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Perché leggere un blog?

di Placida Signora - 21 Febbraio 2007

Davide mi pone una domanda precisa: Perché leggere un blog?
Nello stesso tempo rispondo anche - più o meno - ad Andrea, ché lo so bisognerebbe seguire nel farlo regole precise, ma io sono al galòp e sbrigo 7 cose alla volta e quindi faccio come posso ergo non protestate, ecco. ;-)

Allora: per quale motivo leggo i blog che leggo?
Innanzitutto perché mi piacciono; non me ne importa un fico se si tratta di blogstar o meno: per me conta solo ciò che trasmettono e come lo fanno. 
Tutti quelli che trovate nel Placido Arcipelago  sono lì esclusivamente per quel motivo, unito alla stima e alla conseguente amicizia; a seconda degli argomenti trattati mi coinvolgono, sorprendono, divertono, commuovono, interessano, affascinano.
Ma soprattutto mi insegnano tutti mille cose intelligenti e varie.
Per me è come leggere quotidianamente centinaia di articoli tratti da centinaia di pubblicazioni diverse; notate che non vi leggo tramide feeds o altri marchingegni simili. Vado nell’Arcipelago e clicco manualmente sui vostri nomi, perché mi piace entrare in casa vostra, vedere i vostri template, scoprire se avete qualche arredo nuovo, e leggere i commenti che gli altri vi hanno lasciato. E spesso nei commenti scopro altri blog nuovi che mi piacciono: e l’Arcipelago cresce, e ne sono felice.
Ad esempio.
Io amo il teatro; quindi dopo aver scoperto tempo fa il blog di Paolo  e poi quello di Mita, ieri ho trovato quello di Michele , che ha fatto e fa un sacco di cose belle e importanti con una passione che mi scalda il cuore. Il mio amore per la storia della gastronomia si appaga a leggere le storie meravigliose che racconta Lapiccolacuoca . Alberto  invece mi fa sognare coi suoi ricordi e le sue fotografie; Perogatt mi riporta all’adolescenza; Antonio mi fa riflettere sul  Neofuturismo;  Gaia mi fa ridere con la sua Eva; Graziano mi segnala cose meravigliose; e poi Lemoni mi rilassa, così come Picotero e poi…
E poi non posso mica riempire pagine e pagine di link! ;-D
Forse facevo prima a dire “perché non leggo“…Non leggo quelli di politica perché la materia m’annoia profondamente; per lo stesso motivo non leggo quelli che cercano la rissa a tutti i costi con polemiche ad oltranza, così come ignoro serenamente tutti quelli gravemente affetti da coprolalia o padreternìte fulminante…
Di questi infatti, nel mio Arcipelago, non v’è traccia alcuna né mai vi sarà.  
 
Come ogni meme che si rispetti, dovrei passare la domanda ad altri blogger; ma visto che mi interessate tutti, ve la passo così:

E voi, perché leggete i blog che leggete?  

Gabryella: Leggo i blog perché è l’unico modo per relazionarmi con persone intelligenti e simpatiche che, se mi conoscessero di persona, non mi filerebbero di pezza

Maddalena: Leggo i blog che leggo, così come sto leggendo il tuo perchè è bello scoprire determinate cose di persone che se magari le incontrassi per la strada non mi darebbero modo di “leggerle”

Grazitaly: Io non leggo i blog delle presunte blogstar, mi annoiano peggio di un film in dialetto cinese del sud, lo dissi pure in un intervista che rilasciai alla radio. Leggo per imparare ciò che non so, tranne (come te) quelli che parlano di politica, per quello uso l’Ansa!

Chamfort: Io leggo solo i blog del placido arcipelago (son troppo pigro per cercarmeli da solo, quella tua pagina è utilissima perché mi fa andare sul sicuro!!!)

Lilas: Il tempo è poco, purtroppo, e così, dopo aver detto che MAI avrei sposato un insegnante ( per non parlar di scuola a pranza e a cena!!), alla fine mi ritrovo a leggere proprio per primi alcuni blog di proff ( mafalda, Gipsyqueen ecc…..);-DDD, per riconoscermi nelle situazioni e sorridere tra me e me!;-DD
Altri li leggo perché rappresentano un mondo lavorativo agli antipodi, rispetto al mio, tipo la Spin che racconta al dettaglio il suo recarsi a lavorare dal milanese nelle Valli bergamasche e di certi problemi e di certi colleghi e di certe situazioni, che poi ti sembra di vivere in prima persona: così al mattino ti chiedi ma come sarà finita poi la riunione con l’ ispettore generale? e ci fai un saltino…
Poi quelli che ti affascinano, tipo quelli che sono momentaneamente all’ estero e descrivono delle realtà così differenti ( vedi Sonetcka o la Lia di qualche anno fa).
Insomma, le motivazioni alla lettura sarebbero infinite. Purtroppo occorre fare continue selezioni!;-))
Ovviamente rifuggo come la pece i blog incazzosi o quelli iperpolemici.
Già non mi attira la polemica nel quotidiano, figuriamoci qua, dove entro proprio per rilassarmi…:-)

Wolly: Leggo i blog perchè mi piace leggere e spesso conoscere cose e pensieri nuovi e a volte diversi dal mio. Mi piace conoscere ed apprendere, mi piace leggere i blog “seri” come quelli “faceti”. Leggo i blog rissosi e anche quelli politici ma commento solo su quelli che mi stanno simpatici e posso tranquillamente dire che ho creato delle belle amicizie virtuali. Leggo a volte anche quelli più noti o meglio chiamati blogstar ma mi perdo troppo spesso perchè vedo che molti argomenti sono vuoti e scritti solamente per mantenere grossi accessi. Ma fondamentalmente leggo i blog perchè sono una delle ultime frontiere della libertà di espressione e mi auguro che rimanga così per sempre. Bloggate bloggate e continuate a bloggare :-)

Floria: Leggo i blog perché sono un tipo curioso, perché sono una chiacchierona, perché mi piace leggere di tutto, per sentirmi meno sola, perché mi piace uscire di casa (anche se si tratta di una casa virtuale) e vedere cosa succede fuori, cosa pensa la gente e come se la cava con questa affare complicatissimo che è la vita. Li leggo a caso, alcuni li dimentico per un po’ ma poi mi piace ritrovarli per ricostruire i fili di conversazioni che qualche volta ho trascurato. E poi mi piace sentirmi provocata anche da chi la pensa diversamente da me, mi piace mettere alla prova le mie convinzioni, confrontarle, rovesciarle, talvolta abbandonarle. Insomma, tutto questo discorso fondamentalmente per dire che leggere i blog è un gran divertimento (e ti tiene lontana dalla televisione, il che, spesso, è un gran bene)
Dimenticavo, mi piace moltissimo leggere i commenti, spesso più coinvolgenti dello stesso post che li ha provocati.

Catepol: Dico “Perchè no?” uh è stato già detto??? Uh…ma ci avevo fatto un post lungo anche io…uh ora riassumerlo è complicato..uh…allora continuo a rispondere “Perchè no?”

Brugue: …Perché a furia di parlare con la luna e con le stelle mi è venuta una gran fame e Quantestorie mi ha portato in una vecchia trattoria. Vecchia trattoria? Era un locale ultramoderno. Dove i conigli servivano a tavola dei computer che leggono il pensiero. Ti sintonizzano la mente sui diari della blogosfera e ti portano lontano con letture insolite e originali. Tutta un’altra vita. Ma quella trattoria nascondeva un terribile mistero: era un centro di haker. Sono entrati nella mia mente con un virus micidiale si chiama b… bo… boh…bog…Ah no, blog. Ecco l’ho detto: ora sono di nuovo sintonizzato. Sono un blog-dipendente… che pasticcio! Divoro tutto. E tanti piccoli file occupano la mia mente. Per fortuna che la notte parlo con la luna e le stelle e scarico tutti i file nel cielo…

Cat: Leggo i blog perchè mi è sempre piaciuto farmi racontare le storie! e, vere o incredibili, la blogosfera ne è piena! basta andarsele a cercare e il tuo arcipelago è un bel mare pescoso!

Mary: Leggo i blog - come guardo le persone ovunque vado e studio i loro gesti - perché c’è tanta vita e le parole me la svelano: tanto pathos, tanta passione, scrittura creativa, risate, timidezza, titubanze, sogno, sarcasmo, ironia, anche il vuoto, anche il dubbio - umanità.

Loungerie: Ciao Mitì, leggo i blog che sono scritti con passione, che ti fanno conoscere nuovi libri, nuove cose, nuova musica, i blog che ti portano in altri siti per conoscere altri blog, leggo i blog che hanno voglia di farsi leggere. Te, ti leggo.

Glossy: Io li leggo perché navigando nel mare magnum dei blog trovo talenti davvero stupendi (una su tutti, dielleemme), gente che sa “come” scrivere e “che cosa” scrivere, e che manderebbe a casa in quattro e quattr’otto molte persone che scribacchiano per mestiere, senza passione e soprattutto senza sintassi :-).

Roger: Leggo i blog perché leggere é una malattia contagiosa…si…ho la letturite e fra le sue innumerevoli metastasi ce n’é una chiamata blog particolarmente aggressiva e che si fa viva ad ogni ora del giorno, e nei momenti più strani (…sono in bagno…e sto per farmi la barba)…ebbene si…sono un malato all’ultimo blog…bloggate per me …se potete. Il fu Roger…di..letto allettato lettore ….godente ottima salute..conidebitiscongiuri.

Francesca: Ho cominciato a leggere i blog perchè ogni volta, ogni giorno, trovavo cose nuove da leggere: c’è un ricambio di informazioni che mi insuriosicse tantissimoe che attira costantemente la mia curiosità. E continuo a leggere i blog che mi piacciono per questo motivo, e piano piano ne scopro sempre qualcuno nuovo che mi intriga. E avanti così. E la storia dei feeds vale anche per me: io ci vado dai link, e non li leggo con l’aggregatore. Sono lanci, ganci e passi che faccio da un blog ad un altro.

Regi: Ho cominciato a leggere i blog per caso e non immaginavo che mi avrebbero coinvolto tanto. Ho stretto amicizie, conosciuto persone che avrei solo sfiorato per la strada. Alla fine ne ho ricevuto uno come regalo di compleanno e se non ho ancora i link è perchè non riuscirei a farci entrare tutti. Prima o poi…

Pispa: Perché sono divertenti, contengono racconti belli, idee nuove, musica, immagini, discussioni interessanti, cose che non so :)

Michele: Anzitutto, grazie per avermi incluso nella lista dei blog preferiti, a soli tre giorni dalla mia apparizione! Ho iniziato a leggere i blog per caso, cliccando qua e là, all’inizio ho perfino fatto fatica a capire di cosa si trattasse. Inoltre, siccome erano spesso piuttosto aggressivi, ne sono stato lontano, percé mi mettevano a disagio. E’ stato grazie a Paolo Ferrari che ho scoperto che il blog può essere un posto tranquillo, di incontro e scambio di idee. Ora sono contento di averlo fatto, sono curioso di vedere come la cosa va avanti… Arrivederci!

Blimunda: Leggo i blog degli amici, leggo quelli divertenti e quelli che mi fanno scoprire notizie dimenticate o ignorate dai cosiddetti media tradizionali. Una buona parte della mia navigazione quotidiana è consacrata ai blog!  

Waki: Io leggo tanti blog perché la gente scrive bene, così bene che molti libri dovrebbero arrossire dalla vergogna.

Princy60: Siccome hai già detto tutto tu, aggiungo solo che, per me, è anche l’opportunità di entrare in contatto con gente nuova. ;-)***

Baltasar: Leggo qualche Blog perché è sempre più difficile trovare persone interessanti con cui fare discorsi intelligenti.

Fully: Leggo i blog perché sono un tipo curioso e vedere cosa pensa la gente intorno delle cose più disparate. Anche a me non piacciono molto i blog politici (anche se ogni tanto - come oggi - gli eventi mi costringono a prendere posizione).
Mi piacciono sia quelli che raccontano storie, aneddoti o facezie varie, sia quelli che stimolano al confronto. La mia incallita pigrizia mi impedisce di commentare i primi, la mia innata voglia di confronto mi impone di entrare nel ring dei secondi. Ma non giro molto, e sono anche molto parco negli scambi di link (e questo un po’ mi dispiace)
Naturalmente, anche i commenti sono fondamentali
(sennò che ti avrei scritto a fare?)
:***

Birambai: Perché mamma mi ha detto: esci, figlio mio, non stare sempre chiuso in casa.

Brian: I blog sono la summa del valore di Internet. Pensate una volta: eravate in un paesino sperso della brianze ed eravate che so appassionati di francobolli peruviani. Come trovare persone che condividessero il vostro hobby? Impossibile, restavate solo come un cane col vostro hobby. Oggi invece basta aprire un blog: francobolliperuviani.splinder.com, e in una settimana avete trovato amici e amiche che condividono la vostra passione. Inimitabile!

Gra alias Lemoni: Perchè ogni blog amico che leggo mi riempie, mi arricchisce…ma soprattutto mi fa sentire io al centro e tutto il mondo intorno…e da figlia unica mi sembra di avere un pò di brothers and sisters sparsi qua e là!

Cynaro: Leggo i blog perchè si. non rispondo mai a domande del genere prima del terzo caffè della giornata. indipendentemente dall’orario in cui mi sono svegliato…

Lorenzo: Perché è come rovistare in un mercatino delle pulci…a volte trovi delle cazzatine, ma altre volte…

Oscar Ferrari: Io leggo i blog semplicemente perchè ne ho uno anch´io

MrDiego: Leggo i blog soprattutto originali e ben scritti, che sappiano fornirmi degli spunti interessanti da approfondire durante la giornata, oppure semplicemente informarmi in modo informale su cose che non conosco.
Evito il più possibile quelli troppo ermetici o autoreferenziali, così come i noiosissimi diari online, anche se è da lì che nasce il concetto di blog.

Angela: Semplice, un blog mi deve divertire, offrire un buon caffè e un buon divano 

Storia d’un Amor Perfetto

di Placida Signora - 21 Febbraio 2007

(serie dedicata agli ZenaCampisti)

 

Da quando ero bambina ho sempre avuto una particolare immagine; Genova come un’immensa donna seduta nell’acqua di mare sino a metà vita, con la schiena, le spalle e le braccia spalancate appoggiate al monte, raffigurazione d’un materno golfo.

E chissà perché allora pensavo che, di questa donna, piazza Fontane Marose fosse l’ombelico dal quale partiva un passaggio segreto, via Luccoli, che immetteva in un’altra città.

Per me c’erano due città; una Nuova conosciuta più o meno a tutti, dalle strade larghe e tanto cielo sopra, e una Vecchia, misteriosa, nota solo a pochi privilegiati. Continua »

Perché si dice: Fare un cancan

di Placida Signora - 20 Febbraio 2007

Non c’entra nulla il CanCan del Moulin Rouge, ossia il celeberrimo e scatenato ballo francese il cui nome deriva da canard, anatra, o meglio dal movimento del palmipede che - quando cammina impettito - agita velocissimo il sederino proprio come le ballerine nella citata e maliziosa danza prima del lancio delle gambe all’insù.

La vera origine riguarda sì sempre la Francia: però secondo me è assai più ridicola.

Alla metà dell’Ottocento un nutrito gruppo di serissimi professori, intellettuali, letterati e latinisti francesi si riunì a congresso nel Procope, un ristorante parigino, per decidere in maniera seria e accademica se la parola latina quamquam (”quantunque”), andasse pronunciata così come si leggeva, o alla grecakamkam“.

Seguì una feroce discussione, in cui due gruppi di studiosi esagitati che,  lanciandosi vicendevolmente piatti, panini e salviette, non facevano che urlarsi rabbiosamente a vicenda “Quamquàm!” e “Kamkàn!” (essendo francesi, accentavano l’ultima vocale).

Fu un caos indescrivibile che finì quasi a botte, seguito da un grande scandalo causato dal comportamento selvaggio e ben poco “accademico” dei paludati intellettuali.

Da quel dì, e proprio negli ambienti letterati e colti, cancàn divenne sinonimo di baccano, chiassata, arrabbiatura strillata, grande confusione isterica nata da futili - e spesso assolutamente idioti - motivi.

© Mitì Vigliero

***

E voi come dite, in italiano o in dialetto, fare un cancan?

***

Angela: Fare “u’ gibellere equivalente di cancan, trambusto (Pugliese)

Catepol: In vibonese burdellu” ma anche “casino” , “macello” si dice così…

Chamfort: Fae burdellu o Piantà na’ buriana (buriana: tempesta, NdPS)

P4T: Fare bordello, sicuramente! E anche fare cagnara

Elisabetta: Un rebelotfare un bel rebelot, impropriamente ma si dice, a Milano.

Antar: In romano: Alzare una Camboggia

Laislabonita: Io dico bagarre, quando voglio evitare il più volgare casino o burdell’. Quindi resto in Francia :)

Sw4n: In cosentino, “Fa nu bellu casinu

Brian: Alla fine quattro son le chances brianzole, alcune già citate: Fà on casott de bestij, Fà bordell, Fà disaster, Fà sù on rebelott!
E poi Far baracca, in romagnolo, mi pare.

Floria: Nel senso di confusione, rumore, gran baccano (non necessariamente di rissa verbale o meno)e anche disordine, mia suocera, con riferimento in particolare ai chiassosi nipoti dice: “Cos’è tutta questa casamicciola?” Credo che il modo di dire derivi dal terremoto che rase al suolo l’omonimo borgo. Personalmente, quando i miei alunni sono particolarmente rumorosi (talvolta litigiosi) li richiamo dicendo: “Ma dove credete di essere? Al mercatino del mercoledì?” (mercoledì: giorno di mercato nella mia città). Naturalmente esiste anche il termine “bolgia” di dantesca memoria (che cos’è questa bolgia infernale?).  
Stesso “campo semantico”: bailamme (pare dal turco bairam, la festa più importante presso i Musulmani dopo il Ramadam) nel senso di grande confusione, chiasso, rumore.

Gra/Lemoni: Me lo diceva sempre la mia nonna adorata: “Ammuina ‘è bbona ‘a guerra”intendendo che il gran casino, la baraonda s’addice in battaglia e non nelle case per bene! Che saggezza stì antenati!

Michele: E’ per un curiosa coincidenza che a Trieste si usi un termine di derivazione francese: si dice “remitùr”, che non è altro che la traduzione approssimativa dal francese demi-tour, ossia il comando che veniva dato alle truppe per cambiare direzione di 180°.

Grazitaly: In bergamasco : fa casot e de brut! Far molto casino. :D

Emma: Da noi in Toscana,oltre alla quasi usuale frase ” ora faccio un casino!!!” si usa anche “ora faccio casamìcciola” ….però bisogna essere parecchio “di fuori!!”

a. : Mia zia, piasentein del sass, (mi) diceva: “fa’ mia rago’” (ovvero: non fare casino) o qualcosa del genere. Pero’ dicono anche burdel.

Roger: Vi manca un guazzabuglio…????…o preferite un pò di canaio ??? e tanto per fare un pò di confusione…mettiamoci pure un pò di disordinanza…che aggiunta al barbarismo del caos da una mano al confondimento, e nell avviluppamento intricato dell’imbratto indistinto e malivolo e pecoreccio provoca un ravviluppamento scombinato che sa di tramazzo e provoca un risentito e sbarattato scompiglio che mi porta a desviare ….che io volevo dire …casino….e basta…ma un pò di can can ho contribuito pure io a farlo….o no?

Glossy: Da noi a Piacenza si dice “ragò” o anche “fricandò” (almeno credo, quest’ultima l’ho sentita solo da mia zia)

Giorgia: A Roma si diceva “fare una cagnara”. (Credo che derivi dall’abbaiare di tanti cani messi insieme)

Marchino: Anche da noi si dice rebelòt, ma anche baraùnda, oppure cincél (che però è più per il fracasso, in tal caso si usa anche mastì). :)

Bartleby: A Napoli si dice fare ammuina. Pare che questo termine derivi da un comando dato sulle navi spagnole quando questa erano attraccate in porto davanti al castello dove risiedeva il re e quando il re era nel castello. Il comando voleva dire fare baccano facendo finta di lavorare. Qualcosa del tipo: tutti quelli che stanno a poppa vadano a prua, quelli che stanno a prua vadano a poppa eccetera, in modo da simulare un gran lavorìo che in realtà non c’era.

Luca Moretto: “far casin!” per il dialetto veneto

Placidi Lunedì

di Placida Signora - 19 Febbraio 2007

Sì, sono al galòp che più galòp non si può…

GattoConcerto

di Placida Signora - 17 Febbraio 2007

 

Per concludere in bellezza la giornata di festa felina
ecco a voi il concerto di

Nora 

la

Gatta Pianista

 

E una serie di videomici buffi:
Gatti pazzi 1
Gatti pazzi 2
LoLCat
Gatti Parlanti

 

 

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