Entrare in una mostra d’arte
Vittorio G. Rossi, ne L’orso sogna le pere (Mondadori, 1971) scrive:
Guardare, per esempio, due vecchi pezzi di tubo saldati insieme, essi formano un bellissimo angolo di 112 gradi. Si pensa che provenga da una demolizione; invece è la battaglia di Legnano.
Allora si va alla ricerca del genio che l’ha fatta, gli si domanda ansiosi che cosa sarebbe se l’angolo tra i due pezzi di tubo fosse di 87 gradi.
E lui dice che era la scoperta dell’America. “E se l’angolo era di 145 gradi?”, gli si domanda. E lui dice che allora era una donna di 26 anni che allatta il figlio di una sua vicina di 28 anni che è andata dal parrucchiere.
Allora, al colmo dell’entusiasmo, si staccano dalla parete i due pezzi di tubo che sono la battaglia di Legnano, e con generosa energia si dà la battaglia di Legnano sulla testa del genio, consacrandolo genio per l’eternità. Ogni fede ha i suoi martiri.
Fatto questo, e nell’attesa delle guardie con le manette, si ricorre al solito passatempo economico che è la filosofia e ci si domanda: “Che cosa è il genio?” e “Chi è un artista?”
Voi cosa rispondete? E quali sono i vostri artisti geniali preferiti?
****
Chamfort: Di sicuro non è artista quello dei 2 tubi. Ma di certo probabilmente è un genio nel prendere per il …. pubblico, critici e sponsor!!;OD Munch e Picasso
PaoloFerrucci: Confesso una cosa inconfessabile: mi sto preparando per diventare artista, avere un atelier immerso nel verde e guardare il reale con l’occhio del genio. :)
ZiaPaperina: Ammettendo come spettatrice una forte soggettività nell’arte (non è detto che ciò che piace a me sia frutto di genio e viceversa), credo che “artista” sia anche chi crea con cultura, ossia attraverso studi profondi e mille sperimentazioni. Non basta prendere una saldatrice o un pennello e appendere al muro l’opera per esserlo. Così come non basta scrivere qualcosa per essere uno scrittore. O canticchiare sotto la doccia per essere un cantante, strimpellare il piano per essere un musicista e così via. I miei preferiti: Klimt e Michelangelo.
Violaciocca: L’artista colpisce: il cuore il cervello, tutto il corpo. Il genio come quello va colpito: in testa, al cuore in tutto il corpo. Ecco.
Aquatarkus: Il genio che preferisco è quello che sente qualcosa di potenziale nell’aria e che nessuno vede ancora, soprattutto se è qualcosa di semplice. Una di quelle cose che ti fanno dare una manata in testa accompagnata dal pensiero: “mannaggia perchè non c’ho pensato io!” Come l’inventore del Walkman per esempio. Nel campo dell’arte però è più complicato e i miei genii preferiti sono Burri Fontana e Pollock.
Glossy: Non potrei rispondere a questa domanda: ho studiato Storia dell’Arte e mi hanno ammazzato ogni entusiasmo a colpi di tecnica, di scuole e di botteghe. Tuttavia, per me il genio è chi vede adesso quello che gli altri vedranno domani, e solo perché gliel’avrà insegnato lui. Leonardo (scontato), Van Gogh (che ha saputo far impazzire di luce un fiore opaco e asciutto come il girasole, e da allora nessun girasole è più stato lo stesso), quell’animaccia di Caravaggio, che ha messo la luce “dentro” alle persone. E poi Friedrich, che ha fatto urlare di dolore la natura, De Chirico che ha inventato l’angoscia delle piazze deserte sotto il sole, Kandinskij che ha abolito la necessità di una forma, e poi tanti altri.
GigiMassi: Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione.(cit.Amici miei, lo scherzo del bambino messo su una cacca enorme =)
Zuck: Il rinascimento astratto di Paolo Uccello
Roger: il genio è quello della lampada. l’ artista è colui che la sfega convinto di fregarlo…salvo poi rimaner fregato…
Ilaria: Per me il genio è la facoltà di vedere qualcosa di nuovo in qualcosa di “solito”. L’artista è chi, oltre a possedere questa facoltà, la sa unire a cultura, consapevolezza, tecnica e ardimento. Di artisti che amo ne ho tanti; mi vengono subito in mente: Chagall, Ensor, Kokoschka, Friedrich.
Missmidnight: Non riesco a considerare razionalmente arte i tagli di Fontana o il dadaismo di Duchamp. Poi però se pensi che nessuno c’aveva pensato prima a fare delle cose così… forse è li il genio.

Di sicuro non è artista quello dei 2 tubi. Ma di certo probabilmente è un genio nel prendere per il …. pubblico, critici e sponsor!!;OD
Vittorio G Rossi è sempre fantastico!!!!
Commento di Chamfort - 9 febbraio 2007 11:28
Chamfort: mi viene il sospetto che quello dei tubi sia più furbo che genio…;-D
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 11:33
Confesso una cosa inconfessabile: mi sto preparando per diventare artista, avere un atelier immerso nel verde e guardare il reale con l’occhio del genio. :)
(non mi piace il ferro, però).
Commento di paolo ferrucci - 9 febbraio 2007 11:53
Paolo, ci farai vedere le tue opere?
(il ferro mi piace solo come gazebo in giardino ;-)
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 12:02
L’artista colpisce: il cuore il cervello, tutto il corpo. Il genio come quello va colpito: in testa, al cuore in tutto il corpo. Ecco.
Commento di violacciocca - 9 febbraio 2007 12:06
Ammettendo come spettatrice una forte soggettività nell’arte (non è detto che ciò che piace a me sia frutto di genio e viceversa), credo che “artista” sia anche chi crea con cultura, ossia attraverso studi profondi e mille sperimentazioni. Non basta prendere una saldatrice o un pennello e appendere al muro l’opera per esserlo. Così come non basta scrivere qualcosa per essere uno scrittore. O canticchiare sotto la doccia per essere un cantante, strimpellare il piano per essere un musicista e così via.
Commento di ziapaperina - 9 febbraio 2007 12:09
Violaciocca, ;-D! Vittorio G Rossi ti avrebbe abbracciato!
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 12:12
ZiaPaperina, no, non basta proprio ;-)
Ora galoppo in posta e quando torno aggiorno, eh?
:-*
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 12:13
Certo che farò vedere le mie opere: sto già studiando la connotazione che assumerò nell’interpretare la realtà.
Accarezzo anche l’idea di andare a lezione di maledettismo (e di glamourousness). Due elementi che possono creare sinergia, non trovi?. :)
Commento di paolo ferrucci - 9 febbraio 2007 12:14
Il genio che preferisco è quello che sente qualcosa di potenziale nell’aria e che nessuno vede ancora, soprattutto se è qualcosa di semplice. Una di quelle cose che ti fanno dare una manata in testa accompagnata dal pensiero: “mannaggia perchè non c’ho pensato io!”
Come l’inventore del Walkman per esempio.
Nel campo dell’arte però è più complicato e i miei geni preferiti sono Burri Fontana e Pollock.
Commento di aquatarkus - 9 febbraio 2007 12:16
Klimt e Michelangelo
Commento di ziapaperina - 9 febbraio 2007 12:26
Aquatarkus, Pascoli diceva che il “poeta” è quello che come un fanciullino coglie l’essenza vera delle cose e sa esprimerle in modo tale che tu dici “ecco, è quello che volevo dire io ma non mi venivano le parole”. Certo nell’arte è tutto più complesso, sì. :-*
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 13:07
Papera, brava. Ho aggiunto dopo l’ultima domanda perché me l’ha fatta venire in mente Aquatarkus :-)
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 13:08
Si può essere anche autoreferenziali?
Commento di Saranno troppo famosi - 9 febbraio 2007 14:05
Nick&Name: nel senso che siete voi i vostri geniali artisti preferiti? Ma certo! ;-*
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 14:08
(basta che non facciate tubi piegati intitolati La battaglia di Legnano ;-D
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 14:09
Nel senso che siamo noi i nostri geniali artisti preferiti. Certo. Di tubi non capiamo un tubo.
(Altrimenti, va bene anche Dlì come nostra preferenza).
Commento di Saranno troppo famosi - 9 febbraio 2007 14:23
Non potrei rispondere a questa domanda: ho studiato Storia dell’Arte e mi hanno ammazzato ogni entusiasmo a colpi di tecnica, di scuole e di botteghe. Tuttavia, per me il genio è chi vede adesso quello che gli altri vedranno domani, e solo perché gliel’avrà insegnato lui. Leonardo (scontato), Van Gogh (che ha saputo far impazzire di luce un fiore opaco e asciutto come il girasole, e da allora nessun girasole è più stato lo stesso), quell’animaccia di Caravaggio, che ha messo la luce “dentro” alle persone. E poi Friedrich, che ha fatto urlare di dolore la natura, De Chirico che ha inventato l’angoscia delle piazze deserte sotto il sole, Kandinskij che ha abolito la necessità di una forma, e poi tanti altri.
Commento di Glossy - 9 febbraio 2007 14:39
Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione.(cit.Amici miei, lo scherzo del bambino messo su una cacca enorme =)
Commento di Gigi Massi - 9 febbraio 2007 14:43
Il rinascimento astratto di Paolo Uccello
Commento di zuck - 9 febbraio 2007 15:33
Glossy, hai fatto una rapidissima ma splendida lezione d’arte! :-*
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 15:46
Giggi, sì ricordo benissimo!(credo di saperli a memoria quei film…) ;-D
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 15:46
Zuck, passione anche mia. :-)
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 15:46
Per me il genio è la facoltà di vedere qualcosa di nuovo in qualcosa di “solito”. L’artista è chi, oltre a possedere questa facoltà, la sa unire a cultura, consapevolezza, tecnica e ardimento.
Di artisti che amo ne ho tanti; mi vengono subito in mente: Chagall, Ensor, Kokoschka, Friedrich.
Ciao!
Ilaria :-)
Commento di Ilaria - 9 febbraio 2007 16:12
il genio è quello della lampada
l’ artista è colui che la sfega convinto di fregarlo…salvo poi rimaner fregato…
ah….a quanti gradi devo piegarte…si…piegarte, perchè piegare è un arte…..il TUBO ?
Commento di roger - 9 febbraio 2007 16:42
Non riesco a considerare razionalmente arte i tagli di Fontana o il dadaismo di Duchamp. Poi però se pensi che nessuno c’aveva pensato prima a fare delle cose così… forse è li il genio.
Miss.
Commento di missmidnight - 9 febbraio 2007 16:52
comunque in questo post l’ arte…ha preso una brutta piega.. :)
Commento di roger - 9 febbraio 2007 16:54
Roger, perché brutta piega? :-)
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 17:02
mi sbaglio o si e preso il tubo in testa….l’…”artista”…?
Commento di roger - 9 febbraio 2007 17:09
Sono così poco geniale che mi sono dimenticato la seconda “i” nel plurale di genii. O forse volevo parlare dei geni del genio? Questo sarebbe stato geniale.
Commento di aquatarkus - 9 febbraio 2007 17:11
Roger, no, Vittorio G. non l’avrebbe mai picchiato sul serio. S’è limitato a massacrarlo scrivendone in un libro ;-)
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 17:42
Aquatarkus, è il galòp. Ora correggo ;-*
Commento di Placida Signora - 9 febbraio 2007 17:43
magari preferiva il tubo in testa..
:)….ne massacra più la penna..che la spada…le ammaccature passano, la scritta rimane..
Commento di roger - 9 febbraio 2007 17:52
io preferisco i genii di una volta
ma il mio parere non conta, in quanto, seguo poco l’ arte contemporanea…forse..perchè troppo strana…insomma non ci capisco un tubo..
ma non è del tutto colpa mia quando.. visitando una mostra di quadri astratti ed osservando un dipinto ti accorgi che , sulla cornice, ci sono due punti per appenderlo…uno sul lato più lungo e uno sul lato più corto…ecco…allora…ti viene voglia di correre fuori ed urlare al mondo che genio geniale sia l’ artista che espone…
Commento di roger - 9 febbraio 2007 18:23
magari sarò meno furba (decisamente) ma mi piace creare… fai un giro sul mio blog ? ;-)
Commento di tiziana - 30 marzo 2007 15:05