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Porte strane

di Placida Signora - 17 Maggio 2007

Suonatrici, barometriche, diaboliche, oscene e animaliste 

A Roma, nel Battistero di San Giovanni in Laterano, c’è una porta che suona; proviene, si dice, dalle Terme di Caracalla. Aprendone lentamente i battenti, facendoli girare pian piano sui cardini, s’innalzano note diverse che persistono nell’aria come un soave accordo d’organo.
Il suono è prodotto dall’attrito sui perni del grande peso dei battenti, 750 kg l’uno, e dalla particolare composizione del metallo in cui sono forgiati: bronzo e argento.
Un tempo ascoltarla, mossa faticosamente dai custodi, era la gioia di tutte le scolaresche lì in gita; ora pare non sia più possibile per motivi di stabilità, dicono.

In Lombardia invece, subito fuori Bergamo e sulla strada che porta a Seriate, c’è una porta che annuncia i temporali.


Si tratta in realtà di un arco di marmo con funzioni da portale, che un tempo faceva parte di una villa chiamata Celladina; leggenda vuole che fosse stato costruito da Belzebù in persona (e perciò viene chiamata  “Portone del Diavolo”) il quale, dopo aver finito, lasciò come ricordo dietro di sé un terribile odore di zolfo che pare si senta fortissimo anche oggi, ogni volta che sta per arrivare un temporale. Un barometro perfetto.

Un altro Portone del Diavolo è nel centro di Torino, nel Palazzo Trucchi di Levaldigi oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro.
Tutto il palazzo in realtà ebbe anticamente una fama sinistra, tanto da meritarsi l’appellativo completo di Palazzo del Diavolo; il conte Giambattista Trucchi di Levaldigi lo costruì nel 1673 su un terreno consacrato appartenente agli Agostiniani, e lì dentro accadero cose da babàu, come la sparizione di un invitato durante un ricevimento o l’assassinio di una ballerina in una festa durata tre giorni ininterrotti.
Ma quello che più sconvolse la popolazione fu, nel 1675, la messa in opera in una sola notte del grandioso portone intagliato al centro del quale, come battente, spicca e luccica la spaventosa faccia di Satana con corna e gran bocca spalancata contenente due serpenti.

Porte inquietanti sono pure quelle delle case di Borzonasca (Ge), in particolare nella zona vicino all’abbazia di Borzone.
Negli stipiti sono incastrate antichissime teste di pietra, messe lì come probabile retaggio del cordiale uso celtico di mozzare i crani ai nemici e appenderli come trofei, o un omaggio ai Lari familiari, o mera scaramanzia.

La porta dal nome più malizioso è la milanese Porta Tosa (oggi Porta Vittoria).
Su di essa vi era una scultura detta “La Tonsa” la quale raffigura una donna che, sollevando la veste davanti, si “tosava” le pudende con un paio di forbici.
Rimase al suo posto sino al ‘500, quando fu tolta per volere di San Carlo Borromeo e, dopo varie peregrinazioni, fatta approdare nel Museo di Storia Antica del Castello Sforzesco.

Infine, assai curiosa è la storia della Madonna della Gattaiola, bella tavola dipinta del XV sec. e conservata nella chiesa di San Giorgio a Montemerano (Gr).
Prima o dopo esser stata dipinta, la cosa non è chiarissima, fu usata come semplice uscio di un’abitazione, come dimostra lo spazio per i cardini e  una porticina rotonda  in basso dalla quale l’amato gatto di casa poteva entrare e uscire a suo piacimento.

©Mitì Vigliero

24 Commenti »

  1. Ecco, della porta della Gattaiola non sapevo… splendida l’inventiva degli ignoranti!:-))))

    Commento di Morghy - 17 Maggio 2007 10:14

  2. Morghy, per il gatto di casa, questo e altro! ;-***

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 10:31

  3. “Portone del Diavolo” è vicino a casa mia!

    Commento di Grazitaly - 17 Maggio 2007 10:39

  4. Graziano, non sono riuscita a trovarne un’immagine a pagarla…L’hai mai annusato quel portone? ;-**

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 10:46

  5. Bellissima la storia della Tonsa, sai che non ho mai visto quel museo sforzesco? Ci andrò.

    Commento di Beppe - 17 Maggio 2007 10:49

  6. Beppe, il Castello Sforzesco è pieno di cose belle da vedere :-)

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 10:53

  7. Beh, se Maometto s’era tagliato una manica del vestito per non svegliare il gatto che ci dormiva sopra, qui si poteva anche tagliare un pregevole dipinto quattrocentesco per fare al gatto una gattaiola……;oD

    Commento di ZiaPaperina - 17 Maggio 2007 11:04

  8. è davvero incredibile la quantità di interessantissime curiosità storiche che riesci a raccogliere, si capisce che c’è molto lavoro dietro e anche una grande passione per la storia, questo è uno dei migliori blog in cui ho avuto la fortuna di capitare

    Commento di Luisa - 17 Maggio 2007 11:14

  9. ZiaPaperina, mi pare il minimo ;-D*

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 11:16

  10. Luisa, ma grazie! Sei una tesora :-***

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 11:16

  11. Quella della gattaiola la ho letta da poco, credevo da te. Non lo avevi scritto qualche giorno fa?
    Quella di S.Giovanni non la sapevo. Riesci ancora a impararmi cose sulla mia Città che credevo di conoscere bene…
    Sei una fonte inesauribile, Pla’ ;)

    Commento di Antar - 17 Maggio 2007 11:47

  12. Antar, da me no…l’ho scoperta pochi giorni fa su un vecchio libro di storia dell’arte :-)
    La porta che suona mi sa che era conosciuta di più e anni fa da studenti “foresti”, visto che era la classica curiosità che ti mostravano durante le gite scolastiche. Ma a quanto ho capito, da anni nessuno ha più voglia di muoverla, quella porta. Non c’è più voglia di far sognare nessuno…

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 11:57

  13. A Lucca, in piazza Bernardini, sorge l’omonimo palazzo costruito nel XVI secolo e avvolto dal mistero.

    La leggenda, infatti, racconta che durante la costruzione del palazzo, gli operai distrussero un’opera sacra dove poi fu collocata una finestra del primo piano alla destra del portone principale. In questo posizione venne collocato lo stipite, ma la pietra si incurvò
    impedendo di inserire la finestra. Gli operai provarono in tutti i modi a collocare di nuovo lo stipite, ma non ci fu nulla da faree così abbandonarono il lavoro. Ancora oggi la pietra risulta scomposta e viene chiamata dagli abitanti di Lucca “Pietra del Diavolo”.

    qui foto notizie ed altre leggende…

    http://www.cosenascoste.com/luoghimisteriosi/lucca.php

    Commento di roger - 17 Maggio 2007 12:29

  14. Roger, quella fa parte del prossimo post, Strane finestre :-)

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 12:31

  15. Ciao cara! Sai che io ho la passione di parte e portoni?
    Dove vado li fotografo, di un palazzo o di una casa noto sono quello.

    Quindi il tuo post mi è piaciuto di più.:)

    Commento di Boh/orientalia4all.net - 17 Maggio 2007 12:39

  16. Boh, anche a me piacciono da matti…Qui a Genova, soprattutto nel centro storico, ce ne sono di incredibilmente belli.
    Me le dovrai far vedere quelle foto! :-*

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 12:52

  17. questo passa il convento…..non conosco porte luciferine quindi….o mangiar questa minestra o saltar dalla finestra…

    ….ovviamente scherzo….cerco di contribuire da quel povero diavolo che sono….ehm….avete mica una porta per caso ,che vi avanza….?????

    Commento di roger - 17 Maggio 2007 13:08

  18. Pure quella raccontata da roger l’avevo già letta.
    Mi sa nello stesso posto, ma non riesco a ricordarmi dove…
    Sai quando hai qualcosa appena fuori del campo visivo [metaforicamente parlando]?

    Commento di Antar - 17 Maggio 2007 13:17

  19. Roger, spesso le tue segnalazioni mi sono utilissime! :-***

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 14:19

  20. Antar, capita spesso anche a me…Il fatto è che immagazzino quotidianamente più dati di quanti si possano umananamente ricordare ;-D

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 14:20

  21. bè di ritorno dalla Bit di milano sulla metro per arrivare in Centrale due miei amici hanno cercato di convincermi che la metropolitana arrivava direttamente a Genova….. in quanto sulla mappa avevano trovato Porta Genova

    Commento di Luca - 17 Maggio 2007 14:36

  22. Luca, devono essere parenti di quei 2 torinesi amici miei che invitai un’estate a San Fruttuoso di Camogli.
    Ne rimasero entusiasti. Tornati a casa mi telefonarono un giorno pregandomi di andare ad affittare per l’estate a nome loro un appartamento che avevano trovato sugli annunci della Stampa che così recitava:
    “Affittasi a non residenti appartamento a Genova San Fruttuoso, 7 vani, cantina, poggiolo, vicino a stazione”. ;-D

    Commento di Placida Signora - 17 Maggio 2007 14:56

  23. interessante questa cosa delle porte. e mi pare che in mesopotamia ci fosse una divinità delle porte

    Commento di melpunk - 18 Maggio 2007 01:09

  24. [...] in Città (notizie nel testo) 10 teste, 12 dita, 14 prepuzi e altro (notizie nel testo) Porte Strane (notizie nel [...]

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