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Ruderi

di Placida Signora - 23 Gennaio 2007

  

I ruderi mi hanno sempre affascinato; sassi che, ne sono convinta, mantengono sempre scintille di vita.
Perché le case, anche quelle dirute, hanno un’anima speciale, formata da tutte le anime che le abitarono.
Hanno assorbito come spugne fatti e pensieri svolti fra le loro mura.
Non importa se appartengano a castelli o cascine o ville o conventi, quei ruderi.
Per me conservano sempre nelle vecchie pietre qualcosa dei volti e dele voci di chi negli anni vi abitò.
Mi piace cercare di immaginare gli arredi delle stanze, l’abbigliamento delle persone, i loro caratteri…Mi piace fantasticare sulle storie che lì dentro accaddero; piani di battaglia e di vita quotidiana, amori, odi, progetti, delusioni, complotti, passioni, litigi, soddisfazioni, nascite e morti.
Ad esempio, osservando la bella foto di quella finestra (l’autrice è Morganalarossa), finestra che potrebbe appartenere a un castello, una villa, una cascina, un convento, non importa, mi chiedo chi mai lì si sia affacciato negli anni.
A guardare, controllare, aspettare, sognare cosa?

Volete raccontarmelo?

***

Nei commenti le storie di:


 Chamfort 
Francesca 
Notedibordo 
Princy 
Morghy 
ZiaPaperina
Angela
Brian
Bartleby

23 Commenti »

  1. Betta, la figlia del mezzadro dei conti di Pentema. Attende Ludovico, umile stalliere, di cui è innamorata; ma il padre non vuole, sognando per lei un partito migliore. Così Betta e Ludovico hanno deciso di fuggire insieme.
    Che dici: ci saranno riusciti?

    Commento di Chamfort - 23 Gennaio 2007 11:35

  2. Chamfort: io dico di sì (lo sai che sono un’inguaribile sentimentalòna…;-)
    Ben tornato tesoro! :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 11:44

  3. Io oggi mi sento un rudere… , guardo dentro al futuro, controllo il mio umore, aspetto di uscire da queste mura, sogno il mare!

    Commento di Tengi - 23 Gennaio 2007 12:13

  4. allora, se ti piacciono i ruderi, la prossima volta che passi dalle parti di Roma devi assolutamente andare a vedere Galeria antica: http://www.romanatura.roma.it/parchi/galeria_antica.php#

    http://flavio.tordini.org/pictures/Roma/Galeria%20Antica/

    Commento di Antar - 23 Gennaio 2007 12:15

  5. Tengi, ti assicuro che il mare oggi qui mette una tristezza infinita…bigio, mosso, nebbioso e piovoso…ugh :-(

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 12:17

  6. una signora di campagna, che vive lì con suo marito e i suoi figli, nella casa che fu dei suoi genitori. tutti i giorni il marito esce presto la mattina per andare a lavorare i campi e a badare alle bestie, lei si occupa della casa e della cucina. Il fuoco nel camino della cucina è sempre acceso. Tutti i giorni sulla tavola porta cibo fatto con le sue mani per tutti i suoi cari.

    Commento di Francesca - 23 Gennaio 2007 12:25

  7. Antar, ma che posto fantastico! Grazie, ci andrò di sicuro :-)*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 12:34

  8. Francesca, dovresti darci la ricetta dei piatti preferiti da quella famiglia…;-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 12:34

  9. Hanno sistemato vecchi giacigli presi nelle discariche vicine, quelle aperte agli angoli dei tratturi.
    Tutte le mattine aspettano il “fiorino”. Poi tutte quelle distese di finocchi e carciofi. Qualcosa, almeno per la pancia, la rimediano.
    Perchè quegli occhi questa bellezza dei ruderi, proprio non la vedono.

    Commento di angela - 23 Gennaio 2007 12:35

  10. Son trecento anni che sto qui ad aspettarlo, ma ormai questi rami non mi lasciano più vedere l’orizzonte. Andrò a darmi una rassettata, forse sta per arrivare…

    Commento di notedibordo - 23 Gennaio 2007 12:48

  11. Notedibordo: bella! :-)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 12:57

  12. Quando mio padre comprò la casa dove ora viviamo, era un rudere datato 1450. Nata come caserma per la guarnigione dei Fieschi,era l’unica casa dalla quale si poteva controllare l’unico accesso alla valle. Spesso, quando mi affacciavo alla finestra della cucina, immaginavo l’arrivo a cavallo del corteo dei Fieschi. ;-)***

    Commento di Princy60 - 23 Gennaio 2007 13:15

  13. Sei fantastica! no, non per la citazione della foto;-) e’ che, incredibilmente, quello che tu hai messo nel post e’ esattamente il sentimento, il pensiero che mi ha fatto realizzare questo scatto.

    Qui ci abitava Caterina, in un paesino dell’entroterra Ligure. Caterina si affacciava per richiamare le bestie alla stalla, il cane alla zuppa. E viveva sola. Guardando oltre il balcone, a vedere le nuvole correre veloci. E contare una stagione e poi l’altra. Prima la rugiada sul verde del giardino, poi il ghiaccio lucente e le neve che tutto arrotonda. Con il caldo del camino alle sue spalle. Come sola conto’ le stagioni, sola se ne ando’ Caterina. E ora la finestra e’ vuota e desolata…ma se fai attenzione, nei silenzi dei lunghi inverni, nelle brezze delle albe priaverili la puoi ancora intravedere. Nascosta dietro tende ormai disfatte, che ancora cuce, ricama e chiama le bestie “Muccin! muccin a ca’!”.
    Basta chiudere gli occhi e pensarla.

    (ogni fatto o riferimento a persone e cose e’ puramente casuale;-) )

    Commento di Morghy - 23 Gennaio 2007 13:41

  14. E’ il Giusto che s’affaccia, ma solo di notte, perché è di guardia lui mentre i suoi compagni partigiani dormono su vecchie coperte gettate sul pavimento sconnesso. E’ già un rudere quella casa, ma è un ottimo rifugio nascosto così nel bosco della montagna. Sono lunghe quelle notti.

    Commento di ZiaPaperina - 23 Gennaio 2007 14:52

  15. Morgana, sì; basta chiudere gli occhi. O anche solo socchiuderli. :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 14:58

  16. Naturalmente pane fatto in casa quasi tutti i giorni, il dolce della domenica, la pasta e fagioli per una calda cena quando il marito rientra dai lavori, la pasta fatta in casa, gli gnocchi con il sugo, la polenta con la salsiccia, e ora sicuramente frappe e castagnole:-)

    Commento di Francesca - 23 Gennaio 2007 14:59

  17. ZiaPaperina: Nonno Giusto, vero? :-*

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 14:59

  18. Francesca: sembra di sentirne il profumo di quelle frappe :-)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 15:00

  19. Angela, benvenuta :-)

    Commento di Placida Signora - 23 Gennaio 2007 15:08

  20. anche io ho gli stessi pensieri quando passo davanti a un rudere. Abito in campagna e quando vado a fare footing passo davanti a diverse case, isolate, disperse, cadenti e me le immagino quando erano ancora abitate, tenute bene. Le storie che nascondono quei muri fatiscenti

    Commento di HiDaBa - 23 Gennaio 2007 17:00

  21. Osservi, alla finestra
    con il cuore spezzato
    un foglio nella destra
    mano, mezzo strappato,

    la vita è una palestra
    dura, di pugilato:
    è amara la minestra
    ora che ti ha lasciato.

    Commento di Brian - 23 Gennaio 2007 18:07

  22. a quella finestra si affacciavano in molti. la casa era abitata da tante persone: mamma, papà,figli, figlie. matutti reano indaffarati a fare faccende, andare al mercato, cucinare, tagliare la legna. nessuno mai aveva tempo per affacciarsi alla finestra. proprio per questo la rosa bianca, piantata dalla mamma, appena fioriva, ad ogni primavera, ritornava a guardare l’orizzonte, appoggiata al davanzale. guardava, guardava, e sognava di trasformarsi in una principessa dal bianco vestito, che un principe vestito di azzurro avrebbe un giorno salvato.

    Commento di bartleby - 23 Gennaio 2007 20:32

  23. Bellissimo post, Placida. Sapevo, venendo qui, di trovare cose interessanti e che condivido molto, come in questo caso.

    Commento di meriggio - 27 Gennaio 2007 20:58

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