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Bugie

di Placida Signora - 25 Febbraio 2007

da un’idea di Ramòn Gomez de la Serna , almeno per le prime dieci

-La mia modesta parola - Viaggi economici - Traduzione letterale - Giornale indipendente - Vietato parlare al conducente - Dimissioni irrevocabili - Lista degli autori che si sono consultati per scrivere questo libro - Giovane illibata - Nessuno mi aveva avvisato - Sono stato frainteso (R.Gomez de la Serna)

-Si tratta di basse illazioni - Mia nuora è simpatica - Indosso il perizoma perché è comodo -  Ma come ti sta bene quel vestito - Io non scrivo per il denaro -  Da domani mi metto a dieta - Non lo amo per i suoi soldi - Non mi piacciono le donne tettute - Non mi piacciono gli uomini accondiscendenti - Odio le luci della ribalta - Non guardo le altre donne/gli altri uomini - Prodotto inimitabile - Sarò muto come un pesce - Tu sei il mio secondo uomo - Il direttore è in riunione- Servizio 24 ore su 24 (Mitì

-Stavo per chiamarti io (Chamfort)

-Non guardo le mail da alcuni giorni (Imprecario

-Appartamento luminoso e immerso nel verde, con finiture di pregio e vista mare - Ti sei dimagrita? - Alla sposa: “Sei davvero splendida” - Il piacere è tutto mio (Maxime

-Sono una blogstar! - Ti vedo dimagrita! (Grazitaly

-Sì è bello/a, ma non è il mio tipo/a - Amore, con quel pigiamone e le ciabatte di pelo sei ancora più sexy (Gigi Massi

-Nuova pettinatura? Stai benissimo! Con quel taglio di prima sembravi una suora. - Prego, vai tesoro (all’automobilista incavolato che ti sta tagliando la strada) - Amore, non ho niente,non ti preoccupare, non sono arrabbiata, è una tua impressione (Mary

-C’erano le persone giuste - La vita dà, la vita toglie - Voglio prendere una pausa di riflessione - Sei cambiato (Angela)   

-Prof, io i compiti li ho fatti…Solo che ho dimenticato il quaderno a casa/mi è stato mangiato dal gatto/sono vittima di un inspiegabile furto!  (Tikka Masala

-Scusa, ma è un periodo incasinatissimo, non ho nemmeno il tempo di respirare - Sei tu che vuoi vedere il male anche dove non c’è. - Grazie, è buonissimo, ma sono piena. - Ti chiamo, non ti preoccupare. - Quanto vorremmo continuare, ma qui ci sono dei parenti simpaticissimi da cui bramiamo correre! (Saranno troppo famosi)

-Ma certo che lo leggo il tuo blog!!! (Bloggointestinale)

-No, guarda, a me, degli accessi, non me ne frega nulla. Il contatore non lo guardo nemmeno. le classifiche, che barba! Bloggo solo per divertimento, io. (Blogger Bugia) -
-La moglie imbufalita al marito perplesso: “Non ho niente, ti dico. Piantale di chiedere”. -
-Il romanziere di scarso successo (o l’aspirante romanziere): “Il libro di xxx? 600.000 copie al primo colpo? E’ tutto marketing”. -
-Io non sono un tipo vendicativo. Perdono ma non dimentico. Queste meschinità non mi toccano (categoria: varie) -
-Pettegolo, io?!?-
-Evasore, io? No, è lo Stato che mi taglieggia. (leggeremente o.t. “Vuole la ricevutina o lo sconticino? Lo sconticino sarebbe meglio, no?” realmente ascoltata in uno studio medico) - (Floria)

-Io pago le tasse fino all’ultima lira - Io non racconto mai balle (Michele Ainzara)

-E’ che ho perso le chiavi, il gatto ha vomitato sul tappeto, la casa mi è andata a fuoco e sono in ritardo di 20 minuti (Comidademama)

-Io te lo dico… ma mi raccomando, è un segreto e non lo sa nessuno! -Ti dispiace se questa sera vado a cena con la mia ex collega? - Andrea? E’ solo un amico… vorrei che tu lo conoscessi… (iMod)

-Non sono invidioso dell’acribìa di Mitì (Primo Casalini )

-Acribìa? Mica ho bisogno, io, di andaremelo a cercare sul dizionario!
Tsè!!! (Ninni)

-Io col computer ci lavoro! (a chi mi chiede come mai sto tanto tempo al computer, vedi la mamma)(Catepol)

-” I compiti in classe…? Occaspita, ragazzi, li ho lasciati sulla scrivania corretti. Domani, sine dubio, ve li porto!!!!!!!!!!!” (Lilas)

-Io ho un MAC! (Luca Moretto)

-Io e i miei 27 centimetri conviviamo benissimo (Sw4n)

-Ma lo sai che non mi vengono le bugie? (Francesca)

-Dobbiamo assolutamente vederci. Ti telefono. (Regi)

-Tesoro, mi piaci in tuta e con le scarpe basse - No, figurati, non mi hai svegliato - Oggi ne ho fumate solo tre - Io sui tacchi cammino benissimo - Gelosa io? Ma per favore. (Blimunda

-Cara….esco a comprare le sigarette…torno subito…(per i non fumatori…sostituire con il giornale) - Ci si vede…scusami ho un appuntamento con l’ oculista… - Sarò sincero con lei… - E’ stato un vero peccato non averla conosciuta prima….fortunatamente ero impegnato. - Lei è un uomo davvero fortunato ad aver sposato una moglie così…così…così…NOTA… - Lei è una donna(vigilessa) tutta d’ un pezzo…..vedrò di stare più attento…a non pestarla…(Roger)

-Ti sto ascoltando! Ho solo chiuso gli occhi un attimo. (Pispa)

-Ma no! Non mi sono rifatta il seno, ce l’ho sempre avuto, ma ero così complessata che da ragazzina me lo fasciavo persino. Ora sono una donna libera e consapevole…(Lady Velenia)

-Cosa diciiii? Scusa Il cellulare non prende molto dove sono ora… buzzzzz fruscccii… click. (Brian)

-“Grazie, le faremo sapere.” - “Non mi ero accorto che la suoneria del telefono si era disattivata.” - “E’ un tipo.” (Marchino)

-No, non mi disturbi affatto (Giorgia)

-1) Oh ciao, stavo proprio pensando a te - 2) La posta? Eh ci sono passato ma c’era una fila incredibile. -3) No, oggi proprio non posso portarti dal dentista, ho una riunione alle sei -4) un casino, un casino… No, dopo ti racconto.-5) giallo? Sicura che era giallo? (Fiodor)

-Variazioni sul tema Scusa il ritardo:
- Mi han fermato i carabinieri
- C’era un traffico pazzesco
- Ho trovato tutti rossi
- C’era fila al casello
- Non mi prendeva la Viacard
- Non mi partiva la macchina
- Avevo davanti un camion
- Avevo davanti un vecchietto col cappello su una Ritmo che andava si e no ai 20 all’ora (Stark)

Chi continua?  

Niente di nuovo sotto il sole

di Placida Signora - 25 Febbraio 2007

Una matrona che patisce d’etica,
che sol dei grandi nelle case pratica,
parla aggiustata più che la grammatica
e squarta zeri più che l’aritmetica.

Ha più finzioni dell’arte poetica,
ha più misure della matematica,
ha la faccia megarese e par socratica,
zelante a prima vista, in fatti eretica.

Par religiosa, e pur di fede è gotica,
mostra d’amar la pace, e sempre litica,
è più fine d’ogn’altro, e fa la zotica.

Lesta a raccòrre, a seminare stitica,
ha la coscienza con tanto di cotica:
eccovi dimostrata la Politica.

(Giovanni Saccenti, 1687-1749)

Storia d’amore e farmaci

di Placida Signora - 24 Febbraio 2007

Il mio amico Eleuterio era molto nervoso, perciò prendeva ogni giorno una compressa di Stacàlm prima dei pasti e due prima di dormire.

Conobbe Violetta in farmacia: anche lei stava acquistando lo stesso tranquillante.
I due si innamorarono: dopo poco Eleuterio diminuì la dose a una sola pillola e anche Violetta ne prendeva solo mezza.

Col passare del tempo i due passarono alle vitamine: due Forzasù ingoiati col caffé la mattina. Ogni sabato e domenica sera uscivano a cena: a Eleuterio venne l’ulcera, che curava col Bualpancìn, tre cucchiai prima dei pasti, e Violetta cominciò a ingrassare; per questo iniziò a prendere al posto della pastasciutta un bicchierone di Disintegraciccia.

A febbraio andarono a passare una settimana bianca in Val Trompia, dove si presero un raffreddore mostruoso. Tornati a casa, si misero a letto rimpinzandosi di Vialatòss (una bustina prima di dormire), Scappafebbr (due pastiglie dopo pranzo) e Muconò (venti gocce al dì).

A maggio annunciarono il loro fidanzamento: Eleuterio le donò un anello a forma di serpente (”E’ il simbolo di Ippocrate il medico”) e Violetta gli regalò un orologio-sveglia (”Per ricordarti di prendere il Dormibén “).

Dovevano sposarsi il 18 giugno, ma il 10 Violetta litigò selvaggiamente con la futura suocera.
Lo scatto di rabbia le causò una crisi di fegato e uno sfogo di orticaria gigante: per questo dovette curarsi con lo Sciogliboll e il Salvaepa.

E il giorno prima del matrimonio, Violetta sparì.

Eleuterio ricevette una lettera, in cui la sua ex fidanzata scriveva:
-”Tra noi è tutto finito: scappo col farmacista”.

Da quel giorno Eleuterio va avanti a Nodeprès, ma non credo gli dia alcun sollievo.

© Mitì Vigliero

Scandalose statue romane

di Placida Signora - 23 Febbraio 2007

Nell’abside di San Pietro in Vaticano, sulla sinistra, si trova il monumento funebre di Paolo III Farnese (1534-1549); sia il pontefice che il suo monumento evocano ricordi non propriamente consoni alla sacralità del luogo.
Il Farnese passò alla storia come gran conquistatore di donne, tanto che il popolo romano prima che salisse al Soglio già lo chiamava “Cardinal della Gonnella” e in seguito ne storpiò volgarmente il cognome in “Fregnese“.
Sotto il monumento vi sono due statue di donne; la prima raffigura la madre, Giovanella Caetani, e simboleggia la Prudenza. La seconda - simbolo della Giustizia - dovrebbe essere o la sorella, la “divina Giulia” Farnese prediletta di Papa Alessandro Borgia, oppure Costanza Sforza o un’anonima ragazza di cui il papa si era innamorato proprio alla fine dei suoi giorni.
Chiunque fosse, era ritratta nuda, come dovrebbe essere la Giustizia priva d’ogni forma di preconcetto.
Ma era talmente bella, quella fanciulla ignuda, che ispirò in molti pensieri assai poco casti e grande scandalo vi fu, come racconta anche Gioacchino Belli in un sonetto, quando una notte un giovane spagnolo (o un lord inglese, o un chierichetto, le versioni son ben tre), s’introdusse quatto quatto in San Pietro e dimostrò alla statua in modo…ehm…focoso tutta la sua passione.
Due giorni dopo il Bernini ricopriva l’imbarazzante Giustizia con un pudico mantellone.

Un altro scandalo, questa volta risalente alla fine dell’Ottocento, vide coinvolta la fontana sita in Piazza dell’Esedra; era semplice, una serie di vasche di varie altezze, e quando Guglielmo I venne in visita a Roma, il Comune per abbellirla le fece mettere attorno quattro leoni di gesso; ma il popolo romano non gradì.
Così si decise di far costruire statue vere da un artista siciliano, Mario Rutelli (sì, il nonno di); egli forgiò quattro Najadi (degli Oceani, dei Fiumi, dei Laghi e delle Acque Sotterranee).
Solo che le Najadi, ovviamente, erano prosperose e nude e i giovanotti romani passavano giornate intere facendo capannello attorno e sulla fontana esprimento estatica ammirazione con ben poco raffinati commenti barriti ad alta voce.
Fu così che intorno alla fontana venne eretta una robusta cancellata, che in realtà servì solo ad aumentare il fascino proibito delle ninfe facendo accorrere fauna maschile da tutta la romana provincia; nonostante l’ala conservatrice papalina denunciasse ululando la “pubblica indecenza”, nel 1901 la cancellata venne definitivamente tolta.
Rutelli intanto preparava la statua centrale; facendo stavolta ben attenzione a non urtare il comune senso del pudore, nel 1911 (Esposizione Internazionale di Roma) piazzò nel mezzo della fontana il primo abbozzo in malta, che rappresentava un polpo, un delfino e un uomo avvinti in una lotta: risultato fu che i romani battezzarono la statua “Il fritto misto“.
Così Rutelli tolse il polpo, fondendo nel bronzo solo l’uomo e il delfino; ma il culinario soprannome rimase.   

© Mitì Vigliero

10 teste, 12 dita, 14 prepuzi ed altro

di Placida Signora - 22 Febbraio 2007

Boccaccio nel Decamerone elenca le assurde reliquie che Frate Cipolla porta con sé; la penna dell’Arcangelo Gabriele, il dito dello Spirito Santo, una delle unghie dei Cherubini, i vestimenti della Santa Fé cattolica, i raggi della stella cometa, i capelli della Maddalena, un’ampolla del sudore di san Michele quando combatté col diavolo…
Tra le sante reliquie “vere”, invece, a Galatina, nella chiesa di Santa Caterina c’è la Mammella di Sant’Agata mentre a San Giovanni in Laterano di Roma la Scala del palazzo di Pilato.
Nella chiesa di San Carlo a Torino esistono il berrettino di San Vincenzo e il rocchetto di San Carlo Borromeo; in quella di San Francesco un pezzo del vestito di Santa Rita; in San Giovanni la spada di San Maurizio e un dito indice del Battista (altri 11 e tutti indici si trovano sparsi altrove in Italia).
Nel Duomo di Spoleto esiste il Santo Pannolino del Bambin Gesù, una striscia di lino di 20 x 25 cm. munito di attestato di autenticità rilasciato da Alessandro III nel 1175; nella Pieve di Santa Maria Assunta a Soncino (ma altri pezzi ne esistono soprattutto a Roma nelle chiese di Santa Maria Maggiore, Consolazione e Laterano) la sua culla/mangiatoia.
Inoltre in Europa esistono oltre 500 chiodi della Crocifissione: di questi solo 3 sono riconosciuti veri, quelli che trovò Sant’Elena sul Golgota e di cui uno finì nella Corona Ferrea.
Distribuiti ovunque sono i frammenti della Croce, mentre nel Tesoro di S. Lorenzo a Genova si conserva il Santo Catino dove prima venne servito l’agnello pasquale durante l’Ultima Cena e poi raccolto il Santo Sangue sul Golgota; si pensava fosse di smeraldo, ma Napoleone che se lo portò in Francia, dopo averlo fatto analizzare e scopertolo di vetro, lo restituì gentilmente.
Ma la reliquia di Cristo più curiosa è forse il Santo Prepuzio: l’unico riconosciuto ufficialmente (nel 1907) sarebbe stato quello conservato (prima di essere rubato anni fa) nella chiesa di Calcata (Viterbo), però ne esistono altri 13 soggiornanti nelle cattedrali di Poitiers, Anversa, Parigi, Brugge, Boulogne, Besançon, Nancy, Metz, Le Puy, Conques, Hildesheim, Coulombs ecc.
Di Maria Vergine sino alla fine del 700 circolavano numerose reliquie corporali: poi qualcuno ricordò che venne assunta al Cielo in carne e ossa e vennero quindi considerate non valide.
Rimangono la cintura (il “Sacro Cingolo” della Cattedrale di Prato); centinaia di capelli e pezzetti di velo (Certosa di Serra San Bruno, Duomo di Torino ecc).
L’anello nuziale è a Perugia e litri del suo latte materno sono conservati in gocce cristallizzate sparse a Montevarchi, Nocera, Piteglio (PT), Pulci oltre che in gran parte di Francia e Spagna.
Altre reliquie diffusissime sono quelle di San Giovanni Battista.
Il corpo a Genova, in Cattedrale; migliaia i frammenti ossei distribuiti per il mondo; una decina le teste (di cui una di quando era fanciullo, sic): a Roma, Damasco, Arles, Amiens ecc. A Viterbo in compenso c’è una sua mascella.
Ma la cosa non stupisce più di tanto, visto il numero catalogato e ufficiale dei suoi denti venerati nel Vecchio Continente: 922.

© Mitì Vigliero

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