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Le Mummie di Palermo

di Placida Signora - 16 aprile 2007

I frati Cappuccini arrivarono a Palermo nel 1533 e si stanziarono in una piccola chiesa fuori le mura, Santa Maria della Pace.
Quando ingrandirono chiesa e convento, nel 1599, ampliarono anche la cripta e traslando le 45 salme dei confratelli  morti in quegli anni, si accorsero che erano rimaste incorrotte.
Ciò dipendeva sia dal particolare ambiente dei sotterranei, chiamati da allora genericamente “catacombe”, sia dal loro metodo di inumazione; i corpi venivano prima posti in una stanza detta “scolatoio”, su graticci di tubi di terracotta posti in doccioni di creta; serrata la porta, vi rimanevano quasi un anno.
Una volta prosciugati e seccati, si mummificavano, mantenendo capelli, pelle e cartilagini.

La voce si sparse, e furono moltissimi i siciliani nobili o altoborghesi che chiesero d’essere lì sepolti, convinti di sconfiggere in qualche modo la morte rimanendo – novelli semidei o faraoni – in qualche modo sempre uguali a come erano in vita, mostrando ai posteri  lo sfarzo degli abiti, la bellezza dei volti: monumenti perenni della loro superiorità sociale.

I frati perfezionarono il metodo di conservazione: dopo l’“essiccamento”, lavavano accuratamente i cadaveri con acqua e aceto o arsenico e calce in caso di epidemie, li rivestivano con gli abiti eleganti consegnati dalle famiglie e li attaccavano nella cripta tramite un gancio posto sul coppino o inchiodandoli ad assi di legno.

Sono circa 8000 i corpi imbalsamati e appesi ai muri di quelle stanze buie, lunghe e gelide; ottomila macabre parodie di quelli che un tempo erano stati principi, dame, baroni, distinti professionisti, alti prelati, colonnelli borbonici in divisa di gala.
Giovani, vecchi, bambini, uomini e donne che, nonostante le loro speranze e illusioni di terrena, eterna esistenza, la morte – sempre livellatrice - e il tempo – che non ha rispetto di nessuno – han reso tutti uguali.
Fantocci orribili avvolti in stracci bigi; maschere grottesche che non ispirano pietà, ma scherno, come esposti in una perenne gogna.
Un’enorme rappresentazione, una Caricatura della Morte.

C’è il generale garibaldino Giovanni Corrao, organizzatore e capo dei “picciotti d’Aspromonte”, assassinato nell’agosto del 1863 da un colpo di lupara; è in un feretro, lui, coperto da un lenzuolo, la barba folta e nera, il petto ancora villoso, una faccia furibonda.
Più in là la “cappella delle vergini”, con mummie femminili biancovestite come spose e appese al muro come scope; sopra di loro la scritta: “Seguono l’agnello ovunque vada: sono vergini”.
E il “reparto bambini”, con mummiette vestite come statue barocche di Gesù Bambino; e le donne, impilate in quelle che sembrano cuccette ferroviarie.
E poi Antonio Prestigiacomo, dongiovanni del suo tempo (‘700), il quale scrisse nelle ultime volontà che gli mettessero occhi di vetro per poter continuare a guardare le donne anche da morto.
E migliaia d’altri corpi allineati, ciondololanti, sdraiati in casse o ritti in teche di vetro…

Nel cimitero esterno del convento, terzo viale a sinistra, dal 1957 è sepolto Giuseppe Tomasi di Lampedusa; vedendo la sua normale tomba, dopo le mummie, è inevitabile pensare al finale del Gattopardo: il lancio dalla finestra dell’imbalsamato cane Bendicò, simbolo della defintiva caduta d’un mondo che fu.

©Mitì Vigliero

50 Commenti




  1. Senza parole. E’ un post fantastico. Quest’estate andrò di sicuro a visitare quel luogo. Meglio però che non porti i bambini, vero?

    Commento di Beppe - 16 aprile 2007 10:49

  2. La paura del post-mortem fa nascere riti orribili. ;-)***

    Commento di Princy60 - 16 aprile 2007 11:01

  3. ….per la serie chiudiamo un occhio è LUNEDI..

    ….manco morto mi farei imbalsamare….IO…

    tassidermista….non mi avrai…

    Commento di roger - 16 aprile 2007 11:20

  4. Beppe, se sono piccini eviterei…:-*

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:25

  5. Princy, è da millenni, ormai…;-*

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:26

  6. Roger, pensa a quelli che si fanno ibernare…:-D

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:26

  7. Trovo questa pratica agghiacciante. Sono solo rappresentazione di un’unica realtà: la morte. -

    Commento di Briciolanellatte - 16 aprile 2007 11:28

  8. e siccome tassidermia vuol dire in greco..
    mettere in ordine+la pelle…devo desumere che oggidì quando si dice…vado dall’ estetista…..si vada dall’ imbalsamatore..il che per alcuni/e..e molto vero…..

    Commento di roger - 16 aprile 2007 11:29

  9. Briciola, già. In caricatura però…:-*

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:33

  10. Roger, i chirurghi plastici possono definirsi quindi moderni tassidermisti…
    ;-)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:34

  11. Oddio la cappella delle vergini!!! Ne sarà valsa la pena, per finire così??
    ;OD

    Commento di Chamfort - 16 aprile 2007 11:39

  12. per quanto riguarda la criogenia o animazione sospesa che dir si voglia…l’unica cosa che sopporto in questo stato sono i pisellini surgelati

    ma q ualcuno piace freddo leggete qui alla voce animazione sospesta

    http://it.wikipedia.org/wiki/Animazione_sospesa

    Commento di roger - 16 aprile 2007 11:42

  13. Roger, gli zombie!

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:45

  14. Chamfort, bé, anche le altre non sono mica tanto diverse eh…;-D

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:45

  15. devo cambiare tastiera….sindrome del lunedì ?????…la farò imbalsamare..

    Commento di roger - 16 aprile 2007 11:49

  16. io avendo passato almeno la metà della mia vita in una pasticceria mi farò “Cremare”

    Commento di Luca - 16 aprile 2007 11:56

  17. Luca, anch’io (anche senza pasticceria) :-)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 11:58

  18. Oddio che brutti!
    Peggio di quelli della cripta dei Cappuccini a Roma.

    Chissa cosa spinge la gggente a rendersi ricdicola ab æterno…

    Commento di Antar - 16 aprile 2007 12:00

  19. Antar, la paura di non esistere più? Sì è vero, molto peggio di Roma (anche se pure quella è orripilosamente affascinante)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 12:03

  20. eh non ho resistito a cliccare sulle foto…non so…non è solo macabro…il senso vero l’hai spiegato già tu!

    Commento di Noeyalin - 16 aprile 2007 12:56

  21. Noeyalin, in fondo è come andare in un museo stile egizio. Fa più effetto, perché si tratta di uomini e donne molto più vicini a noi come epoca. Ma antropologicamente, trovo sia molto interessante. :-)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 13:09

  22. “Ma antropologicamente, trovo sia molto interessante. :-)”….lo dovrò suggerire ad un caro amico come scusa da usare con la moglie quando, come ieri pomeriggio a Montecatini Terme, al passaggio di giovin et prosperosa pulzella in succinte vesti, gli viene l’occhietto malizioso seguito da commento particolareggiato completo di istruzioni per l’uso……ottenendo vibrate proteste dalla moglie,spallegiata dalla mia(sono amiche d’infanzia)e il mio subitaneo nonchè diplomatico intervento pacificatore…e tutta la mia comprensione(era di tutto di più)…

    grazie Pla per la frase… :)

    Commento di roger - 16 aprile 2007 13:58

  23. Ehilà, argomento allegro ;) mio papà usa il termine mummiare al posto di fasciare e, dunque, se passa una prosperosa pulzella, di cui sopra (Roger) lui dice, toh! una fanciulla appena mummiata :P

    Commento di angela - 16 aprile 2007 14:12

  24. Roger, prego! :-)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 14:23

  25. Angela, è in tema con l’umore da lunedì…;-D

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 14:23

  26. Non so se i chirurghi plastici possono definirsi moderni tassidermisti, ma di sicuro guadagnano bene….
    Anch’io forse mi farei cremare (…ma lo si fa in pasticceria con la crema?)…ah,ah,ah,
    Un post da 10,forte Mitì, forte!!
    Ciao…

    Commento di andrea - 16 aprile 2007 14:48

  27. sono stata in quelle catacombe, è molto macabra la cosa, anche da pensare non solo esserci. Però ha un suo sinistro fascino, soprattutto pensare che questa mummificazione avveniva ad opera dei cappuccini, religiosi cattolici. Anche a arigi c’è una zona così, sono dette catacombe, dove nell’ ’800 mettevano i cadaveri che toglievano dei cimiteri colmi, maleodoranti e mal custoditi, che si trovavano in centro città. Per ora non ho avuto il coraggio di andare :-)

    p.s. grazie per il tuo commento nel mio vecchio blog!

    Commento di Francesca - 16 aprile 2007 15:08

  28. “Mumma”

    Aiuto,
    mi hamno imbarzamato vivo!
    Hanno strappato le mie varie interiora
    mettendo strani unguenti.
    Ma io sono vivo.
    Hanno cavato il mio cervello dar narìce
    con un uncinetto,
    I grigi e bianchi grammoli di memoria e di sangue
    mettendo strani unguenti.
    Ma io sono vivo.
    Hanno cosparzo il mio corpo de zorfo
    e disseccato la mia pèlla cor muriatico,
    hanno disciolto i genitali cor muriatico,
    hanno sbiancato le pupilla cor muriatico
    mettendo stram unguenti tra cui er muriatico.
    Ma lo sono vivo.
    Oggi sò una mùmma residente in museo
    i bambini se impressiona: ma che è? una mùmma?
    io sempre zitto dentro alla scatola,
    ma sono vivo!
    Lo stesso nun se pò dì der custode Arvaro!

    [Corrado Guzzanti]

    Commento di zop - 16 aprile 2007 15:23

  29. Francesca, acc…ogni tanto mi dimentico del trasloco! ;-**

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 15:43

  30. Zop, ci sono un sacco di Alvari in giro…;-D**

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 15:43

  31. Santa Maria della Pace è la mia parrocchia da sempre.
    Ma non li, qui a Venezia.
    Che ansia.

    Commento di laflauta - 16 aprile 2007 15:47

  32. Andrea, ciao! ;-*

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 15:50

  33. Laflauta, cappuccini anche loro?

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 15:51

  34. come in egitto … il non mi farò cremare credo !! … ma ci pensiamo tra un po’ ok!

    Commento di Andrea - 16 aprile 2007 16:01

  35. Mummia miaaaa….ovvero…il vicino indifferente può mummificare…quasi un fai da te……..quasi….

    http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/esteri/famiglia-mummificata/famiglia-mummificata/famiglia-mummificata.html

    Commento di roger - 16 aprile 2007 16:31

  36. ripensandoci….questo post sulla mummificazione…i cimiteri…la cadaverizzazione …i bigattini..l’interesse antropologico…i cappuccini incappucciati nei cappuccioni…insomma tutta quest’atmosfera catacombeggiante…..non ha mica a che fare con la riunione di condominio…?????

    Commento di roger - 16 aprile 2007 16:45

  37. Andrea, ok ;-D

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 16:48

  38. Roger, sì. E’ lunedì e stasera ho la riunione di condominio (spostata da venerdì). Luuuuugubre sono. ;-)

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 16:48

  39. ah….domattina al bar col cappuccino,chiedero se mi danno una mummietta….da inzuppare…

    Commento di roger - 16 aprile 2007 16:49

  40. Si, e magari pure vergine…
    ho visto la cripta dei Cappuccini di Palermo che avevo sedici anni. Ho pensato subito che fosse una gran coglionata e sono andato a mangiare pizza e cassata nella piazza di Monreale. Quelle si che sono cose imperdibili! Sono sempre stato un poeta…

    Commento di Lesorja - 16 aprile 2007 17:03

  41. ah….no quelle…non mi piacciono…sono di difficile digestione.. non inzuppano bene e poi mi hanno detto che a fine giornata avanzano tutte e che forse non le prendono neanche più…

    Commento di roger - 16 aprile 2007 17:17

  42. Lesorja, cose come queste sono utili per comprendere la specie umana. Il desiderio d’eternità esiste da sempre, sotto vari aspetti…Era buona la cassata? :-*

    Commento di Placida Signora - 16 aprile 2007 17:40

  43. Trovo tutto ciò di una grottesca ridicolaggine.
    Non esiste l’antinomia vita-morte, semmai nascita-morte.
    Occhio, non sto giocando alla Catalano, la morte è il fenomeno terminale della vita, come la nascita ne è il fenomeno iniziale. Quindi diamo sostanza a una cosa che non ne ha: esiste solo la vita, bella o brutta non so, certamente unica e temporanea.
    Quindi, non posso dire “quando sarò morto”, è scorretto, debbo invece dire “quando non sarò”.
    Dalla cocciuta insistenza con cui gli umani – non tutti, gli indiani no – cercano di dare sostanza alla morte nascono falsi problemi e tiramenti di ogni tipo con cui i tre monoteismi fanno a gara a ricattare i vivi, con preti, mullah, rabbini tutti nerovestiti, tutti con facce alla spaventapargoli.
    La smettano, sarebbe ora.

    saluti vivi a tutte e a tutti
    Primo
    P.S. Contessa, gradisce un cordiale?

    Commento di Primo Casalini - 16 aprile 2007 18:51

  44. Io dico “quando sarò morto”, ed i nerovestiti non mi hanno mai ricattato, nè spaventato. Anzi. Non ho paura della morte, nè della vita. Credo di poter dire che so che cosa sono tutte e due, per motivi che sicuramente capireste, ma sarebbe troppo lungo spiegare. Riflettere fa sempre bene, ma la cassata di Monreale sviluppa una quantità di endorfine che non ha eguali. Meglio di qualsiasi cordiale.

    Commento di Lesorja - 16 aprile 2007 19:21

  45. grazie con il tuo articolo sono ritornata nella mia sicilia buona giornata

    Commento di caravaggio - 17 aprile 2007 08:51

  46. No, parrocchia normale, con sacerdote e parrocchiani complessi, come in ogni città. Una di quelle troppo moderne, troppo di cemento armato, troppo rigide. Ma non è il “dove” ma il “cosa” c’è sempre stato li.

    Commento di laflauta - 17 aprile 2007 11:22

  47. A proposito della cripta dei Cappuccini a Roma, ancora mi chiedo come la cosidetta carità cristiana si concili con la produzione di lampadari fatti di tibie.

    Commento di regi - 17 aprile 2007 11:30

  48. Bruciare tutto.

    Commento di baldino - 5 febbraio 2008 11:11

  49. Le ns catacombe hanno un fascino che ti attrae, vedere quelle mummie, ti fa tornare indietro di secoli, quando questi poveri morti erano vivi e passeggiavano nella via principale di Palermo, il Corso Vittorio gia Cassaro.
    Chissà quante volte avrò sostato negli stessi luoghi dove loro un tempo hanno vissuto. Ma il tempo è tiranno e ti porta via, e quindi cosa rimane? una mummia che sia di bambino, di donna, di uomo, di nobili o di gente comune, a cui un tempo tutti volevavo bene e stimavano, ma che adesso sta li in bella mostra come in un museo, a cui nessuno lascia più un fiore, in onore della loro vita, di un tempo che fù.

    Commento di Vincenzo - 26 agosto 2008 17:19

  50. io, da bambino ci andavo spesso. Per mio padre era una tappa obbligatoria. Dove faceva da cicerone, per i nostri ospiti.
    ed ancora oggi ,sono molto affascinato, dalla suggestione e dal mistero del posto.

    Commento di max - 3 febbraio 2009 19:17


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