Giochìno
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E poi, fissando il quadrato arancione, digitate lettere sulla vostra tastiera.
Un modo per scrivere post surreali, artistici e in qualche modo poetici…
(Accendete anche le casse, eh?!)

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Se ricevete email da persone conosciute (e pure da sconosciute, come è successo a me) con su scritto: Tizio (O Caio, o Sempronio) has tagged you!
Sappiate che è meglio NON rispondere, ma cacciarle via immediatamente.
Il perché lo spiegano bene Eìo qui, Vanz qui, mentre Viss qui narra la sua drammatica ;-) esperienza. Qui invece Andrea spiega come disiscriversi. Qui altre spiegazioni molto chiare.
Ultimo consiglio a chi ha cliccato: cambiare la password della posta gmail.
Bombing: Tagged è pessimo. (Naturalmente con rel=nofollow)
Napoleone Bonaparte, geniale condottiero, potente imperatore ma anche uomo che detestava gli sprechi, era abbastanza stufo di spendere un sacco di soldi per approvvigionare di vivande le sue truppe durante le varie campagne e di veder poi andare a male ogni volta il cibo.
Emanò quindi un bando di concorso in cui prometteva 12.000 franchi a colui che fosse riuscito a progettare un efficace metodo di conservazione del rancio.
Il vincitore fu il cuoco pasticciere Nicolas François Appert, che già nel 1795 aveva inventato un particolare tipo di sterilizzazione (detto appunto “appertizzazione”) in grado di fermare la fermentazione delle verdure e la putrefazione della carne: prima li bolliva, poi li poneva in spessi barattoli di vetro, li sigillava con la pece e li faceva ribollire ancora.
Coi soldi guadagnati Appert aprì a Massy la prima fabbrica di conserve della storia: ebbe un grande successo tra gli eserciti di terra e di mare di tutta Europa, nonostante i suoi prodotti fossero decisamente cattivi di sapore e avessero perso nella lavorazione quasi tutte le loro proprietà nutrizionali.
Ma nel 1830 in Inghilterra i contenitori di vetro (considerati troppo fragili e pesanti negli spostamenti delle truppe), iniziarono ad essere sostituiti da quelli in latta; e nel 1840 in Germania gli industriali Daubert e Hahn fondarono una grossa fabbrica di cibo in scatola metallica basato soprattutto sulle verdure: l’agricoltura stessa della nazione venne allora modificata orientandosi verso i prodotti (ad esempio gli asparagi) che potevano venire meglio conservati.
In Italia il primo che si occupò della materia fu l’industriale torinese Francesco Cirio che nel 1857 abbandonò la sua precedente specializzazione (esportatore di prodotti freschi su vagoni frigoriferi) mettendosi a produrre piselli in scatola (i pomodori pelati arrivarono solo ai primi del ‘900).
Però non erano tutte rose e fiori; innanzitutto la lavorazione dei singoli prodotti era lunghissima, poteva superare tranquillamente le 6 ore.
Spesso poi le scatolette arrugginivano o esplodevano ; si formavano reazioni pericolose tra l’acidità del contenuto e il metallo del contenitore, ma soprattutto la non perfetta sterilizzazione causava intossicazioni anche mortali dovute alla presenza di microrganismi patogeni come il Clostridium botulinium, in grado di resistere alle alte temperature. A questi ultimi nel 1860 mise freno il biologo francese Louis Pasteur tramite un nuovo procedimento di sterilizzazione chiamato, dal suo nome, “pastorizzazione”.
Da quel momento anche l’America si interessò all’industria conserviera; dal 1860 al 1869 a Chicago e in molte altre città degli USA vennero aperte decine e decine di stabilimenti di “scatolette”. Vennero dimezzati i tempi di manipolazione, portandoli dalle 6 ore ai 30 minuti, e poco per volta venne pure allargata la tipologia dei prodotti conservati e pronti per la consumazione. Ravioli e spaghetti compresi.
Stamattina mi è sembrato di vederle: tre puntini neri, alti, su nel cielo…
In questo periodo ci sto attenta, sempre lo sguardo in su, le aspetto.
Perché vederle mi dà serenità, perché portano ottimismo.
Una sinfonia nel cielo e nel cuore: fa venir voglia di musica e poesia.
E sino a quando non arrivano, secondo me non è davvero Primavera…
Ma voi quest’anno le avete già viste le rondini?
Tu sei come la rondine
che torna in primavera.
Ma in autunno riparte;
e tu non hai quest’arte.
Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere:
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un’altra primavera.
(Umberto Saba, A mia moglie)
Corollario musical-poetico
ZiaPaperina: ““forse rondini foglie d’ Africa
ci sorridono in malinconia” (Umberto Tozzi, Gli altri siamo noi)
Angela: “Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.” [Rondini-Lucio Dalla]
John: Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini. (X Agosto, Pascoli)
Chamfort: Vorrei volare
come volan le rondini…(Vorrei volare, Zecchino d’oro 1960. QUI parole e musica)
Grazitaly: La prima rondine
venne iersera
a dirmi:-E’ prossima la Primavera!
Ridon le primule
nel prato,gialle,
e ho visto,credimi,
già tre farfalle.
Accarezzandola
così le ho detto:
-Sì è tempo,rondine,
vola sul tetto!
Ma perchè agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tprnare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace,o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera. (G.Rodari)
Princy60: “Torno al nido, la rondine cinguetta…” (La Boheme di G. Puccini – Atto IV)
Silvia: Mai più verrà la rondine
al richiamo della primavera.
Mai più vedrò le rose sbocciare
nel triste giardino della vita
come illusione di vita serena.
Rondine partisti
come morte furono le rose
del mio triste giardino.
Non tornerai più.
Se ritornassi non più il corpo
troveresti all’ansiosa attesa
ma l’anima desiderosa d’amore
ci sarà in quel triste giardino
ch’è la vita mia. (L’addio delle rondini, Reno Bromuro)
Roger: Rondaninn-a
L’è passà ‘na rondaninn-a
Contra o çe grixio de perla.
Éan anni che no vedeivo
Rondaninn-e comme ti; (A.Piero Fioravanti, continua qui)
Primo Casalini: Limpido sguardo amato
estenuante
come ansia lunga
il cuore te cerca
invano.
Lontana rondine sei
lietamente
di là del mare fuggita
nell’aria serena volando
felice. (Primo Casalini)

(le Rondini secondo Morganalarossa)
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