Perché si crede che: il Gatto Nero porti sfortuna

(foto Fabs)
La superstizione del gatto nero = porta jella nasce nel Medioevo, periodo buio in cui si dava la caccia alle streghe.
Il gatto è l’unico animale domestico che esce di notte come le streghe, diceva il popolino; nero poi era il colore dell’Inferno, del Lutto e del Diavolo: ergo il gatto nero era un demone portatore di morte al servizio delle streghe.
Si dice che porti male se attraversa la strada; questo solo perché in quell’epoca, quando si andava a cavallo e le strade di notte non erano illuminate, un gatto nero che schizzasse di colpo di fronte a un equino poteva spaventarlo e quindi farlo disarcionare il cavaliere.
Ma gli antichi greci e gli egiziani vedevano nel gatto nero la perfezione assoluta ed era considerato una rarità preziosa.
Non solo; ma in Francia e Inghilterra un gattino nero in miniatura, come statuina o ciondolo, è considerato un portafortuna potentissimo.
E in tutta Europa da sempre si crede che possedere un gatto nero voglia dire mettersi la fortuna in casa.



premetto…
non sono superstizioso
pur non possedendone rispetto gli animali
odio chi fa loro del male
rispetto chi li possiede e li cura amorevolmente
ma…detto questo….e letto questo…
USA/ OSCAR GATTO SENSITIVO,SA IN ANTICIPO QUANDO PAZIENTE MORIRA’
Ha previsto giù 25 decessi ed è diventato un caso scientifico
postato 1 giorno fa da APCOM
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New York, 26 lug. (Apcom) - Oscar, si è conquistato il nomignolo di “angelo della morte”. E’ un gattone di due anni, adottato da un ospizio per pazienti psichiatrici e persone malate di Parkinson e Alzheimer a Providence, in Rhode Island. E apparentemente è in grado di capire in anticipo quando un paziente sta per morire. Al talento di Oscar è dedicato un articolo sul New England Journal of Medicine, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo.
Quando il gatto sensitivo si accoccola accanto a un paziente significa che la morte è vicina, non più di quattro ore. Oscar ha già previsto in questo modo la morte di 25 pazienti, infallibile al punto che gli infermieri quando lo vedono entrare in una stanza chiamano i familiari del paziente.
“Non fa molti errori. Sembra essere in grado di capire quando i pazienti stanno per morire - ha spiegato in una intervista al Journal of Medicine uno dei medici, David Sosa. Per i familiari è un sollievo sapere che il gatto faccia compagnia ai loro cari nelle ultime ore della vita, ma per altri Oscar è una sorta di maledizione. Viene allontanato quando entra in una stanza. E lui insiste nel volere entrare, graffia la porta come a dire che la morte è vicina e inesorabile.
Ha cominciato quando era un gattino di sei mesi a fare il suo personale giro dell’ospedale, come dottori e infermieri. Annusa e osserva i pazienti, e in qualche caso si siede accanto ad alcuni. E questi muoiono qualche ora dopo. Oscar non è un gatto affettuoso, o a caccia di carezze. “Prende il suo lavoro molto seriamente”, spiega Dosa. E sembra essere in grado di farlo meglio degli esperti in pazienti teminali.
….fatemi un favore,vi prego,quando “quel giorno” verrà….non fate avvicinare Oscar al mio letto….VOGLIO CHE PER ME SIA UNA SORPRESA….
Commento di roger - 28 Luglio 2007 11:27
in Italia si risolverebbe il sovraffollamento degli ospedali….
Commento di roger - 28 Luglio 2007 11:33
Roger, non è una cosa strana né nuova, anche se ne parlano tutti come fosse un fenomeno extrasensoriale…
Gli animali captano le condizioni di salute delle persone che vivono con loro. Quando si sta male, quando sta per venire un attacco di qualcosa, il nostro corpo emette segnali precisi, variazioni fisiche che l’olfatto e l’udito acutissimi di un cane o di un gatto, che conoscano quella persona, colgono benissimo. Quel micio è vissuto sin da quando aveva due mesi in un piccolo ospedale per malati terminali; è ovvio che li conosca tutti benissimo, e che ne senta le variazioni. Qui l’articolo sul New England Journal of Medicine:
http://content.nejm.org/cgi/content/full/357/4/328
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 11:36
lo so…. ma preferisco, in questo caso, l’effetto sorpresa….con tutto il rispetto per Oscar & C
Commento di roger - 28 Luglio 2007 11:40
Sono fortunato padrone di un gattone nero, Prixi.
Ma sei tu in quella foto?
Commento di Beppe - 28 Luglio 2007 11:46
no in riferimento alla superstizione in generale
Commento di luca - 28 Luglio 2007 11:51
Volevo un gatto nero
1969 di Franco Maresca, Armando Soncillo, Framario
cantata da Vincenzo Pastorelli
Un coccodrillo vero,
un vero alligatore
ti ho detto che l’avevo
e l’avrei dato e te.
Ma i patti erano chiari:
il coccodrillo a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
Non era una giraffa
di plastica o di stoffa:
ma una in carne ed ossa
e l’avrei data e te.
Ma i patti erano chiari:
una giraffa a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
Un elefante indiano
con tutto il baldacchino:
l’avevo nel giardino
e l’avrei dato e te.
Ma i patti erano chiari:
un elefante a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
I patti erano chiari:
l’intero zoo per te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
invece è un gatto bianco
quello che hai dato a me.
Volevo un gatto nero,
ma insomma nero o bianco
il gatto me lo tengo
e non do niente a te.
Commento di roger - 28 Luglio 2007 11:54
Luca, certo. Eppure lo studio e l’analisi storica delle cosiddette superstizioni è molto utile per comprendere la storia della società umana. Molte hanno origini “pratiche” (vedi il gatto che a causa del suo colore di notte faceva imbizzarrire i cavalli, e quindi provocava incidenti)
Altre rispecchiano ataviche paure date da malesseri psicologici, altre ancora si sono formate per accadimenti di cronaca reali (invasioni, epidemie, carestie, terremoti ecc). Analizzare logicamente le superstizioni, significa appunto dare loro un senso logico e “sereno”, eliminandone la stupida e infantile paura :-)
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 11:59
Io ne sapevo un’altra.
Ma va bene lo stesso.
La mia storia sapeva di Persia, di pestilenza, di buio e di pericolo dovuto ad una grande quantità di “neri” insediati nei porti dell’estremo oriente, un pericolo per i marinai. Ma non trovo più quella bella storia… :(
Commento di Axell - 28 Luglio 2007 12:07
Axell, se ti capita di trovarla, dimmelo per favore! :-*
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 12:09
e del modo di dire “siamo del gatto” che mi dici…????…da cosa è nato questo modo di dire….???
francamente….. preferirei esser del gatto …che….in bocca al lupo….a meno che il lupo non crepi prima
Commento di roger - 28 Luglio 2007 12:12
Il gatto nero porta sfortuna?
I gatti di razza neri più belli sono i Bombay…ma si vedono anche tantissimi meticci completamente neri, altrettanto splendidi. Ma…portano sfortuna? Molti superstiziosi credono ancora a simili sciocchezze…se qualcuno di loro ci stesse leggendo…ecco una storia che gli farà cambiare idea, simile a quella del gatto con gli stivali.
Dick Whittington, nel Trecento, viveva in Inghilterra, a Londra. Apparteneva ad una famiglia poverissima, e ogni giorno che passava tirare avanti diventava sempre più difficile. La sua unica proprietà, comprata per un penny (moneta inglese) era un gattino nero, dal pelo lucidissimo. Questo gatto, formidabile cacciatore di topi, fece la sua fortuna: si infilò nel palazzo Reale, infestato da topi, e riuscì a catturarli tutti. Il Re, per riconoscenza, donò immense ricchezze al proprietario del gatto, e da allora Dick dimenticò miseria e povertà.
Una bella storia, non trovate? Ed è anche vera!
trovata qui…
http://www.tittiweb.it/superstizioni.htm
Commento di roger - 28 Luglio 2007 12:21
Frida ha, per amico, un gatto nero…;-)***
Commento di Princy60 - 28 Luglio 2007 12:25
Roger, e bravo il gatto Whittington :-)
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 12:26
Princy, Frida è una cana intelligente (li avete mai fotografati insieme?) ;-**
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 12:27
I gatti sono animali magici.Dopo un’intervento al cuore mio marito era depresso e non dormiva, ebbene la mia bimba pelosa non dormiva neanche lei, gli stava vicino e quando era tanto agitato,si sdraiava sul suo petto, cosa che con lui non faceva mai e dopo quel brutto periodo, non ha più ripetuto. Ci ha scelti lei, viveva per strada dove era sta abbandonata, è entrata nel mio giardino, si è accucciata sulle mie gambe.Era il ‘99 e sta ancora con noi…
Commento di rosi - 28 Luglio 2007 12:35
I gatti neri portano soldi e benessere in casa secondo la tradizione anglosassone.
In realtà credo che centri poco con il colore: anticamente i gatti venivano usati come cacciatori di topi a guardia del grano e delle altre provviste…
Commento di Krishel - 28 Luglio 2007 12:37
Rosi, hanno un fascino unico, che stimola sensi e intelligenze. Non per nulla le Grandi Civiltà li tenevano in sommo rispetto, mentre quelle arretrate e ignoranti ne avevano paura. :-*
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 12:37
Krishel, sono sempre stati i guardiani del grano e della salute, in ogni tempo. Razze speciali furono forgiate dagli arabi per combattere meglio i topi (pensa ai persiani, senza naso e con orecchie corte e pelo foltissimo per difenderli dai morsi dei roditori)
Il colore nero visto in negativo ebbe importanza solo dal Medioevo. E colpiva anche i cani, i galli, gli uccelli…La Morte e il Diavolo nei racconti popolari e nell’iconografia cavalcano solo cavalli neri; un caprone nero non poteva essere che la reincarnazione di Belzebù; essere la “pecora nera” significava essere cattivo e maligno.
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 12:42
vi sono alcune eccezioni…
in Inghilterra e precisamente nella Torre di Londra dove sono custoditi i Gioielli della Corona e dove vivono degli inquilini di tutto rispetto: sette corvi reali protetti dalla leggenda secondo cui il regno cadra’ in rovina nel caso in cui i sette residenti dovessero abbandonare la Torre e fra i compiti delle guardie vi è anche quello di accudirli
Commento di roger - 28 Luglio 2007 12:50
La leggenda del Gallo Nero
L’origine di questo simbolo deriva da un’antica leggenda. Si narra che al tempo delle lotte medievali Firenze e Siena, da sempre in guerra per il possesso di questo preziosissimo angolo di Toscana ed entrambe stanche di battaglie sanguinose, decidessero di regolare la questione con uno singolare arbitrato.
Le due città decisero infatti di affidare la definizione del confine ad una prova tra due cavalieri, uno con i colori di Firenze ed uno con i colori di Siena. Il confine fiorentino-senese sarebbe stato fissato nel punto dove i due cavalieri si fossero incontrati partendo all’alba dalle rispettive città, al canto del gallo. I senesi scelsero un gallo bianco e lo rimpinzarono di cibo, convinti che all’alba questo avrebbe cantato più forte, mentre i fiorentini scelsero un gallo nero che lasciarono a stecchetto. Il giorno della prova, il gallo nero fiorentino, morso dalla fame, cominciò a cantare prima ancora che il sole fosse sorto, mentre quello bianco, senese, dormiva ancora beato perché ancora sazio.
Il cavaliere fiorentino, al segnale convenuto, si mise subito al galoppo, mentre il collega senese dovette aspettare ancora molto prima che l’altro volatile si decidesse a cantare: il risultato della pacifica tenzone fu che i due cavalieri si incontrarono a soli 12 km dalle mura di Siena e così la Repubblica Fiorentina poté annettersi tutto il Chianti.
Commento di roger - 28 Luglio 2007 12:57
e c’è anche chi,uomo, del nero fece una bandira e da essa ebbe origine il suo soprannome..
Giovanni dalle Bande Nere
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_dalle_Bande_Nere
Commento di roger - 28 Luglio 2007 13:34
o chi fa dello sport vestito di nero…
http://www.allblacks.com/
Commento di roger - 28 Luglio 2007 13:37
e poi dite….nessuno si ricorda di Gatto Felix….???
nel medioevo ci avrebbero messi tutti al rogo come le streghe…
vi saluto …. vado al mare…. devo diventare NERO COME IL CARBONE
a lunedì buon finesettimana Pla.. :))
Commento di roger - 28 Luglio 2007 14:00
IO adoro i gatti neri come il mio Ago; sono di una bellezza superiore, avevano ragione gli Egizi. E ovviamente, come tutti i gatti, portano solo bene in una casa e a una famiglia. Comunque ringrazio Roger per il testo completo della canzone: lo cercavo da una vita :-)
Commento di Blimunda - 28 Luglio 2007 14:15
IO tutto maiuscolo mi è scappato, eh, non è un rigurgito di egocentrismo :-)
Commento di Blimunda - 28 Luglio 2007 14:16
Anche per me i gatti neri sono i più belli. Ne avevo uno enorme, si chimava Malachìa, non aveva paura di niente, cacciava delle pantegane grossissime. Poi, dopo avere perso prima un occhio, poi un orecchio e parte del pelo in fueiose lotte tra maschi, è sparito.
E che dire dei gatti sulle antiche navi? Guai senza di loro. Una storia a parte poi l’hanno avuta anche a Venezia, nel salvaguardare, biblioteche e altre preziosità che, essendo una città costruita su pali era facile preda di invasioni di ratti.
Un monumento al gatto allora!
Rosy
Commento di Rosy - 28 Luglio 2007 15:00
o chi si veste di nero(come me)…perchè sfina!!
Commento di rosi - 28 Luglio 2007 15:06
Beppe, sì, oltre il gatto nella foto ci sono io ;-)
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 15:43
Roger, buon w-end a te :-)
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 15:44
Blimunda, sembrano panterine in miniatura :-*
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 15:45
Rosy, sì, si dovrebbe essere molto riconoscenti verso i mici :-)*
Commento di Placida Signora - 28 Luglio 2007 15:45
Mi piacciono i gatti, tutti, senza distinzione di colore. Ho avuto la fortuna di avere, per 18 anni, una bellissima e affettuosissima gatta tigrata, incrocio con un persiano. Aveva una sensibilità unica e non mi meraviglia il comportamento di Oscar (riportato da Roger): anche la mia rimaneva a lungo immobile, sdraiata accanto a noi, quando stavamo male. Era parte della famiglia e quasi riuscivamo a comunicare, con una sorta di miagolio empatico.
Se un gatto nero mi taglia la strada, in genere penso che mi porti fortuna perché già il solo vederlo mi fa gioire. Mi è capitato di vedere persone che, alla vista del gatto nero che attraversa, si bloccano per lasciar passare prima qualcun’altro o che, non sentendo ragioni, devono cambiare strada a tutti i costi! In caso contrario, si rovinano la giornata al pensiero di tutte le sciagure che si abbatteranno sulla loro testa!
Commento di Anna - 28 Luglio 2007 16:52
Io adoro gli animali ma ammetto solo un gatto od una gatta riescono a farmi essere meno orso … quindi viva i gatti di qualsiasi colore !!
.:.
Commento di hermansji - 28 Luglio 2007 18:45
I miei adorati gatti Jeffrey, Jamie, Jeremy, Jason e Jonathan (sì: tutti con la J; gli ultimi tre sono neri) fanno le fusa a tutti i gattofili che hanno commentato. E naturalmente a Mitì!
Se la memoria non m’inganna, “essere del gatto” è riferito a una costellazione rimasta fuori dallo zodiaco (non ricordo i particolari, non sono un grande astrologo).
Commento di Paolo - 28 Luglio 2007 23:07
ho letto, non so più dove, che si diceva anche che le streghe si tenessero un gatto nero in casa come catalizzatore delle maledizioni, jettature, ecc. mandate da altri. Il gatto, poi, attraversando la strada si disfava delle “energie negative” facendole ricadere sul primo malcapitato passante
Commento di nonsonocostante - 31 Luglio 2007 14:05
Per me i più belli sono banalmente i comuni bastardini, con quell’aria vispa e intelligente. Comunque sì, sono la perfezione. :)
Commento di prostata - 31 Luglio 2007 22:33
In quasto momento conto in casa mia quattro gatti neri di ferro, di varie dimensioni, da pochi centimetri a mezzo metro. Stanno tutti nell’ingresso e sembra facciano la guardia. Se fossi inglese o francese sarei fortunatissima!
Commento di regi - 8 Agosto 2007 10:02
Ma la notte uscivano solo i gatti neri?
Commento di JACK - 16 Novembre 2007 09:39
ciao.voglio raccontarvi un triste storia purtroppo vera
una volta avrvo 1 gattino nero e i cacciatori (vivo in campagna)gli hanno sparato davanti casa mia l’ho trovato moribondo. rivolgo un appello a chi ha ucciso un gatto un cane cosi per…. VERGOGNATEVI!è come se aveste ucciso una parte di voi stessi e, provate a guardare gli occhi limpidi e innocenti di un gattino che gioca e se non provate pietà siete degli …lasciamo perdere.
anche buttando cartacce per terra perchè non si ha voglia di allungare la gamba stiamo rovinando un territorio che non appartiene a noi appartiene agli ANIMALI!
vorrei fare la veterinaria lo so ho solo 13 anni ma sono convinta ho le idee chiarissime AMO GLI ANIMALI e non credo alle superstizioni !
Commento di ilary - 28 Febbraio 2008 15:30
Ilary, sarai una meravigliosa veterinaria! :-*
Commento di Placida Signora - 28 Febbraio 2008 15:37
CIAO! MI CHIAMO FRANK E HO 7 ANNI. SONO LA SORELLA DI ILARY, E SONO DACCORDO CON LEI, SI DEVONO VERGOGNARE!!!
NOI ABBIAMO AVUTO NOVE GATTI, E NE SON RESTATI SOLO QUATTRO!
IO PROTESTO! VORREI CHE I CACCIATORI SI TRASFORMASSERO IN GATTI E PROVASSERO QUELLO CHE LI FANNO. IO NON VORREI ESSERE VETERINARIA, ANZI! HO ALTRI PROGRAMMI IO.
HO UNA DOMANDA:
PERCHE’ GLI UCCIDONO? LO FANNO APPOSTA?
VI PREGO RISPONDETEMI.
FRANK DI 7 ANNI.
Commento di franK - 29 Febbraio 2008 20:04