l’e’ propi un velein
[latte e vino e’ proprio un veleno]
…forse allude al fatto che ai poppanti e’ meglio non dare del latte dopo un bel gotto di bonarda ;-)

Maxime: Questo non è un vero e proprio modo di dire, bensì una sorta di brindisi che io ed i miei amici abruzzesi siamo soliti fare (in dialetto) alzando i calici: “Chi n’j piàc la tòp e lu vìn, si puzza murì dumàn matìn”
(traduzione: “chi non apprezza la topa ed il vino, possa morire domani mattina”)

46 Commenti »

  1. Credo che si dica un po’ in tutta Italia: “Il vino è il latte dei vecchi”

    Commento di Beppe - 18 Settembre 2007 09:41

  2. Beppe, sì, e l’ho trovato anche in francese e tedesco :-)

    Commento di Placida Signora - 18 Settembre 2007 10:02

  3. ” ‘Mbriachi e picciriddi, Dio l’aiuta”
    “Ubriachi e bambini, Dio l’aiuta”

    “Carni fà carni, pani fà panza, vinu fà danza”
    “La carne fà carne, il pane fà pancia, il vino fà danzare”

    Buona giornata…:D

    Commento di rosidue - 18 Settembre 2007 10:12

  4. Guarda che sole ch’è sortito, Nannì
    che profumo del viole, de garofoli e panzè
    com’è tutto ‘n paradiso, li Castellu sò così.
    Guarda Frascati ch’è tutto un soriso,
    ‘na delizia, ‘n’amore, ‘na bellezza da incantà.
    Lo vedi, ecco Marino
    LA SAGRA C’E’ DELL’UVA
    FONTANE CHE DANNO VINO,
    quant’abbondanza c’è;
    appresso viè Genzano
    co’r pittoresco Arbano;
    su viette a divertì,
    Nannì, Nannì.
    Là c’è l’Ariccia, più giù c’è Castello
    ch’è davvero ‘n gioiello cò quer lago da incantà;
    e de fragole ‘n profumo solo a Nemi poi sentì:
    sotto quer lago un mistero ce sta,
    de Tibberio le navi sò l’antica civirtà.
    SO MEJO DE LA, SCIAMPAGNA
    LI VINI DE ‘STE VIGNE
    CE FANNO LA CUCCAGNA
    DAR TEMPO DE NOE’…..non me la ricordo piu’.
    Stornello Romano: Nanni’ na gita a li Castelli.
    Comunque, Vino Veritas ;+)

    Commento di mimosa fiorita - 18 Settembre 2007 10:21

  5. Questo non è un vero e proprio modo di dire, bensì una sorta di brindisi che io ed i miei amici abruzzesi siamo soliti fare (in dialetto) alzando i calici:

    “Chi n’j piàc la tòp e lu vìn, si puzza murì dumàn matìn”

    (traduzione: “chi non apprezza la topa ed il vino, possa morire domani mattina”)

    Commento di Maxime - 18 Settembre 2007 10:45

  6. latte e vein l’e’ propi un velein
    [latte e vino e' proprio un veleno]
    …forse allude al fatto che ai poppanti e’ meglio non dare del latte dopo un bel gotto di bonarda ;-)
    su un bel libro di proverbi in dialetto (piasentein) credo che ce ne siano tante altre, ma non ce l’ho sotto mano. Se lo recupero provvedo a integrare.
    ciao pla’
    allerta

    Commento di a. - 18 Settembre 2007 10:47

  7. Ci sono, eh? solo che è arrivato un drappello di truppe cammellate e devo alitargli sul collo col mitra spianato…continuate pure che poi - se non ci scappa il morto - aggiorno ;-)*

    Commento di Placida Signora - 18 Settembre 2007 11:10

  8. C’è un detto non so di che zona che dice:
    A chi non beve vino Dio neghi anche l’acqua.

    Per molto tempo sarei rimasta senz’acqua visot il mio rapporto burrascoso con il vino. Poi ho capito che ci voleva una persona in grado di sapermelo apprezzare. Ho ancora problemi con i rossi ma temo che sia dovuto a qualcosa che il mio organismo non digerisce…
    Uccidi, Placida, uccidi. ^_^

    Commento di Krishel - 18 Settembre 2007 11:19

  9. “Chi non beve vino ha qualcosa da nascondere.”
    Charles Baudelaire

    Il vizioso, inteso come colui che ha un vizio, cerca tutti i modi per far accettare agli altri la propria debolezza, a volte giustificandola come fa il grande Baudelaire.

    Vale per chi beve vino, o alcolici, ed anche per chi fuma come un turco.. E’ un pò come quando si dice : “..Chi non ama gli animali non ama le persone”, è una frase ad effetto ma che di per sè significa poco..

    Infatti credo che sia possibile non amare gli animali o semplicemente provare indifferenza per loro, pur tenendo nella giusta considerazione i propri simili ed intrecciando ottimi e rispettosi rapporti umani.

    Ho sempre notato un comune denominatore in parecchie persone amanti del bere. Coloro che indulgono, a volte con qualche eccesso, in questa abitudine poco salutare spesso sono persone dotate di estrema sensibilità nei confronti del prossimo, una sensibilità e un desiderio di approvazione così emotivo e così estremizzato che ha bisogno di un “aiuto” per non apparire, per andare oltre, per celarsi. E’ come se la ricerca dell’abbassamento dei freni inibitori aiutasse il bevitore a risultare più disinteressato agli altri, più scostante, meno legato al loro giudizio..

    Ciao Mitì !

    Commento di Rick - 18 Settembre 2007 11:32

  10. Ecco già che ci penso ma le truppe cammellate son sobrie?

    .:.

    Commento di hermansji - 18 Settembre 2007 12:00

  11. Non è un proverbio ma mio bisnonno diceva: ” la roba si conserva nell’alcool, mica nell’acqua!” ;-)***

    Commento di Princy60 - 18 Settembre 2007 12:03

  12. ps. svelo l’arcano che non ci azzecca con il post mi è capitato di leggere un annuncio “Offriamo sobrie ristrutturazioni” da parte di una impresa edile… saranno truppe cammellate?

    Commento di hermansji - 18 Settembre 2007 12:03

  13. Amor di servitore o di donna e vin di fiasco,la mattina è buono e la sera è guasto

    Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.

    Bevi del buon vino e lascia andare l’acqua al mulino

    Chi va via ,lascia il posto all’osteria…ma può darsi che… Chi ha buona cantina in casa non va pel vino all’osteria

    Commento di roger - 18 Settembre 2007 12:19

  14. Non ho detti ma aneddoti: un mio amico appassionato di vini, controbattendo alla mia ritrosia di aprire una buona bottiglia di Barolo per mancanza della giusta “occasione”, mi disse: non è l’occasione giusta che richiede il vino appropriato, è il vino stesso che fa l’occasione!
    :-)

    Il Barolo ancora non l’ho aperto! ;)

    Ciao Mitì, vado ad iscrivere mio figlio all’università!

    Commento di Simone - 18 Settembre 2007 12:49

  15. “Viva le donne, viva il buon vino, sostegno e gloria all’umanità” Mozart-Da Ponte, Don Giovanni

    “Bier auf vein las das sein, Vein auf bier das rat ich dir” (modo di dire tedesco che starebbe, letterlamente, per: “Birra sopra il vino, lascia che sia, vino su birra te lo consiglio” con la doppia inerpretazione: lascia che sia nel senso di “lascia perdere” per i morigarati, “va benissimo” per i crapuloni

    “Pansa da ombre” in veneziano: pancione avvinazzato

    Non e’ un detto ma una curiosita’:
    Lista della spesa consegnata nel 1838 dal capo delle guide a Henriette d’Angeville per la prima vera scalata di una donna al Monte Bianco:

    «Due cosciotti di montone. Due lombate di vitello. Ventiquattro polli arrosto. Sei pani di tre o quattro libbre ciascuno. Diciotto bottiglie di vino di Saint-Jean. Una di acquavite di Cognac. Una di aceto. Una di decotto di capelvenere. Un barilotto di vino comune per lo spuntino dei portatori ai Grands Mulets. Dodici limoni. Tre libbre di zucchero. Tre libbre di cioccolato. Tre libbre di prugne.”

    “io sento già prmavera
    che si avvicina coi suoi fiori:
    versatemi subito una tazza di vino dolcissimo
    (Alceo, 600 A.C. a spanne, frammento 98. traduzione di S.Quasimodo)

    “Piove. Giù dal cielo l’acqua rovina. Gelano i rivi. Tu getta legna sul fuoco e caccia l’inverno: e mesci vin dolce senza risparmio” (Alceo, fr.90, trad. A.Maddalena)

    Beviamo. Perché aspettare le lucerne? Breve il tempo.
    O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte,
    perché il figlio di Zeus e Sémele
    diede agli uomini il vino
    per dimenticare i dolori.
    Versa due parti di acqua e una di vino;
    e colma le tazze fino all’orlo:
    e l’una segua subito l’altra.
    (Alceo, fr. 96, trad. Quasimodo)

    Melenippo, con me bevi dunque: che speri mai?
    Quando avrai d’Acheronte varcato
    L’ampia fiumana
    vorticosa, del sole ti illudi
    che i fulgidi rai
    tu potrai contemplare?
    Lascia questa speranza vana
    (Alceo, fr.73 trad. Romagnoli)

    Gonfiati di vino: già l’astro
    che segna l’estate dal giro
    celeste ritorna,
    tutto è arso di sete,
    l’aria fùmica per la calura.
    Acuta fra le foglie degli alberi
    la dolce cicala di sotto le ali
    fitto vibra il suo canto, quando
    il sole a picco sgretola la terra.

    Solo il cardo è in fiore:
    ie femmina hanno avido il sesso,
    i maschi poco vigore, ora che Sirio
    il capo dissecca e le ginocchia”
    (Alceo, fr.94, trad. S.Quasimodo”

    Insomma ogni scusa e ogni stagione erano buone per berci sopra ;)

    Commento di fran(cesca) - 18 Settembre 2007 12:53

  16. in francese:

    “blanc sur rouge, rien ne bouge
    rouge sur blanc, tout fout le camp”

    per ricordare che se si beve del vino bianco DOPO il vino rosso, dovrebbe andare tutto bene, ma se al contrario si beve del rosso DOPO il bianco, succede un casino.
    (secondo me è al di là dell’ordine di ingestione, sarebbe meglio non mescolare, ma insomma)

    Commento di waki - 18 Settembre 2007 12:57

  17. … me lo sentivo che faccio bene a mettere due bicchieri in tavola, uno per l’acqua e l’altro per il vino, anche quando ceno da sola!

    Commento di nonsonocostante - 18 Settembre 2007 13:04

  18. Ma questa è cooptazione! Un post che si chiama “vino”… è come chiamare l’oca a bere!

    PS.: L’oca sarei io, of course.

    Commento di Stefano C. - 18 Settembre 2007 13:17

  19. Ma meno male che ci sei tu, mi spiace rimanere indietro con i tuoi post, sono tutti delle chicche!
    Tornando al vino e al detto “l’acqua fa ammalare e il vino fa cantare”, me lo diceva la mia nonna, veneta appunto, ed aggiungeva che “con l’acqua ci si lava” ma è “col vino che ci si disseta”, in un mezzo italiano/dialetto… la nonna era del 1902…Baci!

    Commento di Alessandra - 18 Settembre 2007 13:43

  20. E pensare che nel sud est barese le vigne “a spalliera” sono state abbattute per far spazio ai “tendoni” di uva da tavola (molto più remunerativa e molto più “avvelenata” dai pesticidi per ingrossarla a dismisura e poi venderla in tutta Europa). Che tristezza :D
    PS: Oramai il nostro glorioso primitivo lo fanno solo nel Tarantino…

    Commento di Vipera76 - 18 Settembre 2007 13:59

  21. come dimenticare l’immortale “bacco tabacco e venere ridocono l’uomo in cenere?”
    a presto e complimenti a Rick per la sua riflessione molto interessante!

    Commento di Luisa - 18 Settembre 2007 14:08

  22. Mi hai fatto ricordare una canzone che ci facevano cantare da piccoli in genovese, tradotta dice circa così:

    c’è chi dice che il vino fa mal,
    l’è tutta gente, l’è tutta gente
    c’è chi dice che il vino fa mal,
    l’è tutta gente dell’ospedal!

    io n’ho bevuto tanto
    e non mi ha fatto male
    l’acqua si che fa male
    il vino fa cantar.

    mi hai aiutato a ricordare alcuni momenti della mia infanzia in val bisagno alla Canova. Grazie!

    Commento di max - la piccola casa - 18 Settembre 2007 14:24

  23. (Allora, andate via quasi indenni le prime truppe, ora sono in attesa di quelle che midevono portare il letto. Dovevan venire alle 8 ma non si son viste , telefonat ora che arrivano.
    Si accettano scommese: il letto arriverà intero o dimenticheranno
    le sponde?
    la rete?
    i piedi? )
    baci al galòp

    Commento di Placida Signora - 18 Settembre 2007 14:57

  24. La cultura del vino da noi venne abbandonata per dar spazio ai seminativi… Le bellissime vigne garganiche, esportate per fino in Russia sono piano a piano scomparse. Oggi il Parco Nazionale del Gargano cerca di recuperare i vini autoctoni. Speriamo…
    Proverbio:

    Lu vìne fa male a cchi nen ce le sape véve.

    Commento di Lupo Sordo - 18 Settembre 2007 15:14

  25. Se c’e’ la testiera dimenticheranno quella, cosi non potrai piu’ dire: non so’ proprio dove sbattere la testa. ciaooooo sto’ per correre a casa a spiluccarmi un grappolo d’uva… a domaniii ;@)

    Commento di mimosa fiorita - 18 Settembre 2007 15:18

  26. Solo davanti a un fiasco de vin, quel fiol d’un can fa’ le feste, perche’ l’e’ un can de Trieste e le piase el vin… si scrive cosi? mi piaceva troppo e non ho resistito.

    Commento di mimosa fiorita - 18 Settembre 2007 15:24

  27. Con le tue provocazione, ci vado a nozze. Di proverbi e modi di dire romagnoli ho pieno un intero scaffale.
    Sul vino:
    Bev e’ ven e lassa andè l’aqua a e’ mulèn (bevi il vino e lascia andare l’acqua al mulino).
    S’a vlì stè sen, avì da bè de ven (se volete restar sani, dovete bere del vino).
    Una bèla imbariagadura, tri dé la dura (una bella ubriacatura, tre giorni dura.
    Cito anche una storiella sull’eterna diatriba sui confini della regione Romagna.
    “Quando percorri la via Emilia verso l’Adriatico, fermati a chiedere “da be’”. Se ti offrono dell’acqua, vuol dire che sei ancora in Emilia. Quando ti porgono un bicchiere di vino, sei arrivato in Romagna!”
    E’ be’ vuol dire “il bere”, ma anche “il vino”, da noi.
    Il santo più amato? San Giovese, of course!
    Av salut!

    Commento di Cristella - 18 Settembre 2007 15:33

  28. Ciao Mitì, oggi commento dalla “nuova casa” dove starò a partire dal 1° di novembre..
    Si, lascio BLOGGERS.IT e passo a BLOGSPOT.. di là il server è quasi sempre down…

    Per quanto riguarda il post ed i proverbi… direi…
    …”il vino buono sta nella botte piccola” anche se non so se può andare….

    Buona giornata Mitì ;-)***

    Commento di AndreA - 18 Settembre 2007 15:36

  29. Ma povera me, sono praticamente astemia, una di quelle che dovrebbe vedersi negata anche l’acqua! Però alcuni vini, in compagnia e in piccole dosi, li apprezzo: il Primitivo di Manduria da pasto e lo stesso Primitivo dolce naturale da dessert, anche il Brunello, il nero d’Avola…in genere i rossi o i rosé…
    Mitì, scommetto che il letto è arrivato intero

    Commento di Anna - 18 Settembre 2007 17:00

  30. Hic sunt BEONES….

    Ahimè, grida, più a lungo vive il vino che un omuncolo. È bene che noi badiamo a titillarci la gola, ché la vita si spiega tutta nel vino. (Petronio Arbitro)
    Dio aveva fatto soltanto l’acqua, ma l’uomo ha fatto il vino! (Victor Hugo)
    Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale (Luigi Veronelli)
    Il vino è il canto della terra verso il cielo. (Luigi Veronelli)
    Il vino è la poesia della terra. (Mario Soldati)
    Il vino è una specie di riso interiore che per un istante rende bello il volto dei nostri pensieri. (Henri de Régnier)
    Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. (Ernest Hemingway)Il vino è il peggior nemico dell’uomo. Ma chi fugge di fronte al nemico è un vigliacco! (motto alpino)
    Me lo ha detto il vin e il vin non erra. (Emilio Praga)
    Non sempre il vino nuovo ci fa dimenticare quello che la vite ci ha donato l’anno prima. (Simonide)
    Quando il vino è in noi, il senno è fuori di noi. (Thomas Becon)
    Quello che Freud è per la psicanalisi, io lo sono per il vino. (Sam Aaron) Riempi il tuo cranio di vino, prima che si riempia di terra. (Nazim Hikmet) Smetti di bere soltanto acqua, ma fa’ uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni. (San Paolo)

    poi….a Pistoia c’è l’Oratorio dei Ss. Giusto e Lucia, oggi ristrutturato a casa privata. Sull’architrave del portale d’ingresso è ancora visibile lo stemma dei Vergiolesi che a metà del Duecento ne avevano il patronato. Nell’oratorio che a quel tempo era intitolato a santa Luciina, si riuniva la Congrega dei Pagliosi che secondo il Fioravanti era così chiamata dal fiasco di vino, il paglioso, che ciascun componente portava e dal quale si beveva prima delle riunioni. Da loro si ipotizza derivi il nome del vicolo del Fiasco con cui l’oratorio confina.

    questo post ha un alto tasso alcolico…ho i drivers..imbriachi…

    Commento di roger - 18 Settembre 2007 17:07

  31. Letta in una cantina: “Dio ha creato l’acqua perché l’uomo si lavi, e ci son degli stupidi che la bevono” ;-)
    Adoro il vino, sempre e comunque.

    Commento di Blimunda - 18 Settembre 2007 17:10

  32. Direttamente dal sud-est barese (lo stesso di Vipera76 per intenderci):

    U mejr na uast, aggiust!!

    traduco:
    Il vino non guasta, aggiusta.
    Il termine “aggiustarsi” viene utilizzato quando ci si ciucca :)

    ciaooooo

    Commento di Baol - 18 Settembre 2007 17:50

  33. ……Per gli uomini dabbene
    generoso il vin si versi
    l’acqua è fatta pei perversi
    e il diluvio lo provò…..

    Commento di roger - 18 Settembre 2007 18:46

  34. “vino in pietra”

    ovvero vino tanto buono quanto poco raffinato. quello da taverna o da prendere in bidoni alle scampagnate da 20 30 persone, dove alla fine per l’odore non distingui il tuo braccio dalla salsiccia. ma anche per il vino

    Commento di Cynaro - 18 Settembre 2007 18:55

  35. io conosco “Non ti mettere in cammino se la bocca non sa di vino”…un incentivo a diventare tutti dei ciucchettoni!!!!ahahah
    sopravvissuta alle truppe???un abbraccio :*

    Commento di valentina - 18 Settembre 2007 19:44

  36. Biscotti al vino

    Ingredieti: 1 kg. di fior di farina
    250 gr. di strutto
    200 gr. di zucchero
    vino rosso

    Preparazione
    Con la farina, lo strutto, lo zucchero e un pò di vino rosso preparare una pasta piuttosto liscia e di media consistenza.
    Ricavare dei rotoli di un paio di centimetri di diametro e ritagliarli a bastoncini di circa dieci centimetri.
    Ungere una teglia, collocarvi i biscotti dando a ciascuno una forma a “esse” e porre in forno a calore moderato per una ventina di minuti.
    Questi biscotti di accompagnano benissimo ai vari tipi di vermouth o a vini da dessert.

    Mustazzoli

    Ingredienti 2 litri di vino
    farina

    Fare bollirre il mosto finchè la quantità si sarà ridotta di un terzo, quindi (sempre sul fuoco e rimescolando) versarvi a pioggia tanta farina quanta ne occorrerà per ottenere una pasta piuttosto morbida che si staccherà dal fondo della pentola.
    Infarinare la spianatoia e versarvi la pasta, lasciandola raffreddare per qualche minuto.
    Ricavare dall’impasto dei rotoli di due-tre centimetri di diametro, schiacciarli con le dita e ritagliarli a bastoncini di sei-sette centimetri.
    Ungere una teglia, deporvi i “mustazzoli”
    così ottenuti e infornare a temperatura media finchè saranno asciutti.

    “A Erice.. volevamo assaggiare i famosi dolci di pasta di mandorle e i mustazzoli che fanno le monache in un convento di clausura”. (Carlo Levi, Le parole sono pietra)

    Mitì, queste sono due ricette della tradizione siciliana, tratte dal bellissimo libro “Sicilia La cucina del Sole” di Eleonora Consoli con disegni di Francesco Contrafatto.

    Il letto è arrivato?

    Commento di Rosidue - 18 Settembre 2007 19:45

  37. Ehilà, è un argomento che vi ispra eh?
    ;-)
    Ho letto cose interessantissime, perdonatemi però se non riesco a rispondervi in modo decente sono stanchissima…Solo un saluto speciale a Baol (gli amici di Viperasono miei amici), un “Che gioia poterti finalmente mettere un link!” ricolto a Francesca, un sì i letto è arrivato a chi me l’ha chisto (poi vi racconterò): per tutti voi altri un abbraccio forte forte, e un arrivederci a domani (e ora striscio a preparar cena…)

    Commento di Placida Signora - 18 Settembre 2007 20:46

  38. In vino veritas, dice mio marito, ma…attento che ti pas…
    Attento che ti passa, e allora, quando sei un po’ troppo brillo, attento a quello che dici!

    C’è, o c’era, in Veneto, un vino particolare che si chiamava “clinto o clinton” con un sapore strano che a me piaceva moltissimo. Aveva pochi estimatori e, da un certo momento in poi, venne proibito, ma non ho mai capito bene il perchè.

    ROSY

    Commento di Rosy - 18 Settembre 2007 21:07

  39. Clinto

    CLINTO: Vino diffuso soprattutto nel Veneto, di colore rosso scuro, che prende il nome da un tipo di uva proveniente dall’Ameria, dalla città di “Clinton” nello Jowa che contiene molto potassio.Attualmente non è commerciabile.
    Un altro vino tipico del Veneto è il “Bacò” o vino d’agosto.Il nome “Bacò” deriva da “Bacco” il dio del vino per i Greci e Romani. Questo vino, leggero dolciastro, molto gustoso, era consumato soprattutto dai contadini.generalmente veniva ricavato dai vitigni di quella specie, impiantati attorno alla casa, nell’orto e nell’ “ortassa”, terreno grasso ai confini del cortile. L’uva maturava verso gli ultimi di luglio e i primi di agosto e veniva vendemmiata verso la metà di quest’ultimo mese .
    Veniva prodotto in una quantità che bastasse, al massimo fino a 15 giorni, perchè, data la bassa gradazione, per il perdurare del caldo afoso e per il tempo soggetto a sbalzi di temperatura, inacidiva facilmente.

    Commento di roger - 18 Settembre 2007 22:15

  40. Ci sto pure io!!
    Allora: Da u ‘mbieche puete avè nu bicchire de mjere, do canarute, manche nu muezzeche (dall’ubriaco, puoi avere un bicchiere di vino, dal goloso, neppure una briciola)
    L’ueve de la gaddina e u miere de la cantina, so la meddja medicine (l’uovo della gallina e il vino di cantina, sono la migliore medicina)
    buona giornata

    Commento di angela - 19 Settembre 2007 08:28

  41. Il vino mi piace, ma non esagero mai anche perchè prima dell’ubriacatura mi arriva il mal di stomaco.

    Comunque a dirla tutta più che berlo il vino mi piace per cuocere gli alimenti, io lo infilo praticamente ovunque: risotti, pesce, pasta e carne…. uhmmmm sono sono nemmeno le nove e già c’ho l’acquolina :(

    Commento di Brigida - 19 Settembre 2007 08:46

  42. Finalmente ho la spiegazione dell’origine del vino “clinto”. Grazie!
    Mi ricordo invece benissimo il sapore dell’uva da cui si ricavava. Magari è stato proibito proprio perchè contiene molto potassio…

    ROSY

    Commento di Rosy - 19 Settembre 2007 10:12

  43. Arrivo il giorno dopo…
    l’acqua fa male il vino fa cantare….
    l’acqua provoca la ruggine e la caduta dei ponti
    e poi la chicca l’unica cosa che mi ricordo dei miei studi(?) di francese
    un verre cassè ne va plus rien ni pour de l’eau ni pour du vin ca c’est certain

    Commento di Luca - 19 Settembre 2007 11:22

  44. Un onore aver avuto un saluto speciale (ringrazierò la vipera)
    Tornerò (e non è una minaccia…spero)

    Commento di Baol - 19 Settembre 2007 12:34

  45. mi ricordo le bibliche nozze di Cana, Gesù trasfermò 6 giare di acqua in vino, in quanto lo aveveano già finito, e si dice che che ogni giara era circa 3 botti…
    facendo due calcoli quindi si può arrivare a capire perché il vangelo tace sulle settimane successive…..

    Commento di max - la piccola casa - 2 Ottobre 2007 21:18

  46. bisogna distinguere, clinto e simile al clinton o clintòn, vini la cui produzione per uso commerciale e stata proibita nei primi anni ‘30 no 30anni fa, eppoi scusatemi ma oltre a leggere, pensate! se sono tossici, hanno troppo metanolo, cancerogeni, e via dicendo, dovrebbero vietarne anche la produzione per uso familiare, o no! sveglia, in Italia vogliono solo che si usi vitis vinifera per il commercio e basta, ora avete capito, businnes, soldi, interessi, cucu cucu, dai avete capito, din don din don, siete addormentati come le tinche; ma sapete almeno per dire un altra cosa cosa tutela la d.o.c. o d.o.c.g. SOLO LA DENOMINAZIONE, non la qualità, avete capito, quindi pensateci e volate liberi, ciao.

    Commento di yode - 23 Luglio 2008 15:09

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