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L’Atlantide romagnola

di Placida Signora - 31 Luglio 2007

La piazza di Gabicce Monte si chiama Valbruna, città leggendaria che da sempre si pensa sia stata sommersa - in epoca lontanissima - dal mare nella baia di Vallugola.

Basandosi su testimonianze antiche che raccontavano resti di torri e mura visibili “a un braccio sott’acqua” nei giorni di mare calmo e limpido, autorevoli storici come Biondo Flavio nel ‘400 o Raffaele Aldimari nel ‘600, si dichiararono convinti che sì, alle foci del fiume Conca sorgeva la mitica Crustumium (dal nome originario del fiume) o Concha.

Una città forse di origine greca, citata da autori latini del sec. e poi probabilmente inabissatasi a causa o di un cataclisma naturale stile terremoto e tsunami (di cui si è persa la memoria), o da fenomeni tettonici che pian piano erosero la costa o addirittura per colpa dell’uomo, che si dice nel VII secolo abbia tagliato via pezzi di monte – provocando una frana distruttiva – per aprire un canale di sbocco ai pesci…Chi lo sa.

La scienza moderna rifiuta la presenza reale di questa città, chiamata da sempre Valbruna dagli abitanti della zona posta tra le Marche e la Romagna, il Montefeltro; quelle che paiono torri e gigantesche mura altro non sarebbero che particolari e interessanti scogli e formazioni geologiche: ma solo semplici scogli, non case.

Però una leggenda che duri così a lungo, mantenuta sempre uguale e viva a livello popolare per secoli e secoli di certo una base di verità deve averla; su alcune cartine marittime del Trecento e del Cinquecento (come questa del Magini) si trova scritto a quell’altezza di mare un  “Concha, città profondata” e l’Aldinari racconta di un pescatore che, dopo essersi immerso di fronte a lui, riportò a galla un laterizio appartenente alla città sommersa.

Le testimonianze antiche la descrivono città piccola ma ricca, con colonnati e statue; forse un porticciolo commerciale, forse una cittadella fortificata posta alla difesa dell’antichissimo (e scomparso) porto militare di Vallugola…Chissà.

E i pescatori tramandano racconti dei loro avi che a volte pescavano con le reti reperti curiosi, stoviglie, capitelli, pezzi di marmo lavorato, vasi, persino brandelli di mosaici.

Di certo quel territorio fu sino al V secolo un fertile e attivo territorio romano; a Cattolica vicino al mercato è stato restituito alla luce (era coperto da un parcheggio auto) un insediamento abitativo, Casa Filippini.
Nel locale Museo della Regina sono conservati parecchi bei reperti databili fra il I secolo a.C. e il IV d.C.; vasi, contenitori in vetro, argilla, terracotta, dadi da gioco,  bottiglie, boccali, brocche, ciotole, anfore…Ma nessuna citazione della città sommersa.

I sub s’immergono spesso nella zona; alcuni affermano di aver visto alcune rovine, altri di non aver trovato nulla – non si sa dove sia di preciso, forse vicino al Sasso di Gabicce, forse più in là, a circa un miglio dalla costa…Ma non disperano, e continuano a cercare.

Un miraggio collettivo? Una voglia matta di fiabe? In ogni caso resta un piccolo, poetico mistero quello di Valbruna, la minuscola Atlantide nostrana.

©Mitì Vigliero

34 Commenti »

  1. i misteri sono sempre bellissimi, anche i miraggi, e la voglia matta di fiabe.
    tanti anni fa ho visto la bambola d’avorio, straordinaria nella sua perfezione, di una giovane donna romana che si chiamava crepereia tryphaena.
    era morta a circa diciotto anni, tra il 150 e il 160 d.c.

    la bambola era nel suo sarcofago, assieme ad una coroncina di mirto ornata di fiori d’argento, a gioielli vari e ad un cammeo con su inciso un nome: filetus.

    la corona di mirto andava alle promesse spose, forse crepereia è morta poco prima delle nozze e filetus era il nome del suo fidanzato.
    l’usanza voleva che le ragazze, prima del matrimonio, portassero i loro giocattoli in omaggio a venere.
    evidentemente lei non aveva fatto in tempo.

    Commento di alga - 31 Luglio 2007 02:48

  2. orpolà…!!!!!
    e io , tutto ieri ,stavo pensando di andare a Santorini….ed avevo iniziato a dar vita alla mia Odissea vacanziera….ed ora mi ritrovo l’atlantide appena dietro casa ????….nella riviera romagnola fra Casadei, la piadina, le megadiscoteche e viale Ceccarini…..?????

    rifiuto il “cattolicesimo”…non andrò a Cattolica….FORSE PARTO PER ITACA…

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 07:46

  3. Alga, come potremmo sognare senza le fiabe e la curiosità resa viva da quelli che ci paiono misteri? Soprattutto le cose del passato sono importanti per la nostra fantasia, perché le sentiamo sempre parte di noi. :-*

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 09:14

  4. Roger, hai avvisano Penelope?

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 09:15

  5. Forse in Italia ci sono altre piccole Atlantidi (mi sembra di ricordare qualcosa di simile in Calabria). Il fatto che la loro esistenza rimanga per lo più legata al filo dei racconti, non fa altro che accrescere l’aura di mistero che le circonda. Mi è venuta voglia di saperne di più!

    Commento di Anna - 31 Luglio 2007 09:47

  6. e da stamani che provo al cell…”l’utente è temporaneamente non raggiungibile”….glielo avevo detto che la Procifon..era una “CATTIVA COMPAGNIA”….è inutile che le mandino il messaggino…”ti ha cercato alle ore ****…NESSUNO”…”…eppure glielo avevo detto ad Omero,il gestore del negozio di telefonia,che il mio nome era Ulisse…!!!…MA SIAMO CIECHI ????

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 09:49

  7. Anna, già, chissà quante ce ne sono di cui nessuno ha mai lasciato testimonianza :-*

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 10:07

  8. Roger, allora mi sa che dovrai cambiare meta vacanziera.

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 10:07

  9. Ben vengano le fiabe, le leggende, le piccole magie e i misteri che rendono interessante la nostra vita. Altrimenti è tutto piattitudine e materialità. Credo che senza sogni e miti la nostra esistenza sarebbe arida e molto più dura da sopportare.
    Rosy

    Commento di Rosy - 31 Luglio 2007 10:13

  10. Di “piccole Atlantidi” [anche se molto meno poetiche] l’Italia è piena.
    Tutte quella causate dai vari bacini idrici formatisi tirando su dighe…
    Certo, questa ha tutto un altro fascino!

    Commento di Antar - 31 Luglio 2007 10:19

  11. Rosy, è un’esigenza tipica della razza umana, sì. :-*

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 10:22

  12. Antar, parlerò anche di quelle! :-**

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 10:22

  13. “….. La costruzione di città utopiche, abitate da società perfette, è ricorrente nella Grecia del IV secolo a.C , e si tratta spesso di isole lontane, ricche, in cui vige preferibilmente un sistema di tipo socialista e autarchico, con suddivisione del lavoro e possesso comune dei beni…..”

    probabilmente Platone scrisse il Timeo di ritorno da un viaggio a Cuba..

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 10:25

  14. Trovo sempre una specie di consolazione in storie così. Abbiamo bisogno davvero di miti e sogni, l’epoca che stiamo vivendo ci propina solo squallori beceri…Cosa lascerà la nostra civiltà ai posteri??

    Commento di ZiaPaperina - 31 Luglio 2007 10:36

  15. ZiaPaperina, non so cosa lascerà. E preferisco non saperlo. Le cose che leggo e sento ai tg in questi giorni mi fanno venire la nausea. Ma tanta, sai?
    Altro che decadenza dell’impero, qui siamo a una regressione assoluta. :-/

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 11:15

  16. “alcuni affermano di aver visto alcune rovine, altri di non aver trovato nulla” …viene voglia di partire per dare un’occhiata, che strano come la stessa cosa ad alcuni paia rovine e ad altri scogli, siamo davvero come i tre ciechi della leggenda indiana, quelli che toccavano un elefante e lo descrivevano come una colonna, una corda e delle spade

    Commento di Luisa - 31 Luglio 2007 11:33

  17. questa Atlantide italiana……mi elettrizza….

    “Plinio il vecchio, naturalis Historia, libro II

    “Vlsinii (Bolsena), città etrusca opulentissima, fu interamente incenerita dai fulmini”

    “Gli antichi annali riportano anche che si possa, con preghiere e riti particolari, scongiurare la caduta di un fulmine come anche scatenarla. Per questo l’Etruria ha un’antica tradizione. Si dice che Porsenna abbia scagliato la folgore contro il mostro Olta, che era solito devastare i campi di Volsinii. Anche Numa sarebbe stato solito compiere simili pratiche, come riporta Lucio Pisone nei suoi annali, imitando il quale Tullo Ostilio sarebbe morto folgorato”
    ——————————
    Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro I

    “Le tradizioni raccontano che Tullo Ostilio, avendo esaminato i commentari di Numa, vi trovò la descrizione di certi rituali segreti. Ritiratosi in privato ed occupato da questi riti li condusse con omissioni ed errori. Non solo non gli giunse alcun segno dal Dio, ma l’ira di Giove fu scatenata dalla falsa adorazione resagli, ed egli incenerì il re e la sua casa con un fulmine”

    ————————————–
    Zosimo, Historia Nova, libro V

    “Pompeiano, il prefetto della città, incontrò alcune persone che erano giunte a Roma dall’Etruria, le quali gli riferirono di come una città chiamata Neveia avesse scampato un immenso pericolo, respingendo i barbari con tempeste di tuoni e folgori, che furono causate dalla devozione dei suoi abitanti agli Dei, avendo seguito certi antichi rituali. Essendosi a lungo intrattenuto con questi uomini, fece tutto ciò che era in suo potere attenendosi ai libri dei sommi sacerdoti. Stando alle opinioni che allora prevalevano, egli avrebbe deciso di procedere con maggiore cautela, ed avrebbe proposto la faccenda all’esame del vescovo di Roma, il cui nome era Innocenzo. Preferendo la salvezza della città alle sue private opinioni, egli avrebbe dato la propria autorizzazione a fare in segreto qualsiasi cosa avesse reputato conveniente. Essi dichiararono però che i rituali che essi erano in grado di compiere non sarebbero stati di alcuna utilità, a meno che non fossero seguiti i riti dovuti ed il Senato fosse salito sull’alto del Campidoglio, celebrando in quel luogo e nei diversi mercati della città. Tutto ciò si sarebbe reso necessario, ma nessuno osò ritornare alle antiche superstizioni, e congedarono così gli uomini che erano giunti dall’Etruria”

    (nota che alcuni commentari suggeriscono come il tutto consistesse nell’installazione di centraline elettriche nei vari mercati di Roma (di modo da creare una rete articolata), con una centrale di alimentazione nel punto più alto della città (il Campidoglio)
    —————————-

    Circa il fatto che la conoscenza dell’elettricità (introdotta a Roma da Numa) fosse ritenuta della massima pericolosità, ecco cosa dice anche Plutarco, Vita di Numa:

    “fu trovata completamente vuota, mentre nell’altra cassa furono trovati i libri prima citati. Il pretore Petilio, avendoli letti ed esaminati, fece giurare in senato che i segreti in essi raccolti non dovessero essere resi pubblici al volgo per nessuna ragione, per cui i volumi furono portati nel comizio ed in quel luogo bruciati”

    Si riferisce alla tomba di Numa, dove erano stati sepolti i 12 libri fulgurales, libri di scienze elettriche scritti (o copiati da originali più antichi)da Numa…….”

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 11:40

  18. Dicono che in certe albe, quando il mare è limpidissimo e fermo, si veda sott’acqua un viale con delle colonne. Da bambino ero convinto di vederle ad ogni ora. Ho passato le mie prime dieci estati sul mare di Valbruna. Poi quando sono mancati i nonni, i miei hanno venduto la casa. E non ci sono mai più voluto tornare. Ora però, dopo averti letto…

    Commento di Beppe - 31 Luglio 2007 11:46

  19. Luisa, proprio vero :-)

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 11:53

  20. Roger, preferisco l’idea dell’acqua a quella dei fulmini…

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 11:53

  21. Beppe, se ci tornerai, prometti che mi racconterai. :-*

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 11:55

  22. Il mito di Alantide resiste alla scienza e ad ogni logica.;-)***

    Commento di Princy60 - 31 Luglio 2007 12:02

  23. Princy, lottatore indefesso ;-*

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 15:33

  24. Complimentoni per il blog…davvero stimolante e ricco di informazioni interessanti!

    ;)

    …che bele scoperte che si fanno ogni tanto! :)

    Commento di Mimmo - 31 Luglio 2007 16:00

  25. Mimmo, grazie, e benvenuto! :-)

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 17:02

  26. secondo me è un miraggio collettivo…e ciò si giustifica col la seguente prova..

    Chiesa di S. Agostino” a Rimini

    La chiesa romanico gotica venne eretta nel 1247.

    A Giovanni da Rimini attivo nella prima metà del Trecento, è attribuito un affresco presente nella parete di destra dell’abside, il quale raffigura la Risurrezione di Drusiana per opera di san Giovanni: sotto le braccia alzate della stessa Drusiana si trova un florido personaggio con un paio di occhiali sul naso.

    Al momento questa è la più antica e sorprendente raffigurazione di occhiali da vista, insieme a quella di Treviso.

    Una curiosità: tra le persone che assistono alla resurrezione sembrano presenti Dante Alighieri e Francesco Petrarca.

    quindi….se avevano bisogno di occhiali è chiaro che la vista era appannata…per cui soggetta a miraggi.. :)))

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 17:07

  27. strumento derivato da misteriose tecnologie……chissà cosa contiene la provetta….????

    GORIZIA
    Nella Chiesa di Maria Santissima Regina è ancora oggi conservato un misterioso e sorprendente baroscopio ligneo costruito in maniera artigianale e di origine ignota. Lo strumento, ancora ai nostri giorni, è in grado di effettuare previsioni sismiche e meteorologiche assolutamente impressionanti per la loro correttezza, il tutto grazie soltanto ad una soluzione chimica contenuta in una provetta sigillata.

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 17:29

  28. La tecnologia di Atlantide secondo Cayce:
    La teoria che più affascina, resta quella del veggente più famoso del XX secolo, Edgar Cayce.
    Cayce nacque da una modesta famiglia nel 1877, ben presto sviluppò poteri paramormali, prescrivendo nel sonno rimedi a pazienti che neanche conosceva.Sempre nel sonno rivelò che l’anima di ognuno di noi è eterna e che di solito ha vissuto numerose vite sulla terra. Ed è proprio grazie alle vite precedenti di alcuni di noi che i dati di Cayce aggiungono un risvolto inedito al racconto di Platone sul Continente Perduto, raccontando come i superstiti di Atlantide raggiunsero, nel tentativo di fuggire, le coste dell’Egitto e dell’America Centrale.
    Alcune rivelazioni fatte a Cayce furono clamorose: sembra che l’antico continente, infatti, disponesse di una tecnologia avanzatissima, capace di sviluppare enormi fonti di energia, allo scopo di alimentare intere città, mezzi volanti e armi terrificanti. Va considerato che Cayce, parlando di Atlantide, menzionò “Televisori, aeromobili da trasporto e raggi di luce distruttivi” negli anni ’30, quando questi strumenti ancora non esistevano. Secondo il sensitivo, alla base della tecnologia atlantidea vi erano dei cristalli la cui struttura atomica sarebbe stata modificata per imbrigliare e condurre enormi quantitativi di energia, assorbita dal suolo, dal mare, dal sole e dalle stelle, come una sorta di enorme “Onda Tesla”. Spesso questi cristalli erano situati all’interno di edifici simili a templi, studiati per accrescere il potenziale dei cristalli.

    leggendo questo mi è venuta spontanea una domanda la tv era pubblica o privata….???????

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 18:24

  29. Tornando a Conca-Valbruna.
    Hai visto la mappa del Magini dove segna in mare il luogo ove sarebbe la città sommersa?
    http://www.pcosta.net/ima/conca.jpg

    Commento di Beppe - 31 Luglio 2007 19:08

  30. Beppe, grazie, aggiunta!

    Commento di Placida Signora - 31 Luglio 2007 19:17

  31. sta a vedè che prima o poi ce ne sarà un altra….di Atlantide..

    http://www.indicius.it/archivio/haarp.htm

    Commento di roger - 31 Luglio 2007 19:53

  32. ma come mai leggerti è sempre così piacevole e delizioso?
    ;-)

    Commento di il Maiale Ubriaco - 31 Luglio 2007 23:34

  33. ti auguro un aulico riposo mia cara Placida ;-))))

    Commento di mammagiovanna - 1 Agosto 2007 17:44

  34. Di belle leggende, in Romagna, ce ne sono altre… Conosci quella di Azzurrina? Ho visitato il suo castello diverse volte, quando avevo le bimbe piccole. http://www.mitidiromagna.it/fantasma_azzurrina.asp
    E’ una storia affascinante, forse vera, forse no. Ma qual è il confine fra realtà e fantasia?

    Sui sassi di Valbruna, puoi approfondire (ops, mi è venuta naturale, questa parola…)leggendo qui:
    http://www.cattolica.info/turi/itinerari/i_sassi_di_valbruna/index.htm

    Un caro saluto da Rimini, dalla Romagna, da Cristella, Regina di Sacrabionda

    Commento di Cristella - 1 Agosto 2007 22:07

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