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Il Giro del Mondo con 4.500 euro

di Placida Signora - 18 gennaio 2007

Nei commenti a un post di Lorenzo Cairoli, giornalista, autore tv, sceneggiatore, gran viaggiatore e splendida penna, Antonio Tombolini ha lanciato un’idea, o meglio, una sfida:

Lorenzo, mi hai fatto venire un’idea! Poiché credo che tu non sia uno che spara a vanvera, se dici che con 4500 euro si fa il giro del mondo, perché non lo dimostriamo al mondo intero?
Voglio dire, perché non diamo il via al “Giro del Mondo Virtuale con 4500 Euro“, tappa per tappa, da mettere online?
Ad ogni tappa potresti dedicare uno o più post qui, nel tuo blog, in una categoria specifica (“Il Giro del mondo ecc…”), con tutti i dettagli e i link del caso. Sono certo che intanto ne uscirebbe fuori una cosa bellissima da leggere e guardare. Poi, visto mai, a qualcuno potrebbe venire voglia di “testare” i tuoi consigli per davvero…

E Lorenzo l’ha accettata.

Io lo terrò d’occhio; ogni tanto mi prendon le smanie di fuga, ma dato che sto diventando sempre più allergica al galòp so che viaggiare anche solo virtualmente mi farà un gran bene :-)

Update : e c’è pure lo sponsor per chi non virtualmente ci proverà.   

 

Le buone maniere

di Placida Signora - 18 gennaio 2007

da “I pensierini di Mitì”, dopo aver visto questa trasmissione

Sono convinta che sia assolutamente necessario
continuare a insegnare ai nostri figli le buone maniere,
perché prima o poi torneranno di moda.

(credo che condividano questo ottimistico pensiero lui, lei e anche lui)

Operazione nostalgia: Il Sarchiapone

di Placida Signora - 17 gennaio 2007

Tanti ne citano il nome… 

Ma quanti sanno cos’era e magari lo ricordano?

(consiglio: per sentire bene, casse al max)

 

La Placida Gomma: il ritorno

di Placida Signora - 17 gennaio 2007

Deb all’inizio del suo post del 16 gennaio (sorry, ma non trovo link), scrive:

Peccato, mi trovo a pensare, che non abbiano ancora inventato una gomma buona a cancellare gli anni sbagliati ed i pesi che si adagiano fra stomaco e cuore.”

Eccola, quella gomma, Deb:

L’ho inventata nel 2004 (e il sempre Tesoromio Livefast l’aveva realizzata così come la vedi).

Poi l’avevo persa e ritrovata, con tanto di istruzioni da seguire attentamente
Ora è di nuovo qui. 

“ Una gomma speciale capace di cancellare le idee fisse dalla mente e le cicatrici dal cuore.
Ricordate quelle bicolore che usavamo a scuola?
 
La parte blu più dura e cartavetrosa, per cancellare l’inchiostro.
 
La parte rossa più morbida, per cancellare la matita.
 
Ecco; vorrei inventare una gomma bicolore, più dura da una parte e più morbida dall’altra.
 
La prima servirebbe per annientare le idee fisse dal cervello: lì sta la memoria,e la memoria è una bestia grama, ha bisogno di maniere poco gentili, decise.
Si avvicina la parte blu della gomma all’idea che fa male (amori infelici, sogni inutili, speranze false, illusioni stupide, paure infantili, preoccupazioni ecc.) e zac zac zac la si passa sopra, facendole scomparire.
 
Il cuore invece è più tenero, fragile; e lì si userà la parte morbida della gomma, quella rossa…”

E continuo come allora a pensare che solo il fantasticare, nei momenti bui, che la si possa usare realmente non faccia affatto male.

Però mi son rimasti dentro anche i versi che il saggio Brianzolitudine scrisse allora nei commenti:

Gomma blu per rimuovere al cervello
le menate infinite ed il dolore,
gomma rossa per cancellare al cuore
lo strazio degli addii. Ecco, cancello
con entrambi i colori, ma qui muore
un ricordo penoso e lì uno bello,
e quel che resta, dopo tal macello
è un uomo non più uomo, un io minore.

Io ve la ri-regalo.

Ma, attenti: sognerete solo d’usarla, oppure vorrete usarla 
per davvero?

***

Aggiornamenti tecnologici.

-Aquatarkus propone il placidobianchetto:

-Notedibordo desidera invece un placidotasto Undo: chi saprebbe realizzarlo?

-Nervo : Eccolo qui il Placido Undo 

©Mitì Vigliero

 

Utilità delle tettone

di Placida Signora - 16 gennaio 2007

Il mestiere delle giovani donne di fine Ottocento ritratte nella foto (non visibile nell’articolo online, ma possiamo tentar d’immaginarla ;-) NdPS), era allevare bachi da seta. Prima di accudirli, bisognava farli nascere, i preziosi vermetti, ed era la cosa più difficile. Queste signorine e signore mettevano a disposizione il loro petto che, per l’occasione, si trasformava in incubatrice. Più il seno era florido, meglio si adattava a tenere al caldo «la semenza», cioè le microscopiche uova. A ogni signora della seta veniva consegnato, verso la metà di aprile, un sacchettino di tela, contenente le uova. Il sacchettino veniva nascosto in seno e lì, nel calore costante del corpo, le uova si schiudevano e ne uscivano i «cavaleri», i bachi da seta.

(da L’Arena-il giornale di Verona, Le signore con la seta in seno di Lino Fontana)

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