ZenaCamp: Blogger con la faccia un po’ così…
…spero di vederne tanti a maggio, qui a Genova.

Ci sarò e interverrò di sicuro con non so ancora quale argomento, ma lo farò.
E voi verrete? Non vi attira il profumo di focaccia?

…spero di vederne tanti a maggio, qui a Genova.

Ci sarò e interverrò di sicuro con non so ancora quale argomento, ma lo farò.
E voi verrete? Non vi attira il profumo di focaccia?
Come promesso nei commenti a ComidadeMama, ricambio la ricetta dei suoi caponèt con quella dei fratti.
Che poi sarebbe “frati”, con una T sola; ma si sa che il dialetto ligure è specialista a metter doppie dove non ci sono e toglierle dove invece andrebbero…E quindi fratti siano.
Si tratta di un piatto antichissimo, nato nei montani conventi medioevali della provincia di Savona, con lo scopo di rispettare a cuor leggero e stomaco soddisfatto le penitenze dei numerosi “giorni di magro”.
E il suo nome nacque da uno slancio d’umorismo dei frati stessi, che si riconoscevano perfettamente nella forma panciuta e coperta del bigio saio delle lattughe.
Fratti di magro
4 lattughe cappucce; 400 gr di passata di pomodoro; 1 tazza di brodo leggero; 6 cucchiai di pangrattato; 1/2 bicchiere di latte; 1 uovo; 100 gr. di formaggio grattugiato; 50 gr. di pinoli; 1 mazzolino di prezzemolo; 2 spicchi d’aglio; 3 rametti di maggiorana; olio; sale; pepe.
Preparare il ripieno pestando i pinoli nel mortaio. Versarli in una terrina insieme al prezzemolo, maggiorana, aglio tritati e al formaggio. Unire l’uovo per amalgamare e il latte per fluidificare. Pulire le lattughe, togliere i torsoli e le foglie esterne; gettarle per 2/3 minuti in acqua bollente: scolarle bene ed aprirle, allargando le foglie piano piano, per introdurre il ripieno con un cucchiaio. Legarle con del filo; sistemarle delicatamente in una pirofla con olio, il brodo e il pomodoro. Metterle sul fuoco basso, col coperchio, e cuocerle dolcemente per 30 minuti.
Ne esiste anche una versione “di grasso”.
Fratti di grasso in brodo
8 foglie di lattuga (meglio se cappuccia, sennò va bene tutta) grandi e belle; 250 gr di carne di vitello; 100 gr di cervella; 30 gr di burro; 1 uovo; 1 presa di maggiorana; 2 pugni abbondanti di formaggio grattugiato; brodo di carne; sale.
Rosolare la carne di vitello e la cervella; tritarle finemente e metterle in una terrina. Unire l’uovo, il formaggio e la maggiorana, mescolando ogni volta a lungo. Con l’impasto fare delle palline grandi quanto quelle da ping pong. Scottare in acqua bollente le foglie di lattuga e avvolgere con queste le palline di ripieno; legarle con filo e farle bollire per 10 minuti in acqua e sale. Scolarle, posarne due per fondina e coprirle di brodo di carne bollente. Servire immediatamente e buon appetito.
Per gravi motivi familiari, starò via per un po’.
Non potrò quindi né rispondere a mail e commenti, né moderarli.
Perdonatemi e abbiate pazienza.
E fate i bravi in mia assenza, eh?
Un bacio
Mitì
…Quelle che hanno un senso, che dicono cose che condivido, che risvegliano ricordi, emozioni, momenti, che in un modo o nell’altro fanno parte della mia vita.
Ce ne sono molte: ma se debbo sceglierne una, così, senza stare tanto a pensarci su, scelgo
(qui le parole)
***
E voi, quale scegliete?
***
-MauroGasparini: Eu te devoro e Pétala (Djavan)
-ZiaPaperina: Una donna per amico di Battisti. Autobiografica ;o)
-Catepol: Caterina (De Gregori)… perchè ho sposato chi me l’ha fatta conoscere e dedicata la prima volta ;-) e perchè un po’ mi ci ritrovo. Poi “Grazie perché” Gianni Morandi e Amii Stewart…perché anche lontano tendo la mano e tu ci sei…
-LucaMoretto: ONE – U2!!! senza dubbio… naturalmente quella originale! one love, one life…
-Comidademama: “E se domani” di Mina. Marta l’ha imparata quando ha iniziato a parlare. E scuoteva anche la testa scandendo “fe-li-ci-taaaaaaaaaaaaaaaaà!”
-Sioux: Una è troppo poco! Scelgo “Siamo solo noi” di Vasco.Una delle prime volte che l’ho sentita avevo 11 anni, era appena uscita.Qualche anno dopo,da adolescente, era un po’ il nostro sogno di ribellione. Dopo 26 anni quando sento il suono del basso che parte..è sempre la stessa emozione.
-Loungerie: Luigi Tenco – Giornali Femminili. Fa parte delle canzoni di Tenco poco ascoltate, piene di un’ironia e di una lucidità…non l’ho trovata in rete, questo però è il testo (nei commenti, NdPS)
-GigiMassi: “La cura” di Franco Battiato…
-Krishel: Al momento questa: All that could have been Nine Inch nails (testo nei commenti)
-Invernomuto: Mah lista lunga… qualcuna compare anche sul blog…Comunque (in ordine sparso): Modena – Antonello Venditti; Sempre e per sempre – Francesco de Gregori; Ovunque proteggi – Vinicio Capossela. Tralascio quelle strumentali…
-Robi: Quella più “personale” : “Una mia canzone” di Gianni Togni. Quella più cantata : “Black and Blues” di Al Jarreau.
Quella più ascoltata: “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin
-Ninni: … Besame Mucho ……perché sento ancora, dopo la sua morte, il profumo ed il calore della sua mano quando, tra un sorriso e uno sguardo pensieroso, me la dedicava cantandola…In realtà è sempre: viva la canzone e lei.
-Brugue: Posso dirlo? My Way mi fa impazzire… Quando è tardi, al lavoro (dopo l’ultimo giro…) prima di chiudere il computer attivo a tutto volume le mie preferite: My way (F. Sinatra)… un debole…Le osterie di fuori porta (F. Guccini) un omaggio alla mia verde età e ad una notte trascorsa girando per le vie di Bologna. I’m easy (K: Carradine) mi sento un tipo facile (ma non nel senso negativo…) in realtà ho amato R. Altman qualche perla di Ligabue (adoro Piccola stella senza cielo) é un rock romantico (un po’ triste) che mi prende…ed ovviamente One degli U2 (versione originale, magari dal vivo) una canzone che mi lega ad un periodo della mia vita e mi riporta (corsi e ricorsi storici) alla conquista della Coppa del mondo (perchè no?)
-Gsseven: Sei nell’anima della Nannini: una poesia in musica
-Quadreria: La donna cannone di De Gregori
-Mary: Ce ne sono a bizzeffe, ma proporrò una italiana: “Parole, parole, parole” di Mina. Trovo tutto vero e l’ho vissuto un sacco di volte…
-Stufa: Una che mi viene in mente al volo? Almeno tu nell’universo – Mia Martini
-Marcellus: Sugli sugli bane bane ;D
-Dania: “La cura” di Battiato. Perchè mi auguro sempre che un giorno qualcuno mi ripeta quelle stesse parole.
-Danielle: The long and winding road. Beatles
-Phoebe: Non è l’amore che va via – Vinicio Capossela (testo nel commento, NdPS). Come si fa a non dargli ragione?
-Brian: Questa è la canzone che secondo me riassume meglio i complessi rapporti tra un uomo e la donna che lo ha tradito, e che lui vuole perdonare, anche perché pure lui ha la coscienza sporca: “E’ Ancora Giorno” (Mogol/Battisti) di Adriano Pappalardo (testo nel commento)
-Caracaterina: Per non dover scegliere solo UNA canzone mi succede che mi si azzera tutta la memoria, come se non avessi mai ascoltato una canzonetta. Poi qualcosa, lentamente, ritorna a galla. E il primo brandello che afferro è Dedicato, di Ivano Fossati, ma cantata da Loredana Bertè.
-Zuck: Tra le canzoni d’amore Sad eyed Lady of the Lowlands di Bob Dylan e tra tutte le altre Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones.
-Blimunda: Lo so, sono noiosa e prevedibile: Creuza de Ma (De André) ancora e sempre.
-Luca: Sicuramente Somewhere Over The Rainbow che adoro soprattutto nella versione di Louis Armstrong
-Bolilla: Difficillimo quesito, per chi ha le orecchie immerse in millanta: ma dovendo estrarre a caso, e a caldo, direi: Chris Whitley, Accordingly.
-Dontyna: Un canzone? Ma è difficilissimo! Massì, scelgo la poesia metropolitana dei Baustelle con il testo dedicato a Il corvo Joe!
-Lagradisca: Libertango: inqietudine e passione. Sconfinato tormento, che si calma con un respiro profondo e una presa forte e dolce.
-Orientalia: E’ I’m easy di Keith Carradine. Ha una qualità ridereccia e leggera che mi piace troppo….:)
-Hardla: 74-’75 dei Connells. Il primo amore non si scorda mai. Magari sbiadisce. Ma la prima canzone non si scorda mai per davvero. E non sbiadisce, neppure in lavatrice ad alte temperature.
-Roger: in ricordo di qualcosa, e di qualcuno ormai lontano, che non è stato…ma che resta nel ricordo. Lontano Lontano….di Luigi Tenco (testo nel commento)
-P4T: La cura di Franchino (testo nei commenti)
-Marchino: Potrei rinunciare a tutta la musica tranne che a “La danza di Zorba” di Mikis Theodorakis.
-Fiodor: I will survive. La preferisco nella versione di Cake. O al limite di Aretha
-Amfortas: Amore che vieni, amore che vai, De Andrè, senza esitazioni.
-MisterX: La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè. Indimenticabile e indimenticato…
-Ulla: Fantastica My way, e a quarantanni, stanotte, giuro che la imparo a memoria!!!e poi imparo anche I’m survive
-MissBungle: Bardamù. Di Vinicio Capossela. Il testo è un brivido…
In una stanzina della casa di campagna mia mamma aveva sistemato un vecchio mobile a scaffali, dove si divertiva sadicamente a raccogliere tutti gli oggetti più brutti e kitsch che volenti o nolenti ci trovavamo in casa: bomboniere, strane bottiglie di liquore, vasetti, statuine, ricordini di viaggi, cartoline, partecipazioni di nozze e battesimi, oggetti e così via.
Ho deciso di continuare qui quella sadica (e pure un po’ masochistica ;-) usanza inaugurando una nuova rubrica, il Placido WebMuseo del Kitsch, dove vorrei raccogliere amorevolmente – come in quel vecchio mobile a scaffali – tutte le meravigliose cose assurde e un po’ tamarre (foto, video, canzoni, immagini ecc) che si trovano conservate in rete.
Se volete partecipare all’allestimento del Museo, fotografando magari anche oggetti in vostro possesso come quelli su descritti , segnalate i vostri “reperti” scrivendomi all’indirizzo che trovate qui in alto a sinistra.
Iniziamo oggi col video di una poetica e soprattutto raffinata canzone annata 1982, interpretata da Ellen Kessler:
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