Credenze Natalizie
Il senso totalmente positivo di questa Notte magica, si riflette sulle antiche credenze dal sapor pagano che la riguardano. Ad esempio in Piemonte si dice che i fiori seminati il giorno di Natale avranno degli splendidi colori; a Napoli che l’aceto usato per condire l’”insalata di rinforzo” della Vigilia, versato sui garofani li renderà pieni di screziature; in Liguria che le foglie di alloro raccolte il 25 non seccheranno per mesi…
E, visto che Natale era anticamente uno dei rari momenti di abbondanza alimentare, è logico che siano molte anche le credenze riguardanti la tavola; in Puglia cibo rituale natalizio son le “pettole”, pallottole di pasta lievitata fritta nell’olio. Per preparlarle però vi sono riti precisi da seguire: vanno impastate solo dalla mezzanotte all’alba della Vigilia, sennò saran disgrazie. Mentre frigge, la cuoca non deve né bere né mangiare, sennò assorbiranno troppo olio. Dall’ultima pettola, prima d’esser buttata in padella, bisognerà togliere un pezzetto e buttarlo nel camino recitando una preghiera; infine guai a lodare la frittura che si sta facendo: riuscirà di certo male.
In Emilia Romagna invece si credeva che tutti gli avanzi dei cibi del cenone avessero effetti medicamentosi; burro e olio per curare tagli e bruciature, cera delle candele contro le contusioni, vino le piaghe sulla schiena di animali e umani e, versato nella vigna, un’ottima vendemmia l’anno dopo; le briciole di pane date ai pulcini per farli crescere vigorosi e mai preda di volpi e rapaci. In Istria, per proteggere il bestiame da ogni malanno, gli si dava da mangiare un poco del cibo del Cenone.
La Notte Santa era anche l’unica notte in cui era possibile tramandare “esercizi segreti”; così in tutto il Meridione, Veneto e Liguria, le nonne insegnavano alla nipote prediletta i riti per levare il malocchio, mentre in Campania, Sicilia e Piemonte i nonni “guaritori” passavano ai discendenti l’arte per curare ossa e distorsioni.
E infine, ovviamente, non potevano mancare le credenze legate all’amore.
Nelle Marche, la sera del 24 dicembre le ragazze da marito mettevano sotto il cuscino del letto tre fave (simbolo di fecondità): la prima completamente senza buccia, la seconda sbucciata a metà e la terza intatta. Al risveglio infilando la mano sotto il guanciale ne sceglievano una a caso: quella senza buccia indicava un futuro marito povero, le altre medio-ricco o decisamente miliardario.
A loro volta, nella Sardegna logudorese, le nubili facevano sistemare su un tavolo dalle altre donne di famiglia cinque scodelle contenenti rispettivamente cenere, acqua, chiavi, trucioli: una doveva restare vuota. Bendate, sceglievano una di queste mettendoci una mano: se trovavano acqua, avrebbero sposato un agricoltore, cenere un mugnaio, trucioli un falegname, chiavi un ricco possidente, vuoto un poveretto.
Nelle Murge invece bastava che la ragazza la mezzanotte esatta del 24 si guardasse allo specchio con i capelli sciolti per vedere, al posto della sua immagine, quella del futuro marito.



E la notte di natale gli animali parlano…
Commento di ZiaPaperina - 20 Dicembre 2006 14:26
….raccontando tutti i fatti privati dei loro padroni. Per questo bisogna trattarli bene ;-)
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 14:27
Che piacere ritrovarti. E ritrovare la tua saggezza…
Un bacio
Commento di Krishel - 20 Dicembre 2006 14:28
Krishel. :-*****
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 14:35
Esilarante quella delle fave sotto il cuscino per trovare marito. Come trovare un piccione con tre fave.
Anche quella delle tazze…
Che nostalgia. I vaticinii del genere ora si fanno con la googlemanzia
Commento di aquatarkus - 20 Dicembre 2006 14:36
Carinissimo!!C’e da dirlo: comunque si sia o meno credenti quella notte incute timore e reverenza.
Inutile negarne un effetto, di speranza, magico.
Commento di Agomast - 20 Dicembre 2006 14:58
Aquatarkus: dici che digitano come chiave di ricerca “troverò marito?” ;-*
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 15:05
Agomast. sì, decisamente è così. :-)*
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 15:05
Tre fave..accidenti ora cadevo nel tranello anch’io! :P
E’ la prima volta che passo di qui e commento,leggo sempre il tuo nome in pratica in quasi tutti i blog che leggo! Complimenti,post e blog interessante e pieno di spunti.
Commento di Dario - 20 Dicembre 2006 15:25
Io so che le lenticchie portano soldi.
Per cui ogni anno la mia mamma non si dimentica di cucinarle!
Commento di Tengi - 20 Dicembre 2006 16:00
Tengi, le lenticchie tradizionalmente a capodanno. Però in alcune regioni, come le Marche, la vigilia mangiano una zuppa con dentro 7 o 9 tipi diversi di legumi. Altrimenti 7 zuppe, ciascuna di legumi diversi. Una zuppabbuffata, insomma ;-)
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 16:07
Dario, è bello avere amici in comune :-)*
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 16:20
Che belle queste tradizioni natalizie…quella delle fave nn la conoscevo, ma posso confermare quella della zuppabbuffata ahimè!.. ;)
Un bacio Placida Signora.. :)
Commento di missi - 20 Dicembre 2006 17:27
Ha un sapore antico questo post… Ne avevo bisogno, proprio oggi… :D
Commento di Sw4n - 20 Dicembre 2006 17:31
le credenze natalizie sono molto varie
nel medioevo si credeva che le creature maligne popolassero il cielo , la notte di Natale quando Gesù scendeva sulla terra, chi nasceva, o moriva, era destinato, l’ uno ad una vita piena di felicità e ricchezza, l’ altro, per intercessione di Gesù ad andare diretto in paradiso….in contrasto a ciò un altra credenza diceva che chi fosse nato quella notte , notte in cui solo Gesù poteva nascere, sarebbe diventato lupo mannaro ed avrebbe vissuto una vita dannata fino alla sua morte…
una sola credenza o tradizione che io sappia accomuna quasi tutte le popolazioni dal nord Europa fino ai paesi del Mediterraneo l’ uso di accendere un grosso tronco di legno (ceppo) nel camino
che doveva durare per tutte le feste e cui erano collegate altre credenze, chi lo cospargeva di vino, a simboleggiare il sangue di Gesù….chi prima che finisse ne conservava un pezzo che poi doveva servire ad accendere quello dell’ anno dopo….chi, ci prima che finisse e fosse completamente bruciat, ne toglieva un pezzo che doveva servire per la costruzione di un aratro…etc etc
credo anche a Genova….al tempo dei Dogi ci fosse una tradizione che aveva a che fare con il ceppo….e facessero pure una cerimonia pubblica….credo si chiamasse “confuoco”
ah……io sapevo….che glia animali parlavano la notte dell’ Epifania….del Natale non lo sapevo….ma non è importante….meglio loro di noi, perlomeno evitano le figuracce che facciamo noi chiacchierando tutto l’ anno…….
Commento di roger55 - 20 Dicembre 2006 17:53
chi prima che finisse ne conservava un pezzo che poi doveva servire ad accendere quello dell’ anno dopo….chi, ci prima che finisse e fosse completamente bruciat
errata corrige:fra la ripetizione delle due frasi inserire un DRINNN (telefonino)….ovvero….moglie che, impegnata a prosciugare la carta di credito, fa l’ elenco( numeroso et vario) di oggetti comperati….segue colpo apolettico (mio)….e conseguente distrazione e perdita di concentrazione dello scrivente……fate la caritaaaaaaa :(
Commento di roger55 - 20 Dicembre 2006 18:01
Missi, bisognerebbe trovare tutte le ricette della zuppabbufata :-)
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 18:41
Sw4n, già, pòverino…Vuoi un pocket coffee? Scherzi a parte, va meglio? :-*
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 18:42
Roger, il “confeugo” a genova si fa ancora, solo che invece di omaggiare il Doge si omaggia il Sindaco :-)
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 18:43
Io, per dire, ho raccolto nel mio orto, poco fa, diversi mazzi di boraggine o borraggine, che dir si voglia, che qualcuno ci fa il ripieno con ricotta dei ravioli.
Mente tagliavo e coglievo stavo ben zitto se no lei, la boraggine, se uno parla, si incazza e ti punge, specie sotto Natale e pretende di essere cucinata a parte in un intingolo con olio, aglio, santoreggia e un pizzico di pepe, per essere valutata a dovere.
‘Ste piante strane sotto Natale pretendono e protestano non solo verbalmente.
MarioB.
Commento di cf05103025 - 20 Dicembre 2006 19:04
Puff, pant… puff… ultimo, ma arrivo anche io.
BENTORNATAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!
Un abbraccio e mille auguri per tutte le cose nuove: l’anno nuovo, la nuova casa, il nuovo blog.
Per il Natale invece auguri a parte :)
Lat.
Commento di Lattugo - 20 Dicembre 2006 21:41
Mario: quasi come quelle della notte di San Giovanni…;-*
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 22:26
Lat, ossì, ce li facciamo a parte quelli! :-)**
Commento di Placida Signora - 20 Dicembre 2006 22:27
e la sera di vigilia ogni ricordo sarà seduto a tavola, ogni assente. ogni oggetto oggetto perduto, ogni gesto dimenticato. saremo ricchi, fuggevolmente. un abbraccio, cara Placida
Commento di manginobrioches - 20 Dicembre 2006 22:48
credenze natalizie…non si parla di mobili i cui sportelli se aperti fanno partire jingle bells, vero?
Commento di Cynaro - 21 Dicembre 2006 01:41
anche questo accantivante, mi piace, perchè si stanno perdendo le radici sia regionali, della nazione d’appartenenza ecc.. non sono contraria alla glogalizzazione… ma almeno salvare qualcosa che odentifichi il paese d’origine questo si ciao
Commento di caravaggio - 21 Dicembre 2006 17:25