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Placidigalòp

di Placida Signora - 31 maggio 2007

Galòp tutto il giorno per lo Stivale. Probabilmente tornerò tardissimo.
Niente diporto, solo lavoro.
Peccato perché mi sarebbe piaciuto andare in campagna a vedere i nuovi nati.
Andreeeea, guarda che belli! ;-D*

nuovi-nati.JPG

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Una fucilata per restare incinta

di Placida Signora - 30 maggio 2007

Antiche credenze sulla gravidanza 

Per secoli la gravidanza e il parto, nell’Italia contadina e popolare in genere, fuono giudicati materia da “donnette; fabbricar bambini era considerata una mera “funzione corporale” delle femmine e dal Medioevo sino al XVIII sec. ai medici era addirittura vietato assistere alle nascite, a meno che non si trattasse di partorienti nobili, fornitrici quindi di “patrimoni dell’Umanità” e non di banali infanti.

Il corpo femminile era qualcosa di impuro, la gravidanza qualcosa di animalesco; perciò tutte le cure erano affidate a “esperte” locali dispensatrici spesso di regole “salutistiche” che più d’una volta, in tempi bui, fecero loro meritare il rogo come streghe.

S’iniziava dal concepimento; meglio non concepire nei giorni ventosi o troppo vicini a una festività solenne come il Natale o la Pasqua (Toscana), ché il bebè sarebbe cresciuto violento e superbo.

In Veneto per favorire la fecondità le sposine indossavano senza mai lavarlasino al momento della fecondazione, la camicia da notte di una donna pluripara; in Emilia Romagna ingurgitavano chili di “crescia”, focaccia fatta con farine di 9 mulini diversi, mentre i mariti arrivavano a spaventare le mogliettine sparando a tradimento vicino a loro una fucilata  o gettando loro addosso secchiate d’acqua ghiacciata per “rivegliarne la Natura”.

Una volta riuscite ad evitare dermatiti, infarti o polmoniti e rimanere finalmente incinte, le donne dovevano prestare massima attenzione a cosa facevano, onde evitare che i figli nascessero affetti da morbi e difetti fisici vari.

Ad esempio in tutto lo Stivale vigeva la prescrizione di non guardare persone o animali deformi o semplicemente brutti, ché altrimenti il pupo sarebe nato uguale a loro.
Ovunque s’intimava di non passare sotto il muso d’una cavalla, sennò la gravidanza sarebbe durata 12 mesi; mai bere direttamente dal secchio del pozzo, per evitare un fantolino con la bocca larga e andare sempre a letto presto, per evitargli la testa grossa.

Guai ad indossare collane, si sarebbe strozzato col cordone ombelicale; anatema a chi col pancione teneva mici in braccio (Val Trebbia) rischiando di farlo nascere con le manine a zampa di gatto, prive di falangine e falangette; sciagurata colei che lavorava piegata in avanti (Marche), ché la creatura avrebbe avuto il naso schiacciato.

Occorreva invece procurar subito alla puerpera ogni cibo o bevanda da lei desiderato, per evitare che l’erede avesse sul corpo una macchia (voglia) del colore dell’alimento negato.

Però esistevano dei cibi vietati: le anguille (Lazio) sennò il piccolo sarebbe annegato, lepri o conigli (Piemonte) causa di labbro leporino, lumache (Mantova), perché sarebbe nato con la bava alla bocca e gravi problemi di dentizione.

Bere vino bianco se si desiderava un fantolino biondo, nero se lo si preferiva moro (Friuli); guardare spesso un’immaginetta di Gesù (Puglia) per farlo bello come Lui e soprattutto non prendere mai a calci un maiale (Abruzzo) se non si voleva che il figlio russasse per tutta la vita: consorti costretti alla forzata insonnia, prendetevela dunque con vostra suocera.

©Mitì Vigliero

E voi conoscete altre antiche credenze di tal genere riguardanti la Gravidanza?

***

Angela: Ti racconto un aneddoto personale. A proposito di “voglie”. Ero incinta di Lilla, la primogenita e vidi un ciclamino del color del vino rubino. Mia nonna, andò dalla signora e si fece dare la pianta e me la portò in casa. Mia figlia è nata con una voglia color rubino, dietro la nuca. L’aveva anche sua nonna!

Valentina: Dicono che se la pancia è a punta, il nascituro è maschio. Viceversa, se la pancia è bella tonda allora è una femminuccia. Pare anche che se la mamma “imbruttisce” durante la gravidanza, avrà un bel maschietto. Se diventa più bella, allora avrà una bimba.

Blimunda: Sapevo quelle di Valentina, ma anche quella che se si hanno molte nausee nei primi mesi è un maschio, se invece la mamma sta bene è una femmina. Chissà perché i maschi devono rompere ancora prima di venire al mondo? ;-) Ah e mio zio che vive a Cervia quando mi sono sposata mi ha mandato un sacchetto di sale di Cervia da mettere nel letto, dice che così viene maschio! (a parte che pizzica: io l’ho usato per l’acqua della pasta!)

Tanabata Matsuri: A Napoli ed in tutta la provincia, si dice che se una donna gravida cade per strada……se cade sulle ginocchia, il nascituro sarà maschio. …se cade sul sedere, sarà una nascitura.

Angela: A Bari: sesso del nascituro. Buttare nell’acqua bollente una orecchietta e un cavatello. Se viene a galla per prima l’orecchietta è una femmina.
Qui è il contrario “venta chiatt, zapp” ventre piatto, zappa = maschio, “venta tond, fus” ventre tondo, fuso = femmina.
Il bruciore di stomaco durante la gravidanza, era segno della folta capigliatura del nascituro.
Alimenti vietati: rape e cavoli procuravano mal di pancia al pupo. Favorevoli: birra per la “montata lattea” che si poteva perdere solo per un piccolo spavento.
Una tradizione contadina, prevedeva, come primo pasto, per la neo mamma, il brodo di piccione.

Boh-Orientalia: Le matrone romane guardavano il dipinto del marito per fare il pupo come lui. O se non ricche, ci pensavano.  Ma credo che la ragione sia che la somiglianza era una prova di paternità certa. Non certo una romanticheria..:)

Rosy: Durante la gravidanza avevo dei tremendi bruciori di stomaco. Le donne anziane della famiglia mi dissero che era perchè al bambino stavano spuntando i capelli. La cosa strana è che, mentre il maschio è nato con una folta capigliatura e i bruciori erano stati pochi, durante la gravidanza della figlia i bruciori erano un incubo e lei è nata pressochè pelata…

Pievigina: Veneto: “mama bela xè na putela” (mamma bella aspetta una bambina) e poi: Per avere un maschio occorre aspettare la luna piena.
La pancia a punta è segno che si avrà un maschietto, se si vuole una femmina mangiare latticini, se si vuole un maschio mangiare carne

Max: In gran bretagna e Irlanda, nell’ 800 e inizi 900 si consigliava alle donne incinte di bere birra scura (in particoalre quella con fiocchi d’avena) perchè face bene e crescere bene il bimbo in pancia, addirittura queste proprietà venivano decantate e indicate nell’etichetta.

Di Caprettari e Barberie

di Placida Signora - 27 maggio 2007

 

Roberto mi ha spedito questa foto (qui in grande), scattata il 28 aprile, giorno dello ZenaCamp.
Lo incurioscono il nome della strada, la scritta Trotsky sotto e sotto ancora la scritta Off Limits qualche cosa ormai sbiadita…. Continua »

Dormi dormi, bel gattin…

di Placida Signora - 25 maggio 2007

 

Il detto Dormire come un gatto non esiste.

Però secondo me bisognerebbe inventarlo

Chi di questi, secondo voi, si merita l’Oscar di Morfeo?

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La canzone del primo batticuore

di Placida Signora - 24 maggio 2007

-Me lo impresti per favore il concòne per la festa di Martina?

A chiedermelo è Laura, amica mia e mamma di Martina, quasi 13 anni biondi, alti e sottili.
Il concòne è un’enorme ciotola della Guzzini, adattissima nelle feste ad essere riempita di insalata di riso o cocktail alla frutta da pescare col mestolino.
E sabato Martina festeggerà i suoi 13 anni nel giardino di casa, insieme ad una truppa di coetanei.

-E’ eccitatissima – dice Laura – Sta curando ogni particolare, vuole fare una festa a tema e le ha dato persino un titolo “13 anni come quelli della Mamma“. Pensa che ha tirato fuori tutti i vecchi 33 e 45 giri che ha trovato in casa, cose mie e di suo padre. Meno male che i giradischi funziona ancora…
-Ma il mangiadischi no! – mugugna Martina – Faceva di più i tuoi tempi, il mangiadischi…
-Il mio era rosso – dico
-Anche quello di mamma
-E cosa ballerete?
Martina s’illumina – Cose vecchissime!

Io e sua madre ci guardiamo, sentendoci di botto così

-Oè, vecchissime…ma sentila! – sbotta sua madre – Cose  anni ’60, primi ’70…Beatles, Rolling Stones, I Giganti, Barry White, Celentano, Morandi, la Caselli e Nada, Mina e la Vanoni…
-E i balli del mattone? – chiedo
-Eh? – fa la fanciullina
-Quei balli a due, abbracciati, che si facevano quasi stando fermi muovendosi appena…I lenti.
-I lenti…- sospira Laura – …che belli i lenti…Adoravo quelli italiani … Baglioni , Don Backy , Endrigo
-…la rotonda sul mare e il sapore di sale  e i granelli di sabbia… – sospiro io

-Che palle! – sogghigna la quasi 13enne
-Capisci niente… – esclamiamo in coro io e sua madre ridendo, mentre nella mente ci passano tutti quelli ballati, e dalla nebbia del tempo emergono immagini di salotti, terrazze e giardini decorati con festoni colorati, tavoli pieni di pizzette panini e pasticcini, volti e voci, e i primi grandi batticuori

E voi, la ricordate la canzone del vostro primo batticuore?

***

Flat Eric: Ornella Vanoni con L’appuntamento. Prima mattonata. ;-]

Laflauta: Io son cresciuta a pane e passerottononandarevia. ma i primi balli della barbie con big Jim, col mangiadischi rosso (non ce n’erano altri colori, sono sicura…), erano sul walzer di chiusura di LupinIII. Bambina ero, e che bambina..-(la barbie ero io, ovviamente!)

Angela: Del primo, Hey Joe – Jimi Hendrix :) Del secondo, Everybody Here Wants You - Jeff Buckley :)

Beppe: Lei aveva un sacco di lentiggini e la canzone era la peccaminosissima Je t’aime moi non plus ;)

Sciroccata: Destinazione paradiso, di Gianluca Grignani. e lo so, nessuno è perfetto.

Pat: Il primo, 13 anni Come mai degli 883, il secondo (nonchè ultimo e attuale) Wicked Game di C. Isaak (occhi a cuore e sospirone con sorriso ebete

Regi: A whiter shade of pale o la versione italiana Senza luce.

Beba: Mamma mia me lo ricordo ancora … la colonna sonora de IL TEMPO DELLE MELE … Ma quanto tempo è passato? GULP!!!

Sciura Pina: Lucio Battisti “Emozioni”…ma il mio mangiadischi era (ed è) fucsia

Mimosa fiorita: Accoccolati ad ascoltare il mare, quanto tempo siamo stati senza fiatare, seguire il tuo profilo con un dito…E tu fatta di sguardi e tu…e il cuore a 10mila…

Maxime: Scusa non ho capito, puoi ripetere, che cosa avevi da fare… di tanto importante da non potere proprio proprio rinunciare? Vasco Rossi – Non l’hai mica capito

Chamfort: Ciao amore ciao di Tenco. Nel giardino di casa sua a San Michele di Pagana, con le zanzare che non davano tregua ma me ne sono accorto solo il giorno dopo ;OD

John: Jealous guy di John Lennon nella versione Brian Ferry e Roxy Music

Noeyalin: Spero per Martina che questo scartabellar di dischi la porti a scoprire gioiellini meravigliosi. Io non smetterò mai di ringraziare mia madre per la sterminata quantità di dischi che aveva collezionato da giovane e che, molto lungo, sono stati l’unica cosa che ascoltavo, da Nada a Frank Sinatra, dai Beatles a Don Bachi.Un patrimonio sonoro e immaginifico d’inestimabile valore, a cui sono legata in maniera fortissima. Quando poi ho messo da parte i dischi e mi sono innamorata per davvero, c’era Bryan Adams e una delle canzoni più “tronche” mai esistite: “Everything I do (I do it for you)”

Gemisto: Angie dei Rolling Stones. “…Oh, Angie, don’t you weep, all your kisses still taste sweet…

Captain’s Charisma: Altrochè se me la ricordo, era About a girl dei Nirvana e lei era una santa donna…per fortuna ha trovato un marito ;-)))))))))

Anna: Piccolo grande amore…Ancora oggi, quando la sento, mi trasporta a certi pomeriggi sul mare,con i miei vecchi amici, ad aspettare la sera dopo una giornata di spiaggia…Che rimpianto!

Francesca: Wake me up before you gogo’ degli Wham… ahhh si chiamava Enrico, io ero in seconda media, lui in terza. Festa da unìamica di classe bellissima, lui non mi guardò mai!

Catepol: Dunque dunque alle medie si ballava sul tempo delle mele ovvio (e anche dopo)

Cynaro: London Calling dei Clash per il primo e Elusive di Scott Matthews(scaricato e poi comprato originale giusto perchè lo dovevo a una storia in cui ho avuto poco e amato moltissimo. mai sentito dal cd) per l’ultimo.

Luca: the knack My sharona

Andrea: Beh, non proprio il primo, comunque SOLO LEI HA QUEL CHE VOGLIO dei SOTTOTONO.

Glossy: Altroché! Quella del capostipite di tutti i successivi batticuore era Canzoni Lontane di Eros Ramazzotti, uno che nemmeno mi piace. Ma ancora adesso se mi capita di risentirla ho dodici anni e mezzo, un giubbotto di jeans con le spalle troppo larghe e la prima (e ultima) permanente della mia vita. So Eighties, anche se era il’90.

Andrea: per me “tra me e te” dei B-Nario !!!sconosciuti per molti ma un ricordo per me e mia moglie….

Roger: Io ho lungamente sofferto in gioventù di “tachicardia”…finché un bel giorno..incontrai la “dottoressa” che mi ha curato…fra le canzoni del batticuore scelgo La canzone del sole di Lucio Battisti

iMod: “Il cielo” di Renato Zero: correva l’anno 1977 e io ero un bambino di 1a elementare, innamorato di Alessia Mastrangelo (pari età). La baciai sulla guancia… che emozione!
Faccio un appello (ne approfitto): Alessia Mastrangelo, dove sei?

Marchino: Purple rain di Prince a pari merito con Going home (il tema del bellissimo film “Local hero”), avevo anche fatto la cassetta (ché una volta c’eran le cassette, ora non più) con la copertina con i colori a tono.

Luca Moretto: “Strani Amori” che… fanno crescere. :-) Pausini!

Contrabbubis: Oh Dio!!! è proprio il tema del giorno!!! che bel tema! Steve Hackett da “Trick of the tail” “firth or firth”

Krishel: Non ho una prima canzone d’amore ma una canzone legata a certi sentimenti. All that could have been dei Nine inch nails.

Grazitaly: Charles Whisper – Wham/George Michael

Paola: Primo batticuore: Losing my religion – Rem (1991- avevo 13 anni!)

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