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Coccodrilli e Madonne

di Placida Signora - 22 aprile 2007


(Santuario di Montallegro, Rapallo)

 Correva l’anno 1488 (o ’98, non si sa bene) e un terribile drago terrorizzava la contea di Selva (Grosseto). Era un “orrendo serpente” munito però di zampe e fauci enormi .
Ma il signore della zona, conte Guido Sforza, imbattendosi in lui durante una battuta di caccia lo uccise “con l’aiuto di Dio” ed offrì metà del cranio mostruoso al Convento di Santa Fioria, mente l’altra metà fu spedita (e in seguito dispersa) alla romana Santa Trinità dei Monti.
Orbene, quel mezzo teschione superstite, conservato ora in una teca del convento, altro non è che il cranio di un coccodrillo del Nilo; e forse non tutti sanno che le chiese italiane pullulano di coccodrilli impagliati, scambiati per draghi famelici, offerti come ex voto.

Uno famoso si trova a San Michele Extra (Verona), nel santuario della Regina della Pace da tutti chiamato Madonna della Campagna; un bestione immenso che per secoli fu appeso vicino all’altare, ma poiché la sua presenza distraeva i fedeli dalle funzioni, fu spostato nella sala delle riunioni. Dicono che vivesse nell’Adige, da dove usciva per papparsi bambini, contadini e pecorelle sino a quando non venne ucciso e offerto alla Madonna per grazia ricevuta. Altri dicono che fu donato dal marchese Pier Paolo Malaspina, che lo teneva nel suo museo personale come cimelio portato da un suo avo dalle Crociate: ma così la storia è meno affascinante…

Meglio pensare che fosse stretto parente di quello catturato cinque secoli fa nei canneti del Mincio, e conservato nel santuario di Santa Maria Vergine delle Grazie a Curtatone (Mantova), o di quello lungo tre metri appeso in S. Maria Annunziata a Ponte Nossa (Bergamo), ammazzato nelle acque del Serio ed entrato a far parte dello stemma del paese.

In Santa Maria del Monte, Varese, nel museo è conservata la pelle arrotolata di un coccodrillo confederato catturato nel ‘700 nel Canton Ticino, mentre nella farmacia del monastero di Camaldoli (Arezzo) si conserva un caimano; anzi, un tempo erano due, ma uno fu misteriosamente rubato.
A Macerata, nel santuario di S. Maria delle Vergini, ne sta appeso uno ucciso a forconate da un contadino sulle rive del Chienti nel 1590 e nel Tesoro della chiesa di S. Giorgio a Ragusa sono conservati resti di immensi “Crocodilus niloticus” che secoli fa infestavano tutta la regione.

Ora sarebbe curioso cercare di capire da dove fossero arrivate quelle bestiacce feroci e capaci di sopravvivere nei freddi fiumi italici.
Chi dice sian stati importate dagli Arabi durante le loro dominazioni; chi suppone siano fuggite da “serragli” di nobili signori; altri che se la sian fatta a nuoto dall’Africa allo Stivale…

Di uno solo di quei coccodrilli (e pare sia un alligatore) si conosce la certa provenienza; è conservato nel santuario di Nostra Signora di Montallegro a Rapallo, appeso sul soffitto della sala dove si vendono ricordini.
Fu donato nel 1694 da due fratelli capitani di mare, Andrea e Rolando Merello, che rischiarono di essere da lui sbranati su un fiume dell’Amazzonia.
Pare che all’inizio l’ex-voto non fosse molto ben visto perché decisamente orrido e terrorizzante; ma poi, si sa, anche a coccodril donato

©Mitì Vigliero

Numeri

di Placida Signora - 21 aprile 2007

Proverbi e modi di dire 

“Numero dispari, numero sacro” dicono i tedeschi, riprendendo l’antico detto latino “Numero Deus impari gaudet”; ma pari o dispari che siano, i numeri sono ben presenti nei modi di dire e nei proverbi.

Apprezziamo quelle persone che “hanno dei numeri”, perché sono certezza di professionalità e capacità; che poi l’origine stia nel fatto che i numeri posseduti erano quelli buoni da giocare al Lotto, altro non è che un’ulteriore garanzia di qualità di fortunati portabuono.

Se organizzano qualcosa quindi meglio per noi “esser del numero”, cioè accodarsi all’impresa che di certo si rivelerà un “numero vincente”, evitandoci di venir considerati soltanto “un numero” dall’inglobante società. Continua »

Placiditramonti di Blog Autore

di Placida Signora - 20 aprile 2007

Roccella Jonica

roccella-jonica.jpg

Foto di Antar

qui in grande

 

Talento e Fama

di Placida Signora - 19 aprile 2007

Ricordate la notizia riguardante Joshua Bell, celebre violinista che – travestito da musicista di strada – suonò per 43 minuti nella stazione di Washington non solo senza essere assolutamente riconosciuto da nessuno , ma soprattutto senza riuscire a catturare, con la sua bravura riconosciuta a livello mondiale, l’attenzione dei passanti?

Antonio Sofi ha scritto tre bei post a proposito, riflettendo sul nostro saper riconoscere il talento , sulla fiducia che diamo alle persone, sulla conseguente importanza che queste potranno avere nella società grazie alla stima, ammirazione, credibilità di cui sono oggetto collettivo.  

Ho dato il mio piccolo contributo nei commenti, raccontando questo:

“Per le mie solite ricerche, sto sfogliando l’annata completa 1869 dell’Emporio pittoresco, un celebre settimanale antenato dei vari Gente, Oggi, EspressoPanorama ecc.

Si parla di attualità, moda, politica, arte, esattamente come se ne parla ora; il linguaggio è ovviamente “arcaico”, ma i contenuti non variano.
Negli articoli vengono citati i personaggi dell’epoca – politici, scrittori, editori, cantanti ecc - nomi che per noi sono “storia” ma allora erano quotidianità: Carlo Cattaneo, Alphonse de Lamartine, Dumas, Alessandro Manzoni, Pio IX, attrici, ballerine, tenori,  come noi oggi leggiamo di politici, papa Benedetto, giornalisti, veline, cantanti e scrittori vari…

Ma la cosa che fa più effetto è leggere cose simili:

”La forza del destino di Giuseppe Verdi è stata presentata il 7 febbraio al Teatro della Scala arricchita dall’autore di una sinfonia, d’un terzetto e d’un corale; sobrio e modesto il successo fra il pubblico

Al San Carlo di Napoli ha debuttato Isabella, la nuova opera del grandissimo Enrico Fusci. La prima sera l’autore fu chiamato 19 volte al proscenio e la seconda 25. Si mostra sempre più fondata la fama immortale del Maestro Fusci.”

Continua l’ininterrotto successo del romanzo Storia d’un boccone di pane di Luigi Macè, che in quanto a vendite e critiche assaissimo positive ha superato di gran lunga il troppo sopravvalutato L’Uomo che ride di Victor Hugo.”

Com’è che si dice?

La vera gloria non è distribuita dagli umani, ma dal Tempo
Insomma, come sempre saranno i posteri a decidere.  ”

****
Avete esempi di personaggi  del Novecento che sono stati osannati perché considerati per un periodo talentuosissimi e ottimi, di conseguenza famosissimi nel loro campo (politica, arte, sport, spettacolo, letteratura, musica ecc.), e che oggi invece sono praticamente scomparsi o per lo meno assai “ridimensionati”?

*****

Beppe: I Jalisse, quando vinsero Sanremo con Fiumi di parole! Subito dopo imperversarono ovunque, su giornali e televisioni. Sapevamo tutto di loro. Poi dopo un anno, di colpo sono spariti. Caduti nell’oblìo più totale.

Antar: Vorrei poterne citare molti che purtroppo invece sono ancora lì e non posso quindi citare…Quelli dimenticabili li ho ,fortunatamente, dimenticati [pure i Jalisse, per dire].

ZiaPaperina: Proprio a questo proposito segnalo questa interessante discussione svolta su Wikipedia: Richieste di pareri/Criteri di enciclopedicità per i personaggi dello spettacolo

Glossy: Io mi ricordo il tennista Cristiano Caratti, salutato come colui che avrebbe risollevato le sorti delle italiche racchette… ma forse me lo ricordo solo io :-D

Luca: Io che sono un pò bastian contrario ti segnalo appunto l’inverso.. personaggi dati per finiti solo per un episodio leggi qui gran premio del belgio spa 2000

Roger: E che dire di tal Pacione prode attaccante meteora juventina et nazionale….

Chamfort: In politica, a parte tutti quelli che per meno di una legislatura ebbero la “fama” come ministri e legislatori più o meno raziocinanti, mi viene in mente Mariotto Segni. Ricordo anni fa, presentato e sostenuto dappertutto come giovane brillante nume dei riformatori referendari e di un nuovo partito invincibile…Ora, nonostante ci sia ancora, non ce ne ricordiamo quasi più la faccia……

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di Placida Signora - 18 aprile 2007

 Valsassina

sciura-pina-valsassina.jpg
Foto di Sciura Pina

 

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