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Saraceni e Ratelle

di Placida Signora - 26 Luglio 2007

Chi bazzica abitualmente il Golfo del Tigullio, avrà di certo sentito parlare della rivalità esistente fra gli abitanti di Santa Margherita e quelli di Rapallo; un’antipatia oggi quasi scomparsa, ma che ha precise origini storiche

Nel XVI secolo il mar Mediterraneo era sconvolto dalle nefande imprese del ferocissimo pirata turco Torghut, il cui nome venne presto storpiato in Dragut; il 26 aprile del 1549 il Doge di Genova aveva spedito alle autorità di Santa Margherita e al Podestà di Rapallo una grida in cui esortava a raddoppiare le guardie sulla costa, servendosi di fuochi notturni e diurni e di “segni di netto e di brutto” (fumi bianchi e neri) che avrebbero dovuto avvisare gli abitanti dell’arrivo delle navi corsare, di modo che gli uomini avrebbero potuto armarsi, i beni essere anfrattati e “le donne con li vecchi e i putti” correre a nascondersi sulle alture.

Fatto sta che i rapallesi - il perché non si sa, forse per un errore di informazione - disattesero la grida; la notte del 4 luglio il Dragut – al comando d’una flotta di 22 velocissime fruste (piccoli e agili velieri arabi)– piombò come un fulmine su di loro portando morte e distruzione: i sammargheritesi, allarmati dal fracasso, riuscirono per un pelo ad armarsi ed evitare l’assalto. 

Il Podestà di Rapallo, dopo la sciagura, andò dal Doge dicendogli che occorreva costruire un castello fortificato  sulla costa del suo Borgo; i soldi però li avrebbero dovuti tirar fuori i limitrofi sammargheritesi, visto che i rapallesi avevano subito ingentissimi danni e loro no, e anche perché correva la voce che al fianco di Dragut operasse come schiavo-consigliere tal Maranola, un sammargheritese marrano e rinnegato che di certo aveva dato al corsaro le giuste dritte per l’assalto.

 Quando la notizia arrivò a Santa, vi fu un’esplosione di rabbia; gli annali narrano che l’”agente maggioreGiacomo Costa, uno “dei più altieri in esso loco”, lasciò andare un pugno sul tavolo urlandoSangue di Dio!” - cosa che, secondo la legge vigente allora, avrebbe potuto costargli la galera o la perforazione della lingua.

A quel grido, la popolazione si riversò nella piazza della Chiesa manifestando la propria indignazione
Basta “contribuzioni che a Santa Margherita non profittavano un bel niente”!
Basta “star soggetti al borgo di Rapallo”!
E poi “che ne potevano loro se quei là, di fronte a Dragutte, eran scappati come femmine in camicia? Che perciò venissero a mungere come sempre le tasche dei sammargheritesi, questo, perdinci, no!”.

E poiché i tre nerborutissi figli del Costa minacciavano addirittura di marciare su Rapallo e “fare il resto”, ossia di finire il lavoro di Dragut, e i rapallesi da parte loro volevano pestare quelli di Santa per colpa del loro concittadino traditore, le Somme Autorità decisero salomonicamente che ciascuna delle due cittadine avrebbe dovuto costruirsi un castello difensivo, piantandola una buona volta di “rattellare” (litigare).

Così, su disegni di Antonio de Carabo, maestro comacino, vennero edificati i due castelli di pietra grigia che ancora oggi vediamo: il primo  a Rapallo, al limite della passeggiata, il secondo a Santa Margherita, proprio nel centro del suo piccolo golfo. 

© Mitì Vigliero

24 Commenti »

  1. Ribadisco; bisognerebbe farne degli sceneggiati televisivi dei tuoi racconti!

    Commento di Beppe - 26 Luglio 2007 09:41

  2. Il castello di Santa…
    Quante volte ci sono passato sotto ignorandone la storia.
    Grazie Pla’ :)

    Commento di Antar - 26 Luglio 2007 10:37

  3. e quando mai due paesi confinanti liguri non hanno litigato?…..

    Commento di Luca - 26 Luglio 2007 10:43

  4. bellissimo post! e finalmente si è anche capito il perché di tutti quei ragazzi con la lingua perforata che si vedono in giro…;)

    Commento di Luisa - 26 Luglio 2007 10:54

  5. Anche in Liguria si litiga fra paesi vicini? Allora il campanilismo è un fenomeno unviersale..:)

    Commento di Boh/orientalia4all.net - 26 Luglio 2007 11:15

  6. Bè Santa Margherita e Rapallo stanno litigando (i sindaci) da oltre due anni per la costruzione di un tunnel…… niente cambia mai veramente qui in Liguria………
    ps Torta di riso finita!

    Commento di Luca - 26 Luglio 2007 11:35

  7. Beppe, AAA cercasi Sandro Bolchi disperatamente ;-*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 11:55

  8. un pò di curiosità da Dragut fino a Lepanto…

    dopo la morte di Dragut avvenuta durante lo’assedio del Forte di Sant’Elmo a Malta, causata da una scheggia di pietra causata da un colpo di cannone degli assediati, che lo colpì in fronte…gli successe al comando tal Uluch Ali…

    I pirati musulmani erano marinai audacissimi, molti dei quali rinnegati dalla cristianità, si ricorda Uluch Alì detto “Occhiali” - forse un ex frate (tale Galeani), Mehemet soraq detto “Scirocco” e il più temerario e famoso Khara Khodja conosciuto come “Caracosa”. Pirati come questi imperversarono spesso le isole Pontine in cerca di prede o per rifornirsi d’acqua e viveri (le galere avevano un’autonomia di 6-8 giorni perché costruite per la battagliare ed erano prive di magazzini). Questo perché l’opportunità di nascondersi nelle piccole rade di Ponza, Ventotene, etc. per attaccare navigli indifesi diretti a Roma o Napoli, oltreché depredare abitati della coste pontificie o delle due Sicilie era molto allettanti.
    Gli Ottomani conoscevano bene la volta celeste e le scienze matematiche, cultura che ben applicarono nella navigazione. Lo sviluppo della tecnologia nel costruire armi non fu eguale. Infatti, pur adottando un arco perfezionato per tiri di lunga gittata e artiglieria pesante che aveva stupito nell’abbattere le mura di Costantinopoli, non migliorarono nel produrre armi da fuoco leggere o pesanti: presto furono superati dagli Europei che crearono vascelli migliori ed armati con nuove armi più precise e leggere. Di particolare funzionalità furono quelli dei Veneziani realizzati nelle loro tre grandi fabbriche “arsenali” di Venezia, Candia e Canea.

    Le forze dei contendenti nella battaglia di Lepanto erano:

    Cristiani: 30.000 soldati e 80.000 tra marinai e rematori, tutti imbarcati su 208 galere rispettivamente: spagnole (comandante Don Giovanni d’Austria), veneziane (c.te Sebastiano Venier, duca di Candia), pontificie (c.te Marcantonio Colonna), genovesi (c.te Giannandrea Doria), sabaude e Maltesi, oltreché, sei galeazze venete (c.te Agostino Barbarigo) e 78 tra galeoni e brigantini.

    Turchi: schierarono circa 270 tra galere e galeotte complete d’equipaggio che poteva annoverare dai 180 ai 250 rematori (tutti schiavi cristiani) e soldati (giannizzeri) sino a 400 per imbarcazione: il loro comandante Al’ Mehemet Pascià era considerato imbattibile perché in possesso di un prezioso amuleto che altro non era che un dente canino destro di Maometto). La battaglia di Lepanto è l’ultimo scontro in mare che vedrà impiegate navi a remi. In tal frangente morirono circa 8.000 cristiani e oltre 25.000 musulmani, ma furono liberati 12.000 schiavi cristiani incatenati al remo.

    Il Comandante Venier, titolato “capitan generale da mar”, sebbene d’anni 75, era responsabile della flotta veneziana e non disdegnò di prendere parte attiva alla battaglia esponendosi a dardi e ogni altro pericolo dell’arrembaggio. Tra i feriti spagnoli, ci fu un certo Miguel de Cervantes che immobilizzato per sempre in un braccio lasciò la carriera delle armi per scrivere il capolavoro Don Chisciotte della Mancia. Dopo la battaglia di Lepanto l’influenza turca nel Mediterraneo diminuì notevolmente, ma i “pirati saraceni” continuarono ad esistere sino alla fine del 1800, quando la flotta inglese predominò incontrastata nel “mare nostrun”.

    Commento di roger - 26 Luglio 2007 11:55

  9. Antar, e a Villa Durazzo sei mai stato? :-)

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 11:55

  10. Luca, eggià. Ma a quanto ne so succede in ogni regione italiana: fratelli d’Italia
    ;-D*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 11:56

  11. Luisa, quelli se l’infliggono da soli la punizione ;-D*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 11:57

  12. Roger, era un bel tipetto, sì ;-)

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 11:57

  13. C’è sempre da imparare qui da te.
    Mio nonno viveva a Rapallo, ma non conoscevo questa storia.
    Buona estate. ;-)

    Commento di Stufa - 26 Luglio 2007 12:03

  14. Stufa, si vive molto bene a Rapallo…Come in tutti quei posti. Buon’estate anche a te! :-*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 12:09

  15. per la serie….credevo fosse amore,invece era….

    STORIA DI SANTA MARGHERITA LIGURE
    (cenni storici)

    “Fra storia e curiosità”

    200 anni fa, esattamente il 18 luglio 1798, si installarono nella nostra città, fino ad allora chiamata Pescino, i Funzionari, ovvero i Municipalisti che presiedettero il Cantone di Santa Margherita ed il Cantone di San Giacomo, posti sotto la giurisdizione del Golfo Tigullio, gestito dal Direttorio di Rapallo.
    Al Cantone di Santa Margherita furono annessi, oltre alla parte orientale della città, le Minicipalità semplici di San Siro e San Lorenzo; al Cantone di San Giacomo l’altra parte di città, con le Municipalità Semplici di Portofino e Nozarego.
    Le rivalità erano molto esasperate: San Giacomo chiese ai Giudici di Rapallo di proibire ai “Margheritini” di oltrepassare i limiti del suo territorio e scambiò i nomi delle Contrade annesse, alimentando ulteriori discordie: la Contrada Magistrato fu mutata in Contrada della Fratellanza, provocando la rottura dei rapporti già tesi: nella notte successiva all’installazione della lapide con la nuova denominazione, i Margheritini, con un’incursione “piratesca”, la ricoprirono di immondizie, trasformando la scritta in “Cantone delle carogne”.
    I “Cortesi”, o “Giacomini” cambiarono ancora nome alla Contrada della Fratellanza, ribattezzata Contrada della Moderazione. I Margheritini però, esercitarono pressioni sul Commissario del Direttorio Esecutivo di Rapallo, sig. Gambini, affinché questi ordinasse ai rivali di modificare ancora il nome della Contrada della Moderazione in Contrada della Concordia.
    Dal canto loro i Margheritini mutarono il Giuncheto in Vico della Benevolenza.
    Ancora altri attriti per le Processioni Religiose: il Comissario di Rapallo si recò in visita alla Canonica di Santa MArgherita, restandovi a lungo, mentre dedicò solo pochi minuti all’inaugurazione, nello stesso giorno, della Residenza Municipale di San Giacomo: intimò ai Cortesi che, in occasione della Processione di Santa Margherita che avrebbe dovuto raggiungere la Chiesa dei Cappuccini, concedessero il diritto di transito su un luogo che, intersecando quello della loro giurisdizione, non avrebbe lasciato altra via che il mare.
    Nei mesi successivi nuove leggi precipitarono addosso ai Municipalisti di Corte: furono soppresse d’autorità alcune corporazioni religiose, tra cui la Cervara e l’Oratorio di Sant’Antonio: il Convento della Cervara restò affidato ai Giacomini, ma i frati ospitati da secoli nella costruzione, offesi dall’atto di soppressione, si diedero a spogliarlo di tutti i beni e solo uno di essi, tale Torre, vi restò ad abitare.
    Un’altra questione “spinosa” fu quella della Tonnara: la Municipalità di Santa Margherita, trovandosi a corto di disponibilità economiche, chiese all’affittuario, sig. Leverone, di presentarsi alla Casa Municipale per definire le nuove tasse; i Cortesi, saputa la cosa , intimarono al loro cittadino Leverone di non andare. Questi si adeguò ubbidendo all’intimazione, con grande disappunto dei Margheritini.
    Non solo: San Giacomo, in accordo con Nozarego, ricorse anche al Direttorio Esecutivo, ma, in risposta a questa manovra, i Margheritini strinsero strategica alleanza con Portofino, chiedendo al Direttorio la riforma dei limiti del territorio di San Giacomo di Corte. Nel frattempo i Giacomini elessero i loro rappresentanti ugualmente nei loro uffici, seguitando ad esercitare tutte le loro funzioni, tra cui, una delle più importanti era quella della Pubblica istruzione.
    Il 5 aprile 1799 furono abolite le Municipalità Semplici di San Siro e San Lorenzo per Santa Margherita e di Nozarego e Portofino per San Giacomo, demandando le competenze alle sole Municipalità di Santa Margherita e San Giacomo.
    Il 1799 e il 18000 furono anni tremendi, segnati da rivalità intestine, fino alla data del 27 aprile 1800, quando Margheritini e Giacomini stesero un documento congiunto in cui si intendeva saldare finalmente tra loro, rapporti di fratellanza.
    Il 22 dicembre 1812, Napoleone, con un decreto Imperiale, univa definitivamente Santa Margherita e San Giacomo in un solo Comune con il nome di Porto Napoleone, ma dopo la caduta dell’Impero Napoleonico, il 16 aprile 1814 si insediò a Genova il Governatore Provvisorio della Repubblica Ligure, e i singoli comuni furono affidati ad Amministrazioni Provvisorie: finì così la breve gloria di Porto Napoleone.
    La storia ci narra di un ulteriore tentativo di separazione, datato 1817, voluto dai Giacomini che però non ebbe alcun esito.
    Sorse quindi, nel 1818, per volontà del Governatore, la Città di Santa Margherita di Rapallo, gestita da un “Consiglio degli Anziani”, guidati da Gerolamo Costaguta.
    Dopo 45 anni, nel 1863, un Decreto Reale di Vittorio Emanuele II°, sancì definitivamente l’attuale denominazione di
    Santa Margherita Ligure

    Aemmu faetu ‘na battaggia ,
    l’emmu faetu in sa Gea ,
    i curteixi cu-a bandea
    l’emmu missi a priunè .
    a quattru a quattru a quattru
    scibben chi l’han u baccu
    a ottu a ottu a ottu
    scibben che gan u scioppu
    etc . etc.

    mma a nessun ricercatore è mai venuto in mente di fare una ricerca sul gene della litigiosità degli abitanti della zona….???

    Commento di roger - 26 Luglio 2007 12:34

  16. Roger, oggi sta tutto nella frase “Torta di riso finita!”

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 12:46

  17. Che storia interessante… e che posti da favola!!

    Commento di rosi - 26 Luglio 2007 12:50

  18. Rosi, sì, sono speciali, soprattutto per chi li guarda con occhi non da turista o vacanziero :-)*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 13:02

  19. ?????….e a me,neanche un pezzettino…????

    nel primo mistero doloroso si contempla la torta di riso finita non si sa bene come e da chi e cosa c’entri con chi e cosa..

    risponderò con cavoli a merenda…la guerra è guerra..

    Commento di roger - 26 Luglio 2007 13:04

  20. Roger, chiedi a Luca o a Blimunda la spiegazione dell’arcano motto. Oppure prova a cercarlo su google o technorati(non scherzo) ;-D

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 13:13

  21. Roger: dai un’occhiata
    qui

    Commento di Blimunda - 26 Luglio 2007 13:41

  22. Blimunda, brava che l’hai trovato :-)*

    Commento di Placida Signora - 26 Luglio 2007 16:33

  23. Quanti appuntamenti da ragazzi d’estate sulle scale del castello di Santa!! e ratellavamo molto anche noi ;oD

    Commento di ZiaPaperina - 26 Luglio 2007 16:54

  24. GRAZIE ….. :D…

    Commento di roger - 26 Luglio 2007 17:32

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